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6º Reggimento bersaglieri

Reggimento dell'Esercito Italiano
6º Reggimento bersaglieri
CoA mil ITA rgt bersaglieri 06.png
Stemma del 6º Reggimento bersaglieri
Descrizione generale
Attiva18 aprile 1861 - 1943
1992 - 2002
2005 - oggi
NazioneItalia Regno d'Italia
Italia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
TipoBersaglieri
RuoloForze di Proiezione
DimensioneReggimento
Guarnigione/QGTrapani
EquipaggiamentoLand Rover AR 90, VCC-1/2, M106, M113
PatronoSan Martino
Motto"...E vincere bisogna"
Coloricremisi
Battaglie/guerreGuerre d'indipendenza
Campagna d'Eritrea
Guerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Seconda guerra mondiale
Campagna di Russia
Seconda battaglia difensiva del Don, Operazione Piccolo Saturno
Anniversari18 giugno, fondazione del Corpo dei Bersaglieri
DecorazioniCroce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia

Medaglia d'oro al valor militare Medaglia d'oro al valor militare

Medaglia di bronzo al Valor Militare Medaglia di bronzo al Valor Militare Medaglia di bronzo al Valor Militare Medaglia di bronzo al Valor Militare Medaglia d'argento al valore dell'Esercito
Parte di
Reparti dipendenti
  • Comando di reggimento
  • 1 compagnia di c.do & supporto logistico "Grifo"
  • VI battaglione bersaglieri "Palestro"
  • fanfara di reggimento
Comandanti
Comandante attualeCol. Massimo Di Pietro (dal 7 dicembre 2018)
Simboli
Fregio dorato per cappello bersaglieriFre ftr ber sto.jpg
Fregio metallico e Fiamme del 6º Reggimento bersaglieriImage-Bersaglieri mostreggiatura right.svgFre ftr ber.jpgBersaglieri mostreggiatura left.svg
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Il 6º Reggimento bersaglieri è un'unità dell'Esercito italiano di stanza a Trapani, nella Caserma Luigi Giannettino ed è inquadrato nella Brigata meccanizzata "Aosta". Il motto del reggimento è "...e vincere bisogna".

StoriaModifica

 
La caserma "Luigi Giannettino" a Trapani, sede del 6º Bersaglieri

Le originiModifica

Il 18 giugno 1836, con regio decreto, fu costituita la 1ª compagnia bersaglieri, sotto il comando di Alessandro La Marmora. Questa compagnia, la prima del Corpo, è solitamente considerata come il nucleo originario del 1º Reggimento bersaglieri. Nel 1848 per la prima guerra d'indipendenza, viene costituito il VI battaglione bersaglieri.

Da battaglione a reggimentoModifica

Combatté nel 1859 nella Seconda guerra d'indipendenza, nella battaglia di Palestro, seppur prese ufficialmente il nome di VI reggimento bersaglieri solo dal 31 dicembre 1861, di stanza a Capua. Nel 1862 prese parte ai fatti di Aspromonte, e nel 1866 combatté a Custoza e nel 1870 nella presa di Roma. Fu in Eritrea nel 1895-1896 e nella Guerra italo-turca in Libia nel 1911.

Si distinse nella Prima guerra mondiale, dove fu inquadrato nella I Brigata bersaglieri, insieme al 12º Reggimento. Nel 1924 divenne Reggimento bersaglieri ciclisti, fino al 1936.

Nella Seconda guerra mondiale fu prima in Albania e nel 1942-1943 nella campagna di Russia e sul fronte del Don, inquadrato nella 3ª Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta", e fu sciolto dopo l'8 settembre 1943.

