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20º Battaglione meccanizzato "Monte San Michele"

20º Battaglione meccanizzato "Monte San Michele"
CoA mil ITA btg fanteria 020.png
Stemma araldico del 20º Battaglione meccanizzato "Monte San Michele"
Descrizione generale
Attiva1848 - 1991
NazioneRegno di Sardegna Regno di Sardegna
Italia Italia
Italia Italia
ServizioFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Armata Sarda
Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
TipoBattaglione
RuoloFanteria meccanizzata
Guarnigione/QGBrescia - Caserma "A.Papa"
Motto"Ut Brixia Leones"
Battaglie/guerreGuerre di indipendenza italiane
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Campagna del Nordafrica
Prima battaglia di El Alamein
Battaglia di Alam Halfa
Seconda battaglia di El Alamein
Anniversari15 luglio, anniversario della battaglia dell'Ardre (Francia)
DecorazioniCroce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia

Medaglia d'oro al valor militare Medaglia d'Argento al Valor Militare Medaglia d'Argento al Valor Militare

Medaglia d'Argento al Valor Militare Medaglia di bronzo al Valor Militare
Parte di
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Il 20º Battaglione meccanizzato "Monte San Michele" è stato un reparto della disciolta Brigata meccanizzata "Brescia" di stanza come sua ultima sede prima dello scioglimento nella caserma "Achille Papa" di Brescia. È stato l'erede delle tradizioni del 20º Reggimento fanteria "Brescia" la cui storia si fuse con quella della Brigata "Brescia" della quale fece parte fin dalle origini.

Cenni storiciModifica

Il 20º Reggimento fanteria "Brescia" da cui il battaglione prese il nome, venne costituito come formazione regolare nell'ambito dell'Esercito sabaudo il 16 settembre 1848 con volontari lombardi.

Il reparto fu impegnato nella prima e nella terza guerra di Indipendenza combattendo nella battaglia di Custoza e a Santa Lucia del Tione, alla presa di Roma del 1870, nelle guerre coloniali, in Eritrea nel 1896 e nella conquista della Libia del 1911.

Nella prima guerra mondiale (1915-1918)Modifica

Durante la prima guerra mondiale il 20° opera sul fronte carsico: nel 1915 a Bosco Cappuccio, a Castelnuovo, sul Monte San Michele, nel 1916 ancora sul San Michele e poi a San Martino del Carso, Opacchiasella, Castagnevizza, ; nel 1917 sul Dosso Faiti e poi nel ripiegamento di tutto il fronte.

 Lo stesso argomento in dettaglio: II Corpo d'armata italiano in Francia.

Nel 1918 il 20° è in Francia inquadrato nel II Corpo d'armata italiano del Generale Alberico Albricci. Combatte a Bligny, allo Chemin des Dames, nella valle dell'Ardre ed a Sissonne.

Nella seconda guerra mondiale (1939-1945)Modifica

Con la riorganizzazione del 1926 fu inquadrato nella Divisione "Sila" partecipando alla campagna d'Etiopia nel 1935-'36. Dal 1939 entro' a far parte della 27ª Divisione fanteria "Brescia" imperniata sul 19º e 20º reggimento fanteria Brescia e sul 55º reggimento artiglieria.

Nel secondo conflitto mondiale il 20° è schierato in Africa Settentrionale e prende parte alle operazioni dell'assedio di Tobruk, poi a Bardia, Sollum, Sidi el Barrani, Marsa Matruh ed infine alla battaglia di El Alamein, dove fu completamente distrutto dagli attacchi inglesi. A seguito di questi eventi il 7 novembre 1942 il reggimento fu disciolto.

Tempi recentiModifica

Il 1º settembre 1975 in attuazione del riordinamento dell'Esercito Italiano venne costituito il 20º Battaglione "Monte San Michele" che ereditò le tradizioni del reggimento. Inizialmente inquadrato nella Brigata meccanizzata Brescia della Divisione "Mantova" - V Corpo d'armata sopravvisse allo scioglimento della divisione del 1986 e sempre all'interno della Brg. Brescia, inquadrata nel III Corpo d'armata restò operativo fino al 1991, quando fu definitivamente disciolto.

Insegne e SimboliModifica

  • Il Reggimento indossa il fregio della Fanteria (composto da due fucili incrociati sormontati da una bomba con una fiamma dritta).
  • Le mostrine del reggimento sono rettangolari di colore scarlatto con banda centrale nera. Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.

OnorificenzeModifica

Si riassumono qui di seguito le onorificenze ricevute:

  Ordine Militare d'Italia .

Decreto 5 giugno 1920: Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia (1915 - 18). (All'Arma di Fanteria).

