Italia repubblicana
Nascita della repubblica
| Per approfondire, vedi la voce Nascita della Repubblica Italiana. |
Il 2 giugno 1946 gli italiani e per la prima volta le italiane, furono chiamati a un referendum per decidere se l'Italia dovesse rimanere una monarchia, oppure se essa dovesse essere sostituita dalla repubblica. La repubblica ottenne il 54% dei consensi, anche se molte critiche si sollevarono circa la legalità dello svolgimento del referendum. Il Presidente del Consiglio in carica, Alcide De Gasperi, si nominò Capo dello Stato ad interim prima che la Corte di Cassazione avesse fatto conoscere i risultati definitivi del referendum. L'indomani Umberto abbandona l'Italia, la famiglia era in esilio ormai da diversi giorni. Quello stesso giorno il popolo italiano fu chiamato anche a eleggere un'Assemblea Costituente, che aveva il compito di scrivere la nuova Costituzione. All'interno dell'Assemblea si affermarono tre partiti: la Democrazia Cristiana, che ottenne il 37.20% dei voti e 207 deputati, il Partito Comunista Italiano con il 18.70% e 104 deputati, e il Partito Socialista Italiano con 20.70% dei voti e 115 deputati. Seguono l'Unione Democratica Nazionale, federazione tra il Partito Liberale Italiano e il Partito Democratico del Lavoro, con il 7.40% dei voti e 41 deputati, il Partito Repubblicano Italiano con 4.10% dei voti e 23 deputati, il Partito dell'Uomo Qualunque con il 5.40% e 30 deputati, il Partito Nazionale Monarchico, fondato da poco da Alfredo Covelli con 16 deputati, il Partito d'Azione con l'1.30% dei voti e 7 deputati e il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia con 4 deputati. Quest'assemblea elegge, il 28 giugno, Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato. Il Partito d'Azione, invece, a seguito del risultato deludente, decide di sciogliersi.
Il 25 giugno 1946 cominciarono ufficialmente i lavori l'Assemblea Costituente con Giuseppe Saragat alla presidenza. Nel dicembre 1947 si terminò di scrivere la costituzione italiana, che entrò in vigore il primo gennaio 1948. Questa costituzione faceva dell'Italia una repubblica parlamentare. Massima carica dello Stato era ed è il Presidente della Repubblica, eletto per via parlamentare, per la durata di sette anni. A lui furono affidati ruoli soprattutto rappresentativi, come rappresentate dell'unità del territorio e capo dell'esercito. Il potere legislativo venne affidato a un parlamento bicamerale suddiviso in Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, svolgendo i loro ruoli in modo paritario e separato. Tale parlamento ha durata di 5 anni. Tra le altre cose furono vietate la ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista e la possibilità per i Savoia maschi di far ritorno in Italia.
Il primo Presidente del Consiglio dei ministri fu Alcide De Gasperi, della Democrazia Cristiana. Nonostante si cercasse di tornare alla normalità nel paese si stavano diffondendo movimenti separatisti. In Sicilia divenne molto noto l’avvocato Andrea Finocchiaro Aprile, il quale parlava di tasse e del servizio di leva che non ci sarebbero state se l’isola fosse stata indipendente. Alcide De Gasperi crea, il 15 maggio 1946, la Regione a statuto speciale della Sicilia. Un fatto analogo avviene pure nel Sud Tirolo: le potenze vincitrici lo assegnarono all'Italia, nonostante ciò qui vi era una consistente parte di popolazione di lingua tedesca. Nel settembre 1946 egli trovò una soluzione con il collega ministro degli esteri austriaco Karl Gruber: egli costituì la Regione a statuto speciale del Trentino-Alto Adige, dotata di ampie autonomie e dove a fianco all'italiano, a livello regionale, fu ufficializzato anche il tedesco. In seguito, nel 1948, si ha la creazione della Regione a statuto speciale della Valle d’Aosta.
Nel frattempo erano stati firmati nel 1947 i Trattati di Parigi con i quali formalmente e definitivamente fu siglata la pace con le potenze alleate e vennero sancite le conseguenze dell'ingresso e sconfitta nella Seconda guerra mondiale, con mutilazioni nazionali territoriali: l'Istria e la Dalmazia cedute alla nascente Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia, il Dodecaneso alla Grecia, Briga e Tenda alla Francia, l'Isola di Saseno all'Albania, il pagamento dei danni di guerra alla URSS e la perdita di tutti i possedimenti coloniali italiani.
Questo fu un periodo particolarmente felice per la letteratura italiana ed ancor di più per il cinema. Furono gli anni del neorealismo.
Gli anni della ricostruzione
(Indicativamente dal 1946 al 1958).
| Per approfondire, vedi le voci Fronte dell'Uomo Qualunque, Piano Marshall, Legge truffa, Enrico Mattei e Legge Merlin. |
In questi anni si tentò di riparare i danni provocati prima dal fascismo e poi dalla guerra. L'Italia diventò un grande cantiere, anche grazie agli aiuti del Piano Marshall. In contemporanea si verificarono evoluzioni nella politica e nel costume. Il Piano Marshall fu fortemente contrastato dal Partito Comunista e dal Partito Socialista, che causarono, il 31 maggio 1947, la caduta del terzo governo De Gasperi.
Il 1º maggio 1947, a Portella della Ginestra, il bandito Salvatore Giuliano spara sulla folla che festeggia la Festa dei lavoratori: è la prima strage in Italia di cui non si scopriranno i mandanti e, insieme alla morte del braccio destro di Giuliano Gaspare Pisciotta, il primo dei cosiddetti Misteri d'Italia.
Segue un IV governo De Gasperi, appoggiata da Democrazia Cristiana, Partito Liberale Italiano, Partito Repubblicano Italiano e dal neo-costituito Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, che in seguito prenderà il nome di Partito Socialista Democratico Italiano, fondato da quei componenti del Partito Socialista che avversavano l'alleanza con il Partito Comunista e i suoi riferimenti al marxismo. In questo governò entrò Luigi Einaudi come ministro del bilancio, che attraverso una politica deflazionistica, attenta alla spesa pubblica e ai salari, riuscì a far diminuire fortemente l'inflazione.
Il 18 aprile 1948 vede la prima elezione secondo la Costituzione dell'Italia repubblicana. I due schieramenti più importanti risultano essere la Democrazia Cristiana con il 48,51% alla Camera dei Deputati e il 48,14% al Senato della Repubblica e il Fronte Democratico Popolare, composta dal Partito Comunista Italiano, dal Partito Socialista Italiano e dal Partito Democratico del Lavoro, con il 30,98% alla Camera dei Deputati e il 31,08% al Senato della repubblica. Inoltre vede il ritorno dei fascisti, i quali non potendo ricostituire il loro vecchio partito, vietato dalla Costituzione, il 26 dicembre 1946, hanno costituito il Movimento Sociale Italiano. Tra i fondatori vi è Giorgio Almirante, erede spirituale di Benito Mussolini. Questi, quando ormai stava vivendo i suoi ultimi giorni, disse a Giorgio Almirante, che i fascisti avrebbero dovuto ricostituire il partito oppure unirsi al Partito Socialista Italiano. Il Movimento Sociale Italiano ottiene il 2,01% alla Camera dei Deputati e lo 0,98% al Senato della Repubblica. In questo modo Alcide De Gasperi può formare il suo quinto governo. Il suo governo, oltre che dal suo partito, è appoggiato dal Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, dal Partito Repubblicano Italiano e dal Partito Liberale Italiano.
Sono anche anni di agitazioni sociali e proteste popolari: in Emilia durante uno protesta bracciantile il 16 maggio 1949 viene uccisa dai carabinieri la mondina Maria Margotti; in calabria il 29 ottobre 1949 durante l'occupazione di terre incolte da parte dei contadini, la Polizia spara sulla folla uccidendo tre persone, è la strage di Melissa. Il 9 gennaio 1950 sei operai vengono uccisi dalla Polizia durante una manifestazione alle Fonderie Riunite di Modena.
Nel 1949 l'Italia aderì alla NATO (North Atlantic Treaty Organization).
Nel 1950 nacque la Cassa del Mezzogiorno, con l'obiettivo di colmare il divario economico tra il nord ed il sud del Paese (la cosiddetta Questione meridionale era ormai riconosciuta).
Nel 1951 l'Italia aderì al Trattato di Parigi che istituiva la CECA (Comunità europea del carbone e dell'acciaio), il primo embrione di una organizzazione europea.
Nel 1954 fu firmato il Memorandum di Londra con il quale il Territorio libero di Trieste veniva suddiviso in due zone, una assegnata all'Italia ed una alla Jugoslavia.
Nel 1955 l'Italia venne ammessa alle Nazioni Unite. Inoltre il 1958 vide la nascita della Comunità Economica Europea, il primo passo verso la realizzazione dell'Unione Europea.
Sempre il 1955 vide la luce il Partito Radicale dei Liberali e Democratici Italiani, nato da una scissione del Partito Liberale Italiano e che in seguito sarà conosciuto semplicemente come Partito Radicale. Obiettivo principale del partito fu l'instaurazione dello Stato laico, già esistente di fatto, ma con una Costituzione dove erano presenti i Patti Lateranensi.
Gli anni del "miracolo economico"
(Indicativamente dal 1958 al 1963).
In questi anni l'economia italiana, insieme alla società ed alla famiglia, fu trasformata dal cosiddetto miracolo economico.
Il Governo Tambroni, monocolore DC sostenuto dai voti dell'MSI, cade a seguito di gravi disordini noti come i fatti di Genova del 30 giugno 1960 e della strage di Reggio Emilia, quando, il 7 luglio, la polizia spara contro i manifestanti uccidendo 5 persone.
- Il boom economico (con l'associato boom edilizio)
- I primi governi di centrosinistra
Nell'ambito della prima guerra di mafia, il 30 giugno 1963, un'autobomba vicino alla casa di un boss a Ciaculli uccide 7 carabinieri giunti sul posto in seguito ad una telefonata anonima. Il fatto, noto come strage di Ciaculli fu alla base dei primi provvedimenti antimafia nel dopoguerra.
| Per approfondire, vedi la voce Strage del Vajont. |
L'unità nazionale italiana si stava consolidando, ma persistevano episodi di separatismo, tra i quali fu la Notte dei fuochi del 1961 in Alto Adige.
Dal punto di vista letterario questo è il periodo della Neoavanguardia.
In questo periodo si rinnovò anche la Chiesa cattolica con il Concilio Vaticano II, il quale iniziava nel 1962 con l'intenzione di "aprire la Chiesa alla lettura dei segni dei tempi".
Le cifre del miracolo economico
Tra il 1958 e il 1963 l'economia italiana, ma anche la società e le famiglie italiane si trasformarono completamente in seguito al cosiddetto miracolo economico.
In questi anni il Prodotto interno lordo, che fino al 1958 era cresciuto in media del 5.5%, crebbe nei sei anni successivi del 6.3%. Tale crescita rappresentò un record nella storia dell'Italia. Il reddito pro-capite passò da 350000 lire a 571000 lire. Tra il 1958 e il 1959 gli investimenti lordi crebbero del 10% e tra il 1961 e il 1962 l'incremento era del 13%. Questi numeri ridussero sensibilmente il divario storico con i grandi Paesi europei: Inghilterra, Germania e Francia.
La crescita del reddito pro capite produsse l'aumento dei consumi individuali che registrarono una crescita media di cinque punti percentuali l'anno. La domanda di beni durevoli (automobili, elettrodomestici, ecc. ) raggiunse una crescita annua pari al 10.4%.
Importanti cambiamenti ci furono anche nell'alimentazione, grazie alla diffusione del frigorifero. Questo elettrodomestico fino al 1955 rappresentava un bene di lusso; dieci anni dopo il frigorifero era presente nel 30% delle case degli italiani. Come gli elettrodomestici, anche le automobili e le motociclette divennero beni accessibili per un gran numero di italiani. Si affermarono marchi come: Fiat, Gilera, Lancia, Alfa Romeo e Piaggio.
L'industria registrò una crescita pari all'84% tra il 1953 e il 1961. A testimonianza di tale crescita può essere considerato questo dato: nel 1947 Candy produceva una lavatrice al giorno, nel 1967 una ogni 15 secondi. La produzione industriale raggiunse tali livelli grazie alle nuove tecnologie di produzione che arrivavano in gran parte dagli Stati Uniti, ma anche grazie ad una manodopera che aveva dei salari bassissimi.
L'elevata disponibilità di manodopera era dovuta ad un forte flusso di migrazione dalle campagne alle città e dal sud verso il nord. Chi si trasferiva, dal sud al nord o dalle campagne verso le città, spesso si trovava in condizioni economiche disperate. Tali condizioni disperate portavano questa gente ad accettare condizioni di lavoro pesanti e mal retribuite.
Contestualmente all'aumento dell'industrializzazione si verificò la diminuzione della produzione agricola. Tra il 1954 e il 1964 in tutta Italia vi fu una diminuzione di 3 milioni di posti di lavoro nel settore agricolo. Il peso dell'agricoltura si ridusse del 10.8% del Prodotto interno lordo.
Questo notevole sviluppo fu possibile anche grazie all'intervento dello Stato nell'economia. Lo Stato intervenne con politiche economiche di stampo Keynesiano. L'intervento del governo nell'economia avvenne soprattutto attraverso l'aumento della spesa pubblica e la creazione di società a partecipazione statale. Inoltre fondamentale fu l'intervento dello Stato nella realizzazione delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo del mercato. In tale ambito un importante ruolo fu ricoperto dall'IRI. L'IRI (che fu costituita nel 1933) intervenne sostanzialmente nella costruzione della rete autostradale (costituì la Società autostrade) e nel potenziamento del settore dei trasporti, sia automobilistico, sia navale e aereo (costituzione dell'Alitalia).
Infine, contribuì alla crescita dell'Italia un fattore esterno, cioè, la creazione del Mercato comune europeo e la creazione della CEE nel 1957, a cui l'Italia aderì immediatamente. Con la creazione del mercato comune europeo vi fu l'apertura delle frontiere ai commerci, col conseguente aumento delle esportazioni tra i Paesi europei.
Il boom economico provocò, anche, l'aumento del divario economico tra il nord e il sud d'Italia. Il tentativo di ridurre tale squilibrio con la Cassa per il Mezzogiorno non diede risultati soddisfacenti.
In conclusione c'è da dire che, grazie al miracolo economico, l'Italia uscì dall'arretratezza in cui versava. Tuttavia un prezzo alto fu pagato soprattutto da chi, per vivere, fu costretto ad abbandonare la propria terra d'origine per trasferirsi nelle grandi città industriali.
Dal 1963 al 1978
Nel 1963 l'Italia, unendo la regione del Friuli con la parte dell'ex Territorio Libero di Trieste costituì la Regione a Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia.
Nel 1964 la giovane Repubblica italiana rischiò un colpo di stato con il Piano Solo.
Il 25 giugno 1967, il Comitato per la liberazione del Sudtirolo (Befreiungsausschuss Südtirol - BAS) con una trappola esplosiva uccise 4 militari che indagavo su un precedente attentato in cui aveva perso la vita un alpino; è la Strage di Cima Vallona.
Sul fronte della prima guerra di mafia, il 10 dicembre 1969 ha luogo la strage di Viale Lazio, gli assassini travestiti da finanzieri uccidono 6 persone, ma anche uno di loro viene ucciso nella sparatoria.
Il 1968 vide l'Italia trasformarsi radicalmente sul piano sociale, in seguito alle migliorate condizioni di vita dovute al boom economico degli anni precedenti, e il sorgere di movimenti radicali, soprattutto comunisti, di giovani e operai, che portarono profonde modifiche al costume, alla mentalità generale e particolarmente alla scuola.
| Per approfondire, vedi le voci Il Sessantotto, La contestazione e Anni di piombo. |
Il dualismo dei termini rispecchia la tendenza italiana ad indicare gli eventi con date. Ciò che fuori d'Italia fu contestazione in Italia viene solitamente definito 68.
La crescita del conflitto sociale di questi anni portò poi all'autunno caldo del tardo 1969.
Sempre a partire dal 1963 la Democrazia Cristiana e i partiti minori di centro non riescono più a governare da soli e cercheranno l'appoggio del Partito Socialista Italiano. Così si costituiranno i seguenti governi: dal 21 giugno 1963 al 4 dicembre 1963 il Governo Leone I (Giovanni Leone); dal 4 dicembre 1963 al 22 luglio 1964 il Governo Moro I (Aldo Moro); dal 22 luglio 1964 al 23 febbraio 1966 il Governo Moro II; dal 23 febbraio 1966 al 24 giugno 1968 il Governo Moro III; dal 24 giugno 1968 al 12 dicembre 1968 il Governo Leone II; dal 12 dicembre 1968 al 5 agosto 1969 il Governo Rumor I (Mariano Rumor); dal 5 agosto 1969 al 27 marzo 1970 il Governo Rumor II; dal 27 marzo 1970 al 6 agosto 1970 il Governo Rumor III.
Sotto questi governi ci sarà la creazione delle Regioni a statuto ordinario, vale a dire dell'Abruzzo, della Basilicata, della Calabria, della Campania, dell'Emilia-Romagna, del Lazio, della Liguria, della Lombardia, delle Marche, del Molise, del Piemonte, della Puglia, della Toscana, dell'Umbria e del Veneto, la nazionalizzazione dell'industria elettrica, l'istituzione della scuola media obbligatoria con l'obbligo scolastico portato a 14 anni, varata la legge del divorzio e fondato lo Statuto dei Lavoratori. Dal 1978 si inaugura la stagione del Pentapartito, così chiamata perché costituita da un'alleanza stabile di cinque partiti quali Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Repubblicano Italiano e Partito Liberale Italiano. Guidano il governo Francesco Cossiga, Arnaldo Forlani, Giovanni Spadolini, Amintore Fanfani, Giovanni Goria, Bettino Craxi, Ciriaco De Mita, Giulio Andreotti.