Il battaglione PalestroModifica

Il 1º ottobre 1969 venne ricostituito il VI battaglione bersaglieri inquadrato nel 22º Reggimento fanteria corazzato "Cremona" di cui fece parte fino al 20 ottobre 1975. In tale data, sciolto il 22º Reggimento di Fanteria, il VI battaglione, che aveva sede in Torino, divenne autonomo e assunse la denominazione di 6º Battaglione Bersaglieri "Palestro" e passò alle dipendenze della 3ª Brigata meccanizzata "Goito". Nell'ambito del processo di riordinamento dell'Esercito il 5 dicembre 1989 venne posto in posizione "quadro" e la Bandiera di guerra fu portata al sacrario delle bandiere del Vittoriano; fu soppresso il 31 maggio 1991.

La ricostituzioneModifica

II 16 settembre 1992 venne ricostituito a Bologna il 6º Reggimento bersaglieri, che inquadrava il 6º battaglione bersaglieri "Palestro", anch'esso ricostituito per trasformazione del 10º battaglione bersaglieri "Bezzecca".[1]

Il reggimento era strutturato su comando, compagnia comando e servizi, compagnia addestrativa, 6º battaglione bersaglieri "Palestro" su quattro compagnie meccanizzate. Nell'ambito della riorganizzazione della Forza Armata, dall'11 giugno 2002 fu riconfigurato in "Nucleo attivazione". Il nucleo non aveva una configurazione organica in quanto svolgeva unicamente attività logistico-amministrative al fine di annullare il carico contabile.

Sostituzione del 12°Modifica

Con la professionalizzazione delle forze armate, il 15 aprile 2005 il 12º Reggimento bersaglieri, di stanza nella Caserma "Luigi Giannettino" a Trapani dal 1992, fu soppresso e sostituito nella sede dal ricostituito 6º Reggimento bersaglieri.[2]

Da allora prende parte a diverse Missioni militari all'estero. Nel 2017 il Reggimento viene decorato della Croce di Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia.

OrganizzazioneModifica

 
Fregio dei Bersaglieri dell'Esercito Italiano

DipendenzaModifica

Il 6º Reggimento bersaglieri fa parte della Brigata meccanizzata "Aosta", che a sua volta dipende gerarchicamente dal "2º Comando Forze di Difesa" (COMFOD 2).

StrutturaModifica

Il 6º reggimento bersaglieri si compone di:

  • Comando di Reggimento
  • Compagnia Comando e Supporto Logistico "Grifo"
  • Reparto alla Sede "Cobra"
  • 6º battaglione bersaglieri "Palestro" (articolato in 4 compagnie):
    • 1 ^ Compagnia Fucilieri "Indomita"
    • 2 ^ Compagnia Fucilieri "Vittoriosa"
    • 3 ^ Compagnia Fucilieri "Ardita"
    • Compagnia Supporto alla Manovra "Fiera"
  • Fanfara di reggimento

Il Reggimento è alimentato da volontari, la maggioranza del personale proviene dalla Sicilia occidentale.

MissioniModifica

Operazioni nazionaliModifica

Operazioni internazionaliModifica

Comandanti (dal 2005)Modifica

  • colonnello Paolo Filippo Tattoli (2006-2008)
  • colonnello Luca Fontana (2008-2010)
  • colonnello Stefano Di Sarra (2010-2012)
  • colonnello Mauro Sindoni (2012-2014)
  • colonnello Antonino Poma (2014-2016)
  • colonnello Agostino Piccirillo (2016 - 2018)
  • colonnello Massimo Di Pietro (2018 - in carica)

OnorificenzeModifica

Alla Bandiera di GuerraModifica

La bandiera di guerra del 6º Reggimento bersaglieri è stata insignita, nel corso della sua storia, delle seguenti onorificenze[5]:

  Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia (ora d'Italia)
«Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia. Guerra italo-austriaca 1915 - 1918

(all'Arma di Fanteria del Regio Esercito e per duplicazione a tutti i Reggimenti combattenti)»
— Roma, regio decreto 5 giugno 1920[6]

