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Abd Allah bin Faysal bin Turki bin Abd Allah Al Sa'ud

principe, imprenditore e diplomatico saudita
Abd Allāh bin Fayṣal bin Turkī bin Abd Allāh Āl Saʿūd
Principe dell'Arabia Saudita
Stemma
Nascita Ta'if, 1951
Dinastia Dinastia Saudita
Padre Faysal bin Turki bin Abd Allah Al Sa'ud
Madre Luluwah bint Abd al-Aziz Al Sa'ud
Figli Principe Turki
Principe Salman
Principessa al-Anud
Principessa Sara
Religione Musulmano sunnita
Abd Allāh bin Fayṣal bin Turkī bin Abd Allāh Āl Saʿūd

Ambasciatore negli Stati Uniti d'America
Durata mandato 21 ottobre 2015 –
22 aprile 2017
Predecessore Adel al-Jubeir
Successore Khalid bin Salman Al Sa'ud

Governatore dell'Autorità Generale Saudita di Investimento
Durata mandato 2000 –
2004
Monarca Re Fahd
Predecessore -
Successore Amr Al-Dabbagh

Abd Allāh bin Fayṣal bin Turkī bin Abd Allāh bin Sulṭān Āl Saʿūd (in arabo: عبد الله بن فيصل بن تركي بن عبد الله بن سعود آل سعود‎; Ta'if, 1951) è un principe, imprenditore e diplomatico saudita, membro della famiglia reale Āl Saʿūd, ambasciatore negli Stati Uniti e presidente della Compagnia italo-saudita di sviluppo.[1]

Indice

Primi anni di vita e formazioneModifica

Il principe Abd Allah è nato a Ta'if nel 1951.[2][3] Sua madre, Luluwah bint Abd al-Aziz,[4] era sorella germana dei "sette Sudairi",[3][5][6] Il 23 luglio 2002, suo fratello Sultan è rimasto ucciso in un incidente stradale all'età di 41 anni mentre stava viaggiando da Gedda a Riad per partecipare alle preghiere funebri per il principe Ahmad, figlio di re Salman.[5][7]

La famiglia del principe Abd Allah discende, dal lato paterno, direttamente da Sa'ud bin Faisal bin Turki, emiro del Secondo Stato Saudita.[3]

Il principe Abd Allah ha ricevuto l'istruzione primaria e secondaria in patria.[8] In seguito, è andato nel Regno Unito per gli studi [3] di ingegneria.[2]

Carriera e attivitàModifica

All'inizio della carriera da ingegnere era occupato in posizioni tecniche e di gestione. Ha poi assunto la responsabilità del coordinamento dei vari studi per le due città industriali, e più tardi per il settore della sicurezza industriale.[2]

Abd Allah bin Faysal ha iniziato la sua carriera presso la Commissione Reale per Jubail e Yanbuʿ subito dopo la sua istituzione nel 1975.[2] Dal 1985 al 1987 ha servito come segretario generale ad interim. Nel 1987, è stato nominato segretario generale.[9] Nel 1991, è stato nominato presidente, direttore generale della Commissione e presidente del suo consiglio di amministrazione.[2][10]

Nell'aprile 2000, è stata istituita l'Autorità Generale Saudita di Investimento, responsabile della promozione degli investimenti stranieri e nazionali in Arabia Saudita.[11][12] Nello stesso anno, il principe Abd Allah è stato nominato governatore con rango di ministro dell'ente.[2][13] Il suo mandato è terminato con le dimissioni rassegnate nel 2004.[14] Si è ipotizzato che la frustrazione creata dall'approccio burocratico del governo e dalla lentezza delle riforme del paese, lo abbiano convinto a compiere tale scelta.[14]

Il principe Abd Allah è presidente della Compagnia italo-saudita di sviluppo, ente che ha il compito di rivitalizzare l'economia dell'Arabia Saudita. Dal momento che ha una ottima conoscenza dell'economia italiana, è considerato come la figura più appropriata per sostenere le relazioni commerciali tra l'Arabia Saudita e l'Italia.[15]

