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5º Reggimento alpini

5º Reggimento alpini
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Stemma del 5º Reggimento alpini
Descrizione generale
Attiva1º novembre 1882 - oggi
NazioneItalia Italia
Italia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
TipoFanteria
RuoloTruppe da montagna
Guarnigione/QGCaserma Menini - De Caroli - Vipiteno (BZ)
Motto"Nec videar dum sim" "Non per apparire ma per essere"
Battaglie/guerreCampagna di Libia
Anniversari8 giugno. Ricorrenza della battaglia di Monte Fior-Castelgomberto, 8 giugno 1916
Parte di
Reparti dipendenti
  • Comando di reggimento,
  • una compagnia di supporto logistico,
  • battaglione alpini "Morbegno"
  • alimentato da volontari
Comandanti
Comandante attualeColonnello Massimiliano Gualtieri
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Il Reggimento alpini è un reparto dell'Esercito Italiano con sede a Vipiteno in Provincia di Bolzano. Dipende dalla Brigata alpina "Julia" e, dal 6 settembre 2019 è comandato dal Colonnello Massimiliano Gualtieri.

SimboloModifica

ScudoModifica

D'azzurro al capriolo d'oro con due silfi del medesimo, in punta di tre monti all'italiana d'argento. Il tutto abbassato al capo d'oro con quartier franco partito: d'azzurro al tridente d'Ucraina d'oro; d'azzurro e d'argento a fasce alternate (Grecia)

Ornamenti esterioriModifica

Sullo sfondo corona turrita d'oro, accompagnata sotto da quattro nastri annodati nella corona, scendenti in sbarra e in banda al lato dello scudo, due azzurro filettati d'oro, uno azzurro e argento ed uno d'azzurro rappresentativi delle ricompense al Valore. Nastro dai colori dell'Ordine militare d'Italia, sotto lo scudo su lista bifida, il motto "Nec videar dum sim".

StoriaModifica

Il reggimento viene costituito il 1º novembre 1882 a Milano, con al comando il colonnello Carlo Goggia, con i battaglioni "Val Dora", "Moncenisio", "Valtellina"; quattro anni dopo i battaglioni prendono il nome di "Morbegno", "Tirano" ed "Edolo", "Vestone".

Circa 150 alpini di questo reparto, inquadrato nel Regio Esercito, vengono schierati dal generale Bava Beccaris come rinforzo nella sanguinosa repressione dei moti popolari e operai scoppiati a Milano nelle giornate fra il 6 e il 9 maggio 1898.

Partecipa alle spedizioni coloniali nella campagna di Abissinia, di Libia e alla prima guerra mondiale.

Il Battaglione alpini Morbegno fu il primo a sperimentare la divisa grigio-verde. La divisa alpina era infatti inizialmente degli stessi colori dell'esercito piemontese: giubba turchina e pantaloni bianchi, cosa che non consentiva certo una buona mimetizzazione in ambiente montano. La questione fu dibattuta tra 1904 e 1906 su sollecitazione del presidente della sezione di Milano del CAI, Luigi Brioschi. Nell'aprile 1906, per un esperimento pratico, furono scelti gli alpini del Battaglione alpini Morbegno di stanza a Bergamo. L'esperimento fu un successo, e nacque così il "plotone grigio", composto di 40 uomini della 45.a Compagnia del Morbegno, che fece la sua prima comparsa ufficiale a Tirano.[1] Dall'11 aprile 1907 vi prestò servizio il Sottotenente Vincenzo Lombard che diventa Tenente il 19 settembre rimanendo al reparto fino al 7 novembre 1912. Il reggimento dal 18 dicembre 1911 arriva a Derna (Libia) per la Campagna di Libia dove rimane fino al 7 novembre 1912.

Nel 1921 il 5º Reggimento viene inserito nella 2ª Divisione alpina, di stanza a Bergamo (la caserma è oggi occupata dalla galleria GAMeC), portandosi dietro, da Milano, la statua dell'alpino che si difende scagliando un masso contro il nemico.

Nel 1926 il 5º Reggimento torna nella Brigata alpina a Milano, e dal 1936, assieme al 6º e al 2º artiglieria, nella Divisione alpina "Tridentina", che verrà poi sciolta il 10 settembre 1943, dopo il rientro dal fronte russo.

Viene rifondato solo il 1º gennaio 1953, ed inquadrato nella Brigata alpina "Orobica"; sciolto nel 1975, consegna bandiera e tradizioni al Battaglione alpini "Morbegno".

Nel 1992 viene ricostituito nuovamente.

Tra il 2010 e il 2011 ha partecipato alla missione in Afghanistan, operando della FOB "La Marmora" all'interno dell'aeroporto militare di Shindand, il 28/02/2011 cadeva vittima, nei pressi della cittadina di Adraskan, il tenente Massimo Ranzani, nello stesso attentato rimanevano feriti altri 4 militari. Dal dicembre 2014 fino al maggio 2015 alcuni reparti del reggimento sono impegnati in missione in Kosovo.

