Uccidete la democrazia!

Uccidete la democrazia!
Paese Italia
Anno 2006
Durata 92 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere documentario
Regia Ruben H. Oliva
Produttore Alessandro Cunietti (esecutivo)
Animatori Elfo e Felix Petrushka
Fotografia Armando Bolzoni, Maurizio Garofalo
Montaggio Edoardo Spallarossa
Musiche Carlo Boccadoro
Trucco Mara Casasola
Interpreti e personaggi

Uccidete la democrazia! Memorandum sulle elezioni di aprile è un film dei giornalisti italiani Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, uscito in DVD venerdì 24 novembre 2006 con il settimanale Diario insieme al libro Il broglio, che ne ha ispirato i contenuti.

Trama

Il film affronta il tema dei presunti brogli effettuati nella notte del 10 aprile 2006 durante le elezioni politiche italiane a vantaggio della coalizione di centro-destra, la Casa delle Libertà.

I dati trasmessi elettronicamente con il software per lo svolgimento dello scrutinio elettronico nelle regioni di Liguria, Puglia, Lazio e Sardegna, furono manipolati, con l'ausilio di un programma informatico, durante il loro trasferimento dalle varie prefetture al Viminale, trasformando le schede bianche in voti per Forza Italia. La tesi sostenuta nel documentario si basa su alcune considerazioni:

Il personaggio metaforico "Gola Profonda", voce anonima e protettore di tutte le inchieste, intervistata da un altro simbolo, la giornalista giovane, idealista ed entusiasta, interpretano la confidenza che dovrebbe esistere, testimonianza fittizia di una notte in cui gli autori si pongono alcune domande.

Il film prosegue mostrando scene dell'ultima campagna elettorale e, in particolare, del comizio finale della Casa delle Libertà a Napoli, soffermandosi su Silvio Berlusconi e alcuni esponenti di Fiamma Tricolore tra lo sventolio di bandiere della Repubblica Sociale Italiana.

La narrazione si sposta agli inizi della storia repubblicana, a Portella della Ginestra, luogo dove, durante i festeggiamenti per la vittoria del "Blocco del Popolo", costituito da socialisti e comunisti, il 1º maggio 1947, i manifestanti furono coinvolti nella strage che fu attribuita al bandito Salvatore Giuliano. Alla vigilia delle elezioni il giornalista statunitense Michael Stern, che incontrò proprio Salvatore Giuliano prima della strage di Portella della Ginestra, premia Silvio Berlusconi come "Alfiere dell'anticomunismo" e Deaglio lo intervista, parlando di Berlusconi, della situazione italiana e dei fatti di Portella della Ginestra.

Il film torna sul tema centrale, quello delle elezioni, descrivendo il percorso che compiono le schede bianche, generalmente 1.500.000 ad elezione, dal momento in cui vengono messe nelle urne dagli elettori che decidono di non porre alcun segno sulla scheda stessa, fino ai magazzini del Ministero degli Interni dove finiscono dopo le elezioni. Nel caso delle ultime elezioni il Ministero non ha mai comunicato i dati nel libro che solitamente pubblica dopo lo svolgimento delle stesse. Chi sostiene che l'elevato crollo del numero delle schede bianche (-1.246.551 in meno rispetto al 2001) fosse imputabile all'elevato numero di votanti rimane deluso dal fatto che nel 2006 hanno votato 765.302 elettori in meno rispetto al 2001 (-1,9%). Un altro dato fornito riguarda il fatto che la percentuale di schede bianche risulta "livellato" a livello regionale, ovvero le percentuali, storicamente nettamente diversificate tra provincia e provincia, risultano differire tra loro di pochi decimi percentuali. Il dato più sorprendente sembrerebbe essere quello relativo al fatto che il "livellamento" non sia tale solo su scala regionale, ma su tutto il territorio nazionale: tra le varie regioni la misura delle schede bianche oscilla tra l'1 ed il 2%.

Deaglio prosegue intervistando Clinton Curtis, programmatore informatico statunitense specializzato in programmi per la gestione del voto elettronico, il quale confida che è possibile manipolare ogni volta che si separa il conteggio dai voti reali, come in Italia si separano i voti cartacei dai "voti virtuali" oggetto di trasmissione elettronica. Curtis fornisce un esempio pratico di come, con un semplice programma di gestione di database, si possa "deviare" il numero delle schede bianche al beneficiario della frode.

