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Ahmed ibn Sa'id Al Bu Sa'id

sovrano omanita
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Ahmad bin Sa'id Al Bu Sa'id (in arabo: احمد بن سعيدآل ابو سعيد ‎; Oman, ... – Rustaq, 1783) è stato un sovrano omanita.

Si tratta del fondatore della dinastia dei Āl Abū Saʿīd, talvolta detta dei Busaʿidi (in arabo: ﺍﻠﺒﻭﺴﻌﻴﻠﻱ‎), regnante ancor oggi in Oman. Divenuto wali di Sohar al tempo dell'imam dell'Oman Sayf bin Sultan II della dinastia degli Yaʿriba[1], difese nel 1742 questa città dall'attacco dei Persiani che sotto la guida del generale Muhammad Taqi Khan Shirazi dello Shah Nadir, volevano estendere il loro dominio sulla costa occidentale del Golfo persico. Sarebbe stata questa la prima volta che le forze navali omanite sarebbero state utilizzate non solo per la difesa delle rotte commerciali ma anche per espandere il dominio a scapito delle altre potenze presenti nella zona. Stipulato un accordo con i Persiani Ahmad bin Saʿid divenne di fatto il capo di quelle tribù contrarie sia all'ingerenza persiana in Oman sia a Sayf bin Sultan II[2]. Fermati i Persiani entrò in collisione con lo stesso imam Sayf bin Sultan II che lo attaccò cercando di conquistare Sohar. La conquista però non ebbe luogo e la situazione precipitò tanto che l'imam morì. Ahmad organizzò allora una nuova offensiva per liberare tutto l'Oman dalla presenza persiana riuscendo nel suo intento sembra nel 1744 [3]. Ahmad fu dunque scelto come imam dell'Oman nel 1745, secondo alcune fonti, o nel 1750, secondo altre.

Divenuto imam, il suo principale scopo divenne allora l'unione del Paese in primo luogo con la vittoria sui sostenitori della dinastia Yaʿruba e su alcune tribù ribelli. In politica estera strinse alleanza con i paesi del Golfo e con l'India con cui concluse un accordo nel 1766. Nello stesso tempo cercò di mantenersi neutrale nella lotta fra la Francia e l'Inghilterra che si contendevano il dominio del Golfo persico (1756-1763). Nel 1775, durante l'attacco dei Persiani in Iraq alla città di Basra, si schierò dalla parte delle forze ottomane che riuscirono a mantenere il dominio sulla città. All'interno si impegnò nell'organizzare l'esercitò e il grande commercio sfruttando la posizione geografica e strategica del Paese. Fra l'altro, anche approfittando del decadenza commerciale di Bandar Abbas fece di Mascate uno dei più importanti porti del Golfo incoraggiando le potenze europee, l'Inghilterra in primo luogo, a stabilirvi le loro basi commerciali.[4] Morì nel 1783 a Rustaq dove è anche sepolto.

NoteModifica

  1. ^ cfr. Sultani dell'Oman
  2. ^ Ibn Ruzayq, History of the Imams and Seyyids of Oman (from 661-1856), trad. Badger G. P. Hakluyt Society, London, 1871
  3. ^ al-Sâlimî Tuḥfa al-aˁyân bi-sîra ahl ˁUmân, MNHC, Masqat 1997
  4. ^ John Kelly Britain and the Gulf, 1785-1870.

BibliografiaModifica

  • Sālim ibn Shāms al-Sayābī, ʿUmān ʿabr al-tārīkh, MNHC, Masqat, 2001, vol. IV.
  • Humayd ibn Muḥammad ibn Ruzayq, al-Fatih al-mubin fi Sira al-Sadah al-Busaʿidi, p. 351.
  • Oman in History. Immel Publishing, London, 1995, p. 273-274; 407-408; 435-443, 523-525.
  • Rudolph Said-Reute, Said bin Sultan (1791-1856), ruler of Oman and Zanzibar, London, 1929.
Controllo di autoritàVIAF (EN7189150033005711180009 · LCCN (ENn2018021168 · GND (DE1136395067 · WorldCat Identities (ENn2018-021168
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