Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

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Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
della Repubblica italiana
Ministro Elsa Fornero
Viceministri Michel Martone
Sottosegretari Cecilia Guerra
Istituito nel: 2001
Istituito da: Governo Berlusconi II
Sede Roma
Indirizzo Via Veneto, 56 - 00187 Roma
Sito web www.lavoro.gov.it

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è il dicastero del Governo Italiano che si occupa delle funzioni spettanti allo Stato in materia di politica del lavoro e sviluppo dell'occupazione, di tutela del lavoro e dell'adeguatezza del sistema previdenziale e di politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone delle famiglie.

L'attuale Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali è la prof.ssa Elsa Fornero (indipendente).

Cenni Storici

L'antesignano del dicastero del lavoro era nel Governo Boselli il Ministero per l'Industria, il Commercio ed il Lavoro, istituito il 22 giugno 1916. Poco dopo, il 3 giugno 1920 col Governo Nitti II, viene istituto il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, scorporandolo dal predetto dicastero. Con l'avvento del Fascismo, il ministero viene soppresso dal Governo Mussolini, e dal 27 aprile 1923 il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale viene accorpato insieme al Ministero dell'Industria e Commercio e con il Ministero dell'Agricoltura nel neo istituito Ministero dell'Economia Nazionale. Con RD 27 settembre 1929, n. 1663, tale nuovo ministero fu tuttavia soppresso, e le sue attribuzioni vengono ripartite tra il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste e il Ministero delle Corporazioni, già istituito nel 1926. Con RD 9 agosto 1943, n. 718 il Ministero delle Corporazioni viene soppresso, e viene reistituito il Ministero dell'Industria, del Commercio e del Lavoro il quale, a sua volta, sotto il Governo Parri, con D.Lgt. 21 giugno 1945 n. 377, venne ripartito in due distinti dicasteri: Ministero dell'Industria e Commercio e nel Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Con D.Lgt. 10 agosto 1945 n. 474 si è provveduto a distribuire le attribuzioni fra i due citati Ministeri. Successivamente, l'organizzazione interna del dicastero viene profondamente rivista col DPR 19 marzo 1955 n. 520 e con la successiva legge n. 628/1961. Con la legge n. 537/1993 viene previsto l'accorpamento degli uffici periferici, effettuato con DM nel 1996. Nel 1997 parte delle funzioni sono investite dal processo di decentramento di poteri alle Regioni di ci al D. Lgs. n. 467/1997. Con il D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, la cosiddetta riforma Bassanini durante il Governo D'Alema II, l'ordinamento del Governo viene modificato accorpando vari ministeri. Proprio in tale occasione, viene prevista la costituzione di un nuovo dicastero che sarebbe entrata in vigore con la nuova legislatura nel 2001: tale dicastero viene denominato Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che avrebbe accorpato le funzioni del lavoro e della previdenza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, quelle sociali del Dipartimento della Solidarietà Sociale della Presidenza del Consiglio, nonché la materia della salute del Ministero della Sanità. Tuttavia, nel 2001 il Governo Berlusconi II col D.L. 12 giugno 2001, n. 217 conv. nella legge 3 agosto 2001 n. 317, decise la separazione della componente afferente alla salute, con la reistituzione del dicastero che se ne occupava col nuovo nome Ministero della Salute, ed erigendo le competenze residue nel Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Col Governo Prodi II, nel 2006 il Ministero fu nuovamente diviso dando luogo a tre ministeri: Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, il Ministero della Solidarietà Sociale e il Ministero delle Politiche per la Famiglia. La proliferazione dei dicasteri portò ben presto il Gabinetto Prodi a prevederne un accorpamento in 12 ministeri secondo quanto previsto dalla versione originaria del D. Lgs. n. 300/1999, la Riforma Bassanini, disponendolo con la Finanziaria per il 2008, la legge n. 244/2007, all'art. 1, comma 376, e pertanto viene prevista la reistituzione del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, a far data dalla nuova legislatura. E proprio nel 2008, con la caduta del Governo Prodi II e la vittoria del PDL il Governo Berlusconi IV reistituì il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, nella sua versione originale. Per dare coerenza alla stratificazione normativa che era intervenuta dal 1999 al 2008, con il D.L. 16 maggio 2008 n. 85, conv. in Legge 14 luglio 2008 n. 121, recante Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il Governo adeguando le strutture di Governo mediante accorpamenti: il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali accorpò le funzioni del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, del Ministero della Solidarietà Sociale e del Ministero della Salute. Il Ministero delle Politiche per la Famiglia venne riassorbito presso Presidenza del Consiglio dei ministri come Dipartimento. Ben presto ci si rese conto della difficoltà nel fondere competenze così dissimili quali lavoro, previdenza, politiche sociali e salute, pur facenti tutte parti del settore definito welfare, e nel 2009 il Governo Berlusconi IV presentò un disegno di legge per la reistituzione del dicastero della salute. Con la legge 13 novembre 2009 n. 172, recante Istituzione del Ministero della Salute e incremento del numero complessivo dei Sottosegretari di Stato, il Ministero della Salute viene reistituito scorporandolo dal predetto Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e pertanto, dal 13 dicembre 2009, opera anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Competenze