  Croce di Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«Nel solco della più fulgida tradizione dei reparti bersaglieri dell’Esercito Italiano, il reggimento dava reiterate prove di ammirevole coraggio, considerata perizia e grande senso di responsabilità, partecipando a numerose operazioni di supporto alla pace e soccorso umanitario sotto l’egida Nato e Onu. In particolare, nel corso della missione in Iraq, primi a essere schierati a presidio della diga di Mosul, obiettivo di rilevanza strategica, ai margini del confine del territorio controllato dal sedicente stato islamico, i bersaglieri del 6°, all’insegna di un immutato spirito di sacrificio e di un’assoluta dedizione, fronteggiavano, in critiche condizioni tattiche e ambientali, le minacce alla sicurezza, con ardimento e sprezzo del pericolo, dando prova di audacia ed altissimo senso del dovere. Ammirevole esempio di unità che, erede di una specialità indissolubilmente legata ai momenti più importanti della storia della nazione, dava lustro alla Forza Armata e all’Italia nel contesto internazionale. Kosovo, Libano, Afghanistan, Iraq, 2006 - 2017»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 2017
  Medaglia d'oro al valor militare
«Salda e forte unità di guerra, già temprata in mesi di aspra lotta su altro fronte, si prodigava nella dura campagna di Russia con lo stesso ardore e la stessa fede che formarono la sua gloria nelle precedenti guerre d'Italia. Balzato dalla linea difensiva aspramente contesa, ma sempre inviolata, all'audace offensiva, si impossessava con sanguinosa battaglia del centro fortificato di Iwanowka, aprendo il passo alla conquista del ricco bacino minerario di Krasnij Lutsch. Passato, con rapida, leggendaria marcia, dal Donez al Don ,dava il suo pronte e decisivo contributo alla battaglia per la conquista di una munitissima testa di ponte nemica, annientando il nemico annidato in un settore particolarmente difficile ed insidioso. Chiamato in altro settore, dove minacciose masse russe erano riuscite a passare sulla destra del Don, con eroici contrattacchi e con tenacissima resistenza arrestava definitivamente l'avversario, rendendo vani ripetuti sfondamenti fatti dal nemico con mezzi e forze assolutamente preponderanti.

Fronte Russo, Orlowo - Iwanowka - Bokowo Antrazit - Bobrowski - Quota 224 - Jagodnyj - Quota 208, febbraio - settembre 1942»
— Roma, decreto del Capo provvisorio dello Stato, 31 dicembre 1948[7]

  Medaglia d'oro al valor militare
«Magnifico Reggimento Bersaglieri durante la campagna in Russia già duramente provato e copertosi di gloria, stremato nelle sue file, ma non domo, compì atti prodigiosi nella tormentata manovra di ripiegamento delle truppe dell'A.R.MI.R. segnando, dal Don al Dnieper, con copioso sangue le tappe di una lotta epica. in nobile gara di eroismo e di sacrificio con altre truppe: avanguardia arditissima in cruenti puntate controffensive, temeraria ed implacabile retroguardia, in durissimi combattimenti di arresto contrastò passo a passo il procedere baldanzoso di forti colonne corazzate nemiche, rompendone più volte l'accerchiamento con mezzi ed armi di gran lunga inferiori in numero ed efficacia. Sorretto da una disperata volontà di resistenza, benché sopraffatto dalle travolgenti forze avversarie, dopo aver perduto circa il 70% dei suoi effettivi chiuse combattendo per ultimo, sulle sponde del Dnieper, il tragico ciclo operativo, ammirato dagli alleati a fianco dei quali validamente si batteva, tenendo ovunque alto il nome dei soldati d'italia e sempre fedele alle nobili tradizioni del Corpo.

Fronte russo, fiume Don, fiume Dnieper, 17 dicembre 1942 - 20 febbraio 1943»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1956[8]

  Medaglia di bronzo al valor militare
«Per essersi distinto al passaggio della Sesia e nelle operazioni successive su Palestro e Borgo Vercelli, 21-25 maggio 1859

(al VI battaglione)»
— Torino, regio decreto 27 maggio 1859

  Medaglia di bronzo al valor militare
«Perché diede prova di valore e di sagacia militare, fatto d'arme di Aspromonte, settembre, 1862

