Standa

Standa
Logo
Nazione bandiera Italia
Tipologia società a responsabilità limitata
Fondazione 1931 a Milano
Sede principale Carmignano di Brenta (PD) legale, Milano (MI) amministrativa
Gruppo Rewe
Persone chiave

Silvio Berlusconi (ex proprietario)

Settore

grande distribuzione organizzata

Prodotti

alimentari e beni di largo consumo

Slogan

*C'è tutto!

  • Fantastica sei!
  • La casa degli italiani.
  • Il valore dei soldi.
  • Il mondo sotto casa.
  • Un mondo che vale.
  • Il meglio per me.
Sito web www.standasicilia.it

Standa è una catena italiana di supermercati, attualmente presente nelle sole regioni Calabria[1][2] e Sicilia[3].

Attiva per oltre settant'anni nel settore italiano dei grandi magazzini di fascia media, nel corso dell'ultimo decennio è stata oggetto di numerose e profonde trasformazioni societarie che ne hanno di fatto modificato l'immagine storica[4].

Storia

Origini

Franco Monzino, lasciando la direzione dell'UPIM e possedendo un capitale di 50.000 lire, insieme ai fratelli Ginia e Italo e Tullio Astesani fonda il 9 maggio 1931 un nuovo magazzino con il nome Magazzini Standard (Società Anonima Magazzini Standard) aperto, il 21 settembre dello stesso anno, in via Torino angolo via Valpetrosa a Milano.

Angelo Roncalli patriarca di Venezia (futuro Papa Giovanni XXIII) in visita ai magazzini Standa di Venezia Campo San Luca.

Il nome venne modificato nel 1938 in Standa (acronimo per Società Anonima Tutti Articoli Nazionali Dell'Arredamento e Abbigliamento) per volontà di Benito Mussolini, il quale, durante una parata a Roma in Via del Corso, vide l'insegna dei magazzini di Monzino e, visto che le leggi fasciste imponevano di italianizzare tutte le parole straniere, impose il cambio del nome.

Nel 1956 viene aperto il primo reparto alimentare nella filiale di Via Diaz a Napoli, così da ampliare l'offerta dei grandi magazzini di abbigliamento con gli alimentari.

Due anni più tardi, nel 1958, si attiva la formula del self-service per il supermercato di Milano via Torino angolo via della Palla, formula che poi verrà applicata a tutti i supermercati della catena.

Nel 1962 viene aperto il primo magazzino, a Torino in corso Giulio Cesare, dotato di parcheggio privato per i clienti.

Nel 1963 con l'apertura del magazzino di Sesto San Giovanni viene estesa la formula self-service anche per i reparti tradizionali.

Acquisto da parte di Montedison

Nel 1966 il gruppo conta 124 filiali e viene acquisito dalla Montedison, durante gli anni la catena si sviluppa nel Paese e acquista vecchi locali e teatri nei centri delle principali città italiane per convertirli in magazzini. Nei primi anni dopo l'acquisto non viene apportata alcuna modifica né alla dirigenza né all'immagine commerciale di Standa.

Nel 1968 viene acquisita la Multinegozi Spa attiva da 10 anni nel milanese con 10 fra supermercati e magazzini che nel corso del 1969 vengono trasformati in filiali Standa.

Nel 1971 il gruppo, con 219 filiali, inaugura il primo ipermercato sito a Castellanza (VA) con insegna "Maxi Standa". Sempre dallo stesso anno il gruppo, primo in assoluto, inaugura nuovi magazzini e supermercati in affiliazione.

Nel 1972 il gruppo dà vita alla joint venture EuroStanda, poi ridenominata Euromercato dal 1980, destinata ai grandi ipermercati, insieme al gruppo francese Carrefour; successivamente, nel 1984, ne rileverà l'intera proprietà.

Acquisto da parte di Fininvest

Il 14 luglio 1988[5] è stato acquisito dalla Fininvest di Silvio Berlusconi (per quasi 1.000 miliardi di lire) il 70% della Standa da Iniziativa Meta del gruppo Ferruzzi-Montedison, diventando la Casa degli italiani, godendo di un enorme battage pubblicitario sulle televisioni del "Cavaliere", con volti noti della televisione come testimonial (Marco Columbro, Lino Banfi, Enzo Iacchetti, Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Vincenzo Salemme, ecc.)

Nei primi anni novanta la catena è stata colpita da vari attentati dinamitardi prima di stampo mafioso nelle filiali di Catania, poi di vario tipo negli anni successivi in varie filiali di Roma, Milano, Modena, Firenze, Trento e Brescia.[6]

Nel 1990 con l'inaugurazione dell'ipermercato di Anzio (RM) inizia una serie di nuove aperture di ipermercati di media dimensione; l'anno successivo, invece con l'inaugurazione di Sesto San Giovanni (MI), si prevede una serie di aperture di nuovi grandi magazzini ad alto livello di immagine, cosa che poi non ha avuto seguito.

