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Abbazia di San Michele Arcangelo (Montescaglioso)

edificio religioso di Montescaglioso
Abbazia di San Michele Arcangelo
Abbazia di Montescaglioso.jpg
StatoItalia Italia
RegioneBasilicata Basilicata
LocalitàMontescaglioso
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Matera-Irsina
Stile architettonicoRomanico, Arte Bizantina, Barocco
Inizio costruzioneinizio del V secolo
CompletamentoXII secolo

Coordinate: 40°33′29.69″N 16°39′51.1″E / 40.558247°N 16.664195°E40.558247; 16.664195

L'abbazia benedettina di San Michele Arcangelo è sita presso Montescaglioso, cittadina in provincia di Matera.

Indice

StoriaModifica

 
Vista primo Cortile dell'Abbazia.
 
Chiostro

La grande e maestosa mole del Cenobio che ancora oggi si impone all'ammirazione per i suoi pregi architettonici, esisteva già nel 1078, ma non si conosce con precisione l'effettiva data di inizio della costruzione (si ipotizza nel 400).

Si sa per certo che Umfredo d'Altavilla, figlio di Tancredi d'Altavilla, fece delle donazioni di terre al convento fino al 1095. Alla morte di Umfredo i Monaci, le cui condizioni di vita erano assai misere, chiesero altre donazioni a Rodolfo, figlio di Umfredo nel 1097 e nel 1099.[1]

La vedova di Rodolfo, la contessa Emma, col figlio Ruggiero, continuò le donazioni elargite dai familiari. In seguito la stessa Emma si impegnò per ampliare la chiesa del convento. Allo stesso tempo molte altre donazioni arrivavano da altri benefattori, che seguivano l'esempio di Emma.[1]

Non mancò neanche l'interessamento del papa Alessandro III, che pose sotto la sua protezione i monaci di Montescaglioso.

Si ebbe così un lungo periodo di fioritura fino al XV secolo quando iniziò il declino dell'Abbazia causato dalle continue guerre.

Nel 1484 Baldassare del Balzo ebbe l'incarico da papa Sisto IV di mettere le cose in ordine, ma non ci riuscì. Successivamente a tale ardua impresa si cimentò poi Pirro del Balzo, conte di Montescaglioso, obbligando i pochi monaci rimasti a lasciare l'Abbazia, poi ripopolata con i monaci della Congregazione di Santa Giustina da Padova.

Il 5 agosto 1910 agli arcivescovi di Acerenza e Matera fu concesso di aggiungere il titolo di abati di Sant'Angelo di Montescaglioso[2]. Dal 1954 questo titolo sarà appannaggio dei soli arcivescovi di Matera.

InformazioniModifica

Proprietà fino al 1806

anno Chiese possedute Terreni (in ha)
1099 14 12000
1220 34 38000
1650 18 25000
1806 2 0

Libri

anno anno
1099 1802 manoscritti
1220 1540 manoscritti
1650 7850 codici incunaboli
1806 16320 codici incunaboli

Pergamene per atti di proprietà, donazioni e giurisdizioni false.

anno numero
1099 4500
1220 5300
1650 7950
1806 1200

Personale

anno Monaci (numero) Novizi, oblati e servi (numero)
1099 16 49
1220 18 60
1650 38 110
1806 14 42

Quadreria

anno numero quadri
1099 72
1220 144
1650 338
1806 81

Animali

anno numero quadri
1099 72
1220 144
1650 338
1806 81

Città di provenienza abati:

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Matarazzo, Abbazia Benedettina San Michele Arcangelo, 2006
  2. ^ Vedi AAS 2 (1910), p. 649

BibliografiaModifica

  • G. Matarazzo, U pais' mi / Il paese mio, Montescaglioso, 1958.
  • G. Matarazzo, Abbazia Benedettina San Michele Arcangelo, 2006.

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Controllo di autoritàVIAF (EN253818890 · LCCN (ENnr94001771 · WorldCat Identities (ENnr94-001771