  Ordine Militare d'Italia .

Decreto 27 gennaio 1937: Pari alla sua fama millenaria, espressione purissima di alte virtù guerriere della stirpe, si prodigava eroica, generosa, tenace in tutte le battaglie, dando prezioso contributo di valore e di sangue alla vittoria (guerra italo-etiopica: 3 ottobre - 5 maggio 1936). (All'Arma di Fanteria).

  Medaglia d'Oro al Valor Militare (Tobruk-El Alamein 1942).[1]

Decreto 7 dicembre 1951: In trentaquattro mesi di lotta in Africa dava continue, luminose prove di granitica saldezza e d'incontrollabile fede nel successo. Riordinatosi al termine della dura battaglia della Marmarica, riaffrontava la lotta con ardore e invitto spirito su di un percorso di 700 km conseguendo ovunque successi e distinguendosi specialmente nello sfondamento di munitissima piazza. Alla fine le sue unità, decimate ma non dome. opponevano ancora strenua, incrollabile resistenza alle fresche forze soverchianti, gettate dall'avversario nell'impari lotta, facendo nuovamente rifulgere di luce vivissima le secolari tradizioni di valore della invitta e forte gente calabrese. Superbi nella lotta, pazienti e forti nei cruenti sacrifici, i suoi fanti scrissero pagine di eroismo, di tenacia e di fede che rimarranno titolo di onore e di gloria per l'l'esercito Italiano. El Mechili - Segnali - Aim El Gazala - Tobruk - El Alamein (A.S.). 26 maggio - 30 luglio 1942.

  Medaglia d'Argento al Valor Militare (Monte S.Michele , 1915)

Decreto 3 agosto 1916: Sanguinosamente ascese le contrastare pendici del Bosco Cappuccio sul Carso, affermandone in cima sicuramente il possesso (l8- 25 luglio 1915). Sul M. S. Michele, impavido dinanzi alla improvvisa violenza di venefiche insidie, con irresistibile slancio piombava sul nemico strappandogli tutti i momentanei successi e respingeva i ripetuti contrassalti (29 giugno 1916).

  Medaglia d'Argento al Valor Militare

Decreto 5 giugno 1920: Tenne alto, sul fronte francese, l'onore delle armi d'Italia, in lotte aspre e violente, con largo tributo di sangue impose incrollabile resistenza ai furiosi attacchi avversari, accompagnati da venefiche insidie. In successive giornate gloriose, dando prova d irresistibile slancio, d'invitto coraggio e mirabile spirito di sacrificio, assalì e travolse formidabili posizioni nemiche, catturando prigionieri e copioso materiale bellico (Montagna di Bligny, Valle dell'Ardre, Aisne, Chemin des Dames, Sissonne, Meuse luglio - novembre 1918).

  Medaglia d'Argento al Valor Militare

Decreto aprile 1947: In un lungo periodo operativo, in una lotta senza soste, i fanti trionfarono dell'asprezza degli elementi e delle preponderanti forze nemiche con la costanza invitta di persistere e di durare. Nell'impeto audace dell'assalto, nella volontà indomabile della resistenza, a misura di animo e di sangue, confermarono la tradizione eroica del Reggimento e aggiunsero nuove glorie alla Bandiera. (Marmarica, aprile - dicembre 1941).

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 12 aprile 1937: Reggimento di alto spirito e di solide compagine, ovunque venne impiegato nella campagna d'Etiopia fece rifulgere il valore dei suoi fanti e concorse validamente al trionfo delle nostre armi sul nemico. (Atronà 21 gennaio 1936 - Endertà l2-l5 febbraio 1936 - Sogotà 28 marzo 1936)

ComandantiModifica

Nel tempo si sono succeduti al comando del Reparto:

  • Ten. Col. Pasquale Capuccilli (1975 - 1976)
  • Ten. Col. Mario Camassa (1976 – 1977)
  • Ten. Col. Amadis Manca (1977 – 1979)
  • Ten. Col. Michele Fredella (1979 – 1981)
  • Ten. Col. Guido Bonaldo (1981 – 1982)
  • Ten. Col. Raffaello Graziani (1982 – 1983)
  • Ten. Col. Sergio Tentarelli (1983 – 1984)
  • Ten. Col. Guido Fenelli (1984 – 1985)
  • Ten. Col. Biagio Schilirò (1985 – 1986)
  • Ten. Col. Ferruccio Donzelli (1986 - 1988)
  • Ten. Col. Ettore Magliocchetti (1988 - 1989)
  • Ten. Col. Franco Lai (1989 - 1991)

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica