Scuola pitagorica reggina

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La Scuola pitagorica reggina (o Scuola pitagorica di Reggio) fu una tra le più importanti scuole pitagoriche della Magna Grecia, sorta nella città di Rhegion (Reggio Calabria) tra il VI e il V secolo a.C.

Le scuole di Pitagora

La Scuola pitagorica (o Italica) fondata da Pitagora a Crotone - le cui teorie si diffusero anche oltre la Magna Grecia fino in Lazio e in Etruria - sorse come associazione di carattere religioso e politico oltre che filosofico, e fu indirettamente collegata anche alla Scuola Medica e alla Scuola Atletica.

Il carattere politico della scuola però, che appoggiava i governi aristocratici delle città greche dell’Italia, ne determinò anche la rovina; quando si sviluppò un movimento democratico contro tali governi i pitagorici furono scacciati da Crotone, stanziandosi nelle varie città della Magna Grecia, diffondendo attraverso i loro cenacoli l'amore e il culto per la filosofia, l'arte, la poesia.

A Reggio, al tempo di Anassila, sorse una delle più grandi scuole pitagoriche, che diede lustro alla città facendola risplendere per le arti e la letteratura con effetti positivi anche sui costumi, sulle idee e sulla legislazione repubblicana.

Fu anche merito delle Scuole che sorsero a Crotone, Reggio, Locri e in altri centri minori se la Magna Grecia poté dare dimostrazione della livello di cultura e del grado di civiltà raggiunti.

La scuola filosofica di Reggio

Tra i filosofi pitagorici reggini ricordiamo:

Legislatori reggini

Tra i cittadini illustri di Reggio della Magna Grecia, si annoverano coloro che si distinsero nella formulazione delle leggi destinate non solo ai propri concittadini, ma anche alle popolazioni delle altre città dell'intera regione.

Dei legislatori reggini sono accertati solo sei nomi, ma molto probabilmente ve ne sono stati molti altri, ai quali non si attribuisce la cittadinanza reggina in quanto per vari motivi divenuti famosi in località diverse da quella natìa.

La scuola lirica di Reggio

Nell'etica della dottrina pitagorica trovò fondamento la Scuola Lirica di Reggio, che vantò la creazione di un nuovo mondo poetico, pieno di luce e di incanto, intriso di finalità spirituale che innalzò la poesia ad un livello superiore, attribuendo alla Scuola una posizione di rilievo nei confronti delle altre.

A dar lustro alla scuola sono stati soprattutto Toagene (o Teagene), Glauco e Ibico.

La scuola di scultura a Reggio

La Testa del Filosofo, parte di una statua bronzea custodita al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio è un probabile ritratto di Pitagora di Samo[1]
« capace di rendere come nessun altro i riccioli di barba e capelli, e per fare "respirare" le statue, cioè rendere perfetta l’anatomia dei vasi sanguigni »

Oltre alla Scuola Lirica, Reggio fu sede anche di una Scuola di Scultura, attraverso la quale si distinse anche nell'arte su tutte le altre città della Magna Grecia.

I più importanti esponenti furono Clearco e Pitagora da Reggio, ai quali è da aggiungere Learco, vissuto molto tempo prima di loro, considerato il precursore della Scuola di Scultura Reggina.

Note

  1. ^ il ritratto bronzeo avrebbe fatto parte parte dell'arredo urbano di Reggio proprio durante il periodo pitagorico vissuto dalla città quando, finita la tirannide di Anassila, il potere politico passò nelle mani dell'"aristocrazia Calcidese" che a partire dal 455 a.C. ospitò gli esuli pitagorici scacciati da Crotone favorendo la nascita della scuola pitagorica reggina; dunque la statua di Pitagora sarebbe divenuta parte del bottino di guerra che Dionisio I di Siracusa usò per pagare i soldati dopo la presa di Reggio avvenuta nel 386 a.C., caricato sulla nave che affondò nei mari dello Stretto proprio in quel periodo - "Il ritratto di Pitagora di Samo" a cura del prof. Daniele Castrizio dell'università di Messina

Voci correlate


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