Campionato italiano di calcio
Il campionato italiano di calcio è un insieme di tornei nazionali istituiti dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). I campionati sono suddivisi e organizzati in 10 livelli, i primi 4 sono inquadrati nell'area del professionismo, mentre i restanti 6 sono a carattere dilettantistico. La Lega Nazionale Professionisti Serie A organizza e dirige il maggiore campionato, la Serie A, mentre la Lega Nazionale Professionisti Serie B organizza e dirige la Serie B. La Lega Italiana Calcio Professionistico sovrintende allo svolgimento dei campionati di Prima Divisione e Seconda Divisione, il terzo e il quarto livello del professionismo. L'organico complessivo delle tre leghe superiori consta di un totale di 119 società, rendendo il settore professionistico italiano il più numeroso del mondo. I diversi campionati a carattere dilettantistico sono organizzati dalla Lega Nazionale Dilettanti, il cui campionato più importante, la Serie D, rappresenta il quinto livello del calcio italiano e la porta di entrata verso il professionismo.
Ogni squadra affronta tutte le altre compagini del raggruppamento di appartenenza due volte, una presso il proprio campo (partita in casa), una presso il campo avverso (partita in trasferta) con uno svolgimento che è detto Girone all'italiana. Si assegnano tre punti[1] alla squadra che vince una partita, un punto a ciascuna squadra in caso di pareggio e zero alla squadra sconfitta.
La classifica finale viene stilata in base ai seguenti criteri, disposti di seguito in ordine di importanza:[2]
- punti conquistati in classifica generale;
- punti conquistati negli scontri diretti;
- differenza reti negli scontri diretti;
- differenza reti in classifica generale;
- maggior numero di gol segnati in classifica generale;
- sorteggio.
I campionati professionistici
Torneo della Lega Nazionale Professionisti Serie A
È un torneo che si svolge tra 20 squadre dalla stagione 2004-05, mentre in passato le squadre iscritte sono state 18 o 16. Fu istituita nel 1929, quando agli albori il torneo era strutturato su di una Prima Categoria formata da un numero assai variabile di società, da un minimo di 4 nel 1898 ad un massimo di ben 88 nel 1921. La squadra che ottiene il maggior numero di punti nella Serie A si aggiudica il titolo di campione d'Italia, denominato e contraddistinto da un apposito scudetto che venne introdotto per la prima volta in Italia dal Genoa nel 1924-25 quando lo appuntò sulle maglie della squadra, e da allora rimase fino ai tempi odierni. La Coppa Campioni d'Italia, il trofeo del campionato, si assegna dalla stagione 1960-61, e dalla stagione 2004-05 si consegna sul campo alla squadra campione, con una cerimonia di premiazione. Le prime due squadre classificate ottengono la qualificazione alla fase a giorni della Champions League, mentre la terza si qualifica al turno di play-off della medesima competizione. La quarta si qualifica al turno di play-off della Europa League, mentre la quinta si qualifica al terzo turno preliminare della medesima competizione. La squadra vincitrice della Coppa Italia si qualifica alla fase a gironi della Europa League, ma se quest'ultima risulta già qualificata per la Champions League, e la finalista perdente è già qualificata alle coppe europee, è la squadra classificata sesta in campionato a qualificarsi per la Europa League, partendo dal terzo turno preliminare. Le ultime tre squadre in graduatoria vengono retrocesse in Serie B.
Torneo della Lega Nazionale Professionisti Serie B
È composta da 22 squadre dal campionato 2004-05. Precedentemente in tempi recenti sono state 20, anche se nella stagione 2003-04 le squadre partecipanti furono 24. I vincitori del torneo passano alla categoria superiore (Serie A), mentre gli ultimi vengono retrocessi alla categoria inferiore (Prima Divisione). Attualmente solo le prime 2 classificate vengono promosse direttamente. Se la squadra 3ª classificata ha meno di 10 punti di vantaggio sulla 4ª, la restante promozione viene decisa con un girone di spareggi detto play-off al quale prendono parte le squadre classificate dal 3º al 6º posto, altrimenti la terza classificata viene promossa direttamente. Allo stesso modo si procede per le quattro retrocessioni con il play-out tra la squadra 18ª e 19ª che viene disputato con gare di andata e ritorno se la squadra 18ª classificata ha meno di 5 punti di vantaggio sulla 19ª, altrimenti quest'ultima retrocede direttamente assieme alle ultime 3 squadre classificate. La Coppa Ali della Vittoria, il trofeo del campionato, si assegna dalla stagione 1960-61, e dalla stagione 2006-07 si consegna sul campo alla squadra vincitrice, con una cerimonia di premiazione.
Tornei della Lega Italiana Calcio Professionistico
È suddivisa in due gironi: A e B, entrambi con 18 partecipanti. Ciascun girone esprime due squadre promosse e tre squadre retrocesse in egual quantità: la prima di ogni girone viene promossa direttamente mentre seconda, terza, quarta e quinta classificata disputano i play-off; per quanto riguarda le retrocessioni, l'ultima classificata viene relegata direttamente mentre penultima, terzultima, quart'ultima e quintultima disputano i play-out con altre due retrocessioni per girone.
L'ultima serie del calcio professionistico è divisa geograficamente in due gironi: A e B, entrambi di norma con 20 partecipanti. Ciascun girone esprime tre squadre promosse e nove squadre vengono retrocesse in totale: le prime due di ogni girone vengono promosse direttamente mentre terza, quarta, quinta e sesta classificata disputano i play-off; per quanto riguarda le retrocessioni, le ultime tre classificate vengono relegate direttamente mentre quart'ultima e quintultima dei due gironi disputano i play-out con finale incrociata per una sola salvezza.
I campionati dilettantistici
I tornei amatoriali del calcio italiano sono gestiti dalla Lega Nazionale Dilettanti per il tramite degli organismi che essa coordina: il Comitato Interregionale e i 19 Comitati Regionali.
Tornei della Lega Nazionale Dilettanti
Essendo l'unica serie dilettantistica di livello nazionale, gode di statuto e regolamenti speciali; è l'anello di congiunzione tra il calcio amatoriale e quello professionistico della FIGC. La Serie D è oggi articolata in 9 gironi da 18 squadre: a fine stagione le capolista dei vari gironi, tutte promosse fra i professionisti, si contendono il titolo di campione d'Italia Dilettanti. Le ultime due classificate di ogni girone retrocedono direttamente nei campionati regionali, mentre le quattro squadre che le precedono disputano i play-out.
I campionati regionali
La restante struttura del campionato di calcio italiano si articola in ulteriori 5 livelli regionali a cui possono giocare le squadre a vario titolo con differenti organizzazioni, oneri, doveri, regole e casi particolari. Le prime di ciascuna serie sono promosse a quella superiore, come pure le vincitrici dei playoff, sebbene l'ascesa di queste ultime sia subordinata alla disponibilità di posti liberi nei tornei superiori di ciascuna Regione.
Eccole in successione:
Le serie in questione sono organizzate dai Comitati Regionali della FIGC, tranne l'ultima che viene gestita dai rispettivi comitati provinciali.
Altri Campionati
Nel campionato italiano, esistono altri sei campionati organizzati dalle delegazioni provinciali e regionali della FIGC sotto l'egida del Settore Giovanile e Scolastico. I campionati, tutti di carattere giovanile sono:
- Campionato Juniores, riservato ai ragazzi di 17-18 anni (nati 1993-1994)
- Campionato Allievi, riservato ai ragazzi di 15-16 anni (nati 1995-1996)
- Campionato Giovanissimi, riservato ai ragazzi di 13-14 anni (nati 1997-1998)
- Campionato Esordienti, riservato ai ragazzi di 11-12 anni (nati 1999-2000)
- Campionato Pulcini, riservato ai ragazzi di 9-10 anni (nati 2001-2002-2003)
- Torneo Scuola Calcio, riservato ai nati negli anni 2004-2005
Arbitraggio
Nei Campionati Juniores, Allievi e Giovanissimi, l'arbitraggio delle gare è riservato ad arbitri AIA, mentre l'arbitraggio delle altre categorie è affidato ai Dirigenti delle società.
