Acacallide
Nome orig.Ἀκακαλλίς
SessoFemmina
ProfessionePrincipessa di Creta

Acacallide (in greco antico: Ἀκακαλλίς), o Acalle, è un personaggio della mitologia greca, figlia di Minosse, re di Creta e di Pasifae[1].
Sorella di Arianna, Androgeo, Catreo, Fedra e Glauco.

Indice

MitologiaModifica

Quando Apollo e la sorella Artemide si recarono a Tarra per purificarsi, il dio del sole trovò Acacallide nella casa di un suo lontano parente di nome Carmanore e la sedusse.
Minosse, che alla notizia divenne furibondo ed esiliò la figlia in Libia, dove secondo una versione del mito, fu madre di Garamante.

Secondo un'altra versione, la fanciulla si accoppiò con Ermes che le diede un figlio chiamato Cidone e da cui proviene il nome della città di Cidonia[2].

Un'altra tradizione racconta che Acacallide e Apollo ebbero tre figli chiamati Anfitemi, Nasso (che diede il nome all'isola di Nasso), Mileto[3] (che, una volta cresciuto, fuggì da Creta, cercando di evitare ogni contatto con il nonno e fondò la città che da lui prese il nome, Mileto)[4].

Significati e realtà storicaModifica

Va segnalato che Acacallide era, a Creta, il nome che indicava il fiore del narciso[5].

Etimologicamente, Acacallide significa "senza mura": ciò potrebbe far pensare ad un episodio storico, la conquista da parte dagli Elleni della città cretese di Tartara, che non era appunto protetta da mura. Il mito potrebbe, d'altra parte, adombrare la fuga degli abitanti di Tarra, scacciati dalla loro terra in Libia, dove diventarono i signori dei Garamanti.

NoteModifica

  1. ^ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, III, 15, 7.
  2. ^ L. Schmitz, Acacallis, in W. Smith (a cura di), Dizionario biografico e mitologico greco-romano, vol. 1, Murray, 1867, p. 4.
  3. ^ Antonino Liberale, Metamorfosi 30; il racconto di Biblide.
  4. ^ Ovidio, Metamorfosi XXX 1-2.
  5. ^ Athen. xv. p. 681; Hesych. s.v.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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