Accadde tra le sbarre

film del 1955 diretto da Giorgio Cristallini
Accadde tra le sbarre
Paese di produzioneItalia
Anno1955
Durata89 min
Dati tecnicibianco e nero
Generedrammatico
RegiaGiorgio Cristallini
SoggettoEnrica Bacci
SceneggiaturaEnrica Bacci, Giorgio Cristallini, Adelaide Pisonieri
Produttore esecutivoEnrica Bacci
Casa di produzioneAlcyone Film
Distribuzione in italianoIndipendenti Regionali
FotografiaMauro Chiodini
MontaggioJenner Menghi, Titta Perozzi
MusicheUgo Filippini
ScenografiaIvo Battelli
TruccoMario Giuseppe Paoletti
Interpreti e personaggi

Accadde tra le sbarre è un film del 1955, diretto da Giorgio Cristallini.

TramaModifica

«Un carcerato, sollecitato da due suoi compagni di cella, racconta la sua storia, non prima di aver fatto presente ad essi che la Giustizia degli uomini, presto o tardi, arriva sempre, ma che vi è, in ogni modo, un Tribunale al quale nulla sfugge e che maggiormente fa paura: quello di Dio. Egli racconta che a seguito della morte del padre, aveva dovuto interrompere gli studi e procurarsi un lavoro presso una ditta privata guadagnando però pochissimo. Essendosi ammalata la madre, il giovane bussa disperatamente a tutte le porte per cercare il denaro necessario ad un'operazione difficilissima e costosa che sola, a detta del medico, potrà forse salvare la donna. Ma egli non ha alcuna garanzia da offrire, sicché il denaro gli viene negato da tutti. La madre muore, ed egli, ossessionato dall'idea che la morte della persona a lui così cara sia da attribuirsi alla incomprensione e all'ingiustizia della società, decide di vendicarsi. Abbandona la fidanzata e, con l'aiuto di un vecchio parente, falsifica un assegno del suo principale. Il maltolto gli serve per recarsi all'estero, dove con la complicità di una giovane donna, compie numerose truffe. Poi, finita la guerra, la nostalgia della sua Napoli ed il ricordo della fidanzata abbandonata lo fanno ritornare in Italia. Ma viene riconosciuto, acciuffato e condannato a diciassette anni di carcere. Ora è pentito ad esorta i compagni di pena a ricercare la via dell'onestà appena usciranno dal carcere. Per la sua buona condotta gli è stato affidato l'incarico di tenere in ordine i libri, le riviste e i giornali della biblioteca. Un giorno da una rivista apprende che un padre ha posto in vendita un occhio per poter operare la sua bambina che solo con l'intervento potrebbe acquistare l'uso della parola. Il carcerato ottiene dal direttore il permesso di indire una colletta fra i detenuti, dei quali molti compiono il sacrificio di rinunciare al fumo per aiutare quel padre. La somma viene raggranellata e al carcerato un giorno arriva, attraverso il telefono, la voce della bambina». Anonimo, sinossi tratta dal visto di censura.

CommentoModifica

È il quinto film diretto da Giorgio Cristallini. Iscritto al P.R.C. con il n. 1.626, venne presentato alla Commissione di Revisione Cinematografica il 6 agosto 1955, e ottenne il visto di censura n. 19554 del 24 agosto 1955 con una lunghezza dichiarata della pellicola di 2.450 metri e accertata di 2.429 metri, senza operare alcun taglio. Il 13 maggio 1955 la pellicola venne ammessa alla programmazione obbligatoria con il contributo del 10%[1]. Ebbe la prima proiezione pubblica il 29 settembre 1955, ma incassò abbastanza poco: 34.325.000 lire dell'epoca. Venne totalmente ignorato dalla critica.

Altri tecniciModifica

NoteModifica

  1. ^ Come si evince dal documento originale del visto di censura tratto dal sito Italia Taglia.

Collegamenti esterniModifica

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