Negli anni settanta si sussegono i seguenti governi: dal 6 agosto 1970 al 17 febbraio 1972 il Governo Colombo (Emilio Colombo) dal 17 febbraio 1972 al 26 giugno 1972 il Governo Andreotti I (Giulio Andreotti); dal 26 giugno 1972 al 7 luglio 1973 il Governo Andreotti II; dal 7 luglio 1973 al 14 marzo 1974 il Governo Rumor IV; dal 14 marzo 1974 al 23 novembre 1974 il Governo Rumor V; dal 23 novembre 1974 al 12 febbraio 1976 il Governo Moro IV, dal 12 febbraio 1976 al 29 luglio 1976 il Governo Moro V; dal 29 luglio 1976 all'11 marzo 1978 il Governo Andreotti III; dall'11 marzo 1978 al 20 marzo 1979 il Governo Andreotti IV; dal 20 marzo 1979 al 4 agosto 1979 il Governo Andreotti V; dal 4 agosto 1979 al 4 aprile 1980 il Governo Cossiga I (Francesco Cossiga) e dal 4 aprile 1980 al 18 ottobre 1980 il Governo Cossiga II.
Negli anni settanta alcuni dei numerosi movimenti politici, sorti negli anni precedenti, si estremizzarono e degenerarono nel terrorismo rosso, accompagnato da quello nero. A dicembre 1970 ci fu ancora un tentativo di colpo di stato da parte dell'estrema destra, il Golpe Borghese. Nell'estrema sinistra rimasero tristemente celebri le Brigate Rosse, dette anche BR, che rapirono e/o gambizzarono numerosi esponenti del mondo culturale e politico italiano considerati "reazionari"; l'episodio più eclatante si ebbe nel 1978 quando rapirono e assassinarono il Presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, proprio nel momento in cui il Presidente del Consiglio incaricato, Giulio Andreotti, stava tentando di far nascere un governo con l'appoggio del PCI.
Gli anni settanta non furono solo anni di piombo. Nel 1978 fu emanata la legge 180, nota anche come legge Basaglia, con la quale venivano chiusi i manicomi. L'Italia si poneva all'avanguardia a livello mondiale nel recepire in legge le più avanzate teorie psichiatriche. Nello stesso anno si legalizzò l'aborto. Quest'ultima legge fu sostenuta particolarmente da un'associazione nata all'interno del Partito Radicale: il Movimento di Liberazione della Donna, che considerava il feto solo una parte del corpo della donna, di conseguenza il padre non aveva diritto di parola.
Verso la fine degli anni settanta lo Scandalo Lockheed anticipava un degrado della politica che negli anni successivi avrebbe portato a svariate inchieste giudiziarie.
Nello stesso periodo vede la luce il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, il primo movimento italiano a favore degli omosessuali.
Gli anni ottanta
Il pesante clima ideologico degli anni Settanta, che aveva portato a un accrescimento della tensione sociale e politica, cominciò a dissolversi all'inizio degli anni Ottanta, durante i quali avvenne la cosiddetta svolta del «riflusso».[1] Già nell'autunno del 1980, la marcia dei 40mila a Torino fece emergere l'esistenza di una «maggioranza silenziosa» che si contrapponeva alle proteste dei sindacati e al clamore degli scontri sociali del decennio precedente.
Ci fu così un ritorno delle persone dalle piazze al privato; cominciò l'era della televisione commerciale, unito a un decollo della pubblicità e a un incremento dei consumi. Rinacque il Carnevale di Venezia; crebbe la disaffezione dei cittadini per la politica, ma aumentò il senso di ottimismo e di benessere sociale.[2]
A livello politico, ci fu un declino del potere dei sindacati e del Partito Comunista Italiano, parallelamente all'ascesa di Bettino Craxi tra le fila del Partito Socialista Italiano, chiamato nel 1976 a risollevare le sorti del partito che allora si trovava ai minimi storici, stretto nella tenaglia del tentativo di compromesso storico tra la DC e il PCI.[3] Già nel 1978 Craxi era riuscito a far eleggere presidente della Repubblica Sandro Pertini, uomo della vecchia guardia del PSI, che durante il suo mandato si propose un riavvicinamento più amichevole e sereno dei cittadini alle istituzioni, promuovendo ad esempio incontri e afflussi di scolaresche al Quirinale. Per il suo carisma, il suo modo di fare schietto e ironico, il suo affetto verso i bambini, Pertini sarà ricordato come il presidente più amato dagli italiani.[4][5][6]
I primi anni '80 furono tuttavia ancora permeati di una certa turbolenza. La scoperta, ad esempio, della loggia massonica P2 mise in nuova luce molti dei misteri italiani; il presidente del consiglio Arnaldo Forlani si dimise per lo scandalo che seguì. Nel 1980 avvenne la strage di Ustica, un disastro aereo dai contorni tuttora non chiariti, e nel 1981 un attentato al Papa polacco Wojtyla, la cui elezione al soglio pontificio era stata mal vista nell'Est europeo. Nel calcio esplose uno scandalo scommesse di notevole rilievo, che vide la condanna di numerosi calciatori e la penalizzazione di alcune importanti squadre di club.
Tra gli eventi sportivi di rilievo ci fu tuttavia nel 1982 l'inaspettata vittoria della nazionale italiana di calcio ai mondiali di Spagna, di cui fu protagonista uno dei maggiori imputati nello scandalo, il calciatore Paolo Rossi.
Alla guida del governo, intanto, andò per la prima volta un politico non appartenente alle fila della DC, cioè Spadolini del PRI. Fu il preludio della chiamata a Palazzo Chigi di Bettino Craxi, investito da Pertini l'anno dopo nel 1983. Quello di Craxi sarà ricordato come il governo di più lunga durata fra tutti quelli che fino allora si erano succeduti: esso si reggeva su un'allenza con la DC e altri partiti minori.
Tra i suoi atti di rilievo, Craxi firmò con il Vaticano, nel febbraio del 1984, un protocollo aggiuntivo ai Patti lateranensi già stipulati nel 1929, protocollo che verrà ratificato dalla legge 206 del 1985.
| Per approfondire, vedi la voce Accordo di villa Madama. |
Sul piano economico, Craxi si propose di combattere la pesante inflazione che si trascinava sin dagli anni Settanta, motivo di stagnazione e crescita lenta. Come principale causa dell'inflazione fu individuata la scala mobile, ossia l'adeguamento automatico dei salari all'aumento del costo della vita. L'abolizione per decreto della scala mobile scatenò le proteste della CGIL (che si divise dalle altre sigle sindacali)[7] e la dura opposizione del Partito Comunista Italiano, i quali in aperta sfida a Craxi proclamarono dei pesanti scioperi. Poiché Craxi non demorse, essi riuscirono a far indire un referendum per sconfiggere la sua nuova legge in materia. Il referendum tenutosi nel giugno del 1985 vide però la vittoria di Craxi e la sconfitta del PCI, il quale, anche in seguito alla morte del suo leader Berlinguer avvenuta un anno prima, da allora si avviò a una lenta e inesorabile perdita di consensi.
Sul versante estero, Craxi da un lato rafforzò i legami dell'Italia con il Patto Atlantico, intensificando i rapporti con l'America di Ronald Reagan, ma dall'altro mantenne una politica filo-araba nella questione israelo-palestinese del Medio-Oriente. Durante la crisi di Sigonella, ad esempio, circa la sorte dei sequestratori della nave da crociera Achille Lauro, Craxi fu protagonista di una clamorosa rottura politica con il presidente degli Stati Uniti Reagan. Durante il bombardamento americano di Tripoli, che vide una rappresaglia libica con lancio di missili su Lampedusa, Craxi avvertì preventivamente Gheddafi dell'imminente attacco statunitense su Tripoli.[8]
Per il resto, tuttavia, l'Italia di Craxi appoggiò il progetto americano di uno scudo missilistico, in risposta alle minacce del mondo comunista-sovietico fattesi sempre più pressanti, progetto a cui si erano allineati anche gli altri paesi occidentali come il Regno Unito, la Francia, la Germania e la Spagna, e che si rivelerà determinante per mettere in crisi l'apparato strategico e finanziario dell'Unione Sovietica, accelerandone la caduta e la svolta di Gorbaciov.[9] Il PCI, invece, in occasione dell'installazione della base missilistica a Comiso, non mancò di schierarsi dalla parte del regime sovietico.
Nella seconda metà degli anni Ottanta ci fu una crescita del PIL italiano anche grazie al calo dell'inflazione,[3][2] mentre a partire dal 1987 la DC non fu più disponibile a dare la fiducia a Craxi, preferendo sostenere come presidente del Consiglio prima Giovanni Goria e poi Ciriaco De Mita. Questi era espressione dell'ala sinistra del partito e favorevole all'antico progetto di alleanza consociativa tra DC e PCI.[3] Contro De Mita si formò una solida alleanza tra Craxi, Andreotti e Forlani, ribattezzata C.A.F. (dalle iniziali dei cognomi dei tre protagonisti), che prevedeva una loro alternanza al governo con programmatica esclusione della sinistra estrema.
