Apri il menu principale
4º Stormo
Ensign of the 4º Stormo of the Italian Air Force.svg
Descrizione generale
Attivo1º giugno 1931 - oggi
NazioneItalia Italia
Italia Italia
ServizioLesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Regia Aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svg Aeronautica Militare
TipoStormo caccia
Compitidifesa aerea
SedeAeroporto di Grosseto
VelivoliEurofighter Typhoon
Battaglie/guerreSeconda guerra mondiale
DecorazioniValor militare gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al valor militare
Parte di
Reparti dipendenti
  • IX Gruppo
  • 20º Gruppo Caccia
  • 604ª Squadriglia
  • 404º Gruppo S.T.O
  • 504º Gruppo S.L.O
  • 904º Gruppo Efficienza Aeromobili
  • Comandanti
    Comandante in capoCol. pil. Urbano Floreani[1]
    Degni di notaFelice Porro
    Amedeo di Savoia-Aosta (1898-1942)
    Carlo Maurizio Ruspoli di Poggio Suasa
    Luigi Mariotti (militare)
    Giuseppe D'Agostinis
    fonte Coccarde Tricolori 2010[2]
    Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

    Il 4º Stormo è un reparto di caccia dell'Aeronautica Militare che opera al servizio della difesa aerea con il moderno Eurofighter Typhoon. Dipende dal Comando della squadra aerea di Roma Centocelle e oggi ha sede presso l'aeroporto di Grosseto.

    Lo stormo, intitolato alla memoria del generale pilota Amedeo d'Aosta, è costituito da due gruppi (9º Gruppo Caccia e 20º Gruppo Caccia). Gli altri enti dipendenti sono il 404º Gruppo S.T.O, il 504º Gruppo S.L.O, il 904º Gruppo efficienza aeromobili e la 604ª Squadriglia collegamenti.

    Indice

    StoriaModifica

    OriginiModifica

    Il 4º Stormo caccia nacque il 1º giugno 1931 sull'Aeroporto di Udine-Campoformido su velivoli C.R.20, incorporando in esso alcune squadriglie già appartenute al 1º Stormo, tra le quali la 91ª, nota anche come la squadriglia degli assi in quanto i suoi piloti si contraddistinsero nel corso della prima guerra mondiale collezionando un numero elevato di vittorie. Tra questi, quelli con più di 10 vittorie furono: Ferruccio Ranza, Luigi Olivari, Fulco Ruffo di Calabria, Pier Ruggero Piccio e il famosissimo Francesco Baracca. Proprio dall'asso per antonomasia del Servizio Aeronautico del Regio Esercito, il 4º Stormo prese il simbolo (il cavallino rampante derivato dalla "pezza storica" del suo vecchio Reggimento "Piemonte Reale Cavalleria"), che lo avrebbe contraddistinto fino ai giorni nostri.

    Già un mese dopo la fondazione, lo Stormo caccia terrestre fu trasferito presso Gorizia (a Merna) e fu dotato, tra i primi stormi, dei C.R. Asso (una versione con motorizzazione potenziata del C.R.20). Fra i suoi piloti vi era anche Aldo Remondino. Tra l'ottobre 1931 e l'ottobre 1932 fu al comando di Felice Porro e dal maggio 1933 al marzo 1934 del Colonnello Amedeo Duca D'Aosta. Nel 1935 venne dotato dei C.R.32.

    L'anno successivo lo Stormo venne impiegato nell'Africa Orientale Italiana e in seguito ebbe il battesimo del fuoco durante la guerra civile spagnola. Nel 1939 prese parte con 5 Caproni Ca.133 all'Invasione italiana dell'Albania e dal mese di settembre riceve i Fiat C.R.42.

    Seconda guerra mondialeModifica

    Allo scoppio della seconda guerra mondiale, il 4º Stormo del Col. Cesare Caccianotti era all'Aeroporto di Gorizia con il 9º Gruppo caccia del Magg. Ernesto Botto con la 73ª Squadriglia con 5 CR 42, la 96ª con 5 CR 42 e la 97ª Squadriglia con 4 CR 42 nella 1º Squadra aerea - SQA1, fu impiegato inizialmente sul fronte occidentale, poi in Sicilia e infine in Cirenaica (Libia orientale), dove poté contare sui nuovi C.R.42. Al 10 giugno 1940 il 10º Gruppo era all'Aeroporto di Tobruch T.2 con la 84ª Squadriglia, 90ª Squadriglia e 91ª Squadriglia con 9 CR 42 ognuna al comando del Ten. Col. Armando Pieragino nell'Aeronautica della Libia - Est. Il 13 luglio lo Stormo è con entrambi i gruppi all'Aeroporto di Berca. Nel dicembre successivo lo stormo rientra in Italia con il 9º Gruppo seguito nel gennaio 1941 dal 10º Gruppo.

    Nel 1941 su M.C.200 lo stormo fu ridispiegato in Sicilia, da cui effettuava incursioni su Malta e operazione di scorta ai trasporti.

    Nell'aprile del 1942, dopo aver subito numerose perdite, fu ricostituito in Sicilia e in Cirenaica su M.C.202. Tra il 20 e il 22 maggio, i Macchi del "Cavallino Rampante" si trasferiscono in Nord Africa.[3] Il 25 maggio, il 9º e 10º Gruppo si schierano sull'Aeroporto di Martuba 4, uno dei campi attorno a Derna (Libia).[4] I suoi MC 202 appartenenti al 9º e 10º Gruppo partecipano all'offensiva dell'Asse del 26 maggio 1942 quando prima dell'alba, 9 Fiat C.R.42 eseguono un attacco contro l'Aeroporto militare di Gambut che viene subito dopo colpito da 59 MC 202: risultano colpiti 24 caccia avversari in fase di decollo. Dal mese di giugno si sposta a Fuka (Aeroporto militare di Sidi Haneish) dove il 20 ottobre, la Royal Air Force effettua grandi attacchi contro lo Stormo. La caccia italiana affronta dei combattimenti il 20 ottobre, altri combattimenti il 21 ottobre, contro formazioni avversarie tre o quattro volte più grandi.

    Dal 22 al 31 ottobre, avvengono altri scontri. I gruppi da caccia italiani infliggono molte perdite all'avversario, ma non riescono a fermarlo dovendo quindi lasciare l'aeroporto per ripiegare l'11 novembre per tornare a Martuba, quando era rimasto con una decina di aerei operativi che cede al 3º Stormo per ricevere 28 MC 202, arrivati dall'Italia. Il 20 novembre, lo stormo era ad Ara Fileni di Ras Lanuf. Il 6 dicembre, il 9º gruppo passa alla difesa del porto di Tripoli, organizzata utilizzando anche impianti di radiolocalizzazione.

    All'inizio del 1943 lo Stormo ricevette gli M.C.205 e nell'estate dello stesso anno fu impiegato nella difesa della madrepatria dall'avanzata anglo-americana. Alessandro Mettimanno, futuro Capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare, fra il 1º settembre 1943 e l'aprile del 1946 ha comandato la 84ª Squadriglia dello Stormo caccia terrestre. Per la sua attività bellica, Mettimanno è stato decorato di due medaglie d'argento ed una di bronzo al valor militare; inoltre ha ottenuto un avanzamento per merito di guerra.

     
    Un Macchi 205 Veltro in forza al 4º Stormo.

    Dopo l'8 settembre 1943, quando era a Castrovillari con il 10º Gruppo a Castrovillari con la 84ª con 3 MC-205, la 90ª con 3 MC 205 e la 91ª Squadriglia con 2 MC 205 ed il 9º Gruppo caccia all'Aeroporto di Gioia del Colle con la 73ª con 3 MC 205, la 96ª con 3 MC 205 e la 97ª Squadriglia con 3 MC 205, il 4º Stormo si trasferì all'Aeroporto di Brindisi-Casale ed iniziò la collaborazione con le truppe Alleate. Al 31 dicembre era all'Aeroporto di Lecce-Galatina. Nel primo periodo della " cobelligeranza " continuò ad usare i caccia precedentemente in dotazione, i Macchi M.C.202 e M.C.205. Successivamente venne riequipaggiato con 149 aerei americani ormai assai malconci dei tipi Bell P-39N, usati solo per la conversione dei piloti, e dei P-39 Q , usati in azione. Le azioni belliche del periodo settembre 1943-aprile 1945 riguardano soprattutto ricognizioni, mitragliamenti ed attacchi contro le forze tedesche nei Balcani, dove le difese tedesche e l'inaffidabilità dei velivoli provocarono dolorose perdite.