Attuale sistema
| Livello | Serie | ||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 |
Lega Nazionale Professionisti Serie A Serie A 20 squadre |
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| 2 |
Lega Nazionale Professionisti Serie B Serie B 22 squadre |
||||||||||||||||||
| 3 |
Lega Italiana Calcio Professionistico Prima Divisione Girone A 18 squadre |
Lega Italiana Calcio Professionistico Prima Divisione Girone B 18 squadre |
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| 4 |
Lega Italiana Calcio Professionistico Seconda Divisione Girone A 20 squadre |
Lega Italiana Calcio Professionistico Seconda Divisione Girone B 21 squadre |
|||||||||||||||||
| 5 |
LND Serie D Girone A 20 squadre |
LND Serie D Girone B 20 squadre |
LND Serie D Girone C 18 squadre |
LND Serie D Girone D 20 squadre |
LND Serie D Girone E 18 squadre |
LND Serie D Girone F 18 squadre |
LND Serie D Girone G 18 squadre |
LND Serie D Girone H 18 squadre |
LND Serie D Girone I 18 squadre |
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| 6 |
Eccellenza (28 gironi regionali, 476 squadre) |
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| 7 |
Promozione (54 gironi regionali, 893 squadre) |
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| 8 |
Prima Categoria (106 gironi regionali, 1.668 squadre) |
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| 9 |
Seconda Categoria (182 gironi regionali) |
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| 10 |
Terza Categoria (209 gironi provinciali) |
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Gironi Regione
| Regione | Eccellenza girone | Promozione girone | Prima Categoria girone | Seconda Categoria girone |
|---|---|---|---|---|
|
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2 | 4 | 8 | 16 |
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1 | 2 | 4 | 2 |
|
|
3 | 7 | 12 | 25 |
|
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1 | 2 | 5 | 7 |
|
|
2 | 4 | 8 | 16 |
|
|
1 | 2 | 3 | 4 |
|
|
2 | 4 | 8 | 18 |
|
|
2 | 3 | 6 | 12 |
|
|
1 | 2 | 4 | 9 |
|
|
1 | 2 | 3 | 5 |
|
|
2 | 4 | 8 | 14 |
|
|
1 | 2 | 5 | 7 |
|
|
1 | 1 | 3 | 4 |
|
|
2 | 4 | 8 | 13 |
|
|
1 | 1 | 2 | 3 |
|
|
1 | 2 | 3 | 4 |
|
|
1 | 2 | 4 | 8 |
|
|
2 | 4 | 8 | 7 |
|
|
1 | 2 | 4 | 7 |
| Totali | 28 | 54 | 106 | 182 |
Girone Provinciali
| Regione | Numero delle province | Terza Categoria |
|---|---|---|
|
|
9 | 15 |
|
|
4 | 4 |
|
|
12 | 35 |
|
|
2 | 4 |
|
|
7 | 19 |
|
|
4 | 4 |
|
|
9 | 20 |
|
|
10 | 16 |
|
|
5 | 14 |
|
|
2 | 4 |
|
|
5 | 15 |
|
|
4 | 12 |
|
|
2 | 2 |
|
|
5 | 22 |
|
|
2 | 5 |
|
|
6 | 9 |
|
|
5 | 12 |
|
|
9 | 15 |
|
|
8 | 12 |
| Totali | 110 | 209 |
Squadre straniere iscritte nel campionato italiano
-
Chiasso di Chiasso (Svizzera) dal 1914 al 1922 in Prima Categoria (odierna Serie A). -
Triestina[3] di Trieste (Territorio libero di Trieste) dal 1947 al 1954 in Serie A. -
Ponziana[3] di Trieste (Territorio libero di Trieste) dal 1950 al 1952 in Serie C. -
Edera Trieste[3] di Trieste (Territorio libero di Trieste) dal 1947 al 1952 in Serie C. -
Libertas Trieste[3] di Trieste (Territorio libero di Trieste) dal 1947 al 1951 in Serie C, dal 1951 al 1954 in IV Serie. -
Sant'Anna Trieste[3] di Trieste (Territorio libero di Trieste) in Serie C nella stagione 1947-48. -
San Giovanni Trieste[3] di Trieste (Territorio libero di Trieste) in Serie C nella stagione 1947-48. - Olympia Fiume di Fiume (Stato libero di Fiume) dal 1923 al 1924 in Seconda Divisione.
-
San Marino di Serravalle (San Marino) dal 1960, è ascesa dalla Seconda Categoria fino all'attuale Lega Pro Seconda Divisione. -
Juvenes/Dogana di Dogana (San Marino) dal 2000 al 2007 ha giocato in Prima categoria e Promozione.