Il passaggio agli anni '90
Il patto del CAF prese a funzionare come un orologio quando Andreotti subentrò alla guida del governo nel 1989, sostenuto da un pentapartito. Il fatto che un tale progetto politico sembrasse non prevedere alternative suscitò tuttavia una sensazione di immobilismo, dando l'impressione che i partiti si accordassero tra loro indipendentemente dal resto del paese.
Con la caduta del muro di Berlino, che assunse il significato ideale di un crollo dell'alternativa al capitalismo, sembrarono aprirsi nuovi spazi di intesa il PSI e un PCI finalmente libero dalla pregiudiziale sovietica, ma il rapporto travagliato tra i due partiti che si era andato logorando lungo tutto il decennio fece ben presto naufragare una tale prospettiva.[3] Il 12 novembre 1989 Achille Occhetto, da poco più di un anno segretario del Partito Comunista Italiano, annunciò durante una riunione del partito grandi cambiamenti, tra i quali l'avvio al socialismo, ma rinunciando già nel nome del nuovo Partito Democratico della Sinistra (che non conteneva la denominazione "socialista") alla possibilità di un intesa col PSI. La svolta di Occhetto non fu presa positivamente dall'ala radicale del partito. Nonostante ciò, il 3 febbraio 1991, durante il suo ultimo congresso, il PCI deliberò il proprio scioglimento. In quello stesso giorno nasce il Movimento della Rifondazione Comunista, che divenne Partito della Rifondazione Comunista il 9 giugno 1991, al quale confluì anche Democrazia Proletaria.
Nel 1990 si celebrò il Campionato mondiale di calcio in Italia, un evento molto seguito dalla popolazione, a cui però seguirono discussioni circa gli appalti per la costruzione degli impianti sportivi. Avevano cominciato infatti a svilupparsi nuovi partiti di protesta nei confronti di quella che è stata definita partitocrazia, che contestavano un eccessivo carico fiscale, ravvisavano malsani rapporti tra politica e imprenditoria, ed esigevano la necessità di riforme. In particolare la Lega Nord, della quale fu nominato Segretario generale Umberto Bossi, già eletto la prima volta in Senato nel 1987 (e per questo da allora soprannominato senatùr) si fece portatrice di una tale protesta, arrivando a prospettare l'autonomia del Nord Italia dal resto del paese.
Si scioglie invece, nel 1989, il Partito Radicale. Al suo posto venne costituito il Partito Radicale Transnazionale, che nonostante il nome, fu di fatto un'organizzazione, e non un partito, che riuniva i radicali di tutto il mondo. In Italia, e quindi anche nel resto del mondo, i singoli esponenti di quest'organizzazione saranno liberi di iscriversi e presentarsi per altri partiti. Due esponenti radicali quali Francesco Rutelli ed Adelaide Aglietta costituiscono, nel maggio 1989, i Verdi Arcobaleno. Questi nel 1990, insieme alla Federazione delle Liste Verdi, costituiranno la Federazione dei Verdi. Invece i già noti Marco Pannella e Emma Bonino vengono candidati nelle elezioni amministrative del 1990 nel Partito Comunista Italiano.
La Seconda Repubblica (1992 - presente)
| Per approfondire, vedi le voci Stagione delle privatizzazioni, Prima Repubblica (Italia) e Seconda Repubblica (Italia). |
Lo scandalo Tangentopoli e l'inchiesta Mani pulite
All’inizio degli anni Novanta, il sistema politico italiano venne scosso da una crisi senza precedenti. Alla presidenza della Repubblica veniva eletto il democristiano Oscar Luigi Scalfaro, esponente gradito a un vasto schieramento di forze politiche. Scalfaro conferiva l’incarico di governo al socialista Amato. Le indagini, condotte da Antonio Di Pietro e degli altri partiti magistrati della procura di Milano, hanno messo in luce una fitta rete di tangenti, favori e accordi illegali fra politici e imprenditori. I giornali chiamano Tangentopoli questo intreccio tra politica e affari.
Nel 1992 si verifica una crisi finanziaria: la lira viene svalutata e poi esce dal Sistema Monetario Europeo (avendo superato i margini di fluttuazione consentiti).
Sempre nel '92 due grandi stragi colpiscono l'Italia: la strage di Capaci avvenuta sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo, e la strage di via d'Amelio avvenuta in via Mariano d'Amelio dove viveva la madre di Borsellino e dalla quale il giudice quella domenica si era recato in visita, avvenne per mezzo di una Fiat 126 contenente circa 100 chilogrammi di tritolo. Nella prima persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e nella seconda il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta. Queste stragi furono orchestrate dal boss mafioso Totò Riina. Questi attentati hanno segnato una delle pagine più tragiche della lotta alla mafia.
Il 15 gennaio 1993 fu catturato dal Crimor a Palermo, al primo incrocio davanti alla sua villa in via Bernini n. 54, insieme al suo autista Salvatore Biondino, Totò Riina capo di cosa nostra, latitante dal 1969.
Nel 1993 un referendum modifica la legge elettorale del Senato in senso fortemente maggioritario. La successiva legge 276 del 1993 formalizza il maggioritario per il Senato, mentre la legge 277 (la cosiddetta legge Mattarella) estende anche alla Camera un sistema analogo. Il passaggio al maggioritario spinge i partiti ad accorparsi in coalizioni.
La cosiddetta Seconda Repubblica vede la scena politica cambiare notevolmente, in particolare a sfavore della Democrazia Cristiana: il partito, il 18 gennaio 1994, riprende il vecchio nome di Partito Popolare Italiano, una parte di esso però decide di scindersi fondando il Centro Cristiano Democratico, guidato da Pier Ferdinando Casini, tendenti al centrodestra, mentre quelli tendenti al centrosinistra fondano i Cristiani Sociali. Oltre al frastagliamento i democristiani cominciano a perdere molti consensi.
Il 29 giugno 1993, durante l'inaugurazione di un ipermercato, il noto imprenditore Silvio Berlusconi dichiara ai giornalisti: "se il centro moderato non dovesse organizzarsi, non potrei non intervenire direttamente, mettendo in campo la fiducia che sento di avere da larga parte della nostra gente". Egli infatti ha costituito il 29 giugno 1993 un movimento, Forza Italia, nel quale confluiscono tra i tanti anche democristiani e socialisti.
Il 13 novembre 1994 è la volta della diaspora del Partito Socialista Italiano: gran parte dei reduci sarà recuperata da Enrico Boselli che fonda i Socialisti Italiani; altri, sempre in dissaccordo allo sciogliemento del partito fonderanno, il Partito Socialista Riformista, la Federazione Laburista e l'Alleanza Democratica.
Inoltre il 6 febbraio 1994 sparisce dalla scena politica il Partito Liberale Italiano. Il giorno dopo al scioglimento, alcuni ex esponenti del disciolto partito, decisero di coordinare i diversi movimenti liberali sparsi per il territorio nella Federazione dei Liberali Italiani. Altri invece confluirono nel nuovo partito Forza Italia.
Vicini alle elezioni del 27 marzo 1994 e in seguito alla nuova legge elettorale del 1993, il Partito Popolare Italiano si scisse ulteriormente: Rocco Bottiglione fondò il Centro Democristiano Unito, tendenti al centro-destra, e Bianchi invece creò i Popolari, tendenti al centro-sinistra.
Le elezioni del '94: la prima volta della destra
Il declino della DC e del PSI avevano lasciato un vuoto di potere nello schieramento moderato, che nelle elezioni amministrative del 1993 fu momentaneamente riempito a Nord dalla Lega, che vinse a Milano, e al Centro-Sud dal MSI, che a Roma e Napoli andò al ballottaggio ottenendo percentuali inaspettate di poco inferiori al 50%. Nell'occasione, durante un'intervista rilasciata nel novembre del medesimo anno sulla contesa per la candidatura a sindaco di Roma, che si disputava tra Francesco Rutelli del centro-sinistra e Gianfranco Fini, successore di Giorgio Almirante, Silvio Berlusconi affermò che sceglierebbe quest'ultimo.
La successiva campagna elettorale per le elezioni del 27 marzo 1994, seguite allo scandalo suscitato dall’inchiesta Mani Pulite, segnarono il definitivo cambiamento dello scenario politico italiano. Il preludio per lo svolgimento di queste elezioni furono le dimissioni di Carlo Azeglio Ciampi succeduto ad Amato nel 1993. L’apprezzato economista, che prima degli incarichi governativi era stato Governatore della Banca d’Italia, aveva proceduto ad attuare ulteriori tagli della spesa pubblica e nuovi inasprimenti fiscali per fronteggiare la svalutazione della lira. Si trattava di una politica di duri sacrifici, che aveva bisogno di una solida maggioranza rivolta al cambiamento.
