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Castello di Ripaglia
Château de Ripaille
Ripaille 01.jpg
Una veduta della facciata principale.
Localizzazione
StatoFrancia Francia
LocalitàThonon-les-Bains
Coordinate46°23′17.16″N 6°29′12.01″E / 46.3881°N 6.48667°E46.3881; 6.48667Coordinate: 46°23′17.16″N 6°29′12.01″E / 46.3881°N 6.48667°E46.3881; 6.48667
Informazioni generali
Condizionicompletato
CostruzioneXIV secolo - XIX secolo
Demolizioneparzialmente nel XVIII secolo
Stilerinascimentale
Realizzazione
ProprietarioFondation Ripaille

Il castello di Ripaglia (in francese château de Ripaille) è un maniero francese ubicato nei pressi di Thonon-les-Bains, capoluogo del Chiablese, territorio facente parte del dipartimento dell'Alta Savoia.
La struttura, in prossimità delle rive del Lago Lemano, viene sovente confusa con lo scomparso castello di Thonon distrutto nel XVII secolo che, tra il 1411 e la fine del XV secolo, fu una delle residenze principali di Casa Savoia e che occupava l'area compresa tra l'attuale castello di Sonnaz e la cappella di Saint-Bon.

Il castello ha una storia antichissima e fu un'importante dimora del Ducato di Savoia, fino al trasferimento della capitale da Chambéry a Torino.

Rientra nell'ambito dei Monuments Historiques de France e dal 1997 il vicino bosco ospita un memoriale dedicato ai Giusti tra le nazioni inaugurato dal presidente Jacques Chirac.

Indice

StoriaModifica

La località di Ripaglia (in francese Ripaille) fu abitata fin dall'antichità e divenne una prosperosa città in epoca romana, come testimoniano le rovine nei pressi del maniero. Il castello sorse tra il XIII e XIV secolo sulla base di una preesistente dimora di campagna costruita in pietra e legno posta al centro di una vasta riserva di caccia.

 
Amedeo VIII di Savoia con le vesti di antipapa
 
Una veduta delle cucine

Nel 1293 fu dimora di Amedeo V di Savoia a seguito del Trattato di Saint-Jean-de-Moirans.[1] Da allora il castello divenne dimora di caccia e gradita residenza dei membri della dinastia dei Savoia tra cui il celebre Amedeo VI, detto il Conte Verde, che vi trascorse lunghi periodi di permanenza organizzando numerosi tornei e battute di caccia.[2]

Tra il 1371 e il 1388 la fortezza venne trasformata in villa di delizia da Bona di Borbone, che vi risiedette per lunghi periodi insieme al figlio Amedeo VII detto il Conte Rosso che morirà prematuramente nel 1391.[3]

A partire dal 1413 il castello venne ampliato su volere del figlio Amedeo VIII, primo duca di Savoia che, con un atto di fondazione firmato il 23 febbraio dello stesso anno, lo elevò a sede del Priorato Agostiniano di Ripaille, con la presenza stabile di un priore e di quattordici monaci a cui fu concessa una cospicua rendita.[4] Nel 1429 Amedeo VIII commissionò a Claude de Saix[5] la grande ristrutturazione del maniero, conferendogli l'aspetto esteriore che conserva parzialmente tuttora.

«Lungo un tracciato rettangolare di 158 metri di lunghezza e 70 di larghezza, fu tracciato un fossato profondo sette metri. L'edificio costruito ebbe circa 100 metri di lunghezza e consisteva in una cortina solenne in cui erano incastonate sette torri circolari: una di esse era più alta per il capo dell'Ordine, cioè lo stesso duca. Ciascuna torre era fornita di una scala a chiocciola che conduceva al piccolo appartamento messo a disposizione per ciascun eremita: una camera, uno studio, una cameretta per il servitore, una cucina, un cellario; davanti a ogni torre vi era un orticello. L'accesso a questa originale Casa dei Cavalieri era dato da un ponte levatoio che fu chiamato Ponte Felice, poiché la felicità era promessa a chi lo varcava con animo buono e retto. L'edificio comprendeva anche una sala per il Capitolo dell'Ordine e una cappella dedicata a Nostra Signora. Un altro accesso attraverso la palizzata conduceva al bosco.[6]»

 
La cappella al'interno del castello

L'intento di questo importante rimaneggiamento fu dunque quello di farne la sede del nascente Ordine Militare di San Maurizio che in seguito divenne l'Ordine Mauriziano.[7] Nell'autunno del 1434 Amedeo VIII si ritirò nel maniero dopo la sua abdicazione da antipapa,[8] accompagnato dalla corte e dai più fidati cavalieri scelti fra coloro che, secondo la regola dell'Ordine, si distinsero per meriti onorevoli; tra di loro figurarono Henri de Columbier, Claude de Saix, François de Bussy e Louis de Chevelu.[9]

Il castello divenne un eremo di meditazione ma anche centro di potere che Amedeo VIII, malgrado la delega di Luogotenente al figlio Ludovico, continuò a detenere fino alla morte avvenuta nel castello il 6 gennaio 1451. Fino ad allora Ripaglia divenne fulcro di una raffinata corte frequentata da letterati, musicisti, ambasciatori e miniaturisti che diede lustro al piccolo ducato sabaudo[10] ma fu anche sede dell'amministrazione finanziaria dei territori.[11]

Dal 1559 in poi, a seguito dello spostamento della capitale ducale da Chambéry a Torino, il castello venne frequentato sempre meno dai Savoia e nel 1624 Carlo Emanuele I di Savoia lo diede in concessione all'Ordine certosino che lo adattò a convento.

Nel 1793, sull'onda dei dilaganti disordini della Rivoluzione, la struttura venne assalita dai sovversivi che ivi si stabilirono ma nel 1809 tornò ad essere una dimora signorile, divenendo proprietà del generale Pierre Louis Dupas.[12]

Divenuto bene di interesse nazionale ma logorato dai segni di decadimento, verso la fine dell'Ottocento la proprietà venne acquistata da Frédéric Necker Engel-Gros, un industriale tessile di Mulhouse discendente del ministro delle Finanze a servizio di Luigi XVI. Egli si occupò del restauro e della sua completa ristrutturazione interna, stabilendovi la sede aziendale della D.M.C.; nel 1930 il figlio André Engel, pittore paesaggista, si occupò della creazione del vicino Arboretum, danneggiato da una tempesta nel 1999.

Dichiarato Monument Historique de France, negli anni settanta la famiglia Necker Engel-Gros creò una fondazione per preservare e diffondere il patrimonio culturale del castello di Ripaille; nel 1976 la discendente Elisabeth Necker Engel-Gros cedette l'intera proprietà alla Fondation Ripaille che da allora la adibì a luogo di visita e sede di eventi e manifestazioni culturali.

Il 2 novembre del 1997 presso l'Arboretum è stato inaugurato un memoriale dedicato ai Giusti tra le nazioni, alla presenza del presidente Jacques Chirac; esso commemora le 2.740 donne francesi che hanno contribuito a salvare gli ebrei da certa morte durante le persecuzioni razziali della Seconda guerra mondiale.

CaratteristicheModifica

 
Una veduta d'insieme del castello.

Il castello sorge al centro di una vasta tenuta che un tempo era riserva di caccia. L'edificio è a base rettangolare con alcune strutture secondarie addossate e un fossato, ormai prosciugato, che corre intorno al perimetro. Il suo prospetto principale è caratterizzato da quattro delle sei torri cilindriche originarie, con copertura conica e archetti pensili.

Completamente ricostruito in stile rinascimentale all'esterno, l'interno presenta numerose sale di rappresentanza arredate con boiseries e alcuni ambienti in stile Art Nouveau. La struttura è visitabile e comprende un percorso su due piani attraverso le sale principali, spazi espositivi con riproduzioni di documenti sabaudi, l'appartamento padronale, le cucine, la grande cantina, l'antica cappella e una sala di proiezione dove si può assistere ad un filmato che racconta la lunga storia del castello.

Nelle immediate vicinanze si trova l'Arboretum di circa 22 ettari, molti dei quali coltivati a vite, che consente la produzione di un apprezzato vino bianco: il Ripaille. Poco distante si trova anche la copiosa foresta di 53 ettari che fu riserva di caccia dei Savoia e che ora è in parte proprietà del comune di Thonon-les-Bains.

NoteModifica

  1. ^ Georges Chapier, Les Châteaux Savoyards, Édition La Découvrance, 2005, pp. 63-68.
  2. ^ Secondo alcuni storici l'espressione francese faire ripaille (fare festa) troverebbe in questo castello la sua origine.
  3. ^ Oliva, op. cit., p. 141.
  4. ^ Seicento fiorini al decano e duecento fiorini per ciascun "cavaliere-monaco". Oliva, op. cit., pp. 142.
  5. ^ Oliva, op. cit., pp. 140-141.
  6. ^ Brouchet, op. cit.p. 168.
  7. ^ Brocard, op. cit., pp. 168-170.
  8. ^ Divenne l'antipapa Felice V,
  9. ^ Oliva, op. cit., pp. 141.
  10. ^ http://www.ripaille.fr/histoire_2.php Sito Archiviato il 6 dicembre 2013 in Internet Archive. consultato nel dicembre 2013.
  11. ^ Oliva, op. cit., pp. 142.
  12. ^ Chapier, op. cit., pp. 384-386.

BibliografiaModifica

  • Maurice Brouchet, Le château de Ripaille, Parigi, 1907.
  • Georges Chapier, Les châteaux Savoyards, Édition La Découvrance, 2005
  • Michèle Brocard, Les châteaux de Savoie, Édition Cabédita, 1995, ISBN 978-2-88295-142-7
  • Gianni Oliva, I Savoia, Oscar Storia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 2008, ISBN 978-88-04-46431-0

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