(al VI battaglione)»
— regio decreto 30 settembre 1862

  Medaglia di bronzo al valor militare
«Per la valorosa ed intrepida condotta tenuta al fatto d'armi di Custoza, 24 giugno 1866

(al XIII battaglione)»
— regio decreto 6 dicembre 1866

  Medaglia di bronzo al valor militare
«Sotto violento fuoco attraversava l'Isonzo, irrompendo nelle trincee nemiche ed in quattro giornate di aspra lotta validamente concorreva, con slancio intrepido e fulgido valore, al conseguimento della vittoria. Malgrado le forti perdite subite, manteneva tenacemente le posizioni conquistate, resistendo ai violenti e ripetuti contrattacchi nemici. Si distinse per slancio e ardimento nella riconquista di un'importante posizione. Bainsizza, 16-20 agosto 1917»
— Roma, regio decreto 29 ottobre 1922
  Medaglia d'argento al valore dellEsercito
«Inquadrato nelle forze del contingente italiano impegnato in Somalia per le operazioni di soccorso e protezioni alla popolazione, nonostante le oggettive difficoltà ambientali, si prodigava con totale dedizione ed elevata professionalità nella delicatissima e pericolosa missione. Operando in condizioni estreme di sicurezza, i suoi uomini hanno sempre confermato sia in attività di controllo del territorio, sia in azioni di rastrellamento per la ricerca d'armi sia in operazioni anti banditismo e/o scorte a convogli umanitari, sia infine durante le fasi di abbandono delle posizioni di Belet Wein e Bulo Burti, elevate capacità operative, altissimo senso del dovere e coraggio non comune. Più volte coinvolte in conflitti a fuoco, le sue unità reagivano sempre con efficacia, dimostrando in ogni circostanza la capacità di discriminare e graduare le reazioni del proprio personale evitando così inutili spargimenti di sangue. La fierezza, l'orgoglio e la certezza di portare vitale soccorso umanitario ad una popolazione disperata e la necessità di ridare ordine ad un paese martoriato dalla guerra civile sono state le motivazioni che hanno contraddistinto l'operato. Chiarissimo esempio di soldato che ha dato lustro all'Esercito Italiano, facendogli riscuotere unanime ammirazioni dalle Forze Armate Internazionali impiegate in Somalia. Somalia, 30 novembre 1993 - 24 febbraio 1994»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 17 marzo 1995

IndividualiModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
  • Aspirante ufficiale Giacomo Pallotti: M. Badenecche, 4 dicembre 1917.[9]
  • Sergente Francesco Rossi: M. Tonderecar, 4 dicembre 1917.[10]
  • Soldato Guido Cassanelli: Russia, 25 dicembre 1941.[11]
  • Capitano Vittorio Trucchi: Russia, 27 giugno 1942.[12]
  • Sottotenente Bruno Carloni: Russia, 3 agosto 1942.[13]
  • Soldato Berardino Leoni: Russia, 3 agosto 1942.[14]
  • Sottotenente Enzo Michelini: Russia, 7-8 agosto 1942.[15]
  • Sottotenente medico Lino Gucci: Russia, 23 agosto 1942.[16]
  • Caporalmaggiore Aldo Chiarini: Russia, 24 agosto 1942.[17]
  • Sottotenente Ferruccio Petracchi: Russia, 26 agosto 1942.[18]
  • Soldato Quinto Ascione: Russia, 26 agosto 1942.[19]
  Medaglia d'argento al valor militare
  • Soldato Giuseppe Viganò: M. Oscedrik, 20-24 agosto 1917

Campagne di guerra e fatti d'armeModifica

SimboliModifica

StemmaModifica

Scudo: partito d'argento e d'azzurro, il primo alla torre di S. Martino al naturale; il secondo alla fascia d'argento caricata da una stella d'azzurro ed accompagnata in capo da due sciabole d'oro in decusse (Custoza) ed in punta da un fiume in fascia ondato d'argento. Il tutto abbassato ad un capo d'oro al quartier franco d'azzurro caricato del tridente bizantino d'Ucraina d'oro.