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è competente per tutte le funzioni spettanti allo Stato in materia di politica del lavoro e sviluppo dell'occupazione, di tutela del lavoro e dell'adeguatezza del sistema previdenziale e di politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone delle famiglie, la solidarietà, i flussi di immigrazione insieme alle Prefetture o con lo Sportello dell'immigrazione. In particolare, il dicastero determina in materia di politiche sociali e previdenziali i principi ed obiettivi della politica sociale, i criteri generali per la programmazione della rete degli interventi di integrazione sociale; gli standard organizzativi delle strutture interessate; gli standard dei servizi sociali essenziali; i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali, politica di tutela abitativa a favore delle fasce sociali deboli ed emarginate; l'assistenza tecnica, a richiesta degli enti locali e territoriali; cura i rapporti con gli organismi internazionali, coordinamento dei rapporti con gli organismi comunitari; prevede i requisiti per la determinazione dei profili professionali degli operatori sociali e per la relativa formazione; effettua il controllo e la vigilanza amministrativa e tecnico-finanziaria sugli enti di previdenza e assistenza obbligatoria e sulle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e sui patronati. In materia di politiche del lavoro e dell'occupazione e tutela dei lavoratori, stabilisce l'indirizzo, la programmazione, lo sviluppo, il coordinamento e la valutazione delle politiche del lavoro e dell'occupazione; dispone la gestione degli incentivi alle persone a sostegno dell'occupabilità e della nuova occupazione; determina le politiche della formazione professionale come strumento delle politiche attive del lavoro, nonché l'indirizzo, la promozione e il coordinamento in materia di collocamento e politiche attive del lavoro; effettua la vigilanza dei flussi di entrata dei lavoratori esteri non comunitari; cura il raccordo con organismi internazionali, la conciliazione delle controversie di lavoro individuali e plurime e la risoluzione delle controversie collettive di rilevanza pluriregionale; effettua la conduzione del sistema informativo del lavoro (SIL); sorveglia le condizioni di sicurezza nei posti di lavoro e i profili di sicurezza dell'impiego sul lavoro di macchine, impianti e prodotti industriali, con esclusione di quelli destinati ad attività sanitarie e ospedaliere e dei mezzi di circolazione stradale; dispone le ispezioni sul lavoro e il controllo sulla disciplina del rapporto di lavoro subordinato ed autonomo; cura l'assistenza e l'accertamento delle condizioni di lavoro degli italiani all'estero.

In materia di Fondi pensione bisogna ricordare l'attività dell'autorità amministrativa indipendente di settore, la Commissione di Vigilanza sui fondi Pensione - COVIP, istituita ai sensi del D. Lgs. 21 aprile 1993 n. 124, e completamente autonoma dal Ministero, che ha il compitio di garantire ed assicurare la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell'amministrazione dei fondi pensione.