Il PCI era già divenuto PDS nel 1991, mentre ora la DC si trasformò in Partito Popolare Italiano (PPI), riprendendo il nome adottato dal partito cattolico del 1919. Il MSI-DN, invece, operando una svolta in senso moderato, dava origine ad Alleanza Nazionale (AN). Sparivano intanto formazioni di lunga tradizione quali il PSI, il PSDI e il PLI.
Nasceva infine Forza Italia, un movimento promosso da Silvio Berlusconi (allora proprietario delle maggiori reti televisive private italiane e del gruppo Fininvest-Mediaset) allo scopo di opporsi alla possibile affermazione delle sinistre, che avevano vinto i turni delle elezioni amministrative, su un programma di rilancio dell’iniziativa privata, di aumento dell'occupazione (1 milione di posti di lavoro), di riduzione dei carichi fiscali per le imprese.
Il nuovo sistema elettorale, di tipo maggioritario, favorì la formazione di alleanze tra i partiti. Le elezioni decretarono al Nord la vittoria di Forza Italia e Lega Nord, unite nel Polo Delle Libertà, e al Centro-sud di Forza Italia e Alleanza Nazionale, unite nel Polo Del Buono Governo; uscirono sconfitti gli altri due poli, cioè i Progressisti (Pds, Rifondazione, Verdi, Alleanza Democratica, Rete, Psi) guidati dal segretario pidiessino Achille Occhetto, e il Patto per l'Italia (Ppi e Patto Segni) guidato da Mario Segni e Mino Martinazzoli.
Il vero vincitore risultò Silvio Berlusconi, il quale formò un governo che vedeva per la prima volta l'ingresso nella stanza dei bottoni dei post-facsisti di Fini. Il suo governò però incontrò subito numerose difficoltà che sfociarono in scontri giudiziari con la Procura di Milano, in scontri politici con la Lega di Bossi e in scontri sociali con i sindacati (sulla questione della riforma delle pensioni) tali da portare ad una rapida caduta del suo governo nel dicembre del '94 e alla fine prematura della legislatura, dopo la breve parentesi del governo tecnico di Lamberto Dini (ex ministro del Tesoro del governo Berlusconi), appoggiato dall'esterno da centrosinistra e Lega Nord.
Le elezioni del '96: la prima volta della sinistra
A due anni dalla vittoria elettorale del 1994, il 21 aprile del 1996 la Casa delle libertà fu battuta dalla coalizione dell'Ulivo (coalizione di centro-sinistra composta da Pds, Ppi, Lista Dini, Verdi, Rete e altre formazioni minori), guidata dall'ex presidente dell'Iri Romano Prodi. La Lega Nord si presentò da sola agli elettori.
La nuova legislatura godette una sicura stabilità di governo, consentendo - attraverso una rigorosa politica economica - l'ingresso dell'Italia nell'Unione Europea, l'avvio del processo di privatizzazioni, il rilancio dell'economia e dell'occupazione e giungendo fino al termine. Il Governo Prodi I durò fino all'ottobre del 1998, quando Rifondazione Comunista gli tolse la fiducia. I meriti del governo Prodi (‘96-’98) sono l’abbassamento del tasso di inflazione e il raggiungimento dei parametri richiesti dal Trattato di Maastricht per entrare nel sistema fondato sulla moneta unica (Euro). Successivamente si insediò a Palazzo Chigi Massimo D'Alema, leader dei DS. D'Alema rassegnò le dimissioni a dicembre del 1999 che però riesce a riottenere la fiducia del parlamento e a formare un nuovo governo. Tuttavia si dimette nuovamente nell'aprile 2000. Questa volta tocca a Giuliano Amato a guidare il governo. Nel frattempo esplodeva il problema sociale dell'immigrazione.
Il 20 maggio 1999 un commando terrorista delle Br uccide Massimo D'Antona, sindacalista della Cgil, collaboratore del ministro del Lavoro Bassolino.
Dal 2001 al 2010
| Per approfondire, vedi le voci Fatti del G8 di Genova, Crac Parmalat e Terremoto dell'Aquila del 2009. |
Le elezioni del 2001: la rivincita di Berlusconi
Alle elezioni politiche del 12 maggio del 2001 la Casa delle Libertà (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Biancofiore, Lega Nord, Nuovo PSI) si prende la rivincita sull'Ulivo (Ds, Margherita, Girasole, Partito dei Comunisti Italiani). Il ticket Silvio Berlusconi-Gianfranco Fini batte quello ulivista costituito dall'ex sindaco di Roma Francesco Rutelli e dal diessino Piero Fassino Democratici di Sinistra, e Forza Italia registra un notevole successo, raccogliendo circa il 30 per cento dei consensi globali.
Il centrodestra torna al governo del Paese, grazie anche alla rinnovata alleanza con la Lega di Bossi (che riceve in cambio alcune poltrone strategiche dell'esecutivo: Giustizia, Welfare e Riforme) e alle divisioni del centrosinistra, che si presenta diviso all'appuntamento elettorale (Rifondazione comunista e Di Pietro si schierano da soli) e non sa far valere davanti agli elettori i risultati realizzati in cinque anni. Una vittoria schiacciante più nei numeri dei parlamentari che in quello degli elettori (alla Camera la Cdl prende 16.839.562 voti contro i 16.406.969 voti dell'Ulivo), grazie alla buona campagna di Rutelli che recupera nelle ultime settimane.
Nel 2001 si registra il primo caso di mucca pazza in Italia.
I Popolari, Rinnovamento Italiano, I Democratici e l’Udeur creano la federazione de La Margherita, presieduta da Francesco Rutelli. Questa federazione, insieme ai Democratici di Sinistra, si presenta alle elezioni nell’aprile 2001, contro la Casa delle Libertà, la coalizione di centro-destra, alla quale è ritornata a farne parte la Lega Nord, alla quale si sono aggiunti il Nuovo Partito Socialista Italiano, costituito il 19 gennaio 2001 dalla fusione del Partito Socialista di Gianni De Michelis e della Lega Socialista di Bobo Craxi e Claudio Martelli e il Partito Repubblicano Italiano e fuso l’Unione per la Repubblica in Forza Italia, presieduta da Silvio Berlusconi, il quale viene nuovamente nominato presidente del Consiglio. Tuttavia la Margherita ha ottenuto un buon numero di voti (14.5%): infatti, ad eccezione dell’Udeur i partiti federati decidono di unirsi definitivamente. Inoltre si forma all'interno del Partito Repubblicano Italiano un gruppo di dissidenti in contrasto con la scelta di collocarsi con la Casa delle Libertà e favorevoli al ritorno nell'Ulivo: costituiscono il Movimento Repubblicano Europeo, del quale Luciana Sbarbati è nominata segretaria nazionale. Nello stesso anno anche CCD e CDU, con assieme Democrazia Europea, che non aveva aderito nella Casa delle Libertà decidono di unirsi nella Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (CDU).
Le principali riforme del governo Berlusconi II furono: l'abolizione della leva obbligatoria, le pensioni portate alla soglia minima di 1 milione di lire mensili, la riforma del mercato del lavoro con la Legge Biagi nota come Legge 30/2003, quella riguardante il Codice della strada con l'istituzione della patente a punti e il ritorno dei discendenti maschi di casa Savoia.
Il 1º gennaio 2002 la circolazione della lira italiana comincia a essere affiancata da quella dell'euro, la moneta che allora fu adottata da undici dei quindici stati che allora componevano l'Unione Europea: l'euro sostituisce definitivamente la lira il 28 febbraio 2002.
Nel dicembre 2003 Gianfranco Fini è in viaggio in Israele in qualità di Ministro degli Esteri. Durante questo soggiorno egli definisce il fascismo, in riferimento al ventennio fascista, il male assoluto del XX secolo. Ciò non viene preso bene da Alessandra Mussolini, nipote di Benito Mussolini ed esponente di Alleanza Nazionale, che esce dal partito per costituire un partito di estrema-destra: Azione Sociale.
Nel 2004, alcuni suoi ex-aderenti, decidono di ricostituire il Partito Socialista Democratico Italiano, mentre tra il 3 e il 4 dicembre dello stesso anno viene ricostituito anche il Partito Liberale Italiano.
Nelle elezioni regionali del 2005, che coinvolgono 14 regioni italiane, sono presenti due principali coalizioni: la già nota Casa delle Libertà, costituta da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e di Centro e Lega Nord e la nascente in chiave anti-berlusconiana Unione, costituita da: Ulivo (che da coalizione si stava trasformando in federazione di Margherita, Democratici di Sinistra e Repubblicani Europei), Socialisti Democratici Italiani, Verdi, Udeur, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Italia dei Valori. Oltre a questi c’è Alternativa Sociale, una federazione di partiti di estrema destra nata un anno prima, costituita da: Azione Sociale, Fronte Sociale Nazionale e Forza Nuova. L'Unione ottiene già un successo conquistando 12 delle 14 regioni in questione. Sempre durante queste elezioni diverrà noto Nichi Vendola, esponente di Rifondazione Comunista e omosessuale dichiarato che si candida alle primarie dell’Unione per la presidenza della regione Puglia. Egli dapprima sconfigge il suo avversario interno, Francesco Boccia della Margherita e dopo il candidato della Casa delle Libertà Raffele Fitto. Queste elezioni sono state fatali per il governo e Berlusconi, il 27 aprile 2005, è costretto a chiedere la fiducia del parlamento, che ottiene 334 voti favorevoli e 240 contrari. Il governo Berlusconi II risulta il più longevo della storia repubblicana, rimanendo in carica per quasi quattro anni, dal giugno 2001 all'aprile 2005.