Dal 21 ottobre 2015 è ambasciatore negli Stati Uniti;[8] è succeduto ad Adel al-Jubeir, nominato pochi mesi prima ministro degli affari esteri.[8]

Il 22 aprile 2017 re Salman ha nominato suo figlio Khalid nuovo ambasciatore.[16]

Governatore della Autorità Generale Saudita di InvestimentoModifica

Quando il principe Abd Allah era a capo dell'Autorità Generale Saudita di Investimento, ha fortemente sostenuto sia le politiche liberali che quelle di privatizzazione nell'economia del regno.[17] Durante il suo mandato sono state emesse quasi duemila licenze commerciali estere. Il valore di queste licenze sono state stimate in circa 15 miliardi di dollari.[13][14] Il principe Abd Allah ha incoraggiato ulteriormente l'appartenenza dell'Arabia Saudita all'Organizzazione mondiale del commercio.[14] Tuttavia, questo obiettivo non è stato raggiunto in quel momento a causa delle politiche protezionistiche dell'Arabia Saudita nei confronti delle industrie di produzione di petrolio e delle telecomunicazioni, e della sua incapacità di siglare un accordo commerciale formale con gli Stati Uniti.[14]

Vita personaleModifica

Abd Allah bin Faysal è sposato e ha quattro figli.[3] È molto interessato alle tematiche ambientali e alle relazioni internazionali, così come alle arti.[2]

OnorificenzeModifica

  Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 2007[18]

NoteModifica

  1. ^ Prince Abdullah bin Faisal bin Turki Al Saud Named New Ambassador to the United States, su SUSTG. URL consultato il 23 novembre 2015.
  2. ^ a b c d e f g HRH Prince Abdullah bin Faisal bin Turki al Saud, su European University Institute, 3 aprile 2003. URL consultato il 7 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2013).
  3. ^ a b c d e Richard H. Curtiss, Prince Abdullah bin Faisal bin Turki Al Saud, su Washington Report on Middle East Affairs, November 2001. URL consultato il 7 giugno 2012.
  4. ^ Family Tree of Luluwah bint Abdulaziz bin Abdul Rahman Al Saud, su Datarabia. URL consultato il 12 agosto 2012.
  5. ^ a b John R. Bradley, Prince Ahmed's cousin killed on way to funeral, in USA Today, AP, 23 luglio 2002. URL consultato il 9 agosto 2012.
  6. ^ About the Bin Laden family, in PBS. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  7. ^ Prince dies in car crash on way to Ahmad’s funeral, in Arab News, 24 luglio 2002. URL consultato il 14 agosto 2012.
  8. ^ a b c Dina al-Shibeeb, Abdullah bin Faisal named new Saudi ambassador to Washington, in Al Arabiya, 21 ottobre 2015. URL consultato il 27 ottobre 2015.
  9. ^ Saudis confident US presence will prevent Iraq attack, in Sun Journal, 21 agosto 1990. URL consultato il 10 dicembre 2012.
  10. ^ Royal decrees on ministerial and top-level appointments, su Saudi Embassy, 6 luglio 1997. URL consultato il 23 giugno 2012.
  11. ^ About SAGIA, su Global Competitiveness Forum. URL consultato il 7 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2012).
  12. ^ Simon Henderson, After King Abdullah (PDF) (Policy Paper), su Washington Institute, August 2009. URL consultato il 28 luglio 2012.
  13. ^ a b Prince Abdullah bin Faisal bin Turki Al Saud, in AMEinfo, 6 maggio 2003. URL consultato il 7 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2010).
  14. ^ a b c d e Wide Angle, su PBS. URL consultato il 7 giugno 2012.
  15. ^ Board of Directors, su Saudi Italian Development Company Limited (SIDCO). URL consultato il 7 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2013).
  16. ^ Saudi Royal decree announces new appointments, restores benefits to government employees, in Arab News, 23 aprile 2017. URL consultato il 23 aprile 2017.
  17. ^ Saudi Arabia's New Private Sector Investment Strategies, su International Development Consultants, LLC. URL consultato il 7 giugno 2012.
  18. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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