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2º Corpo corazzato della Guardia
RAF A emb-Armoured forces1936.gif
simbolo delle forze corazzate e meccanizzate dell'Armata Rossa
Descrizione generale
Attivaaprile 1942 - maggio 1945
NazioneURSS URSS
ServizioArmata Rossa
TipoCorpo d'armata corazzato
EquipaggiamentoNel corso del tempo:

T-34
KV-1

T-70
Battaglie/guerreOperazione Blu (1942)
Battaglia di Stalingrado (1942- 1943)
Operazione Piccolo Saturno (1942)
battaglia di Kursk (1943)
Operazione Bagration
Prussia orientale
Comandanti
Degni di notaVasilij Badanov
Aleksej Burdeijnij
Oleg Losik
Simboli
il caratteristico simbolo utilizzato dal 2º Corpo corazzato della Guardia (la lettera in cirillico - "B" - sopra la freccia bianca identificava la 25. Brigata corazzata della Guardia)II corpo corazzato guardia.svg
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Il 2º Corpo corazzato della Guardia (in russo: 2-й гвардейский танковый корпус, 2-j gvardejskij tankovyj korpus) era una formazione corazzata dell'Armata Rossa che si distinse durante numerose campagne della seconda guerra mondiale sul fronte orientale.

L'unità corazzata era stata costituita originariamente nella primavera 1942 con la denominazione di 24º Corpo corazzato; in seguito al valoroso comportamento nella spettacolare incursione in profondità sull'aeroporto di Tacinskaja durante la battaglia di Stalingrado, Iosif Stalin e lo Stavka onorarono il reparto corazzato (uscito decimato dall'audace raid) con la nuova denominazione onorifica di: 2º Corpo corazzato della Guardia Tacinskij (di Tacinskaja) a partire dal 26 dicembre 1942.

Il corpo corazzato della Guardia (il secondo ad essere costituito nella storia della grande guerra patriottica) avrebbe continuato a combattere valorosamente fino al termine del conflitto in Europa nel maggio 1945.

Indice

Le originiModifica

Il 24º Corpo corazzatoModifica

Il 24º Corpo corazzato venne costituito, nel quadro del rafforzamento delle forze meccanizzate dell'Armata Rossa dopo le catastrofiche perdite della prima campagna di guerra (oltre 20.000 carri armati),[1] nell'aprile 1942 a Vorosilovgrad (regione militare di Char'kov) insieme ad altre formazioni, per potenziare il settore meridionale del fronte sovietico in vista delle previste operazioni estive.[2]

Inizialmente venne organizzato, piuttosto frettolosamente, assemblando brigate corazzate e motorizzate già presenti sul posto, equipaggiate principalmente di carri armati T-34 e T-70, ma anche con alcuni inefficaci carri britannici Mk III Valentine.[2] Ancora in fase di costituzione, il 24º Corpo venne coinvolto, insieme a molte altre formazioni corazzate sovietiche, nella prima fase dell'operazione Blu (la grande offensiva tedesca dell'estate 1942): impiegato in modo confuso e ancora scarsamente dotato di mezzi moderni, il corpo corazzato subì pesanti perdite e venne respinto su Voronež dove, dopo nuovi duri scontri, venne ritirato nelle retrovie per essere riorganizzato e rafforzato.[3]

In questa fase il 24º Corpo venne completamente riorganizzato con l'inserimento di nuove brigate più esperte e meglio equipaggiate e con notevoli elementi di supporto anticarro e antiaereo. Al comando del generale Vasilij Badanov, al momento dell'inizio della controffensiva sovietica di Stalingrado (Operazione Urano) la formazione corazzata era in riserva nella regione del Don equipaggiata con 168 carri armati T34 e T70.[2]

StoriaModifica

Operazione Piccolo SaturnoModifica

 
I T-34 sovietici avanzano nella notte innevata durante l'Operazione Piccolo Saturno.

Il 16 dicembre 1942, il 24º Corpo corazzato prese parte alla successiva offensiva contro la VIII Armata italiana (Operazione Piccolo Saturno) come forza di sfondamento e sfruttamento del successo, insieme ad altri quattro corpi mobili sovietici; dopo una valida resistenza iniziale, le linee italiane furono travolte e i corpi corazzati sovietici si lanciarono alla massima velocità verso sud nella steppa innevata, puntando verso le retrovie del Gruppo d'armate del Don del feldmaresciallo von Manstein.[4]

Secondo gli ordini ricevuti, il corpo corazzato avanzò fulmineamente verso l'aeroporto di Tacinskaja, da cui decollavano gli aerei da trasporto tedeschi che tentavano di rifornire le truppe della VI Armata accerchiate a Stalingrado. Incontrando solo una sporadica resistenza i carri armati sovietici proseguirono in cinque giorni per 240 km e il 25 dicembre 1942, le forze corazzate del generale Badanov sorpresero l'aeroporto e lo conquistarono d'assalto, distruggendo numerosi aerei tedeschi sulle piste.