Il film termina con le conclusioni di "Gola Profonda" e, cioè, con la teoria secondo la quale il ribaltamento elettorale non sarebbe riuscito solo per la volontà di Pisanu di non portare fino in fondo il broglio.

Reazioni e perplessità

L'accusa di aver manipolato il numero di schede bianche a vantaggio di una coalizione è facilmente verificabile attraverso il controllo incrociato dei dati riepilogativi con quelli profferti dai verbali cartacei delle singole sezioni appartenenti ai collegi regionali in questione, controllo che ad oggi non sarebbe stato né richiesto, né effettuato.

Il fatto che il numero delle schede bianche sia molto minore rispetto a quello riscontrabile nelle precedenti elezioni politiche potrebbe essere imputabile al fatto che nel 2001 si votò con il sistema maggioritario mentre nel 2006 con il proporzionale. L'ultima volta che si votò col proporzionale (elezioni del 1992) le schede bianche furono il 2,1% del totale.

Beppe Pisanu, allora Ministro degli Interni, ha querelato gli autori del film sostenendo la totale infondatezza delle accuse rivoltegli.

Fortemente critico poi è il dettagliato articolo Brogli elettorali e sindrome della cospirazione, che accusa il film di senzazionalismo e tendenziosità, e di contenere ipotesi farneticanti non supportate da fatti assieme ad una inaccurata descrizione di come funziona lo spoglio elettorale in italia[2].

Le indagini della Procura di Roma

Poco prima dell'uscita in edicola del DVD la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo per indagare sui fatti narrati nel film. Successivamente sia Enrico Deaglio che Beppe Cremagnani, autori del documentario, sono stati indagati dalla procura di Roma per «diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico». I magistrati hanno affermato che "il meccanismo da lui descritto nel film non regge perché la proclamazione degli eletti in caso di elezioni viene proclamata dalla Cassazione solo attraverso materiale cartaceo, e non attraverso sistemi informatici.".

Di contro Deaglio ha commentato il fatto sostenendo di esser indagato "sulla base del presupposto che è impossibile manipolare i dati sulle elezioni a livello informatico.", aggiungendo che per il pubblico ministero "il meccanismo di procedura elettorale non è manipolabile perché la Cassazione proclama il risultato delle elezioni solo tramite cartaceo. E il cartaceo è impossibile da modificare"[3]

La revisione delle schede

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elezioni politiche italiane del 2006#La revisione delle schede.

La giunta per le elezioni del Senato, nel dicembre 2006, ha deciso il riconteggio totale delle schede nulle, bianche, e contenenti voti nulli o contestati, partendo dalle regioni di Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia e Toscana, oltre che alla revisione a campione delle schede valide custodite nei tribunali. Il riconteggio si sarebbe poi esteso al resto d'Italia se i risultati evidenziassero scostamenti significativi rispetto ai dati proclamati ufficialmente. Nonostante le ipotesi di Deaglio fossero di brogli a favore di Forza Italia, anche Berlusconi appoggia la decisione del riconteggio, sostenendo che ci sono stati brogli a favore del centrosinistra.[4] Il 18 settembre 2007, il presidente della Giunta delle elezioni del Senato, Domenico Nania, ha dichiarato conclusa la revisione iniziata il 6 dicembre 2006. I Comitati di revisione schede costituiti nelle 7 regioni interessate, hanno riferito unanimemente che "gli scostamenti riscontrati rispetto ai dati di proclamazione sono assolutamente fisiologici" e quindi risulta "la legittimità delle operazioni di voto del 9 e 10 aprile 2006 per il Senato".[5]

Film citati

Note

  1. ^ Andamento storico schede bianche
  2. ^ Piergiorgio Corbetta, Guido Legnante. «Brogli immaginari e sindrome della cospirazione». La rivista il Mulino 1/07. URL consultato in data 3 giugno 2011.pdf
  3. ^ "Deaglio indagato dalla procura di Roma" da «Il Corriere della Sera» del 28 novembre 2006.
  4. ^ «Senato: "Ricontare le schede bianche". Berlusconi: "Primo passo positivo». La Repubblica, 6 dicembre 2006. URL consultato in data 22 novembre 2009.
  5. ^ «"Elezioni 2006 furono regolari"». La Stampa, 18 settembre 2007. URL consultato in data 22 novembre 2009.

Voci correlate

Collegamenti esterni