Bollati Boringhieri

Bollati Boringhieri
Nazione bandiera Italia
Fondazione 1957 a Torino

Fondata da

Paolo Boringhieri

Gruppo Gruppo editoriale Mauri Spagnol
Sito web www.bollatiboringhieri.it/

Bollati Boringhieri è una casa editrice italiana fondata nel 1957 a Torino con il nome Editore Boringhieri da Paolo Boringhieri, già redattore della Giulio Einaudi Editore dal 1949 e ivi direttore delle edizioni scientifiche.

Storia

La casa all'esordio, nata come società per azioni, eredita quattro collane da Einaudi: la "Biblioteca di cultura scientifica", la "Collezione di studi religiosi, etnologici e psicologici" (ovvero la cosiddetta "collana viola" fortemente voluta da Cesare Pavese), la "Biblioteca di cultura economica" e i "Manuali" con tutti i loro titoli.

Nei suoi primi anni di vita il punto di forza è l'integrazione della cultura scientifica con il mondo umanistico, la letteratura e la filosofia. A fianco di manuali scientifici e libri di Albert Einstein sono pubblicate quindi opere di Sigmund Freud, Carl Gustav Jung, Vilfredo Pareto, Vladimir Propp, Bronisław Malinowski, Marcel Mauss, Mircea Eliade e Georges Dumézil.

Pubblica inoltre diversi volumi dell' Enciclopedia di autori classici, collana ideata e diretta dal filosofo Giorgio Colli con la collaborazione, tra gli altri, di Mazzino Montinari (come Colli studioso di Nietzsche), Sossio Giametta, Gigliola Pasquinelli, Giuliana Lanata[1]. In questa collana vedono luce opere di Cartesio, Newton e Leibniz, ma anche Eschilo, Machiavelli e Leopardi e testi più orientali di Yehuda Ha-Levi, di Abhinavagupta e le Upaniṣad.

Di Freud finì con il pubblicare l'opera intera (12 volumi, 1966-1980), a cura di Cesare Musatti e Renata Colorni, a cui s'è aggiunta quella di riferimento di Jung (19 volumi in 24 tomi, dal 1970 a cura di Luigi Aurigemma). I due fungono anche da perno per diverse altre opere di psicologia, psichiatria e psicoterapia (come i manuali di Silvano Arieti e di Bruno Bara, gli studi di John Bowlby, Luigi Cancrini, Franco Fornari, Heinz Hartmann, Otto Kernberg, Melanie Klein, Heinz Kohut, Giampaolo Lai, Robert Langs, Stephen Mitchell, Salomon Resnik, Joseph Sandler, oltre a opere di Alice Miller, Marie-Louise von Franz, Karl Abraham e Anna Freud).

In ambito logico-matematico ha raccolto le opere di Kurt Gödel, i manuali di analisi di Enrico Giusti e opere di Gabriele Lolli come di Ian Stewart; in ambito economico quelle di Guido Carli, scritti di Joseph Schumpeter e, per ulteriore esempio, il dizionario in 16 volumi a cura di Giorgio Lunghini.

Nel 1987 la casa editrice ha un nuovo slancio quando Giulio Bollati rileva il controllo dell'azienda, cambiandone anche il nome nella denominazione attuale. Il catalogo si completa con una parte umanistica e letteraria. Nel 1989 vengono stampate le opere complete di Carlo Cattaneo. Nel 1993 Boringhieri cede la sua quota di minoranza e si ritira.

Oltre ai citati ha inoltre in catalogo diverse opere di Giorgio Agamben, Marco Aime, Günther Anders, Marc Augé, Ermanno Bencivenga, John Berger, Roger Caillois, Charles Darwin, Ernesto De Martino, Georges Didi-Huberman, Tilde Giani Gallino, Werner Karl Heisenberg, Luce Irigaray, Marina Jarre, Furio Jesi, Karl Kerényi, Serge Latouche, Konrad Lorenz, Claudio Napoleoni, Georges Perec, Luigi Pintor ecc.

Al catalogo originario sono aggiunte quattro collane: "Temi", contenente testi politici, senza schieramento ideologico; "Varianti"; "Nuova Cultura", di storiografia moderna; e "Pantheon", con testi fondatori della cultura letteraria e scientifica, dedicata ad un'ideale classe dirigente da educare.

Nel 1998, due anni dopo la scomparsa di Giulio Bollati, il catalogo viene riorganizzato in quattro aree: Arte e letteratura, Storia, filosofia e scienze sociali, Scienze e psicologia.

Nel 2009 la casa editrice passa al Gruppo Editoriale Mauri Spagnol.

Collane

Note

  1. ^ L'intero piano della non finita enciclopedia si legge in Giuliana Lanata, Esercizi di memoria, Bari, Levante Editori, 1989. Per l'Enciclopedia, lei tradusse e commentò Ippocrate. Opere, 1961.

Collegamenti esterni

Fonti