Evoluzione del Campionato
Fino al 1912
| I livello | Campionato Federale |
| I livello | Prima Categoria |
| II livello | Seconda Categoria |
| I livello | Prima Categoria |
| II livello | Seconda Categoria |
| III livello | Terza Categoria Regionale |
| Campionati Federali | Campionati Italiani | |
| I livello | Prima Categoria | Prima Categoria |
| II livello | Seconda Categoria | Seconda Categoria |
| III livello | Terza Categoria Regionale | Terza Categoria Regionale |
I primi cinque campionati di calcio si disputavano nell'arco di poche giornate e vi partecipavano da quattro a sette squadre. Solo nel 1904 venne introdotta una Seconda Categoria, o Campionato Riserve, al quale vennero però successivamente ammesse anche le prime squadre delle società minori. Nel 1906 fu istituita una Terza Categoria, principalmente per terze squadre e a livello regionale (anche se i Comitati Regionali furono istituiti solo nel 1909.
Chiusosi il primo decennio, il calcio italiano andò incontro ad importanti cambiamenti, dovuti alla decisione della FIF di italianizzare a forza il campionato, escludendovi i giocatori stranieri che pure, abbiamo visto, avevano fondato il gioco in Italia. La scelta della Federazione colpì duramente i Football Club, e diede largo spazio alle Unioni Sportive e Ginniche che, più deboli in quanto non dirette dai maestri albionici, erano però usualmente formate completamente da atleti italiani, e fino ad allora si erano interessate maggiormente al parallelo campionato organizzato dalla Federazione Ginnica. All'assemblea del 20 ottobre 1907, comunque, il presidente della Doria, Oberti, presentò un ordine del giorno con cui proponeva di organizzare un campionato parallelo a quello italiano, che fosse aperto a tutti, compresi gli stranieri:[4]
| « L'Assemblea delibera che il Regolamento organico sia modificato in modo da comprendere due gare di campionato: la prima chiamata Campionato Federale, libera a tutti i soci appartenenti alle società iscritte alla Federazione, anche se stranieri..., e la seconda chiamata Campionato italiano e riservata ai soli giuocatori italiani o nazionalizzati... Alla prima sarà assegnata la Coppa Spensley... Alla seconda sarà invece assegnata la Coppa Buni... » |
All'approvazione di tale ordine del giorno, la reazione dei Club classici fu durissima, sfociando addirittura nel ritiro dal torneo. LA FIF emanò dunque un ulteriore ordine del giorno:
| « I delegati presenti, addolorati per il ritiro dei delegati delle società Club Torino, Milan Club, Libertas, Genoa Club, Naples FBC, affermano solennemente il concetto che nel proporre un campionato italiano riservato ai soli giuocatori italiani... hanno inteso dare maggior incremento al giuoco, diffondendolo ovunque in Italia, senza per questo pregiudicare i diritti delle società composte da giuocatori stranieri, alle quali hanno riservato la maggior gara di campionato federale. » | |
|
(Ordine del giorno della FIF, citato in Chiesa, p. 19.)
|
Le squadre "spurie internazionali" (composte cioè anche da stranieri) non ritornarono però sui propri passi, sia per protesta contro le nuove limitazioni contro gli stranieri, esistenti persino nel campionato federale (al quale potevano partecipare solo gli stranieri con dimora fissa in Italia), sia per il timore che, se avessero accettato la politica autarchica della Federazione, essa sarebbe stata soltanto il primo passo verso la completa epurazione degli stranieri dal campionato. Di conseguenza il Milan campione in carica, il Genoa e il Torino rifiutarono di partecipare al Campionato italiano, e si ritirarono anche dal torneo federale dopo le prime gare eliminatorie.
Nella stagione 1908 si disputarono ben due campionati separati:
- quello federale vinto dalla Juventus contro il Doria.
- quello italiano vinto dalla debuttante Pro Vercelli.
Alla Juventus non fu però assegnata la Coppa Spensley che le spettava di diritto in quanto Campione Federale, perché il Milan detentore in carica (in quanto campione d'Italia nelle stagioni 1906 e 1907) l'aveva polemicamente riconsegnata a Spensley, rappresentante del Genoa; all'inizio della stagione successiva, fu deliberato che la Coppa venisse assegnata permanentemente al Milan, la società che l'aveva vinta per due volte di fila (1906 e 1907).[5] Per quanto riguarda il Campionato italiano, snobbato dalle grandi, fu la debuttante Pro Vercelli ad aggiudicarselo, approfittando della situazione: i nuovi arrivati neutralizzarono i liguri dell'Andrea Doria e i lombardi dell'US Milanese conquistando il loro primo titolo, bissato l'anno successivo. Il nuovo calcio italiano usciva così dalle metropoli: cominciava il periodo d'oro delle provinciali.