Continua la diaspora democristiana: il 25 giugno 2005, Gianfranco Rotondi, membro dell'UDC, decide di uscire dal partito per dare alla luce Democrazia Cristiana per le Autonomie, nel quale confluisce anche Rinascita della Democrazia Cristiana. Il 12 gennaio 2006 entra ufficialmente nella Casa Libertà. A luglio 2006 viene espulso Publio Fiori, ex membro della defunta Democrazia Cristiana e di Alleanza Nazionale, accusato di aver convocato illegalmente un congresso nazionale del partito. Il 1º ottobre 2006, quest'ultimo, fonda Rifondazione Democristiana.
Intanto il nuovo PSI, durante il proprio congresso nazionale, che si svolge dal 21 al 23 ottobre 2005, decide di rivedere la propria posizione riguardante le alleanze. Vengono presentate due mozioni: la prima, esposta dal segretario Gianni De Michelis, chiede di rivedere la propria posizione nel futuro, ma che al momento si deve restare all'interno della casa delle Libertà; la seconda, presentata da Bobo Craxi, chiede di uscire immediatamente dal governo e proseguire l'unità socialista all'interno dell'Unione. Il clima è così teso che sia Gianni De Michelis che Bobo Craxi si auto-proclamano segretari del partito. Tuttavia il 6 gennaio 2006 Bobo Craxi abbandona il partito.
Il 17 novembre 2005 nasce la Rosa nel pugno, federazione di Socialisti Democratici Italiani e Radicali. Entrerà nell’Unione l’anno dopo. Bobo Craxi, che non è interessato all'intesta social-radicale, il 7 febbraio 2006 decide di fondare un nuovo partito: I Socialisti, che decide di entrare nell'Unione.
Le elezioni del 2006: ancora Prodi
Il 10 aprile 2006 nuove elezioni politiche tra la Casa delle Libertà e L'Unione. In quest'occasione la Casa delle Libertà si allarga ad altri piccoli partiti: il Movimento per le Autonomie, fondato il 30 aprile 2005 da Raffaele Lombardo, il quale sosteneva la priorità del Mezzogiorno; No Euro, fondato il 28 ottobre 2003, da un gruppo di persone convinte che l'introduzione della nuova moneta non avesse portato nessun vantaggio all'economia e alle famiglie italiane; i Riformatori Liberali, fondato il 6 ottobre 2005 da Benedetto Della Vedova e Marco Taradash, entrambi provenienti dai Radicali Italiani con l'intendo di creare una posizione liberal-radicale all'interno della Casa della Libertà, e Alternativa Sociale. Queste elezioni si svolgono per la prima volta secondo la legge nº270 del 21 dicembre 2005, scritta dal Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione ed esponente della Lega Nord Roberto Calderoli. Secondo questa nuova legge si può votare per il partito scelto ma senza scrivere nessuna preferenza, in quanto la scelta dei parlamentari è basato da graduatorie dei partiti. Per entrare in parlamento queste sono le percentuali da ottenere: alla Camera dei Deputati il 20% se si tratta di una coalizione, il 4% per i partiti non facenti parte di nessuna coalizione e il 2% per i pariti facenti parte di una coalizione; al Senato della Repubblica il 20% se si tratta di una coazlione, l'8% per i partiti non facenti parte di nessuna coalizione e il 3% per i partiti facenti parte di una coalizione. Inoltre per la prima volta votano anche gli italiani immigrati in paesi stranieri, che permetteranno di eleggere 12 seggi alla Camera dei Deputati (6 in Europa, 3 in America Meridionale, 2 in America Settentrionale e Centrale, 1 in Africa, Asia, Oceania e Antartide) e 6 seggi al Senato della Repubblica (2 in Europa, 2 in America Meridionale, 1 in America Settentrionale e Centrale e 1 in Africa, Asia, Oceania e Antartide). In questo contesto, per la circoscrizione Estero, oltre ai già citati partiti se ne presentano di ulteriori: in America Meridionale si presentano le Associazioni Italiane in Sud America, indipendente da entrambe le coalizioni, mentre in Europa viene presentata la lista Italiani nel Mondo, direttamente federata all’Italia dei Valori, fondata da Sergio De Gregorio. Nella Camera, l'Unione ottiene il 49,81% dei consensi, mentre la Casa delle Libertà il 49,74%; mentre, al Senato, la coalizione guidata da Prodi prevale per due seggi (determinanti i voti ottenuti nella circoscrizione Estero) pur avendo preso complessivamente meno voti della CdL. Ciò decreta un'esigua vittoria dell'Unione che nel frattempo ha perso molti consensi. Questo sostanzialmente per due motivi: 1) la coalizione è nata in chiave anti-berlusconiana, ma senza obiettivi concreti; 2) in questa occasione all'interno della coalizione si sono presentati anche i radicali, che in questo modo ha allontanato parte dell'elettorato democristiano.
La scelta di Rifondazione Comunista di entrare nel secondo governo Prodi e l'esclusione di Marco Ferrando dalle liste del partito al Senato provocano la scissione della corrente Progetto Comunista, di cui Marco Ferrando è il leader, la parte che sta più a sinistra e che è sempre stato critico nei confronti del primo governo Prodi, dei due governi D'Alema e di quello di D'Amato, e costituiscono il Partito Comunista dei Lavoratori.
Tra le novità per la prima volta in parlamento si è seduto un transgader: Valdimiro Guadagno, detto Valdmir Luxuria. All'indomani della vittoria del centro-sinistra l'UDC rivede la sua posizione politica. Casini (leader), vorebbe continuare ad appoggiare la Casa delle Libertà, e l'altra, cappeggiata da Marco Follini (segretario) di chiudere definitivamente l'esperienza dalla coalizione. A seguito di questo contrasto, il 21 ottobre 2006, Marco Follini costituisce Italia di Mezzo, partito che non entra in nessuna delle due coalizioni e appoggia ora l'una ora l'altra.
Tra la fine del 2006 e il 2007 i progetti di federazione della Rosa nel Pugno sfumano: l'alleanza dei due partiti si mantiene viva soltanto su una comune azione sul governo.
Dopo quasi un anno la fiducia del Governo è calata di molto: una delle principali promesse, cioè quella dell'abbassamento delle tasse, non è stata mantenuta, il governo giustifica ciò affermando che durante il primo anno questo era impossibile da fare a causa dell'eredità economica disastrosa del precedente governo, ma annunciando che ciò sarà fatto durante il secondo anno di vita. Inoltre, già il 21 febbraio 2007 inizia la prima crisi di governo, questo in seguito alla votazione della risoluzione di politica estera presentata al Senato della repubblica e che stabiliva nuove fonti finanziarie all'esercito italiano stanziato in Afghanistan. Esso non era riuscito a raggiungere un quorum di maggioranza. Prodi presenta, quindi, le proprie dimissione al presidente della repubblica Giorgio Napolitano, che non le accetta e invita il Governo alle Camere per la fiducia. Il 28 febbraio il Governo ottiene la fiducia dal Senato della Repubblica (162 sì, 157 no). Il 2 marzo ottiene anche la fiducia dalla Camera dei Deputati (342 sì, 253 no), chiudendo così la crisi di governo. Tuttavia proprio durante il voto di fiducia avvengono importanti spostamenti: per esempio Sergio De Gregorio eletto per gli Italiani nel Mondo, direttamente federato con l’Italia dei Valori abbandona la maggioranza, votando per la sfiducia di esso, mentre Marco Follini, eletto allora all’interno della Confederazione dei Democratici Uniti vota per la fiducia per la maggioranza e quindi di fatto entrandone.
All'interno di Alleanza Nazionale, la corrente D-Destra, capeggiata da Francesco Storace, rimane la parte più conservatrice del partito: essa è in contrasto con la direzione per quanto riguarda il diritto al voto amministrativo agli immigrati regolari, all'insegnamento del Corano nelle scuole pubbliche e all'entrata del partito nel Partito Popolare Europeo, che raggruppa le forze moderate e conservatrici del continente. Così il 26 luglio 2007 il leader della corrente decide di costituire un nuovo soggetto politico: La Destra. Il 7 ottobre confluisce nel nuovo partito Alleanza Siciliana, fondata dall'europarlamentare Nello Musumeci, anch'esso in seguito a un contrasto con la direzione di Alleanza Nazionale, nel settembre 2005, e avente solo base regionale.