    Al nord il 4º Stormo, sotto la guida di Fernando Malvezzi, diede vita al 3º Gruppo caccia "Francesco Baracca" dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana.

    La guerra freddaModifica

     
    Immagine storica di un Mustang F51-D di base a Capodichino (NA) nei primi anni '50.

    Per il reparto, basato come all'origine sui gruppi IX e X, la guerra fredda comincia subito : prima della nascita ufficiale di questo termine (1947), prima del blocco di Berlino (1948), prima dell'ingresso dell'Italia nella NATO (1949) . Nel 1946, l'Aeronautica Militare , succeduta alla Regia Aeronautica dopo la nascita della Repubblica, decide l'acquisto di 120 caccia Lockheed P-38 / F-5 (la versione da ricognizione) americani, accantonati all'aeroporto di Napoli-Capodichino. Questi entrano in servizio affiancandosi ai P-39 superstiti. Il Lightning rimane in servizio nel reparto per poco tempo, durante il quale si verificano diversi incidenti (1).

    Nel 1947 lo Stormo viene trasferito all'Aeroporto di Napoli-Capodichino ed arrivano i caccia "North American F-51 D Mustang" (vedi P-51 Mustang): gli aerei, forniti secondo le regole del contratto Mutual Defense Assistance Program, provengono direttamente dai depositi americani e sostituiscono progressivamente il Lightning , divenendo la dotazione standard dello stormo fino ai primi anni '50. L'ultimo Mustang venne ceduto alla Scuola Volo di Cagliari nel 1957 (2). Dall'ottobre 1950 il comandante in seconda dello Stormo Caccia è Vincenzo Lucertini futuro Capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare.

    Nel 1959 venne scelto l'aeroporto di Grosseto come sede dell'aerobrigata. Dall'autunno 1962 all'autunno 1963 Mettimanno ne è stato vice comandante.

    Organigramma e strutturaModifica

    Lo Stormo è organizzato secondo la seguente struttura:

    Le principali articolazioni del 4º Stormo sono:

     
    Un Eurofighter del 4º Stormo alla Giornata Azzurra 2006
     
    Eurofighter in livrea speciale del 4º Stormo di Grosseto

    Sono organi integranti del 4º Stormo:

    AraldicaModifica

    NoteModifica

    1. ^ Cambio di Comando al 4º Stormo di Grosseto, da aeronautica.difesa.it, 6/9/18.
    2. ^ Lista dei reparti, in Coccarde Tricolori 2010, 2010, pp. 129-130.
    3. ^ Duma 2007, pp. 278-279.
    4. ^ Duma 2007, p. 280-281.

    BibliografiaModifica

    • Antonio Duma, Quelli del Cavallino Rampante – Storia del 4º Stormo Caccia Francesco Baracca, Roma, Aeronautica Militare – Ufficio Storico, 2007, ISBN non esistente.
    • Marco Mattioli, Lockheed P-38 Lightning in Italian Service 1943-1955. IBN Editore
    • Alessandro Patroncino, Mauro Di Massimo, North American P/F 51 Mustang in Italian Service. IBN Editore

    AudiovisiviModifica

    Nel 2017 Gian Carlo Galbusera ufficiale pilota durante la seconda guerra mondiale, classe 1917, ha narrato la sua esperienza bellica nel documentario 4º Stormo Caccia Cavallino Rampante * Sito del film, su imdb.com. Galbusera era nella squadriglia di Ranieri Piccolomini, ed aveva tra i suoi compagni di volo Carlo Negri, Gobbato, Ceriana, Borromeo. nel documentario Galbusera racconta le vicissitudine legate all'8 settembre e le missioni effettuate con gli aerei Airacobra P39 messi a disposizione dagli alleati.

    Voci correlateModifica

    Altri progettiModifica

    Collegamenti esterniModifica