Nello stesso anno, presso 13 filiali Standa ed Euromercato (Bari, Biella, Bologna, Brescia, Castellanza, Catania, Foggia, Messina, Milano (2), Palermo, Roma, Torino e Carugate) , vengono allestiti corners promozionali permanenti[7] della Five Viaggi, società del Gruppo Fininvest specializzata nella vendita di pacchetti turistici[8][9]. Il tentativo di promuovere e vendere questi ultimi all'interno della grande distribuzione non portò comunque i risultati sperati, tanto da costringere l'interruzione della partnership poco tempo dopo[10].

Nel 1991 il gruppo acquisisce il controllo dei Supermercati Brianzoli e nel 1993 vengono aperti nuovi ipermercati, tra cui quello di Grugliasco (TO) nell'allora gigantesco Centro Commerciale Le Gru, che finisce immediatamente al centro di una clamorosa storia di tangenti.[11]

Nel maggio 1994 il gruppo realizza una joint-venture con Viacom, per l'apertura di un primo punto vendita in Italia della catena internazionale Blockbuster specializzata nell'home-video.

All'inizio del 1995, con l'azienda in seria crisi finanziaria, il ramo che gestiva gli ipermercati col marchio Euromercato viene ceduto al gruppo GS.[12]

Intanto, sempre nello stesso anno, il gruppo Standa costituisce una holding ("Holding dei Giochi") assieme a Giochi Preziosi per rilevare le catene Grazzini e Toys Center, grandi superfici specializzate nei giocattoli.[13]

Nel 1996 inizia un processo di restyling delle filiali, partendo dal modello della filiale di Milano Corso Vercelli. Inoltre inizia un progetto di apertura di nuove filiali all'estero con un primo magazzino inaugurato a Budapest.

Inoltre nello stesso anno viene inaugurato il primo Superstore Standa a Luino (VA).

Nel Luglio 1997 la Standa abbandona la Borsa.[14]

Nel 1998 Berlusconi scorpora e vende il gruppo Standa; la parte "non alimentare" al gruppo Coin e la parte "alimentare" (Standa Commerciale SpA) a Gianfelice Franchini, ex proprietario dei Supermercati Brianzoli. A tal proposito Berlusconi dichiarerà in seguito di esser stato costretto a vendere la Standa successivamente alla sua entrata in politica, affermando che in Comuni gestiti da giunte di centrosinistra non gli concedevano le necessarie autorizzazioni per aprire nuovi punti vendita. Secondo i critici di Berlusconi l'acquisizione e la successiva vendita della Standa sarebbe stata determinata dalla volontà di creare una liquidità per il gruppo Fininvest, che attraversava un difficile periodo tra il 1990 e il 1994 (egli stesso aveva asserito di essere esposto con le banche per una cifra in lire di diverse migliaia di miliardi).[15]

Oggi

Acquisto del settore abbigliamento da parte del Gruppo Coin

La parte "non-alimentare" è passata al gruppo Coin nel 1998 che ha proceduto alla ridenominazione di gran parte dei magazzini Standa in Oviesse e di alcuni in Coin investendo per la ristrutturazione secondo le immagini aziendali del gruppo. Per altri magazzini Gruppo Coin ha effettuato degli accordi con Fnac e Benetton, mentre i restanti sono stati venduti ad altri soggetti o chiusi definitivamente.

Acquisto del settore alimentare

Ex supermercato Standa di Milano Viale Bezzi

La parte "alimentare" viene anch'essa suddivisa nel 1998:

In questi tre anni si avvia un piano di rinnovo dei negozi esistenti consolidando l'immagine di Standa soprattutto nelle regioni del centro-nord.

Acquisto da parte di Billa

Nel 2001 i supermercati Standa, assieme al marchio, sono stati ceduti all'austriaca Billa controllata dal gruppo tedesco Rewe.

Rewe, dopo l'acquisizione del marchio Standa, decide di mantenere i supermercati del Triveneto e della Romagna col marchio Billa (insegna già affermata in queste regioni perché negli anni precedenti aveva acquisito diversi supermercati, tra i quali la catena Supermercati Car e i Supermercati Vivo appartenenti al gruppo trevigiano Zanin) e Standa nel resto della penisola. Il marchio IperStanda, invece, viene riservato agli ipermercati anche nelle suddette regioni del nord-est in cui i supermercati sono a insegna Billa. Questo fino al 2010, quando vengono anch'essi ribattezzati Billa Superstore.