Dopo guerraModifica

 
Fregio del Corpo degli alpini dell'Esercito Italiano

Il reparto è stato impiegato in operazioni di ordine pubblico, come l'Operazione Vespri siciliani in Sicilia e l'Operazione Riace in Calabria, oltre che in soccorso delle popolazioni del Piemonte durante l'alluvione del 1994 e il terremoto del Centro Italia del 2016

OnorificenzeModifica

Alla bandieraModifica

  • 1 Cavaliere Ordine Militare d'Italia[2]
  • 2 Medaglie d'Oro al valor militare
  • 1 Medaglie d'Argento al Valor militare
  • 1 Medaglie di Bronzo al Valor militare
  • 1 Medaglia d'Argento di Benemerenza

DecoratiModifica

  Medaglia d'oro al valor militare

InsegneModifica

Comandanti del 5º ReggimentoModifica

Comandanti dal 1882 al 1920:

  • Carlo Goggia
  • Francesco Lodi
  • Giuseppe Peverelli
  • Federico Cocito
  • Gabriele Terzi
  • Francesco Stazza
  • Angelo Farisoglio
  • Ernesto Alliana
  • Mario Raffa
  • Vittorio Emanuele Pittaluga
  • Aldo Barbieri
  • Achille Porta
  • Antonio Ferrari

Comandanti dal 1920 al 1943:

Comandanti dal 1953 al 1975:

  • Vito Latrofa
  • Giovanni Battista Bruna
  • Mario Cracco
  • Mosè Bongioanni
  • Giovanni Cielo
  • Zopitantonio Liberatore
  • Antonio La Verghetta
  • Luciano Orlando
  • Carlo Vendramini
  • Raffaele Gandolfi
  • Lucio Verdozzi
  • Mario Gariboldi
  • Angelo Santalena
  • Rinaldo Cruccu
  • Antonio Nazzaro
  • Benito Gavazza
  • Ettore Riccio

Comandanti del battaglione MORBEGNO dal 1975 alla ricostituzione del 5º Reggimento alpini nel 1992:

  • Ten. Col. Italico Cauteruccio 1975 - 1977
  • Ten.Col. Aldo Armandola
  • Ten.Col. Giorgio Pontelli
  • Ten.Col. Armando Valentini
  • Ten.Col. Natalino Vivaldi
  • Ten. Col. Silvio Toth 1983 - 1985
  • Ten .Col. Lodovico Masserdotti 1985 1986
  • Ten. Col. Perelli 1986 -1987
  • Ten. Col. Pietro Frisone 1987 -1988
  • Ten. Col. Renzo Pegoraro 1988 - 1990
  • Ten. Col. Carlo Frigo 1990-1992

Comandanti del battaglione MORBEGNO nel 5º Reggimento alpini dal 1992 al 2014:

  • Ten. Col. Cardo 1992 - 1993
  • Ten. Col. Fabbris 1993 - 1994
  • Ten. Col. Antonio Masciarelli 1994 - 1995
  • Ten. Col. Gian Paolo Bormetti 1995 - 1997
  • Ten. Col. Massimo Fogari 1997 - 1998
  • Ten. Col. Ornello Baron 1998 - 1999
  • Magg. Gioacchino Memola 1999 - 2000
  • Magg. Fabrizio Leone 2000 - 2001
  • Magg. Davide Pavani 2001 - 2002
  • ...
  • Ten. Col. Simone Giannuzzi 2004 - 2005
  • Ten. Col. Giovanni Coradello 2006 - 2008
  • Ten. Col. Matteo Giacomo Spreafico 2008 - 2009
  • ...
  • Ten. Col. Carlo Cavalli 2011 - 2012
  • ...
  • Ten. Col. Alberto Gobessi 2014 - 2015
  • ...
  • Ten. Col. Italo Giacomo Spini 2016 - 2017
  • Ten. Col. Massimiliano Cigolini 2017 - 2019
  • Ten. Col. Giulio Monti 2019 -

Comandanti del 5º reggimento dal 1992 al 2014:

  • Col. Armando Novelli 1992 - 1993
  • Col. Renzo Pegoraro 1993 - 1995
  • Col. Angelogiulio Di Pietro, dal 22 settembre 1995 al 1º settembre 1997
  • Col. Claudio Rossi
  • Col. Guido Dupuis, dal luglio 1999 al settembre 2001
  • Col. Luigi Vivona, dal settembre 2001
  • Col. Ornello Baron, dal 2004 al maggio 2006
  • Col. Alfredo Massimo de Fonzo, dal maggio 2006 al 23 settembre 2008
  • Col. Simone Giannuzzi, dal 23 settembre 2008 al 27 aprile 2010
  • Col. Giovanni Coradello, dal 27 aprile 2010 al 20 settembre 2012
  • Col. Michele Biasiutti, dal 20 settembre 2012 al 21 febbraio 2014
  • Col. Carlo Cavalli, dal 21 febbraio 2014 al luglio 2016
  • Col. Ruggero Cucchini, dal luglio 2016 al settembre 2019
  • Col. Massimiliano Gualtieri, dal settembre 2019

Persone legate al ReggimentoModifica

 
Esercitazione Display Determination del 1988 circa a Rivis di Sedegliano. Visita del generale F.T.A.S.E. Benito Gavazza, ex comandante del Reggimento, ad una batteria del 3º Gruppo missili "Volturno" della 3ª Brigata missili "Aquileia"

NoteModifica

  1. ^ Pino Capellini, Nell'Ottocento qui nacque la divisa grigioverde con prove in Maresana, L'Eco di Bergamo, 11 agosto 2009.
  2. ^ Scheda reggimento Archiviato il 1º dicembre 2014 in Internet Archive. - Visto 8 dicembre 2008.

Voci correlateModifica

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