Nel 2007 i partiti maggiori dello schieramento di centro-sinistra, ossia i Democratici di Sinistra e La Margherita avviano un processo unificatore nel segno dell'Ulivo, proiettato alla costituzione di un unico grande partito che ricalchi il modello dell'americano "Partito Democratico". Tuttavia il percorso che dovrebbe portare alla nascita del Partito Democratico è molto insidioso: l'ala sinistra dei Democratici di Sinistra, capeggiata da Fabio Mussi, non vuole unirsi ai democristiani, così il 5 maggio 2007 decide di scindersi e fondare Sinistra democratica. D'altra parte alcuni membri della Margherita trovano che il gruppo dell'Ulivo, di cui fanno parte, non deve necessariamente comunicare con l'estrema sinistra, a parole laica e progressista, ma anche anti-americanista e anti-clericale. E' in questo clima che Lamberto Dini consuma l'ennesima scissione con la costituzione, il 1º ottobre, de I Liberal-Democratici. Anche i Socialisti Democratici Italiani, invitati a partecipare al progetto del Partito Democratico, rifiutano di aderirvi, definendolo un accordo storico bonsai tra democristiani e post-comunisti. Nonostante ciò il 14 ottobre 2007 vede la luce il Partito Democratico, del quale presidente è Romano Prodi e Segretario Nazionale Walter Veltroni, dopo aver partecipato a delle primarie con altri candidati. Oltre a Margherita e Democratici di Sinistra, confluiscono nel nuovo partito Italia di mezzo e Partito Democratico Meridionale, nato il 16 maggio 2006, dall'allora presidente della Calabria Agazio Logero, in contrasto con i vertici della Margherita.
Enrico Boselli invita i piccoli partiti socialisti alla riunificazione. Si mostrano interessati a tale iniziativa il Nuovo Partito Socialista Italiano, che convoca un congresso nazionale per formalizzare l'adesione al nuovo progetto, mentre l'area vicino a Roberto Caldoro considera illegitima la mozione del segretario Gianni De Michelis, sicché apre un nuovo congresso nazionale, dove viene proclamato Segretario Nazionale, e I Socialisti di Bobo Craxi. Il 14 luglio si aprono i lavori per la costruzione del Partito Socialista, che nasce definitivamente il 7 ottobre, nel quale vi entrano anche alcuni fuoriusciti di Sinistra Democratica.
Poi troviamo anche Willer Bordon e Roberto Manzione, anche loro esponenti della Margherita, contro il progetto del Partito Democratico. L'11 settembre costituiscono l'Unione Democratica per i Consumatori.
Il 16 gennaio 2008 la moglie del ministro di giustizia Clemente Mastella viene arrestata, seguita nello stesso giorno dallo stesso ministro. Entrambi sono stati arrestati per concussione. Il giorno dopo da le dimissione come ministro di giustizia, affermando che l'Udeur continuerà ad appoggiare il governo esternamente. Tuttavia Clemente Mastella sente la mancanza di una solidarietà politica da parte del Governo, per questo il 21 gennaio decide di far uscire il suo partito da esso, dando il via a una seconda crisi di governo. Questo provoca dissensi all’interno del partito: in particolare buona parte della sezione della provincia di Matera, in Basilicata, del partito, si distacca dall’Udeur per costituirsi in Popolari Uniti, mentre tre consiglieri regionali della Campania costituiscono Popolari Democratici. Essi si federano immediatamente al Partito Democratico. Inoltre vari senatori dell’Udeur passano ad altri partiti. Così il 23 Prodi chiede la fiducia alla Camera dei Deputati, dove ottiene 326 sì e 275 no. Il giorno dopo è la volta del Senato della Repubblica, dove ottiene 161 no e 156 sì. A seguito della sconfitta Prodi rassegna le proprie dimissioni, restando in carica per il disbrigo degli affari correnti.
Subito dopo la caduta del Governo il Partito Democratico decide di candidare Presidente del Consiglio Walter Veltroni, il quale decide di proporre un'alleanza ai soli Italia dei Valori e Radicali in cambio di un futuro incorporamento, che accettano, chiudendo di fatto l'esperienza dell'Unione.
Così La Sinistra-L'Arcobaleno, federazione creata all'interno dell'Unione l'8 dicembre 2007 da Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi, il 5 febbraio 2008, presenta come proprio candidato Presidente del Consiglio, l'ex-segretario nazionale di Rifondazione Fausto Bertinotti.
Tale scelta influenza anche la Casa delle Libertà, che vedrebbe una coalizione di vari partiti contro il solo Partito Democratico. Alcuni esponenti del centro-destra propongono di presentarsi alle elezioni con i soli quattro partiti fondatori, ciò non vede d'accordo i partiti minori. L'8 febbraio, Forza Italia e Alleanza Nazionale trovano un accordo per creare il Popolo delle Libertà, progetto di Silvio Berlusconi lanciato il 18 novembre 2007 per unire il centro-destra: esso si presenterà alle elezioni come una federazione, lavorando per diventare un partito unitario. In seguito entrano nel nuovo progetto la Democrazia Cristiana per le Autonomie, il Nuovo Partito Socialista Italiano, i Popolari Liberali, fondato come partito il 14 febbraio 2008 da Carlo Giovanardi, già corrente filo-berlusconiana dell'Udc, in contrasto con i vertici del partito a riguardo dell'uscita dalla Casa delle Libertà, il Partito Pensionati fondato il 19 ottobre 1987, Azione Sociale, i Riformatori Liberali, i Liberal-Democratici, Italiani nel Mondo e i Socialisti Riformisti, nato dalla scissione dal nuovo Psi, in seguito alla decisione di questo di federarsi con la Democrazia Cristiana delle Autonomie. Entra in coalizione con Il Popolo delle Libertà Lega Nord, che si presenterà solo al centro-nord e Movimento per l'Autonomia, che si presenterà solo al centro-sud.
L'UDC cerca di riavvicinarsi alla coalizione di Silvio Berlusconi, quando allora non aveva ancora raggiunto nessuna intesa con Alleanza Nazione per la creazione del Popolo delle Libertà. Si viene così a creare un gruppo di dissidenti, capeggiato da Mario Baccini e Bruno Tabacci, interessati a creare un nuovo partito puramente di centro: La Rosa Bianca. Tuttavia l'UDC si allontana definitivamente da Silvio Berlusconi una volta raggiunta l'intesa per la creazione del suo nuovo progetto. Così il 28 febbraio l'UDC e la Rosa Bianca raggiungono un'intesa per la creazione di una nuova lista: l'Unione di Centro, che candida Pier Ferdinando Casini.
No Euro candida invece Renzo Rabellino. In quest’occasione federa Partito pensionati e invalidi, No privilegi politici, Lega Padana Lombardia, Moderati per il Piemonte, AutomobiLista e Forza Roma. Il leader di No Euro attua l’operazione Alias. Con quest’operazione si decide di candidare omonimi di persone noti, tra i quali si ricordano l’imprenditore Giuseppe Grillo e Pericle Berlusconi. Faceva parte di quest’operazione anche il nome della lista: all’inizio infatti il nome era Euro – Lista del Grillo Parlante, alludendo al fatto che il comico genovese Grillo potesse partecipare a queste elezioni. Il comino chiede allora un ritiro d’urgente e il nome sarà cambiato in No Euro – Lista dei Grilli Parlanti.
Giuliano Ferrara, esponente di centro-destra, presenta una sua lista dal nome Aborto? No grazie. Poi si presenta anche la lista civica Per il Bene Comune.
Tra gli altri candidati vi sono Enrico Boselli per il Partito Socialista, Marco Ferrando per il Partito Comunista dei Lavoratori, Bruno De Vita per l'Unione Democratica dei Consumatori e Roberto Fiore per Forza Nuova.
Le elezioni del 2008: il IV governo Berlusconi
Le elezioni del 13 e 14 aprile vennero vinte dalla coalizione composta da Il Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia, che ottenne la maggioranza relativa dei voti e, in base alla vigente legge elettorale del 2005, la maggioranza assoluta degli eletti. Gli elettori chiamati a votare furono 50.257.534 per la Camera e 45.929.308 per il Senato. Di questi, rispettivamente 47.295.978 e 43.257.208 erano residenti nel territorio nazionale, divisi in 61.225 sezioni, e rispettivamente 2.961.556 e 2.672.100 all'estero. L'affluenza alle urne è stata nel complesso del 78,1% circa alla Camera e del 78,2% circa al Senato, in calo del 3,1% rispetto alle elezioni del 2006; nel territorio nazionale essa ha raggiunto l'80,5%, mentre all'estero si è attestata intorno al 40%.
Il 16 aprile Romano Prodi abbandona la carica di presidente del Partito Democratico, lasciandola vacante.
In seguito ai risultati negativi del Partito Democratico alle Elezioni regionali in Sardegna del 2009, Veltroni si dimette da segretario. È chiamato alla successione, il 21 febbraio, il già vice-segretario Dario Franceschini, il quale lascia la propria carica vacante.
Il 16 marzo Sinistra Democratica, Movimento per la Sinistra, Unire la Sinistra e Federazione dei Verdi, costituiscono la federazione Sinistra e Libertà.