La formula dei due tornei, uno ammettente anche gli stranieri e l'altro riservato ai soli italiani, si ripeté anche l'anno successivo:
- il campionato federale, aperto a tutti, fu vinto dalla Pro Vercelli[6]
- il campionato italiano fu invece appannaggio della Juventus, trionfante contro l'USM[7]
La Pro Vercelli vinse così la Coppa Zaccaria Oberti abbinata alla vittoria del Campionato federale, mentre la Juventus poté aggiudicarsi la Coppa Romolo Buni in quanto vincente il Campionato italiano.[8] Tuttavia, solo i due trionfi della Pro Vercelli nelle stagioni 1908 e 1909 sono riconosciuti attualmente dalla Federazione come "ufficiali", mentre i due tornei paralleli vinti dalla Juventus nei medesimi anni non vengono ritenuti tali, non venendo inseriti nell'albo d'oro del Campionato italiano di calcio. E ciò nonostante entrambi i tornei fossero stati organizzati dalla FIGC, come si evince dal suo regolamento organico per le stagioni 1908 e 1909, e la stessa FIGC all'epoca dei fatti avesse definito il campionato federale vinto dalla Juventus nel 1908 come "maggior gara" (più importante) rispetto al campionato italiano vinto dalla Pro Vercelli nel medesimo anno.[9]
Sul modello della First Division inglese, nella stagione 1909-10 il meccanismo del torneo venne semplificato iscrivendo tutte le nove partecipanti ad un Girone Unico che avrebbe determinato una classifica di cui la squadra che ne avesse guadagnato la testa a fine stagione avrebbe vinto il titolo. La scissione tra campionato federale e campionato italiano non venne completamente abolita, perché, pur unificando i tornei, si decise di assegnare a fine stagione due titoli: la squadra composta da soli italiani meglio piazzata al termine della stagione avrebbe vinto il Campionato italiano, mentre la squadra "mista" (composta anche da stranieri) meglio piazzata avrebbe vinto il Campionato federale.[10] Alla fine del Campionato, però, essendo Inter e Pro Vercelli prime a pari merito a quota 25 punti, si decise di far disputare uno spareggio tra le due società per assegnare il titolo di campione federale, mentre il titolo di "Campione italiano" fu assegnato alla Pro Vercelli, essendo la miglior classificata tra le squadre composte soltanto da giocatori italiani. Il successo arrise ai giovani nerazzurri dopo un polemicissimo spareggio contro i campioni uscenti vercellesi, che, per protesta contro la FIGC riguardo la scelta della data della disputa dello spareggio, schierò la quarta squadra comprendente giocatori dagli 11 ai 15 anni, che persero 10-3 contro la prima squadra dell'Inter.[11] Per il forte comportamento antisportivo, la Pro Vercelli subì una pesante squalifica per decreto della Federazione, poi ridotta. I campioni uscenti vercellesi, comunque, si rifaranno con una tripletta di vittorie nelle tre annate successive.
La Federazione era a questo punto intenzionata ad allargare gli angusti confini del torneo, onde conferirgli una reale valenza nazionale, ma il problema era, come si è detto, la nettissima differenza di valore fra le squadre provenienti dalle diverse parti del Paese. Nel 1910, comunque, la FIGC decise di innalzare il campionato veneto, che già si disputava da alcune stagioni, facendolo diventare parte del torneo nazionale col nome di Girone Veneto, ed includendovi anche il Bologna che non aveva alcuna avversaria in Emilia. Nel 1911 il Vicenza, e nel 1912 il Venezia, furono i rivali dei campioni occidentali, in entrambi i casi la Pro Vercelli, nella gara conclusiva, rimediando sconfitte con cinque gol al passivo per i biancorossi e tredici per i neroverdi lagunari.
