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Abd al-Rahman Sanchuelo

responsabile militare e politico del califfato di Cordova

Abd al-Rahman Sanchuelo (Cordova, 983Cordova, 1009) responsabile militare e politico del califfato di Cordova dal 1008 al 1009.

OrigineModifica

Figlio di Almanzor, discendente dalla famiglia dei Banu Abi-Amir, che aveva ricevuto dei territori, conosciuti come «Turrush» (e non a Torrox, Malaga, come erroneamente sostenuto da alcuni storici) nella zona di Algeciras da Ṭāriq ibn Ziyād, dopo la conquista degli anni 711 e 712. La madre era Abda, nata Urraca di Navarra, figlia del re di Navarra Sancho Garcés II.

BiografiaModifica

Sin da piccolo venne chiamato Sanchuelo (in spagnolo "piccolo Sancho") anziché Abd al-Rahman, poiché assomigliava al nonno, re di Navarra.

Nel 1008, alla morte del fratellastro, Abd al-Malik al-Muzaffar, probabilmente avvelenato da lui, gli succedette sia come hajib (ciambellano) o primo ministro, sia come comandante dell'esercito, mentre il califfo Hishām II ibn al-Ḥakam, in pratica non aveva alcun potere. Riuscì dove il padre ed il fratello non erano arrivati: farsi nominare erede di Hisham II; questo fatto creò parecchio malcontento, ispirato dai fuqaha', nel popolo di Cordova che era molto affezionato agli omayyadi.

Nel 1009, approfittando che Sanchuelo era impegnato in una campagna militare in León contro il re Alfonso V, una rivoluzione spodestò Hisham II e pose sul trono un altro omayyade, Muhammad II ibn Hisham, che al rientro a Cordova di Sanchuelo lo fece imprigionare e nonostante quest'ultimo implorasse il perdono fu messo a morte il 4 marzo del 1009.

Così cadde la dinastia degli Amiridi che aveva avuto il potere assoluto in al-Andalus, per circa 30 anni e si innescò una guerra civile che in due decenni portò alla caduta del califfato ed allo smembramento del califfato di Cordova.

BibliografiaModifica

  • Rafael Altamira, «Il califfato occidentale», in Storia del mondo medievale, vol. II, 1999, pp. 477-515.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica