Associazione Nazionale Magistrati
L'Associazione Nazionale Magistrati è l'associazione apolitica[1] che raggruppa i magistrati italiani.
Storia
Nata nel 1909 come Associazione Generale dei Magistrati[2], sciolta nel 1925 dal regime fascista. È stata rifondata nel 1944 a Roma come ANM. Negli anni '50 nacquero le "correnti" interne all'ANM, e la prima fu "Terzo Potere". Dal 1963 la componente di maggioranza relativa era Magistratura Indipendente. Dal 1981 lo è divenuta Unità per la Costituzione.
Al 2011 sono iscritti 8.284 degli 8.886 magistrati italiani in servizio.[2] È guidata da un Comitato Direttivo Centrale eletto ogni quattro anni e composto da 36 membri.[2]
Scopi
Gli scopi dell'ANM sono enunciati nell'articolo 2 del suo Statuto:[1]
- dare opera affinché il carattere, le funzioni e le prerogative del potere giudiziario, rispetto agli altri poteri dello Stato, siano definiti e garantiti secondo le norme costituzionali;
- propugnare l'attuazione di un Ordinamento Giudiziario che realizzi l'organizzazione autonoma della magistratura in conformità delle esigenze dello Stato di diritto in un regime democratico;
- tutelare gli interessi morali ed economici dei magistrati, il prestigio ed il rispetto della funzione giudiziaria;
- promuovere il rispetto del principio di parità di genere tra i magistrati in tutte le sedi associative [...];
- dare il contributo della scienza ed esperienza della magistratura nell'elaborazione delle riforme legislative, con particolare riguardo all'Ordinamento Giudiziario;
- [...].
L'ANM cura la pubblicazione del periodico trimestrale La Magistratura ed è tra i membri fondatori dell'Unione Internazionale dei Magistrati.[2]
Critiche
L'ANM è stata accusata di atteggiamenti corporativi e conservatori da esponenti del Popolo delle Libertà e del Partito Radicale.[3]
Il 19 novembre 2008 l'ANM si è appellata all'ONU allarmata per i «duri attacchi alle decisioni della magistratura venuti da esponenti politici e dallo stesso primo ministro», e per i progetti di riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che vogliono «sminuirne il ruolo di garanzia dell'indipendenza della magistratura».
L'avallo dell'ANM all'allontanamento dei magistrati di Salerno in seguito al caso di Luigi De Magistris è stato criticato da Marco Travaglio[4].
I magistrati Ilda Boccassini[5] e Luigi De Magistris [6] si sono dimessi dell'ANM rispettivamente nel 2008 e nel 2009.
Correnti interne
- Magistratura Democratica (sinistra)
- Unità per la Costituzione (centro)
- Magistratura Indipendente (centro-destra)
- Movimento per la Giustizia I Verdi-Articolo 3 (sinistra)[7]
Cariche
Presidente fino al Marzo 2012 è Luca Palamara. Segretario generale Giuseppe Cascini.
Il Comitato Direttivo Centrale, composto di 36 membri, è eletto ogni quattro anni con il metodo proporzionale. Attualmente ne fanno parte:
- Unità per la Costituzione (12 eletti),
- Area, formazione che riunisce Magistratura democratica e Movimento per la giustizia - Articolo 3 (12 eletti),
- Magistratura Indipendente (11 eletti),
- Proposta B (1 eletto).
Nel Marzo 2012 Rodolfo Sabelli diventa il nuovo presidente[8].
Note
- ^ abStatuto dell'ANM, Home page ANM
- ^ abcdL'Associazione Nazionale Magistrati, Home page ANM.
- ^ «Sono corporativi temono scelte bipartisan» Rita Bernardini intervistata da Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera, 22 agosto 2008
- ^ Associazione Nazionale Magistrati Strabici, Passaparola di Marco Travaglio, Blog di Beppe Grillo, 22 dicembre 2008
- ^ Boccassini, addio al sindacato delle toghe, di Luigi Ferrarella, Corriere della Sera, 9 gennaio 2008
- ^ De Magistris dice addio all'Anm, Corriere della Sera, 24 gennaio 2009.
- ^ La Associazione Nazionale Magistrati
- ^ Anm, Rodolfo Sabelli nuovo presidente. E’ il pm romano dell’inchiesta sulla P3 | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
Bibliografia
- Stefano Livadiotti, Magistrati. L'ultracasta, Bompiani editore, 2009
- Massimo Martinelli, La palude, Gremese Editore, 2008