Tra il 27 e il 29 marzo Il Popolo delle Libertà, con la convocazione del suo primo congresso, si costituisce ufficialmente come partito. Silvio Berlusconi è eletto presidente del partito all'unanimità.
Il 6 aprile 2009 il grave terremoto dell'Aquila di magnitudo 5,9 della scala Richter, causò la morte di 308 persone, 1500 feriti e 65.000 sfollati circa. L'evento nell'immediato ha comportato un dispiegamento notevole di forze di polizia, mezzi di soccorso aerei e terrestri di Vigili del fuoco, Protezione civile ed Esercito italiano. I mass media hanno offerto un'ampia copertura dell'accaduto con le reti televisive nazionali e locali che hanno presentato in diretta gli avvenimenti già meno di un'ora dopo l'accaduto. Si tratta verosimilmente dell'evento sismico meglio seguito e documentato in Italia in tal senso grazie anche all'ampia diffusione di notizie, filmati, interviste, report fotografici via web grazie alla rete Internet. Molte compagnie italiane hanno offerto in vari modi il loro aiuto e dopo l'iniziale tentennamento di Berlusconi anche molte nazioni, tra queste: l'Unione Europea, Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti d'America, Russia ecc.
Il 25 ottobre si svolgono le primarie per eleggere il nuovo segretario del Partito Democratico. Il Comitato per il Congresso, riunitosi il 23 luglio, ufficializza tre candidature: quelle di Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino. Da queste elezioni esce vincitore Bersani.
Il 13 dicembre 2009, dopo un comizio in piazza del Duomo a Milano, Silvio Berlusconi viene colpito al volto con una riproduzione in miniatura del duomo, lanciata da distanza ravvicinata da Massimo Tartaglia: riporta diverse ferite al volto, nonché la frattura del setto nasale e di due denti dell'arcata superiore. Tartaglia viene assolto il 29 giugno 2010 perché incapace di intendere e di volere.
Alle elezioni regionali 2010 si conferma la solidità del governo Berlusconi e del centrodestra.
Eventi recenti (2011 -)
A maggio 2011, la maggioranza di governo perde consenso nelle elezioni amministrative.[10].
Il 25 ottobre 2011 lo Spezzino e la Lunigiana sono state colpite da una forte alluvione, che in 6 ore ha riversato 542 mm di pioggia[11] sulla provincia della Spezia e di Massa e Carrara[12]. I centri più colpiti sono quelli di Borghetto di Vara, Brugnato, Bonassola, Levanto, Monterosso al Mare, Vernazza in provincia della Spezia e Aulla in provincia di Massa-Carrara[12]. Questo evento meteorologico ha causato la morte di 13 persone e svariati danni materiali. Le cause di questa alluvione sono state l'abbandono del territorio, il mancato monitoraggio della vegetazione e la cementificazione.
Dopo quella dello Spezzino e della Lunigiana, un'altra alluvione ha colpito ancora la Liguria, il 4 novembre 2011. Si è verificata a seguito a fortissime precipitazioni (bassa mediterraneo Rolf)[13] che hanno registrato punte superiori ai 500 mm in poche ore in diverse zone di Genova e provincia. I centri più colpiti sono quelli di Genova nei quartieri di Quezzi, Foce, Molassana, San Fruttuoso, Marassi, Brignole, Quarto e Nervi e i comuni di Recco e Camogli. Le vittime in tutto sono 6, tutte decedute in via Fereggiano a Genova.
Tuttavia durante il governo i partiti dell'opposizione cercarono di screditare il premier Silvio Berlusconi portando alla luce alcuni rapporti sessuali o presunti in cambio di ruoli politici a diverse donne: vengono alla luce i casi di Mara Carfagna, Noemi, D'ddario e di Ruby. Alla fine il 12 Novembre 2011 il presidente del consiglio Silvio Berlusconi presenta le proprie dimissioni al capo dello Stato Giorgio Napolitano.[14]
Il governo tecnico di Mario Monti
Il 16 Novembre 2011 dopo un rapido giro di consultazioni, Mario Monti ed i ministri designati hanno prestato giuramento davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si tratta di un governo tecnico, il cui obbiettivo principale è quello di affrontare le riforme più importanti per il paese al fine di superare una crisi finanziaria. I maggiori partiti ad esclusione della Lega Nord hanno garantito il loro appoggio al nuovo esecutivo.[14]
Vengono attuate varie riforme, come la riforma del mercato del lavoro, il cui punto principale è la modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, e il ddl liberalizzazioni, viene potenziata la lotta all'evasione fiscale e nasce l'IMU, che si aggiunge alle tasse già presenti, le quali vengono a loro volta appesantite. E' un periodo difficile per l'Italia, che si trova in una complicata e tesa situazione internazionale.
Il 13 gennaio 2012, alle ore 21:42, nelle acque dell'Isola del Giglio è avvenuto il Naufragio della Costa Concordia. La nave da crociera Costa Concordia al comando del cinquantaduenne Francesco Schettino e appartenente alla compagnia di navigazione italiana Costa Crociere era salpata dal porto di Civitavecchia per una crociera nel Mediterraneo con 4.229 persone a bordo (3.216 passeggeri e 1.013 membri dell'equipaggio), avrebbe dovuto successivamente toccare i porti di Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo, per poi far ritorno a Civitavecchia.[15][16] Nelle acque dell'Isola del Giglio la nave ha però urtato uno scoglio causando l'apertura di una falla di circa 70 metri sul lato sinistro dell'opera viva. L'impatto ha provocato la brusca interruzione della crociera, un forte sbandamento e il conseguente arenamento sullo scalino roccioso del basso fondale prospiciente Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto. L'incidente ha provocato 30 morti e 2 dispersi. È la nave passeggeri di maggior tonnellaggio mai naufragata.[17]
Note
- ^ 1980, l’anno del Riflusso ci ha reso moderni.
- ^ abCfr. Claudio Pavanello, Tutto sugli anni 80, Zoppelli e Lizzi, 2009.
- ^ abcdCfr. Colarizi Simona e Gervasoni Marco, La cruna dell'ago. Craxi, il partito socialista e la crisi della Repubblica, Laterza 2006).
- ^ Alessio Altichieri. «"Non ci sarà più un altro Pertini" la Voltolina ricorda il suo Sandro». Corriere della Sera, 24 4 1992. URL consultato in data 10-2-2009.
- ^ Francesco La Spina. «Savona-Roma nel nome di Pertini». La Repubblica, 19 10 2005. URL consultato in data 11-2-2009.
- ^ Giangiacomo Schiavi. «Quel giorno Pertini mi disse - intervista a Enzo Biagi». Corriere della Sera, 23 4 2007. URL consultato in data 10-2-2009.
- ^ Storia della CGIL.
- ^ Notizia riferita da Abdel-Rahman Shalgam, ministro degli esteri della Libia, a margine del convegno italo-libico alla Farnesina del 30 ottobre 2008, e confermata in una recente intervista da Andreotti, allora ministro degli Esteri, in Andreotti e il ministro libico confermano "Craxi avvertì Gheddafi del bombardamento Usa" da Repubblica.it, vedere anche Corriere della Sera, che include riferimenti a precedenti rivelazioni nello stesso senso del senatore Sdi Cesare Marini.
- ^ I missili a Comiso e la svolta del mondo.
- ^ Ministero dell'Interno - Elezioni Regionali - Regione Molise
- ^ G. Staiano (14 novembre 2011), “L'alluvione del 25 ottobre 2011 alle Cinque Terre: cause ed effetti”, Nimbus Web - Sito meteorologico e climatologico italiano
- ^ abFonte dal sito del quotidiano ligure de Il Secolo XIX. URL consultato il 26-10-2011.
- ^ DWD-prognose di Deutscher Wetterdienst: 2011-11-03, 11-04, 11-05, 11-06, 11-07, 11-08, 11-09, 11-10 (met.fu-berlin.de)
- ^ abANSA.it
- ^ «Naufragio al Giglio, tre morti annegati. Fermati il comandante e il primo ufficiale». Corriere della Sera, 14 gennaio 2012. URL consultato in data 14 gennaio 2012.
- ^ Massimo Vanni, Laura Montanari, Simona Poli, (inviati). «Tragedia al Giglio, panico per oltre 4 000 persone tre morti, 14 feriti, dispersi "non quantificabili"». La Repubblica, 14 gennaio 2012. URL consultato in data 14 gennaio 2012.
- ^ (EN) «Strain tells as Italian crews scour stricken liner». Reuters, 17 gennaio 2012. URL consultato in data 23 gennaio 2012.
Voci correlate
- Nascita della Repubblica Italiana
- Costituzione della Repubblica Italiana
- Presidenti della Repubblica Italiana
- Elenco delle consultazioni referendarie
- Sistema politico della Repubblica Italiana
Collegamenti esterni
- Progetto Novecento
- Graziano Galassi, La Costituzione e le vicende politico istituzionali italiane dal 1946 al 1994
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