Álvaro Obregón

politico messicano
Álvaro Obregón
Obregón Salido, Álvaro.jpg

39º Presidente del Messico
Durata mandato 1º dicembre 1920 –
30 novembre 1924
Predecessore Adolfo de la Huerta
Successore Plutarco Elías Calles

Segretario di Guerra e Marina
Durata mandato 13 marzo 1916 –
1º maggio 1917
Presidente Venustiano Carranza
Predecessore Ignacio L. Pesqueira
Successore Ignacio C. Enriquez

Governatore di Città del Messico
Durata mandato 18 agosto 1914 –
19 settembre 1914
Predecessore Eduardo Iturbide
Successore Alfredo Robles Domínguez

Presidente del Partito Laburista Messicano
Durata mandato 1919 –
1924
Cotitolare Plutarco Elías Calles
Predecessore carica istituita
Successore Luis N. Morones

Dati generali
Partito politico Partito Laburista (1919-1928)
Partito Liberale Costituzionalista (1916-1919)
Professione Militare, agricoltore
Álvaro Obregón
Alvaro Obregon.jpg
Álvaro Obregón a Fort Bliss in Texas nel 1914
SoprannomeManco de Celaya (Mancino di Celaya)
El General Invencible
NascitaNavojoa, 19 febbraio 1880
MorteCittà del Messico, 17 luglio 1928
Cause della morteAssassinio
Luogo di sepolturaHuatabampo (Sonora)
ReligioneAteismo
Dati militari
Paese servitoMessico Messico
Forza armataEsercito federale messicano
Esercito costituzionale messicano
Esercito messicano
ArmaFanteria
CorpoCorpo del Nord-ovest
Anni di servizio1912 - 1928
GradoComandante in capo
Generale di divisione
FeritePerdita del braccio destro nella Battaglia di León
ComandantiFrancisco Madero
Venustiano Carranza
GuerreRivoluzione messicana

Ribellione delahuertista

CampagneRibellione di Orozco
Rivoluzione costituzionalista
Guerra delle fazioni

Spedizione contro Pancho Villa
Ribellione di Agua Prieta

BattagliePrima battaglia di Nogales
Battaglia di Topolobampo
Battaglia di Naco
Battaglia di Santa María
Battaglia di Guadalajara
Battaglia di Orendáin
Battaglia di Celaya
Battaglia di La Trinidad
Battaglia di León
Battaglia di Aguascalientes
Seconda battaglia di Nogales
Nemici storiciPascual Orozco
Victoriano Huerta
Pancho Villa
Emiliano Zapata
Venustiano Carranza (1920)
InnovazioniIntroduzione della trincea e del filo spinato per la difensiva
Comandante diCorpo del Nord-ovest
Esercito costituzionale
Forze armate del Messico
DecorazioniGran Cordone dell'Ordine Supremo del Crisantemo
PubblicazioniPiano di Agua Prieta
Altre carichePresidente del Messico
Segretario di Guerra e Marina
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Álvaro Obregón Salido (Navojoa, 19 febbraio 1880Città del Messico, 17 luglio 1928) è stato un politico e generale messicano, figura centrale della rivoluzione messicana. È stato presidente del Messico dal 1º dicembre 1920 al 1º dicembre 1924. È considerato il fondatore e secondo presidente della cosiddetta "Dinastia Sonora".

Orfano, prima della rivoluzione messicana era agricoltore e inizialmente simpatizzava per il governo di Porfirio Díaz. Dal 1911, dopo la rivoluzione maderista, sostenne Francisco Madero nella sua lotta rivoluzionaria e nel 1912 combatté contro la ribellione di Orozco. Nel 1913 divenne generale comandante del Corpo del Nord-ovest dell'esercito costituzionale fondato da Venustiano Carranza e diventò il suo braccio destro. Alla testa del suo esercito personale, dette un contributo importantissimo alla destituzione della dittatura militare di Victoriano Huerta, diventando popolarissimo tra gli altri generali e le truppe, arrivando a essere il secondo principale artefice, dopo Carranza, del successo del movimento costituzionalista in Messico. Destituito Huerta, fu delegato alla Convenzione di Aguascalientes, ma dal dicembre 1914 riprese attivamente il suo ruolo nell'esercito, sconfiggendo più volte durante il 1915 il suo ex-alleato e ora acerrimo nemico Pancho Villa e la sua División del Norte in grandi battaglie campali (Celaya, La Trinidad, León, Aguascalientes, Nogales), circondandosi di generali fedeli come Benjamín G. Hill, Joaquín Amaro e Plutarco Elías Calles e ricevendo il pieno appoggio di Carranza, diventato presidente, che lo nominò Segretario di Guerra e Marina dal 1916 al 1917, cosa che consentì di fatto a Obregón di diventare capo incontrastato delle Forze armate. Sempre nel 1917, fu candidato per la prima volta alle elezioni presidenziali. Nel 1919 fondò insieme a Plutarco Elías Calles il Partito Laburista Messicano e l'anno seguente, dopo che Carranza gli aveva negato l'appoggio alle elezioni presidenziali, insieme a Calles e Adolfo de la Huerta, governatore del Sonora, iniziò una rivolta appoggiata dalla maggioranza dell'esercito, che gli permise di assumere il potere totale. Nella rivolta Carranza fu assassinato per suo diretto ordine e questo avvenimento concluse ufficialmente la rivoluzione messicana, durata 10 anni.

