Antonio Segni
| sen. Antonio Segni | |
|---|---|
| Parlamento italiano Senato della Repubblica |
|
| Luogo nascita | Sassari |
| Data nascita | 2 febbraio 1891 |
| Luogo morte | Roma |
| Data morte | 1 dicembre 1972 |
| Titolo di studio | Laurea in Giurisprudenza |
| Professione | Docente universitario |
| Legislatura | IV, V, VI |
| Gruppo | Democratico Cristiano |
| Senatore a vita | |
| Investitura | Senatore di diritto |
| Data | 6 dicembre 1964 |
| Pagina istituzionale | |
| on. Antonio Segni | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
|
| Partito | Democrazia Cristiana |
| Legislatura | I, II, III |
| Gruppo | Democratico Cristiano |
| Collegio | Cagliari (I e III Legislatura), Collegio Unico Nazionale (II Legislatura) |
| Pagina istituzionale | |
| on. Antonio Segni | |
|---|---|
| Assemblea costituente | |
| Partito | Democrazia Cristiana |
| Gruppo | Democratico Cristiano |
| Collegio | XXXI (Cagliari) |
| Pagina istituzionale | |
Antonio Segni (Sassari, 2 febbraio 1891 – Roma, 1º dicembre 1972) è stato un politico italiano, quarto presidente della Repubblica.
Dopo aver ricoperto diversi incarichi governativi nei governi Bonomi III, Parri, De Gasperi I, De Gasperi VII e Pella, Segni fu per due volte Presidente del Consiglio dei ministri, dal 6 luglio 1955 al 15 maggio 1957 e dal 15 febbraio 1959 al 23 marzo 1960.
La sua Presidenza, che durò solo due anni e mezzo, dall'elezione del 6 maggio 1962 sino alle dimissioni volontarie del 6 dicembre 1964, fu la più breve della storia repubblicana dopo quella di Enrico De Nicola.
Suo figlio Mario è anch'egli un politico.
Biografia
Antonio Segni nasce in una nobile famiglia sarda, ascritta al patriziato genovese dal 1752[1].
Portati a termine gli studi liceali presso il Liceo «Azuni», si laureò in giurisprudenza nel 1913, aderì al Partito Popolare Italiano fin dalla sua fondazione e fu consigliere nazionale del PPI dal 1923 al 1924. Allievo di Giuseppe Chiovenda, Professore universitario di diritto processuale civile dal 1920, insegnò in varie università tra cui quelle di Sassari (di cui fu rettore magnifico dal 1946 al 1951), Perugia e Roma. Dopo l'avvento del fascismo, smise temporaneamente di fare politica.
Nel 1942 fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana e nel 1946 venne eletto deputato all'Assemblea Costituente. In quel periodo ricevette numerosi incarichi istituzionali e governativi: fu sottosegretario all'Agricoltura nel governo Bonomi III, nel governo Parri e nel governo De Gasperi I; occupò da ministro lo stesso dicastero in vari governi guidati da Alcide De Gasperi per poi essere nominato Ministro della Pubblica Istruzione nel governo De Gasperi VII e nel governo Pella.
Politico di tendenze conservatrici, fu Presidente del Consiglio dei ministri dal 6 luglio 1955 al 15 maggio 1957 e dal 15 febbraio 1959 al 23 marzo 1960.
La presidenza della Repubblica
Fu eletto Presidente della Repubblica Italiana il 6 maggio 1962 (al nono scrutinio con 443 voti su 842), con i voti decisivi del MSI e dei monarchici.
Prestò giuramento l'11 maggio 1962. I suoi due anni al Quirinale furono contrassegnati da tensioni con il blocco formato da Ugo La Malfa, il PSI ed una parte della DC che spingeva per riforme sociali e strutturali, invise ad un conservatore come Segni. Inoltre dopo la caduta del Governo Moro I, propose al Presidente del Consiglio uscente un governo di tecnici sostenuto dai militari.
La malattia
Il 7 agosto 1964, durante un concitato colloquio con gli onorevoli Giuseppe Saragat e Aldo Moro, fu colpito da trombosi cerebrale. Ne seguì l'accertamento della condizione d'impedimento temporaneo, avvenuto con atto congiuntamente firmato dai Presidenti delle due Camere e dal Presidente del Consiglio; il 10 assunse le funzioni ordinarie di supplente il Presidente del Senato Cesare Merzagora (fino al 29 dicembre 1964). Pur trattandosi di grave malattia, non si arrivò mai alla dichiarazione di "impedimento permanente", che avrebbe comportato una nuova elezione, e la situazione fu risolta dalle dimissioni volontarie, del 6 dicembre 1964.
Gli ultimi anni
Divenne senatore a vita in quanto ex Presidente della Repubblica, ma fu sospettato di avere avuto un ruolo di incerta definibilità nelle vicende del progettato Piano Solo. A sostegno di tale sospetto vi è il fatto che durante le trattative per la formazione del nuovo governo nel luglio 1964, chiese di partecipare al generale Giovanni De Lorenzo e al Capo di Stato Maggiore della Difesa Aldo Rossi.
Morì a Roma nel 1972, all'età di ottantun anni.
Nell'ambito dei festeggiamenti per i 450 anni dell'Università di Sassari, la sua immagine è stata apposta all'esterno del Dipartimento di Storia, scienze dell'uomo e della formazione dell'Ateneo. La sede stessa del dipartimento, tra l'altro, è intitolata allo stesso Segni.
Onorificenze e riconoscimenti
Nella sua qualità di Presidente della Repubblica italiana è stato, dall'11 maggio 1962 al 6 dicembre 1964:
| Capo dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| Capo dell'Ordine militare d'Italia | |
| Capo dell'Ordine al merito del lavoro | |
| Capo dell'Ordine della stella della solidarietà italiana | |
Personalmente è stato insignito del:
- Premio Carlo Magno (nel 1964)
Note
Voci correlate
- Governo Segni I
- Governo Segni II
- Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 1962
- Piano Solo
Altri progetti
-
Commons contiene file multimediali su Antonio Segni
| Predecessore | Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Mario Scelba | 6 luglio 1955 - 19 maggio 1957 | Adone Zoli | I |
| Amintore Fanfani | 15 febbraio 1959 - 25 marzo 1960 | Fernando Tambroni | II |
| Predecessore | Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Pella | 25 marzo 1960 - 7 maggio 1962 | Attilio Piccioni (dopo interim) |
| Predecessore | Ministro dell'Interno della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Fernando Tambroni | 15 febbraio 1959 - 25 marzo 1960 | Giuseppe Spataro |
| Predecessore | Ministro della Difesa della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Paolo Emilio Taviani | 1 luglio 1958 - 15 febbraio 1959 | Giulio Andreotti |
| Predecessore | Ministro della Pubblica Istruzione della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Guido Gonella | 26 luglio 1951 - 16 luglio 1953 | Giuseppe Bettiol | I |
| Giuseppe Bettiol | 17 agosto 1953 - 18 gennaio 1954 | Egidio Tosato | II |
| Predecessore | Ministro dell'Agricoltura della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Fausto Gullo | 14 luglio 1946 - 26 luglio 1951 | Amintore Fanfani |
| Predecessore | Presidente della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Giovanni Gronchi | 11 maggio 1962 - 6 dicembre 1964 | Giuseppe Saragat |
| Predecessore | Magnifico Rettore dell'Università di Sassari | Successore | |
|---|---|---|---|
| Carlo Gastaldi | 1943 - 1951 | Cataldo Zummo |
| Presidenti della Repubblica Italiana | ||||
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