Dal 1912 al 1922
| I livello | Prima Categoria |
| II livello | Promozione Regionale |
| III livello | Terza Categoria Regionale |
| FIGC | CCI | |
| I livello | Prima Categoria | Prima Divisione |
| II livello | Promozione Regionale | Seconda Divisione Regionale |
| III livello | Terza Categoria Regionale | Terza Divisione Regionale |
Col passare del tempo e con la celere diffusione del gioco del calcio, crebbero notevolmente le squadre partecipanti e la competizione divenne un lungo campionato a gironi. Per garantire la definitiva patente di nazionalità al titolo, la FIGC aveva però bisogno che il campionato coinvolgesse anche tutto il Centro e il Sud, e non solo la Pianura Padana. A quei tempi le formazioni meridionali disputavano vari tornei regionali inquadrati nella Terza Categoria, livello consono in rapporto alle forza delle squadre del Nord. Per raggiungere l'obiettivo prefissatosi, la Federazione attuò una sfasatura tra l'organizzazione calcistica delle due parti del Paese, elevando d'ufficio i tornei del Sud alla Prima Categoria, pur non essendo tali raggruppamenti paragonabili a quelli del Nord. Dato che contemporaneamente al Nord erano stati ristabiliti i Gironi Eliminatori regionali propedeutici al Girone Finale, gli incontri conclusivi fra i campioni del Nord e quelli del Sud presero il nome di Girone Finalissimo o, semplicemente, di finalissima. Nello stesso periodo vennero assegnati dieci titoli di Campione dell'Italia Meridionale. Il complicato meccanismo testé descritto rese però sempre più lungo ed affollato il campionato anche perché se da un lato si era istituito il Campionato di Promozione che metteva in palio una serie di promozioni al massimo torneo, il contrario sistema delle retrocessioni, sperimentato nel 1912-13, fu subito di fatto abbandonato a suon di ripescaggi.
Nei campionati dal 1912 al 1915 ci fu una vera esplosione: parteciparono in crescendo 36, 45 e persino 55 squadre nello scudetto vinto dal Genoa nel campionato 1914-15, l'ultimo disputato prima della grande guerra. Con la ripresa postbellica del 1919 cominciarono intensi dibattiti in vista di una riduzione e razionalizzazione del campionato; tali discussioni sfociarono in un nulla di fatto a causa dell'ostruzionismo delle "provinciali" che temevano per il proprio futuro all'interno di un eventuale torneo più elitario. L'Inter nel 1920 e la Pro Vercelli nel 1921 si laurearono così campioni dopo una lunga serie di gironi e partite (al Campionato 1920-21 parteciparono addirittura 88 squadre). L'insofferenza delle società metropolitane giunse al culmine quando un progetto di riforma presentato da Vittorio Pozzo fu respinto dal Consiglio Federale: fu così che 24 squadre, le più forti e rappresentative, abbandonarono la federazione fondando una Confederazione Calcistica Italiana col compito di organizzare un campionato sul sistema del Progetto Pozzo. Nel 1921-22 l'Inter si piazzò ultima nel proprio girone e avrebbe dovuto, per rimanere nella massima serie, disputare uno spareggio salvezza contro una squadra di Seconda Divisione; tuttavia, prima che lo spareggio si disputasse, avvenne la riunificazione del campionato sulla base del Compromesso Colombo, il quale stabiliva degli spareggi incrociati tra squadre FIGC e squadre CCI: l'Inter riuscì perciò a salvarsi battendo prima la cadetta S.C. Italia di Milano e poi, come stabilito dal compromesso Colombo, la squadra FIGC Libertas Firenze. Nel 1922 si ebbero così due campioni, la sorprendente Novese e una Pro Vercelli giunta al canto del cigno; ma l'insostenibilità della situazione portò le due fazioni a riconciliarsi sulla base del compromesso Colombo, che consacrava la nuova massima categoria, la Prima Divisione, composta da una Lega Nord a regime di 24 società, più una Lega Sud che invece continuava coi vecchi gironi regionali.
Dal 1922 al 1926
| I livello | Prima Divisione |
| II livello | Seconda Divisione |
| III livello | Terza Divisione Regionale |
| IV livello | Quarta Divisione Regionale |
Nel campionato 1924-25 accadde che in finale Lega Nord (che de facto era quella che decideva il vincitore dello scudetto dato che la finale nazionale tra il vincitore della Lega Nord e quello della Lega Sud veniva sempre vinta dalla squadra del nord, di solito con almeno 5-6 gol di scarto) il Genoa stesse battendo alla bella per 2-0 il Bologna e si sentisse già il decimo scudetto e la stella cuciti sul petto, sennonché, in seguito alla deviazione del portiere del Genoa in corner - nella versione genoana -, dopo che il Bologna reclamò invece a viva voce il gol (sostenendo che la palla fosse entrata in rete), scoppiò una furibonda invasione di campo capeggiata da alcuni tifosi, al che l'arbitro Mauro, dopo un quarto d'ora di accese discussioni, convalidò la rete. Il Bologna pareggiò e vinse poi la terza gara di spareggio per 2-0.
Nell'estate del 1926 con la Carta di Viareggio il governo fascista riorganizzò il campionato, abolendo la divisione fra Nord e Sud, ritenuta inaccettabile secondo gli ideali nazionalistici del regime, che la consideravano un motivo di divisione per il Paese. Le vecchie Leghe Nord e Sud vennero di conseguenza smantellate: diciassette formazioni provenienti dall'ex Lega Nord e tre formazioni provenienti dall'ex Lega Sud, l'Alba Roma, la Fortitudo Roma e il Napoli, furono iscritte alla nuova Divisione Nazionale che apriva ufficialmente le porte al professionismo.
Dal 1926 al 1929
| I livello |
DDS Divisione Nazionale Nazionale a gironi nazionali |
| II livello |
DDS Prima Divisione Nazionale a gironi interregionali |
| III livello |
DDIN & DDIS Seconda Divisione Subnazionale a gironi interregionali |
| IV livello | Direttori Regionali Terza Divisione Regionale a gironi unici o interprovinciali |
| I livello |
DDS Divisione Nazionale Nazionale a gironi nazionali |
|
| II livello |
DDS Prima Divisione Nord Subnazionale a gironi interregionali |
DM Campionato Meridionale Subnazionale a gironi interregionali |
| III livello |
DDIN Seconda Divisione Nord Subnazionale a gironi regionali |
|
| IV livello | Direttori Regionali Terza Divisione Regionale a gironi unici o interprovinciali |
|
La nuova formula della manifestazione prevedeva ora, in luogo della serie di finali, un raggruppamento conclusivo comprendente le migliori squadre della fase eliminatoria. Il Torino, allestito dal presidente conte Enrico Marone di Cinzano, vinse il proprio girone e, grazie anche al contributo del cosiddetto Trio delle Meraviglie composto da Julio Libonatti, Adolfo Baloncieri e Gino Rossetti, si laureò campione d'Italia. La gioia dei granata fu però di breve durata, poiché nell'autunno successivo il sodalizio piemontese incappò nello scandalo del Caso Allemandi, in cui venne accusato di aver avvicinato e corrotto il terzino juventino Luigi Allemandi, e che gli costò la revoca dello scudetto. La reazione psicologica alla condanna avvenuta su base indiziaria, e non probatoria, fu comunque la molla per il rilancio in classifica dei granata, protagonisti di un avvio di stagione poco deciso. La sorte volle che la nuova annata divenisse quasi la copia della precedente, e il 22 luglio a San Siro il Torino si riaggiudicò nuovamente il titolo.
Il deciso attivismo del presidente federale Leandro Arpinati partorì nell'estate del 1928 una novità che divenne tappa storica per il calcio italiano. Il mondo del pallone tricolore era infatti pronto per dare una svolta che lo portasse ad assumere un'organizzazione simile a quella del campionato inglese; fu così decisa quella svolta che portò all'introduzione anche in Italia della formula del Girone Unico, tra le proteste dei club più piccoli, che paventavano la retrocessione in categorie inferiori. Il nuovo campionato sarebbe stato quindi l'ultimo disputato con la formula dei due gironi introdotta nel 1921, mentre dalla stagione successiva le grandi squadre sarebbero state riunite in un nuovo torneo, la Serie A, mentre le escluse avrebbero costituito l'altrettanto inedita Serie B. A tal fine Arpinati decise unilateralmente l'allargamento una tantum dell'ultimo torneo di Divisione Nazionale, includendovi varie squadre cadette nel tentativo di dare maggiore rappresentatività geografica alla manifestazione, e la cui finale vide i granata perdere con il Bologna nello spareggio disputato al Flaminio di Roma.