Dopo la presidenza ad interim di de la Huerta, Obregón vinse "democraticamente" le elezioni e s'insediò come nuovo presidente, presiedendo il primo governo del Messico post-rivoluzionario. La sua presidenza favorì lo sviluppo delle arti e della cultura (nacque in questo periodo il muralismo messicano), stabilì nuove relazioni diplomatiche con le nazioni del mondo, in particolare gli Stati Uniti, con i quali fu firmato il trattato di Bucareli nel 1923, riconobbe l'Unione Sovietica (il Messico fu il primo paese delle Americhe a farlo, nel 1924) e ottenne l'appoggio dei comunisti, alleati dei costituzionalisti. Tuttavia il governo di Obregón si dimostrò fortemente autoritario e anticlericale e dovette fronteggiare numerosi tradimenti, tra cui la ribellione portata avanti da de la Huerta nel 1923-1924 a cui si unirono molti ex-fedeli del presidente che si erano sentiti traditi dalla sua politica. Inoltre, sempre nel 1923, avvenne l'assassinio di Pancho Villa, che aveva ricevuto l'amnistia nel 1920, probabilmente per suo ordine diretto. Quando nel 1924 ci furono le elezioni presidenziali, vinse Plutarco Elías Calles, che era stato scelto da Obregón come suo successore.

A quel punto il generale sembrò ritirarsi a vita privata nella sua tenuta agricola, ma nel 1928 tornò per correre di nuovo alle elezioni presidenziali e vinse ancora, in quanto non ci fu alcuna opposizione possibile. Tuttavia fu assassinato nel ristorante La Bombilla di Città del Messico, dove si era recato per celebrare la vittoria, da José de León Toral, un cittadino cristero, per ritorsione alle spietate campagne anticlericali del governo messicano.

Era noto come "Mancino di Celaya" (Manco de Celaya) per aver perso il braccio destro in battaglia contro Pancho Villa nel 1915. In realtà lo perse nella battaglia di León e non nella battaglia di Celaya, come si crede erroneamente.

BiografiaModifica

Nato a Navojoa, nello Stato messicano di Sonora, da una famiglia povera di agricoltori. Nel 1910, quando a seguito dall'emanazione del Piano di San Luis Potosí da parte di Francisco Madero, scoppiò l'insurrezione generale, Obregón non si unì ai ribelli, pur non disdegnando le loro rivendicazioni, in quanto a quel tempo vedeva di buon occhio il regime di Porfirio Díaz. Iniziò la sua attività politica l'anno successivo con l'elezione a sindaco della città di Huatabampo, sostenendo Madero, nuovo presidente, nella lotta contro la rivolta guidata da Pascual Orozco. Quando Madero fu ucciso dalla rivolta guidata da Félix Díaz e dal generale Victoriano Huerta Obregón si unì alla fazione costituzionalista di Venustiano Carranza nella rivolta contro il nuovo governo di Huerta, e riuscì nel 1914 a togliergli il potere.

Come comandante militare al seguito di Carranza si distinse anche nella lotta per sconfiggere Pancho Villa ed Emiliano Zapata. Nel 1917 si candidò per la prima volta a presidente del Messico ma all'elezione del 5 febbraio arrivò solamente quarto con 4007 voti.

Obregón tornò alla politica nel 1920, sperando di succedere a Carranza come presidente. Quando però fu evidente che Carranza avrebbe scelto come suo successore Ignacio Bonillas, Álvaro Obregón organizzò una rivolta militare contro il presidente Carranza, i cui scopi furono espressi nel manifesto del Plan de Agua Prieta. La rivolta ebbe successo e Carranza fu prima deposto poi assassinato in un'imboscata nello Stato di Puebla. Per sei mesi Adolfo de la Huerta fu il presidente provvisorio del Messico, fino alle elezioni che videro Obregón vincitore.

I quattro anni di presidenza di Obregón sono famosi per la politica anticlericale, per le riforme agrarie messe in atto e per la politica amichevole nei confronti degli Stati Uniti d'America, basati sulla vendita del petrolio messicano. Al momento della successione de la Huerta diede vita a una rivolta, perché si considerava il naturale successore alla presidenza contro il preferito di Obregón, Plutarco Elías Calles, che comunque vinse le elezioni.

Nel 1928 Obregón corse ancora per la presidenza, e fu eletto dopo elezioni molto contestate. Recatosi a Città del Messico per celebrare la vittoria, fu assassinato a colpi di pistola nel ristorante La Bombilla dal cristero José de León Toral, contrario alle spietate politiche anti-religiose del governo.

OnorificenzeModifica

  Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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