Ministero dello Sviluppo Economico

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Ministero dello Sviluppo Economico
della Repubblica italiana
Ministro Corrado Passera
Viceministri Mario Ciaccia
Sottosegretari Claudio De Vincenti e Massimo Vari
Istituito nel: 2006
Istituito da: Governo Prodi II
Indirizzo via Molise n. 2 - Roma
Sito web www.sviluppoeconomico.gov.it

Il Ministero dello Sviluppo Economico, conosciuto anche con l'acronimo MSE, è il dicastero del governo italiano che si occupa delle attività produttive ed economiche, nonché dell'energia e delle risorse minerarie, dei consumatori, come pure dell'internazionalizzazione e degli incentivi alle imprese.

L'attuale ministro dello sviluppo economico è Corrado Passera dal 16 novembre 2011.

Cenni storici

L'antesignano del Ministero dello Sviluppo Economico lo troviamo dall'Unità d'Italia, nel 1861, col Governo Cavour con la denominazione di Ministero per l'Agricoltura, l'Industria e il Commercio.

Viene soppresso dal 26 dicembre 1877 al 30 giugno 1878, e non risulta presente nel Governo Depretis II.

Il 22 giugno 1916, col Governo Boselli, il Ministero per l'Agricoltura, l'Industria e il Commercio viene suddiviso in due dicasteri: il Ministero per l'Industria, il Commercio e il Lavoro, cui viene aggiunta la componente sul Lavoro, ed il Ministero dell'Agricoltura.

Il 3 giugno 1920 il dicastero viene suddiviso ulteriormente in due: da una parte il Ministero dell'Industria e Commercio e dall'altra viene eretto a dicastero autonomo la componente sul Lavoro, con la denominazione di Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Dal 5 luglio 1923 col Governo Mussolini, il Ministero dell'Industria e il Commercio viene assorbito dal nuovo Ministero dell'Economia Nazionale, istituito contestualmente accorpando il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, il Ministero dell'Agricoltura ed, appunto, il Ministero dell'Industria e il Commercio.

Poco tempo dopo, il 12 settembre 1929, il dicastero viene soppresso e trasformato in Ministero dell'Agricoltura e Foreste, e parte delle competenze vengono assorbite dal Ministero delle Corporazioni, già istituito il 2 luglio 1926.

Con la caduta del Governo Mussolini, il 25 luglio 1943, viene soppresso il Ministero per le Corporazioni, dal Governo Badoglio I, con la reistituzione del Ministero del Commercio e dell'Industria, cui si aggiunge la competenza sul Lavoro dall'agosto 1943, con conseguente modifica della denominazione in Ministero del Commercio, dell'Industria e del Lavoro.

Il dicastero viene nuovamente suddiviso in due con decreto luogotenenziale del 21 giugno 1945, n. 377, da parte del Governo Parri: da una parte il Ministero dell'Industria e il Commercio e dall'altra il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Col Governo De Gasperi II, il 9 gennaio 1946, viene scorporata la parte afferente col commercio estero ed eretta in dicastero autonomo con la denominazione di Ministero del Commercio con l'Estero. Col Governo Moro III nel 1966 viene aggiunta la competenza sull'Artigianato con modifica del nome in Ministero dell'Industria, Commercio ed Artigianato.

Con la Riforma Bassanini del D. Lgs. n. 300/1999, il dicastero viene trasformato in Ministero delle Attività Produttive, e a decorrere dalla XIV Legislatura, nel 2001, accorpa il Ministero del Commercio con l'Estero, ed il Ministero delle Comunicazioni . Tuttavia, il Governo Berlusconi II, nel 2001, decise di non accorpare la parte afferente alle Comunicazioni nel dicastero delle Attività Produttive, e lasciarlo quale Ministero delle Comunicazioni.

Col Governo Prodi II, nel 2006, al Ministero delle Attività Produttive, vengono cedute le competenze del Dipartimento Coesione e Sviluppo dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, con conseguente cambiamento dei denominazione in Ministero dello Sviluppo Economico.

Con la finanziaria 2008, la legge n. 244/2007, del secondo governo Prodi, si decise di ripristinare la Riforma Bassanini, del D. lgs. n. 300/1999, accorpando, pertanto, le funzioni del Ministero delle Comunicazioni e del Ministero del Commercio Internazionale, nome con quale era stato ridenominato dal Governo Prodi II il Ministero del Commercio con l'Estero, scorporato proprio nel 2006 dallo stesso Governo. Pertanto dal Governo Berlusconi IV, nel 2008, il Ministero dello Sviluppo Economico accorpa il Ministero delle Comunicazioni ed il Ministero del Commercio Internazionale.

La situazione di interim a seguito delle dimissioni di Scajola

A seguito delle dimissioni di Claudio Scajola il 4 maggio 2010 nell'ambito dello scandalo dei favori della cricca di Anemone a vari politici, l'interim del ministero viene preso da Silvio Berlusconi, che cerca senza successo di offrire il posto a Luca Cordero di Montezemolo, Emma Marcegaglia e Raffaele Bonanni.

Il ministero resta così senza titolare per più di quattro mesi e numerose sue dotazioni vengono ridotte o attribuite ad altri ministeri (fondi UE e FAS al Ministero degli Affari Regionali, fondi per il turismo al Ministero del Turismo, soppressione dell'Istituto per la Promozione Industriale, riduzione di 900 milioni di euro di budget con la manovra 2011).[1].