Il Gruppo possiede anche una piccola catena di centri commerciali a marchio Futura - La città degli acquisti, composta da due soli esercizi di piccole dimensioni nella provincia di Padova (un terzo centro è rimasto incompiuto), eredità dell'ex Gruppo Caron (Supermercati Car, negozi Prodet, Caron Abbigliamento e Caron Profumerie) prima che questo venisse assorbito da Billa. Le intenzioni originarie prevedevano un'espansione a livello regionale di quest'insegna, cosa che poi non è avvenuta. A seguito di recenti ristrutturazioni, i due centri hanno abbandonato lo storico marchio Futura, per diventare Centro Commerciale Billa. Il primo ad essere realizzato - quello di Carmignano di Brenta nel 1986 - ospita anche la sede di Billa Italia.

Logo Billa

Nel 2009 i supermercati di Reggio Emilia, Rimini, Parma, Pesaro, Ancona, Roma-Appia Nuova e Milano-Forze Armate cambiano marchio passando da Standa a Billa. Con Pesaro, Ancona, Roma, Lariano, Milano e Terni, Billa arriva ad ottenere la presenza in 8 regioni d'Italia (Triveneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Lombardia e Umbria).

Nel 2010 continua la riconversione dei PdV da Standa a Billa che, come previsto dai piani di Rewe, si è completata a marzo 2010 per quanto riguarda la rete di vendita diretta, arrivando ad ottenere la presenza in 16 regioni d'Italia (Triveneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Toscana, Abruzzo, Puglia, Sardegna, Campania e Umbria).[16]. A maggio dello stesso anno vengono convertiti (con marchio Billa Insieme) ulteriori 15 punti vendita affiliati, che si aggiungono ai 4 già convertiti in precedenza, per un totale di 19 punti vendita.

Nel 2011, grazie ad un accordo in franchising tra il gruppo Rewe e alcuni imprenditori locali, il marchio Standa è ricomparso nelle insegne di alcuni supermercati in Calabria (gruppo Europa 2000) e Sicilia (Gruppo Nicotra).

Loghi

Curiosità

Scuola-Superiore-Arte-dipingono-in-vetrina-1963.jpg

Bibliografia

La Standa sul grande schermo

La Standa è stata protagonista in passato di vari film e concorsi televisivi:

Concorsi televisivi

Testimonial pubblicitari della Standa

Sponsorizzazioni sportive

La Viola Reggio Calabria nel 1988/89 con lo sponsor Standa

Due squadre di basket maschile hanno usato in passato il nome Standa per le proprie squadre cittadine:

e una di basket femminile:

La Standa ha avuto anche una squadra di calcio a Roma che ha partecipato ai campionati dilettantistici fino alla categoria Promozione.

Note

  1. ^ «Espansione della Standa sul territorio regionale». Gazzetta del Sud, 10 07 2011.
  2. ^ [1], articolo del portale lameziaweb.biz che attesta la presenza di 14 nuovi punti vendita.
  3. ^ Standasicilia.it. URL consultato il 21/03/2012.
  4. ^ Marika Gervasio. «Standa va in soffitta, arriva Billa». Il Sole 24 Ore, 04 02 2010. URL consultato in data 21/03/2012.
  5. ^ Marco Panara. «Berlusconi compra la Standa». la Repubblica, 15 7 1988. URL consultato in data 19-05-2011.
  6. ^ Carlo Chianura. «Standa nel mirino, raffica di attentati». la Repubblica, 2 7 1994. URL consultato in data 22-08-2009.
  7. ^ Franco Rosso, 50 anni di tour operating in Italia , p. 101, Hoepli, 2002.
  8. ^ Talvota identificata col nominativo Five Travel
  9. ^ Video icon 1.png Spot Standa 1990-91: breve riferimento alla Five Travel, a 1:16. URL consultato il 21/03/2012.
  10. ^ Franco Rosso, 50 anni di tour operating in Italia , p. 102, Hoepli, 2002.
  11. ^ Claudio Mercandino, Massimo Novelli. «Affare 'Le Gru' a Torino il giudice ordina sei arresti». la Repubblica, 15 12 1993. URL consultato in data 24-7-2009.
  12. ^ Nino Sunseri. «Berlusconi vende Euromercato». la Repubblica, 24 12 1994. URL consultato in data 24-7-2009.
  13. ^ «Standa, una holding per giocare». la Repubblica, 24 5 1995. URL consultato in data 11-9-2009.
  14. ^ «Addio alla Borsa per Standa». Corriere della Sera, 26 7 1997. URL consultato in data 29-4-2010.
  15. ^ Ettore Livini. «Berlusconi incassa 141 milioni Nel 2005 dividendi raddoppiati». la Repubblica, 23 02 2006. URL consultato in data 19-12-2006.
  16. ^ Effetti della globalizzazione: scompare l'insegna Standa. URL consultato il 08-02-2010.

Voci correlate

Collegamenti esterni

economia Portale Economia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di economia