In materia di sciopero è presente la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che è un'autorità amministrativa indipendente, istituita dall'art. 12 della L. 12 giugno 1990, n. 146, quale garante dei servizi pubblici nei periodi in cui sono proclamati gli scioperi.

Organizzazione

Il dicastero è organizzato su uffici di staff dipendenti direttamente dal vertice politico e uffici propri del ministero. A seguito del Decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2011, n. 144, recante "Regolamento recante la riorganizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali", in vigore dal 9-9-2011, l'organizzazione è stata riformata.

Questi gli uffici di staff:

Sono strutture proprie del Ministero, le 10 Direzioni Generali in cui è diviso:

  1. D.G. per le Politiche del Personale, l'Innovazione, il Bilancio e la Logistica;
  2. D.G. per l'Attività Ispettiva;
  3. D.G. per la Comunicazione e l'Informazione in Materia di Lavoro e Politiche Sociali;
  4. D.G. per le Politiche Attive e Passive del Lavoro;
  5. D.G. delle Relazioni Industriali e dei Rapporti di Lavoro;
  6. D.G. per le Politiche dei Servizi per il Lavoro;
  7. D.G. per le Politiche Previdenziali e Assicurative;
  8. D.G. per l'Inclusione e le Politiche Sociali;
  9. D.G. per il Terzo Settore e le Formazioni Sociali;
  10. D.G. dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione.

Uffici Periferici

Il dicastero a livello territoriale è organizzato nei seguenti uffici:

Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro.

Dal Ministero del Lavoro dipendono funzionalmente anche il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, con una presenza capillare in tutte le Direzioni Regionali e Terriroriali del Lavoro, ed esattamente 101 Nuclei Ispettorato del Lavoro presso le Direzioni Territoriali del Lavoro - Servizio Ispezione del Lavoro, in ogni capoluogo di provincia.

In Sicilia, non essendo presenti le DTL o la DRL, è presente un Nucleo di Coordinamento Regionale della Regione Siciliana, che sovrintende all'attività dei 9 Nuclei presenti nell'isola, mentre non vi è alcun alcuna sezione in Trentino-Alto Adige. Tale assetto lo si deve alle forme di ampia autonomia di cui godono le predette Regioni a statuto speciale.

Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità

Presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è ubicato l'Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità, regolato dal Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al D. Lgs. 11 aprile 2006, n. 198. L'Ufficio è funzionalmente autonomo nonché dotato del personale e delle strutture necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti.

La Consigliera viene nominata d'intesa tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Ministro per le Pari Opportunità.

Enti vigilati

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Previdenza sociale.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali pone sotto la propria vigilanza gli enti previdenziali, in cui nomina componenti, revisori o eventualmente commissari. Essi sono:

Inoltre, il Ministero vigila sugli enti e fondazioni previdenziali di professionisti o lavoratori autonomi, riordinate ai sensi della legge delega 24 dicembre 1993 n. 537 e del D. Lgs. 30 giugno 1994 n. 509 di attuazione, relativi alla privatizzazione della loro organizzazione, mediante trasformazione in associazione o fondazione di diritto privato, in quanto la contribuzione non è in nessun modo a carico dello Stato ma solo degli associati, nonché sugli enti privati di previdenza obbligatoria di liberi professionisti, riformati dalla Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 2, comma 25, e del D.Lgs.10 febbraio 1996, n. 103. Essi sono:

Il Ministero del Lavoro vigila anche su ulteriori organismi. Essi sono:

Commissioni ed Organi Consultivi

Presso il Ministero avevano la sede alcuni organi consultivi, comitati e gruppi di lavoro:

Elenco dei Ministri del Lavoro

L'elenco indica i nomi dei Ministri che ressero il dicastero sin dalla sua istituzione nel 1920, nelle sue varie denominazioni ossia: Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (1920-2001 e 2006-2008), Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (2008-2009) e quello attuale di Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (2001-2006 e dal 2009).

Voci correlate

Collegamenti esterni