La spericolata impresa valse immediatamente (il 26 dicembre) al 24º Corpo, il titolo onorifico di 2º Corpo corazzato della Guardia Tacinskij e al generale Badanov il prestigioso Ordine di Suvorov (assegnato per la prima volta).[4] Effettivamente la spettacolare incursione sorprese completamente il comando tedesco, disorganizzò ulteriormente i rifornimenti aerei e costrinse von Manstein a richiamare precipitosamente le sue riserve corazzate, interrompendo il tentativo di soccorrere le truppe accerchiate.

In realtà la situazione tattica del neo-nominato 2º Corpo corazzato della Guardia era molto pericolosa (essendo praticamente isolato nel cuore delle retrovie nemiche) e, nei successivi giorni, elementi della 11. e della 6.Panzer-Division contrattaccarono e accerchiarono le forze sovietiche dentro Tacinskaja. Furono scontri drammatici, anche Stalin e Georgij Žukov intervennero per salvare dalla distruzione il corpo corazzato; il 29 dicembre i resti della formazione (927 uomini e poche decine di carri armati)[5] riuscirono a sfuggire a nord e a ricollegarsi con il grosso delle forze sovietiche.[4]

Il 2º Corpo aveva compiuto la sua missione e guadagnato grandi onori e prestigio ma aveva subito perdite pesanti (oltre l'80% dei mezzi corazzati e degli uomini) e venne quindi temporaneamente ritirato dal fronte per essere riequipaggiato.

Kursk e l'Operazione BagrationModifica

Dopo il riequipaggiamento, il corpo della Guardia intervenne brevemente nel marzo 1943 per cercare di frenare la pericolosa controffensiva tedesca di Char'kiv; pur dotato di 170 carri armati nuovi, il reparto non riuscì a impedire la caduta di Belgorod e ripiegò a sua volta dietro il Donec.[6]

Il nuovo momento di gloria del 2º Corpo corazzato della Guardia giunse a Kursk: impiegato come riserva del Fronte di Voronež del generale Vatutin, il 12 luglio 1943 venne aggregato alla 5. Armata corazzata della Guardia per contrattaccare i panzer tedeschi a Prochorovka. Durante la furiosa battaglia di carri, il corpo corazzato (dotato di 187 carri armati) affrontò la 2ª SS-Panzer-Division "Das Reich"; furono scontri caotici tra avanzate e ritirate, ma alla fine nonostante dure perdite, i carri armati sovietici riuscirono a bloccare l'offensiva nemica.[7]

Il 2º della Guardia uscì molto indebolito dalla aspra battaglia e venne quindi posto in riserva fino ad agosto 1943; assegnato prima al fronte del generale Rokossovskij e poi al Fronte Occidentale del generale Sokolovskij, rafforzato con l'assegnazione di due reggimenti di cannoni semoventi SU-76 e SU-152,[8] durante l'estate e l'autunno il corpo corazzato partecipò all'avanzata generale dell'Armata Rossa verso il Dniepr e la Desna (liberazione di El'nja).[9]

Nel gennaio 1944, la formazione corazzata ricevette i nuovi carri armati T-34/85, idonei ad affrontare i carri pesanti tedeschi Tiger e Panther, e venne rischierata sul settore centrale del fronte orientale per l'offensiva in Bielorussia. Nell'estate 1944, all'inizio della Operazione Bagration, il 2º Corpo corazzato della Guardia, al completo con 195 T-34/85 e 42 SU-76 e SU-85,[8] venne assegnato come forza mobile della 21ª Armata del 3º Fronte Bielorusso del generale Cernijakovskij; il Gruppo d'armate Centro tedesco venne sbaragliato dalla poderosa offensiva sovietica e i corpi corazzati dell'Armata Rossa si spinsero in avanti per accerchiare il nemico e liberare Minsk.

Il 3 luglio 1944 furono i carri armati (decorati con la caratteristica insegna della freccia bianca dipinta sulle torrette) del 2º della Guardia che, con una abile manovra aggirante, entrarono per primi nella capitale bielorussa e si congiunsero con le altre colonne provenienti da nord e da sud.[10]

Le ultime battaglieModifica

 
Un T-34/85 del 2º Corpo corazzato della Guardia distrutto in Prussia Orientale nell'ottobre 1944. Chiaramente visibile l'insegna distintiva sulla torretta

Dopo la brillante avanzata in Bielorussia, le colonne corazzate sovietiche proseguirono ancora in direzione degli Stati Baltici e del confine orientale tedesco; il 2º Corpo corazzato della Guardia, sempre assegnato al 3º Fronte Bielorusso, diresse verso la Prussia Orientale dove, nell'ottobre 1944, avrebbe subito pesanti perdite nel frettoloso tentativo di penetrare immediatamente nella regione. Contrattaccata dalla 5. Panzer-Division, dallo sPzAbt. 505 e dalla divisione Hermann Göring, la formazione corazzata venne duramente respinta a Gumbinnen e dovette essere temporaneamente ritirata per riequipaggiamento.

 
Il generale Aleksej Semenovič Burdeynij, comandante del 2º corpo carri della Guardia nell'ultima parte della guerra.

Durante la campagna finale del 1945, il 2º della Guardia ritornò ancora in combattimento sempre in Prussia Orientale e partecipò ai duri e lunghi scontri in quella regione (sempre nei quadri del 3°Fronte Bielorusso) contribuendo validamente alla vittoria finale sovietica come forza blindata della 11. Armata della Guardia, combattendo nella sacca di Heiligenbeil e nelle operazioni di assedio di Königsberg.

Il 2º Corpo corazzato della Guardia "Tacinskij" terminava così le sue movimentate campagne di guerra; pur non avendo partecipato alla battaglia di Berlino, la valorosa unità corazzata venne sempre considerata, per i suoi contributi decisivi alle battaglia di Stalingrado, Kursk e Minsk, tra le unità più efficienti e combattive dell'Armata Rossa.

Nei suoi ranghi si distinsero tra gli altri, oltre al suo primo comandante Vasilij Badanov, gli ufficiali Oleg Losik (la cui brigata corazzata entrò per prima a Minsk nel 1944), Stepan Nesterov (alla testa dei carri che irruppero sulle piste di Tatsjnskaja nel dicembre 1942, morto in Prussia Orientale nel 1944) e Nikolaj Količev, tutti decorati con la gloriosa onorificenza di Eroe dell'Unione Sovietica. In totale furono 16 i soldati del 2º Corpo corazzato della Guardia ad essere insigniti di questa decorazione al valore.

Dopo la fine della guerra, il 2º della Guardia venne trasformato in 2. Divisione corazzata della Guardia e rimase una formazione attiva dell'Armata Rossa, stazionata fino agli anni sessanta nel Distretto Militare di Leningrado come unità blindata di riserva e poi nel Distretto Militare del Trans-Bajkal (in Estremo Oriente).

La 2. Divisione corazzata della Guardia è stata sciolta negli anni 2001-2003 dal nuovo Esercito Russo dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Ordine di battagliaModifica

1942: Voronez e Stalingrado (24º Corpo corazzato)[11]

  • Quartier generale
  • 4. Brigata corazzata della Guardia
    • I battaglione carri
    • II battaglione carri
    • IV battaglione di fucilieri motorizzati della Guardia
  • 54. Brigata corazzata
    • LIV battaglione carri
    • CIII battaglione carri
    • LIV battaglione di fucilieri motorizzati
  • 130. Brigata corazzata
    • I battaglione carri
    • II battaglione carri
    • CXXX battaglione di fucilieri motorizzati
  • 24. Brigata motorizzata
    • 454º battaglione di fucilieri
    • 455º battaglione di fucilieri
    • 456º battaglione di fucilieri
    • 468º battaglione d'artiglieria campale
  • 658º reggimento artiglieria antiaerea
  • 413º battaglione mortai della Guardia (razzi Katjuša)
  • 50º battaglione motociclisti
  • 13ª compagnia del genio

1943: Kursk (2º Corpo corazzato della Guardia)[12]

  • Quartier generale
  • 4. Brigata corazzata della Guardia
    • I battaglione carri
    • II battaglione carri
    • IV battaglione di fucilieri motorizzati della Guardia
  • 25. Brigata corazzata della Guardia (ex-54. Brigata corazzata)
    • I battaglione carri
    • II battaglione carri
    • I battaglione di fucilieri motorizzati
  • 26. Brigata corazzata della Guardia (ex-130. Brigata corazzata)
    • I battaglione carri
    • II battaglione carri
    • I battaglione di fucilieri motorizzati
  • 4. Brigata motorizzata della Guardia (ex-24. Brigata motorizzata)
    • I battaglione di fucilieri motorizzati
    • II battaglione di fucilieri motorizzati
    • III battaglione di fucilieri motorizzati
    • I battaglione d'artiglieria campale
  • 47º reggimento corazzato della Guardia
  • 1500º reggimento anticarro
  • 775º reggimento anticarro
  • 273º reggimento mortai
  • 1695º reggimento antiaereo
  • 51º battaglione del genio
  • 1º battaglione trasmissioni della Guardia
    • nell'agosto 1943 furono aggiunti:
  • 1819º reggimento cannoni semoventi (SU76)
  • 1833º reggimento cannoni semoventi (SU152)
  • 79º battaglione motociclisti

