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4º Reggimento bersaglieri
CoA mil ITA rgt bersaglieri 04.png
Stemma araldico (1939)
Descrizione generale
Attiva31 dicembre 1861 - 24 settembre 1944
NazioneItalia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio esercito
ComandoTorino
PatronoMadonna del Cammino
MottoVis, Animus, Impetus
ColoriCremisi
Battaglie/guerreGuerre d'indipendenza
Campagna d'Eritrea, Guerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Seconda guerra mondiale
Campagna d'Italia
Anniversari18 giugno, fondazione del Corpo dei Bersaglieri
Comandanti
Degni di notaCol. Guglielmo Scognamiglio, Seconda guerra mondiale, M.O.V.M.
Simboli
Fregio per cappelloOrobers.GIF
MostreggiatureImage-Bersaglieri mostreggiatura right.svg Bersaglieri mostreggiatura left.svg
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

«Dove gemono i dolori, primo accorre il Bersagliere.»

(dal 'Flick Flock')

Il 4º Reggimento bersaglieri è stato un'unità militare del Regio Esercito che ha preso parte alle guerre risorgimentali alle guerre coloniali italiane e alle due guerre mondiali.

Indice

StoriaModifica

Le origini del reggimento risalgono nel XXVI Battaglione costituito a Ravenna nell'agosto del 1859, che, per la valorosa condotta tenuta a Castelfidardo ricevette una Medaglia di bronzo al valor militare.

Il reggimento venne costituito il 31 dicembre 1861, sciolto nel 1864 e ricostituito il 31 dicembre del 1865 per rinumerazione del 6º reggimento, partecipando alla terza guerra d'indipendenza ed alla presa di Roma e successivamente ha fornito personale per le campagne di Eritrea, per il Corpo Internazionale in Cina e per la conquista della Libia. Nel corso della sua vita operativa il reggimento ha subito diverse trasformazioni ordinative finché venne formato il IV Battaglione ciclisti e nel maggio del 1912 vennero inviati a Rodi due suoi battaglioni che conseguirono una Medaglia di bronzo al valor militare per la condotta tenuta nel combattimento di Psitos.

All'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale poiché il XXVI e il XXXI battaglione erano stanziati a Rodi, al 4º Reggimento bersaglieri venne assegnato dal deposito di Asti il XLIII battaglione che, rinominato XXVI bis,[1] partecipò in sua vece alla Grande Guerra, ed il 25 ottobre 1917, a Globokak, venne decorato della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per l'eroico comportamento tenuto sulla Bainsizza, mentre il suo IV Battaglione ciclisti a Monfalcone guadagnò una Medaglia d'argento al valor militare.

Avendo perduto quasi tutti i suoi effettivi il reggimento venne sciolto in zona di guerra il 9 dicembre 1917; il IV battaglione ciclisti, che il 2 novembre 1917 era passato alle dipendenze del Corpo d'armata speciale "Di Giorgio" prese parte ale operazioni fino alla fine del conflitto.

Nel corso del conflitto il reggimento ha combattuto sull'Isonzo, a Monfalcone, sulla Bainsizza, poi sul Piave e a Vittorio Veneto.

Ricostituito l'11 gennaio 1919 per trasformazione del 19º Reggimento bersaglieri, per effetto della circolare ministeriale n° 3.760 del 7 luglio 1924 viene tutto trasformato in ciclisti. L'11 marzo 1926, con la legge n° 396, il Reggimento viene costituito su Comando, Deposito e due Battaglioni, il XXVI e XIX.

Il reggimento prese parte alla campagna d'Etiopia del 1935-1936 con l'invio di complementi e con la costituzione di una Compagnia motociclisti.

All'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, venne assegnato al Raggruppamento Celere della 4ª Armata e impegnato nella breve campagna contro la Francia nel giugno del 1940, per essere poi destinato a partire dal mese di novembre del 1940 sul fronte greco-albanese e in Jugoslavia fino all'8 settembre 1943, quando viene sciolto nella zona di Spalato in seguito allevicende che seguirono la firma dell'armistizio con gli alleati. Venne ricostituito il 1º febbraio 1944 con i battaglioni XXI e XXXIII assegnato al 1º Raggruppamento e passando poi alla I Brigata del Corpo Italiano di Liberazione.

Il 24 settembre del 1944 viene sciolto mantenendo in vita il Battaglione bersaglieri "Goito" che inquadrato nel reggimento fanteria speciale del Gruppo di Combattimento "Legnano" guadagnò una Medaglia d'argento al valor militare.

Sciolto alla fine della guerra, il reggimento non verrà più ricostituito.

26º Battaglione bersaglieri "Castelfidardo"Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: 26º Battaglione bersaglieri "Castelfidardo".
 
Stemma araldico del 26° Btg.Bers. "Castelfidardo"

Il 1º novembre 1975, sulla base del XII Battaglione del disciolto 8º Reggimento bersaglieri venne formato costituito a Pordenone il 26º Battaglione bersaglieri "Castelfidardo", inquadrato nell'8ª Brigata meccanizzata "Garibaldi" della Divisione corazzata "Ariete", al quale venne affidata la Bandiera di guerra del 4º Reggimento bersaglieri.

Nel 1976-77 ha partecipato, distinguendosi particolarmente, agli aiuti alla popolazione a seguito del grande terremoto del Friuli, per il quale ha meritato la Medaglia d'argento al valore dell'esercito.

Dopo aver prestato un reparto di formazione al 3º Battaglione bersaglieri "Cernaia", impegnato in Libano, venne sciolto il 29 maggio 1998 e la sua Bandiera versata al Vittoriano.

Stemma AraldicoModifica

Con Decreto del 2 ottobre 1976 (aggiornato in base a quanto disposto dallo SME con circolare 121 in data 9 febbraio 1987 - Giornale Ufficiale del 14 febbraio 1987) viene attribuito al 4º Reggimento Bersaglieri lo stemma araldico come di seguito descritto.

DescrizioneModifica

  • Scudo: inquartato;
    • il primo d'azzurro alla fascia d'argento caricata di un palo di rosso a due verghette d'azzurro;
    • il secondo di rosso alla croce biforcata di Rodi d'argento;
    • il terzo di rosso al castello d'oro merlato alla guelfa e torricellato di tre pezzi aperto e finestrato del campo, fondato su campagna di verde (Castelfidardo);
    • il quarto d'azzurro, a tre monti d'oro all'italiana sormontati da un fiume d'argento posto in fascia.
    • Il tutto abbassato ad un capo d'oro col quartier franco di rosso caricato da un palo di nero (Albania) e attraversato da una sbarra d'azzurro filettata d'oro caricata di tre stelle dello stesso.
  • Corona turrita.
  • Ornamenti:
    • Lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con concavità verso l'alto, riportante il motto: VIS, ANIMUS, IMPETUS.
    • Onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l'insegna pendente al centro del nastro con i colori della stessa.
    • Nastri rappresentativi delle ricompense al Valore; annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

Sintesi BlasonaturaModifica

Insegne e SimboliModifica

 
Fregio dei Bersaglieri dell'Esercito Italiano
  • Il Reggimento indossa il fregio dei Bersaglieri in metallo di colore oro: bomba da granatiere con fiamma a sette lingue, cornetta da cacciatore e due carabine intrecciate. A differenza dei trofei delle altre armi, dove la fiamma sale dritta, quella del Bersagliere è inclinata, fuggente, quasi a rappresentare la corsa, l'assalto… la vita e la generosità.
  • Le mostrine del Reggimento sono le fiamme a due punte di colore cremisi; alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.

Festa del reggimentoModifica

  • La festa del reggimento come per tutti i reggimenti bersaglieri, cade il 18 giugno, anniversario della costituzione della specialità (1836).

DecoratiModifica

  Medaglia d'oro al valor militare

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica