Gaetano Pecorella

on. Gaetano Pecorella
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Milano, bandiera Italia
Data nascita 9 maggio 1938 (1938-05-09)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione avvocato penalista
Partito Forza Italia
Legislatura XV
Gruppo Forza Italia
Pagina istituzionale

Gaetano Pecorella (Milano, 9 maggio 1938) è un politico e giurista italiano.

Studi e attività professionale

Laureato in giurisprudenza, avvocato penalista, è stato assistente di Procedura penale del professore Gian Domenico Pisapia e, successivamente, professore associato di Diritto penale (dal 2002 in pensione).

Dal 1994 al 1998, per due mandati consecutivi, è stato presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane.

Attività politica

Nei gruppi comunisti extraparlamentari

Inizia la carriera politica come militante di Potere Operaio, collaborando col servizio giuridico che difendeva i componenti del Movimento Studentesco. È stato inoltre avvocato del Soccorso Rosso Militante, partecipando negli anni '70, insieme a Marcello Torre e a Umberto Terracini, alla difesa del salernitano Giovanni Marini, accusato dell'omicidio del militante del MSI[1]Carlo Falvella. Entra poi nel movimento della sinistra radicale di Democrazia Proletaria.

Nel PSI e in Forza Italia

Successivamente entra a far parte del Partito Socialista Italiano e, infine, in Forza Italia.

Accusato di favoreggiamento per la strage di Piazza della Loggia, nel 2003 ricopre l'incarico di Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati e nello stesso anno, presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, difende Nunzio De Falco, boss di camorra del cartello camorristico casalese condannato all'ergastolo come mandante dell'omicidio di Don Peppino Diana.

Nel 2004 ha ammesso l'uso di leggi ad personam per "consentire a Berlusconi di governare" superando i procedimenti giudiziari a suo carico[2].

Iscritto al gruppo parlamentare di Forza Italia, dal 3 maggio 2006, è deputato. È anche avvocato difensore di Silvio Berlusconi.

Legge Pecorella

Porta il suo nome la Legge Pecorella (legge 20 febbraio 2006 n.46), varata dal governo Berlusconi III, che prevede l’inappellabilità da parte del pubblico ministero delle sentenze di proscioglimento.

Rimandata alla camere dall'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che nutriva forti dubbi sulla costituzionalità del disegno di legge[3], una volta approvata è stata modificata svariate volte dalla Corte Costituzionale che ne ha rilevato il carattere incostituzionale in varie parti e che l'ha ridotta all'osso.

La Legge Pecorella, seppur in minima parte, è tuttora in vigore all'art.428 dato che sono inappellabili le sentenze di non luogo a procedere e all'art. 606 in ordine ai nuovi motivi di ricorso per Cassazione.

XVI Legislatura

Nel 2008 è stato proposto dal Popolo della Libertà come giudice della Corte costituzionale[4]. La candidatura è stata infine ritirata, per mancanza di consenso sul suo nome all'interno dello stesso Popolo della Libertà[5]

In seguito dirà che don Don Peppino Diana è stato sicuramente ucciso per mano della Camorra, ma non per questo è da elevare a martire in quanto il suo impegno anticamorra è solo uno dei moventi ipotizzati ma non è l'unico emerso dal processo; queste dichiarazioni hanno scatenato una polemica con lo scrittore Roberto Saviano.[6]

Ha proposto l'abbassamento della maggiore età a seguito degli scandali sessuali di Silvio Berlusconi e dell'indagine a suo carico per prostituzione minorile.[7]

Opere

Note

  1. ^ Tribunale di Salerno, Atti del processo contro Giovanni Marini.
  2. ^ Da Vaccarella a Pecorella
  3. ^ Ciampi boccia la legge Pecorella
  4. ^ Corte Costituzionale, dal Pd no a Pecorella. Il governo va avanti: «È lui il candidato». Corriere della Sera, 15 ottobre 2008. URL consultato il 16/10/2008.
  5. ^ Corriere, 20 ottobre 2008
  6. ^ Saviano: perché Pecorella infanga don Peppe Diana? Repubblica, 1 agosto 2009
  7. ^ il Mattino, 17 gennaio 2011

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