Ornamenti esteriori

corona turrita d'oro

lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l'alto, riportante il motto a caratteri capitali di nero: "...E VINCERE BISOGNA".

onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l'insegna dell'Ordine militare d'Italia pendente al centro del nastro con i colori della stessa.

Nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo: 2 d'azzurro, filettate d'oro (Medaglia d'oro al valor militare), 3 d'azzurro (Medaglia di bronzo al valor militare); 1 d'azzurro con due pali d'argento (Croce di guerra al valor militare).

Sintesi della blasonatura.[20]

Nella prima partizione con lo smalto d'argento (simbolo della concordia e della purità) è rappresentata la torre di San Martino della Battaglia, località teatro della battaglia combattuta nel 1859 (riferimento alla M.B.V.M. concessa al VI battaglione nella Seconda guerra d'indipendenza).

La seconda partizione comprende in alto il ricordo della M.B.V.M. conseguita a Custoza, al centro la stella azzurra dedicata ai fatti di Aspromonte, in basso il "fiume ondato" simbolo di tutti i fiumi sacri al ricordo dei bersaglieri: Cernaia, Isonzo, Piave, Don. Lo smalto d'azzurro è simbolo di valor militare, quello d'argento di sacrificio.

Il capo d'oro simboleggia le due massime ricompense al V.M. concesse al Reggimento per il comportamento tenuto in Unione Sovietica nel corso del secondo conflitto mondiale, come evidenziato dal tridente d'Ucraina riportato nel quartier franco.

InsegneModifica

  • Il Reggimento indossa il fregio dei Bersaglieri in metallo di colore oro: bomba da granatiere con fiamma a sette lingue, cornetta da cacciatore e due carabine intrecciate. A differenza dei trofei delle altre armi, dove la fiamma sale dritta, quella del Bersagliere è inclinata, fuggente, quasi a rappresentare la corsa, l'assalto… la vita e la generosità.
  • Le mostrine del Reggimento sono le fiamme a due punte di colore cremisi; alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane

Motto del ReggimentoModifica

"...e vincere bisogna"

Il motto del Reggimento trae origine dalla poesia Della canzone di Legnano parte prima Il Parlamento composta da Giosuè Carducci, dove il poeta con queste parole attribuite ad Alberto da Giussano vuole esaltare il patriottismo di quel combattente leggendario nella lotta dei Comuni italiani contro l'imperatore Federico I di Svevia detto il Barbarossa.

Festa del ReggimentoModifica

  • La festa del Reggimento come per tutti i reggimenti bersaglieri, cade il 18 giugno, anniversario della costituzione del Corpo (1836).

Persone legate al ReggimentoModifica

Armi e mezzi in dotazioneModifica

NoteModifica

  1. ^ esercito.difesa.it
  2. ^ 12º reggimento bersaglieri disciolto.
  3. ^ www.bersaglieripaceco.net - 6º reggimento Bersaglieri - sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Bersaglieri sezione di Paceco S. Tenente Serafino Montalto - provincia di Tr... Archiviato il 17 marzo 2012 in Internet Archive..
  4. ^ www.bersaglieripaceco.net - sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Bersaglieri sezione di Paceco - provincia di Trapani Archiviato il 18 giugno 2012 in Internet Archive..
  5. ^ Il Medagliere - Esercito Italiano, su www.esercito.difesa.it. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  6. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=165092
  7. ^ Quirinale - scheda - visto 28 luglio 2011.
  8. ^ Quirinale - scheda - visto 28 luglio 2011.
  9. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  10. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  11. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  12. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  13. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  14. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  15. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  16. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  17. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  18. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  19. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2011.
  20. ^ Ass. Naz. Bersaglieri Sez. di Desenzano, 6º Reggimento bersaglieri.
  21. ^ Informazioni ricavate dalla pagina del 6º Reggimento bersaglieri nel sito dello Stato Maggiore dell'Esercito Copia archiviata, su esercito.difesa.it. URL consultato il 2 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2011)..

Voci correlateModifica

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