Nel 1929 la FIGC e Arpinati realizzarono dunque, come negli altri paesi, un campionato nazionale a girone unico. Il progetto iniziale prevedeva una prima categoria composta da sedici squadre, ovvero quelle che si erano classificate tra le prime otto nei due gironi in cui era diviso il campionato precedente. Il protrarsi dello spareggio per l'ottavo posto fra Napoli e Lazio portò ad ammetterle entrambe, e con il ripescaggio della Triestina, effettuato per motivi patriottici, il numero delle squadre fu alzato a 18. Il 6 ottobre 1929 si disputarono dunque le prime 9 partite del campionato 1929-30 che alla fine vide il successo della nuova Ambrosiana di Giuseppe Meazza, una squadra creata dal regime fondendo d'autorità l'Inter con l'Unione Sportiva Milanese.
Dal 1929 a oggi
La Serie A come la conosciamo oggi nacque nel 1929. Nel 1944, con l'Italia divisa in due a causa della Seconda guerra mondiale, nel settentrione, voluto dal Min.Cul.Pop., venne comunque organizzato un torneo non ufficiale (essendo in atto il periodo di inattività ufficiale stabilito nel 1943 dalla F.I.G.C) che fu vinto dai VV.FF. della Spezia. Tale torneo prese il nome di Campionato Alta Italia ed il titolo venne riconosciuto dalla FIGC, seppure solo in via onorifica, nel 2002.
A seguito dello scandalo di Calciopoli, il campionato 2004-05, vinto dalla Juventus, è stato revocato e non assegnato. Il campionato 2005-06, anch'esso vinto dal club torinese, è stato assegnato a tavolino all'Inter, terzo classificato, per effetto della retrocessione a tavolino della Juventus e della penalizzazione di punti inflitta al Milan.
La partita con più gol in assoluto, compreso anche il campionato quando non era a girone unico è stata Inter-Vicenza del campionato 1914-1915 finita 16-0 (16 gol) con i sette gol di Cevenini (I), cinque di Agradi (I), due di Asti (I), Aebi (I), Cevenini (I), [12].
Qualificazioni alle coppe europee
Champions League
Attualmente per la UEFA Champions League saranno solo le prime tre squadre: le prime due alla fase a gironi, la terza ai preliminari.
Europa League
La qualificazione alla UEFA Europa League sarà invece appannaggio della quarta e della quinta classificata, unitamente alla vincitrice della Coppa Italia. Qualora quest'ultima fosse già qualificata per una competizione europea (Europa League o Champions League) tramite il piazzamento in campionato, subentrerebbe la finalista perdente. Se pure lei risultasse già qualificata ad una delle due competizioni europee, allora all'Europa League, come terza squadra, accederebbe la sesta classificata del campionato. In poche parole, quest'ultimo "caso limite" si verifica solamente, visto il regolamento, se la finale di Coppa Italia è fra squadre che a fine campionato risultano entrambe nelle prime cinque posizioni della Serie A di quell'anno.
Note
- ^ Precedentemente alla stagione 1994-1995 alla squadra vincitrice venivano assegnati due punti.
- ^ Comunicato ufficiale della FIGC
- ^ abcdefIn quegli anni Trieste faceva parte del Territorio libero di Trieste
- ^ Chiesa, p. 18.
- ^ Chiesa, pp. 20-21.
- ^ «La Finale del Campionato Federale a Milano. USM e Pro Vercelli fanno match pari.», La Stampa, 26 aprile 1909, p. 5. URL consultato in data 17 aprile 2012.
- ^ «Il F.C. Juventus vince il Campionato Italiano.», La Stampa, 7 giugno 1909, p. 5. URL consultato in data 17 aprile 2012.
- ^ Chiesa, p. 21.
- ^ Chiesa, p. 19.
- ^ Chiesa, p. 24.
- ^ Chiesa, pp. 25-32.
- ^ INTER - ALMANACCO NERAZZURRO - Inter-Vicenza 16-0
Voci correlate
- Evoluzione del campionato italiano di calcio
- Campionato italiano di calcio femminile
- Albo d'oro del Campionato di Serie A
- Albo d'oro del Campionato di Serie B
- Albo d'oro del Campionato di Serie C
- Media inglese
- Cannonieri del campionato italiano di calcio
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