A sangue freddo (Truman Capote)
| A sangue freddo | |
|---|---|
| Titolo originale | In Cold Blood |
| Autore | Truman Capote |
| 1ª ed. originale | 1966 |
| 1ª ed. italiana | 1966 |
| Genere | Romanzo |
| Sottogenere | non-fiction |
| Lingua originale | inglese |
| Ambientazione | Kansas, 1959 |
| Personaggi | famiglia Clutter |
| Protagonisti | Perry Smith |
| Coprotagonisti | Richard Hickock |
A sangue freddo (In Cold Blood) è un romanzo dello scrittore statunitense Truman Capote, pubblicato in volume nel 1966 presso Random House, dopo esser uscito a puntate sul New Yorker tra settembre e ottobre 1965. È il resoconto dettagliato del quadruplice omicidio della famiglia Clutter, ma anche un'impietosa radiografia del sogno americano vissuto in provincia. Per la sua costruzione narrativa Capote si pose come obiettivo esplicito di raccontare i fatti effettivamente avvenuti ma adottando i moduli narrativi tipici del romanzo di finzione, coniando l'espressione di non-fiction novel, un genere del quale egli è considerato il fondatore nella narrativa USA.[1]
Il libro è stato tradotto in 37 lingue.[2] In Italia la traduzione, uscita nel 1966 è a cura di Mariapaola Ricci Dettore.
TemaModifica
La mattina del 16 novembre 1959 Capote lesse sul New York Times un trafiletto di cronaca nera.
La notizia raccontava dell'omicidio di Herbert Clutter (24 maggio 1911-15 novembre 1959) un agricoltore benestante del Kansas, della moglie Bonnie (di 45 anni) e di due dei suoi quattro figli, Nancy (4 gennaio 1943-15 novembre 1959) e Kenyon (28 agosto 1944-15 novembre 1959). Le altre due figlie più grandi della coppia, Eveanna (26 giugno 1936) e Beverly (8 giugno 1939-19 aprile 2010) già erano sposate.
Prima che i responsabili della strage fossero catturati, Capote decise di arrivare sul luogo per scrivere sul crimine. Fu accompagnato dalla sua amica d'infanzia, e scrittrice, Harper Lee: assieme interrogarono a lungo le persone del luogo e gli investigatori assegnati al caso.[3]
Gli assassini erano due: Perry Edward Smith e Richard Eugene Hickock, due giovani adulti sbandati, usciti recentemente dal carcere in libertà vigilata, i quali, fidando nella vaga informazione di un loro compagno di cella relativa all'esistenza di una cassaforte nella casa di un agricoltore, si diressero ad Holcomb, cittadina del Kansas; nella notte, penetrati armati nella casa, cercarono invano il denaro e la cassaforte, poi uccisero tutti i membri della famiglia presenti in quel momento. Mentre i due erano in fuga, la polizia brancolava nel buio, non trovando alcun movente verosimile per l'atroce delitto. Sarà l'informazione di un carcerato a fare luce sul movente e sull'identità degli assassini, permettendo alla polizia di rintracciarli; saranno catturati sei settimane dopo gli omicidi, per il furto di un'automobile, e, dopo un lungo interrogatorio, confesseranno il turpe delitto. Capote passerà sei anni a lavorare al libro.
Si tratta probabilmente del primo "romanzo-reportage" o "romanzo-verità" della storia della letteratura: affermando il valore preminente dell'imparzialità della cronaca e dell'oggettività dei fatti, Capote volle denunciare l'impotenza della forma del romanzo "classico" nella riflessione sulla realtà cruda e complessa della società americana contemporanea.
Il libro suscitò vive polemiche di carattere letterario ed etico-sociale: Capote fu accusato di una sorta di cinico voyeurismo, per come riporta, con un distacco oggettivo, un brutale e cruento fatto di cronaca nera.
Il ballo in maschera "Black and White Ball" al Plaza Hotel, definito il "ballo del Secolo", con cui Capote decise di festeggiare l'ultima puntata, commentato in prima pagina da tutti i giornali, divenne subito un evento-icona e per diverso tempo lo scrittore fu una presenza fissa sui rotocalchi e in televisione.[1]
Il romanzo è stato scritto sulla scorta di una assidua frequentazione dei protagonisti reali della vicenda[4] e segnò talmente l'esperienza artistica ed umana di Capote da rimanere l'ultima sua opera portata a termine.
Edizioni in italianoModifica
- A sangue freddo, traduzione di Mariapaola Ricci Dèttore, Collana Romanzi moderni, Milano, Garzanti, 1966, pp. 391.;
- T. Capote, A sangue freddo, trad. Mariapaola Ricci Dettore, introduzione di Vincenzo Mantovani, Mondadori, Milano 1986;
Adattamenti cinematograficiModifica
Al romanzo di Capote sono ispirati i film
- A sangue freddo (1967) di Richard Brooks,[5]
- Truman Capote: A sangue freddo (2005) di Bennett Miller:[6]
- Infamous - Una pessima reputazione (2006) di Douglas McGrath;[7]
- A sangue freddo film TV diretto da Jonathan Kaplan (1996).[8]
NoteModifica
- ^ a b Truman, un genio morto per overdose di celebrità, su ilgiornale.it. URL consultato il 2 novembre 2018.
- ^ Truman Capote, In Cold Blood, su worldcat.org. URL consultato il 27 ottobre 2018.
- ^ Storia di un’amicizia: Harper Lee e Truman Capote, su artspecialday.com. URL consultato il 2 novembre 2018.
- ^ Si veda la breve introduzione al libro, in cui l'autore elenca le sue fonti.
- ^ A sangue freddo (1967), su imdb.com.
- ^ Truman Capote - A sangue freddo (2005), su imdb.com.
- ^ Infamous - Una pessima reputazione (2006), su imdb.com. URL consultato il 26 ottobre 2018.
- ^ A sangue freddo 1996, su imdb.com. URL consultato il 26 ottobre 2018.
Voci correlateModifica
Altri progettiModifica
- Wikiquote contiene citazioni tratte da A sangue freddo
Collegamenti esterniModifica
- (EN) A sangue freddo, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Edizioni e traduzioni di A sangue freddo, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 6571147270566635700007 · GND (DE) 4451944-8 · BNF (FR) cb11943257x (data) · WorldCat Identities (EN) 6571147270566635700007 |
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