1944 e 1945: Operazione Bagration e Prussia Orientale (2º Corpo corazzato della Guardia).[12]

  • Quartier generale
  • 4. Brigata corazzata della Guardia
    • I battaglione carri
    • II battaglione carri
    • III battaglione carri
    • IV battaglione di fucilieri motorizzati della Guardia
  • 25. Brigata corazzata della Guardia (ex-54. Brigata corazzata)
    • I battaglione carri
    • II battaglione carri
    • III battaglione carri
    • I battaglione di fucilieri motorizzati
  • 26. Brigata corazzata della Guardia (ex-130. Brigata corazzata)
    • I battaglione carri
    • II battaglione carri
    • III battaglione carri
    • I battaglione di fucilieri motorizzati
  • 4. Brigata motorizzata della Guardia (ex-24. Brigata motorizzata)
    • I battaglione di fucilieri motorizzati
    • II battaglione di fucilieri motorizzati
    • III battaglione di fucilieri motorizzati
    • I battaglione d'artiglieria campale
  • 401º reggimento cannoni semoventi della Guardia (SU85)
  • 1500º reggimento cannoni semoventi (SU76)
  • 273º reggimento mortai
  • 1695º reggimento antiaereo
  • 28º battaglione mortai della Guardia (razzi Katjuša)
  • 79º battaglione motociclisti
  • 51º battaglione del genio
  • 1º battaglione trasmissioni della Guardia

ComandantiModifica

  • maggior generale Vasilij Michailovič Badanov dal 19.04.1942 al 26.12.1942 (24º Corpo corazzato)
  • tenente generale Vasilij Michailovič Badanov dal 26.12.1942 al 25.06.1943 (2º Corpo corazzato della Guardia)
  • maggior generale Aleksej Semenovič Burdeijnij dal 26.06.1943 al 09.05.1945

NoteModifica

  1. ^ T.Bean/W.Fowler Russian tanks of the World War II, Ian Allan 2002.
  2. ^ a b c C.C.Sharp Soviet order of battle, volume II, Nafziger 1995.
  3. ^ J.Erickson The orad to Stalingrad, Cassell 1975.
  4. ^ a b c J.Erickson The road to Berlin, Cassell 1983; A.Beevor Stalingrado, Rizzoli 1998.
  5. ^ G.Scotoni L'Armata Rossa e la disfatta italiana, Ed.Panorama 2007.
  6. ^ J.Erickson The road to Berlin, Cassell 1983.
  7. ^ S.J.Zaloga Kursk 1943, Osprey 1993.
  8. ^ a b C.Sharp Soviet order of battle, volume III, Nafziger 1995.
  9. ^ AA.VV. L'URSS nella seconda guerra mondiale, volume 3, C.E.I. 1978.
  10. ^ S.J.Zaloga Bagration 1944, Osprey 2000; J. Erickson The road to Berlin, Cassell 1983.
  11. ^ C.C.Sharp Soviet order of battle, volume II, publ. G.F.Nafziger 1995.
  12. ^ a b C.C.Sharp Soviet order of battle, volume III, publ. G.F.Nafziger 1995.

BibliografiaModifica

  • AA.VV. - L'URSS nella seconda guerra mondiale, volume 3, C.E.I. 1978.
  • Beevor A. - Stalingrado, Rizzoli 1998.
  • Carell P. - Terra bruciata , Rizzoli 2000.
  • Erickson J. - The road to Berlin, Cassell 1983.
  • Glantz D. - From the Don to the Dniepr, 1991.
  • Samsonov A.M. - Stalingrado, fronte russo, 1964.
  • Scotoni G. - L'Armata Rossa e la disfatta italiana (1942-43),Ed. Panorama 2007.
  • Sharp C.C. - The Soviet Order of battle, volume II e III,publ. G.F.Nafziger 1995.
  • Zaloga S.J. - Bagration 1944, Osprey 2000.
  • Zaloga S.J. - Kursk 1943, Osprey 1993.
  • Žukov G.K. - Memorie e battaglie, Mondadori 1971

Collegamenti esterniModifica

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