Étienne Richard

organista e compositore francese

Étienne Richard /e'tjɛn ʀi'ʃaʀ / (Parigi, circa 1621 – 1669) è stato un organista, clavicembalista e compositore francese.

La Tour Saint-Jacques è tutto ciò che oggi rimane della chiesa di Saint-Jacques-la-Boucherie, dove Richard lavorò dal 1652 fino alla morte.

BiografiaModifica

Sappiamo molto poco di lui. Nato a Parigi in una famiglia di organisti, sembra che abbia vissuto e lavorato quella stessa città per tutta al vita. Dal 1645 lui e suo fratello Charles erano organisti presso il cancelliere Séguier. Nel 1650 succedette a Emery Monnard e a suo padre come organista nella chiesa di Saint-Nicolas-des-Champs, lavorando insieme a Nicolas Gigault. Nel 1652 Étienne perse il padre e il fratello e succedette a quest'ultimo come organista nella chiesa di Saint-Jacques-la-Boucherie. Nel 1655, alla morte del padre, ne prese il posto nella chiesa di Saint-Martin-des-Champs. Conobbe il successo alla fine degli anni '50 e nel 1657 era impiegato come clavicembalista e insegnante de re. Suonava anche la viola da gamba e in questa veste era impiegato presso il fratello del re. Pierre Richard morì a Parigi nel 1669, forse nel mese di maggio[1].

OpereModifica

Sebbene godesse di una certa stima a corte, pochissime sue opere ci sono pervenute (e alcune potrebbero anche essere attribuite a Charles, Pierre, o a altri membri delle due famiglie di musicisti che portavano il cognome Richard, attive a Parigi nello stesso periodo[1]). Una delle principali fonti delle sue composizioni è il Manoscritto Bauyn, conservato nella Bibliothèque nationale de France: due preludi per organo, quattro allemande, 3 correnti, due sarabande e due gighe, tutti giuntici attraverso il Manoscritto di Bauyn. Questi pezzi mostrano tutti le eccezionali doti compositive di Richard e la sua padronanza del contrappunto e dell'armonia[2]. I preludi per organo combinano l'antico stile contrappuntistico di Jean Titelouze con una particolare attenzione alla melodia — un tratto in anticipo sui tempi, perché la musica francese sarebbe stata successivamente basata sull'andamento melodico. Uno dei preludi contiene varie sezioni, mentre l'altro no[2]. Riguardo ai movimenti di danza, le allemande sono storicamente importanti poiché mostrano gli inizi dello stile ricco di abbellimenti che i compositori francesi successivi avrebbero usato estensivamente. Le gighe mostrano caratteristiche inusuali: una è scritta nel tipico tempo a suddivisione ternaria, ma finisce con un ritornello in 2/2. L'altra giga è completamente in 2/2 ed è formalmente indistinguibile da un'allemanda[3].

BibliografiaModifica

  • Willi Apel, La notazione della musica polifonica dal X al XVII secolo, a cura di Piero Neonato, Sansoni, 1984
  • Grove: articolo Étienne Richard di Edward Higginbottom.

DiscografiaModifica

  • Pièces pour clavecin, Fabien Armengaud, clavecembalo, CD L'Encelade 2020

NoteModifica

  1. ^ a b Higginbottom, Grove.
  2. ^ a b Apel 1984, p. 740.
  3. ^ Apel 1984, p. 746.

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Collegamenti esterniModifica

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