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Abbazia di Santa Maria di Cerrate
Chiesa di Santa Maria di Cerrate.jpg
Chiesa abbaziale
StatoItalia Italia
RegionePuglia Puglia
LocalitàLecce
ReligioneCattolica
Arcidiocesi Lecce
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneXI secolo
CompletamentoXIII secolo
Sito webFondo Ambiente Italiano

Coordinate: 40°27′30.92″N 18°06′56.12″E / 40.45859°N 18.11559°E40.45859; 18.11559

L'abbazia di Santa Maria di Cerrate, situata sulla strada provinciale che collega Squinzano a Casalabate, è uno dei più significativi esempi di Romanico otrantino. Il complesso è attualmente gestito dal Fondo Ambiente Italiano, che nel 2012 ne ha acquisito la proprietà, tramite una concessione trentennale, in seguito a un bando pubblico indetto dalla Provincia di Lecce.

Indice

StoriaModifica

 
Frantoio Ipogeo

L'abbazia fu fondata, secondo leggenda, alla fine del XII secolo da Tancredi d'Altavilla, conte di Lecce. La leggenda vuole che in questo luogo a Tancredi sia apparsa la Madonna, fra le corna di un cervo, da cui il toponimo (Cerrate o Cervate). La località fu un importante polo religioso e culturale fino al Cinquecento, successivamente trasformata in masseria. Nel 1711 l'abbazia venne saccheggiata dai pirati turchi e cadde in uno stato di abbandono, proseguito fino al restauro del 1965 curato dalla Provincia di Lecce. Il complesso rimase di proprietà dell'ente locale fino al 2012, anno in cui è passato al Fondo Ambiente Italiano.

ArcheologiaModifica

Scavi archeologici condotti dall'Università del Salento nel 2004-5, in accordo con la Provincia di Lecce, hanno dimostrato che attività sono esistite sul luogo sin dall'età alto medievale (Bizantina). La successiva scoperta di numerosi buchi da palo, durante i lavori del FAI e dell'Università, in concerto con la Soprintendenza, insieme a della sepolture datata al radiocarbonio condotti dal CEDAD (Università del Salento), che risalgono alla fine VII o al VIII secolo, suggeriscono che l'insediamento monastico potrebbe datare ben prima dell'età normanna (Tancredi d'Altavilla). Inoltre, una delle tombe corre sotto una delle absidi della chiesa romanica. Ciò permette di ipotizzare la presenza di una struttura monastica di età bizantina sotto l'ingombro della chiesa attuale.

Negli scavi 2004 è stata messa in luce anche il frantoio oleario, ora ricostruito ed oggetto di un plastico.

DescrizioneModifica

 
Particolare del portale con i Re Magi

L'abbazia è in stile di romanico e presenta in facciata un portale sormontato da un'arcata con altorilievi di eccezionale qualità che riproducono scene del Nuovo Testamento e un monaco in preghiera. L'interno dell'edificio era completamente decorato con affreschi databili a partire dal XIII secolo, oggi conservati nel museo attiguo.

EsternoModifica

La chiesa romanica ha un prospetto monocuspidale animato da una serie di archetti che fa comprendere la spartizione interna della struttura. La facciata presenta un piccolo rosone al centro, una monofora per lato e un duecentesco portale nel cui intradosso son figurati i rilievi dell'Annunciazione della Vergine, della Visita a santa Elisabetta, dei Magi e della Fuga in Egitto.

Lungo il lato sinistro del tempio, fa bella mostra di sé un portico, risalente al XIII secolo, impreziosito da colonne cilindriche e poligonali che reggono dei capitelli figurati. Di fronte al portico è presente un pozzo ornamentale del XVI secolo.

InternoModifica

 
L'interno

L'interno è a tre navate ed è coperto da un soffitto costituito da travi, canne e tegole. Del 1269 è il baldacchino posto sopra l'altare maggiore. Di notevole interesse sono gli affreschi duecenteschi e trecenteschi: nelle absidi (Cristo in gloria, Angeli e Santi); nei sottarchi (Santi), lungo le pareti (Vergine col Bambino e Santi). Durante i lavori di restauro furono staccati dalla chiesa alcuni affreschi e trasportati nel vicino museo nel quale sono tuttora esposti: (Dormitio Virginis, Annunciazione della Vergine, Miracolo della cerva, San Giorgio con la principessa, Sant'Anna e san Gioacchino con Maria Vergine, San Demetrio, San Michele e altri Santi).

BibliografiaModifica

  • Sigismondo Castromediano, La chiesa di Santa Maria di Cerrate nel contado di Lecce: ricerche del duca Sigismondo Castromediano, Lecce 1877
  • Cosimo De Giorgi, La chiesa di S. Maria di Cerrate: note archeologiche, Firenze 1888
  • Teodoro Pellegrino, L'Abbazia di S. Maria a Cerrate, in "L'antica città di Lecce" (1976), pp. 226–269
  • André Jacob, La fondation du Monastere de Cerrate a la lumiere d'une inscription inedite, in "Atti dell'Accademia nazionale dei Lincei. Rendiconti, Classe di scienze morali, storiche e filologiche", ser. 9, v. 7 (1996), fasc. 1., pp. 212–223
  • André Jacob, Le ciborium du pretre taphouros à Sainte-Marie de Cerrate et sa dédicace, in Cavalieri alla conquista del sud: studi sull'Italia normanna in memoria di Léon-Robert Ménager, 1998, pp. 117–133
  • V. Galati, Il valore artistico dei monumenti del Medievo salentino tra resistenze atni-bizantine, miti normanni e angioini, magnificenza orsiniana, in Paesaggi, città e monumenti di Salento e Terra d'Otranto tra Otto e Novecento, Una «piccola Patria» d'eccellenza, dalla Conoscenza alla Valutazione e alla Tutela dei Monuemnti ...,a cura di F. Canali, V. Galati, Firenze, 2017, pp. 245-357.

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