Il 4 ottobre 2010 dopo 153 giorni di interim preso da Silvio Berlusconi viene nominato Paolo Romani come nuovo ministro dello sviluppo economico. Egli ricopriva la carica di vice ministro con delega alle comunicazioni.[2].

Funzioni

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha numerose funzioni e sovraintende a numerosi organismi: cura la strategia dei prezzi tramite Mister prezzi ed il Garante per la sorveglianza dei prezzi e l'Osservatorio prezzi e tariffe, l'efficienza energetica, la ricerca e sviluppo, dà attuazione alle disposizioni del Codice del consumo di cui al D. Lgs. 6 settembre 2005 n. 206, al Codice delle assicurazioni private di cui al D. Lgs. 7 settembre 2005 n. 209, al Codice della proprietà industriale di cui al D. Lgs. 10 febbraio 2005 n. 30, al Codice delle comunicazioni elettroniche di cui al D. Lgs. 1º agosto 2003 n. 259, di competenza ministeriale, gestisce il Fondo per gli interventi al salvataggio e ristrutturazione delle imprese, nonché l'Albo degli esperti in innovazione tecnologica, cura gli accordi sulle reti dell'energia, per l'industria, tutela del cittadino consumatore, le liberalizzazioni, sorveglia l'alto commissario per la lotta alla contraffazione, cura il sistema nazionale del gas naturale, si occupa delle ispezioni straordinarie sugli enti cooperativi, del prezzi dei combustibili, l'osservatorio per il settore chimico, l'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia, l'osservatorio siderurgico.

Inoltre, bisogna ricordare che il settore comunicazioni è governato dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - AGCOM , autorità amministrativa indipendente istituita dalla legge 31 luglio 1997 n. 249, sottraendo le competenze sulla regolazione del settore comunicazioni al Ministero. L'Autorità agisce attraverso i CORECOM, i Comitati regionali per le comunicazioni presenti in tutte le regioni italiane, istituiti dalla legge n. 223 del 1990, e riformati dalla predetta legge n. 249 del 1997, eletti dai Consigli regionali, come organi di consulenza delle Regioni, al fine di assicurare le necessarie funzioni del governo di garanzia e controllo in tema di comunicazione, attraverso un decentramento operativo sul territorio.

Invece, il settore dell'energia elettrica e il gas è governato dall'autorithy di settore, istituita ai sensi della legge 14 novembre 1995 n. 481, ossia l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas - AEEG, al fine di garantire la correttezza del mercato delle energie.

Infine, seppur indipendente, il ministro nomina il segretario generale presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato - AGCM, detta anche Antitrust, istituita dalla legge 10 ottobre 1990 n. 287, per la tutela contro le pratiche commerciali sleali, le concentrazioni societarie e le intese fraudolente tra le imprese, quale autorità amministrativa indipendente.

Il Ministro dello Sviluppo Economico è componente del Consiglio Supremo di Difesa.

Struttura

Il Ministero è stato riorganizzato per via dell'accorpamento avvenuto, mediante il DPR 28 novembre 2008 n. 197, recante Regolamento di riorganizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, in GU n. 294 del 17 dicembre 2008, in vigore dal 1º gennaio 2009, e dal DPR 28 novembre 2008 n. 198, recante 'Regolamento di definizione della struttura degli uffici di diretta collaborazione del Ministro dello sviluppo economico, in GU n. 294 del 17-12-2008, in vigore anch'esso dal 1º gennaio 2009.

Il dicastero dello Sviluppo Economico è organizzato in uffici a diretta collaborazione del Ministro ed in dipartimenti, a cui si aggiunge un ufficio per gli affari generali e per le risorse.

Sono uffici a diretta collaborazione i seguenti:

L'Ufficio per gli affari generali e per le risorse, di livello dirigenziale generale e di natura non dipartimentale, è articolato in dodici uffici di livello dirigenziale non generale.

Il Ministero è strutturato in 4 dipartimenti:

Ogni dipartimento prevede 2 uffici del personale di livello dirigenziale non generale.

Dipende dal ministro anche l'Istituto Superiore delle Comunicazioni e Tecnologie dell'Informazione - ISCOM.

Organi consultivi

Sono organismi collegiali e comitati del Ministero, i seguenti organi:

Uffici periferici

Il Ministero dello Sviluppo Economico a livello periferico è strutturato in diversi uffici:

Enti vigilanti

Il dicastero vigila sui seguenti enti o società:

Ministri dello Sviluppo Economico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elenco dei Ministri dell'Industria e del Commercio della Repubblica Italiana.

L'elenco comprende, in realtà, tutti i nominativi dei Ministri che hanno ricoperto l'incarico di Ministro dell'Industria e il Commercio prima, sin dal 1946, col Governo De Gasperi II, cui si aggiunse con Governo Moro III, nel 1968, anche la competenza sull'artigianato, sino alla Riforma Bassanini, il d. lgs. n. 300/1999, che modifica a far data dal 2001, col Governo Berlusconi II la denominazione in Ministero delle Attività Produttive e successivamente col Governo Prodi II, nel 2006 in quello attuale di Ministero dello Sviluppo Economico.

Note

  1. ^ Massimo Giannini. «Sviluppo economico, 4 mesi senza ministro mentre il Paese insegue la ripresa», 31 8 2010. URL consultato in data 1-9-2010.
  2. ^ Matteo Tonelli. «Sviluppo, Berlusconi lascia l'interim Romani ministro dopo cinque mesi», 4 10 2010. URL consultato in data 4-10-2010.

Voci correlate

Collegamenti esterni