Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Ağdam (disambigua).
Agdam o Aghdam
città
(AZ) Ağdam
(HY) Աղդամ / Aghdam (fino al 2010)
Ակնա / Akna (dal 2010)
Agdam o Aghdam – Veduta
Vista della città fantasma di Agdam
Localizzazione
StatoAzerbaigian Azerbaigian
DistrettoYuxarı Qarabağ
Territorio
Coordinate39°59′N 46°55′E / 39.983333°N 46.916667°E39.983333; 46.916667 (Agdam o Aghdam)Coordinate: 39°59′N 46°55′E / 39.983333°N 46.916667°E39.983333; 46.916667 (Agdam o Aghdam)
Altitudine369 m s.l.m.
Abitanti350
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+4
Targa02
Cartografia
Mappa di localizzazione: Azerbaigian
Agdam o Aghdam
Agdam o Aghdam
Sito istituzionale

Ağdam (Aghdam; in armeno: Աղդամ – traslitterato: Aghdam; dal 2010 in armeno: Ակնա - traslitterato: Akna) è una città fantasma azera, e capoluogo de jure del distretto di Ağdam; è stata de facto sotto l'occupazione armena dal luglio 1993 al 20 novembre 2020.

La Moschea del Venerdì, completata nel 1870, in una foto del 2018.

StoriaModifica

Aġdam fu fondata nel XVIII secolo ma ottenne lo status di città solo nel 1828. Il suo nome significa “Bianca Casa” da (bianca) e dam (casa). All'epoca del conflitto contava sessantamila abitanti. Fu conquistata dall'Esercito di difesa del Nagorno Karabakh il 24 luglio 1993: la città, anche per la sua vicinanza con Stepanakert, rappresentava un obiettivo strategico giacché da lì erano partite tutte le offensive azere ed erano stati sparati centinaia di razzi. Gli armeni approfittarono della lotta di potere in Azerbaigian (che indusse il colonnello azero Surat Huseynov a ritirarsi dal Karabakh ed a marciare verso Baku). Gli assalti cominciarono il 12 giugno e videro schierati contro circa seimila soldati per parte. Essa fu sottoposta ad un incessante bombardamento al termine del quale le truppe armene entrarono in una città ormai deserta, completamente abbandonata dalla popolazione residente e dalle truppe di difesa.

Nel periodo successivo ai combattimenti, le forze armene hanno deciso di distruggere gran parte della città per prevenire la sua riconquista da parte dell'Azerbaigian.[1] Dati i suoi precedenti abitanti ammontanti a 60 000, si può considerare la maggiore città fantasma del mondo.[2] Nonostante il fatto che gli scontri avvenuti nel corso dell'invasione non si siano svolti in città, questa è stata praticamente distrutta: è rimasta in piedi la grande moschea sia pur in cattive condizioni.[3] Come parte di un accordo di cessate il fuoco che ha posto fine alla guerra dell'Artsakh del 2020, la città di Ağdam e il distretto circostante sono tornati al controllo azero entro la data concordata del 20 novembre 2020[4][5].

Attuale situazioneModifica

Come mostrano le fotografie più recenti la città di fatto non esiste più, dopo essere stata messa a ferro e fuoco e nel tempo è stata sistematicamente depredata, divenendo una cava a cielo aperto per materiali edili. Oggi rimane quasi intatta solo la moschea e qualche scheletro di edificio diroccato. Il suo territorio costituisce un distretto della regione. L'accesso alle rovine di Ağdam era interdetto ai visitatori sprovvisti di un permesso speciale. Il 2 novembre 2010 il governo dell'autoproclamata Repubblica del Nagorno Karabakh decise di ribattezzare la città con il nome armeno di Akna, rimanendo comunque disabitata in quanto posta a pochi chilometri dalla linea di confine con l'Azerbaigian.[6] Gli armeni avrebbero in passato usato questo edificio religioso come stalla per mucche e maiali[7] restaurando, tuttavia, anche se solo parzialmente, la Moschea del Venerdì nel novembre 2010.[8][9]

Poco dopo il ritorno al controllo azero, è stata avviata una grande pulizia della città. Secondo l'Agenzia nazionale azera d'intervento sulle mine potrebbero essere necessari tra i 2 e i 5 anni affinché le persone possano tornare a vivere in città e che le ultime mine terrestri saranno rimosse entro 15 anni.[10] Le autorità azere stimano che i danni per le aree riconquistate superino i 100 miliardi di dollari (84 miliardi di euro).[10]

SportModifica

CalcioModifica

Il Qarabag Agdam (o Futbol Klubu Qarabağ Ağdam) è la squadra principale del distretto e della città di Ağdam la quale si è qualificata alla fase a gironi della UEFA Champions League 2017-2018 e alla fase a gironi della UEFA Europa League 2018-2019. È pluricampione del'Azerbaigian insieme alla storica rivale del'Neftçi Baku. La squadra gioca le partite interne a Baku per via del conflitto perenne tra Armenia e Azerbaigian[11][12].

NoteModifica

  1. ^ Nicolas Holding, "Armenia with Nagorno Karabagh - Bradt Travel Guide", 2003, p200.
  2. ^ (RU) Города-призраки. Агдам – жертва мести, памятник глупости.
  3. ^ Отчет о велосипедном походе по Армении и Нагорному Карабаху 2007
  4. ^ (EN) Statement by President of the Republic of Azerbaijan, Prime Minister of the Republic of Armenia and President of the Russian Federation, su President of Russia. URL consultato il 20 novembre 2020.
  5. ^ (EN) Azerbaijan enters Nagorno-Karabakh district after peace deal, su www.aljazeera.com. URL consultato il 20 novembre 2020.
  6. ^ Notizia su Panarmenian (in inglese)
  7. ^ News.Az - Turks complain to Roman Pope on vandalism in Karabakh church by Armenians, su web.archive.org, 20 luglio 2010. URL consultato il 20 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2010).
  8. ^ (EN) Works on preservation of Muslim cultural heritage in Nagorno-Karabakh underway, su news.am, 17 novembre 2010.
  9. ^ (EN) Aliyev’s false statements in an interview with France24, su web-old.archive.org, 15 ottobre 2020. URL consultato il 20 novembre 2020.
  10. ^ a b (EN) Nagorno-Karabakh: Tough rebuilding ahead for devastated city of Agdam, su France 24, 28 novembre 2020. URL consultato il 4 dicembre 2020.
  11. ^ sportbusinessmanagement.it, https://www.sportbusinessmanagement.it/2014/09/qarabag-agdam-fk-la-squadra-che-gioca.html?m=1.
  12. ^ foxsports.it, https://web.archive.org/web/20190402044547/https://www.foxsports.it/2017/08/24/champions-league-qarabag-storia-azerbaigian/. URL consultato il 14 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2019).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Asia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano dell'Asia