Accademia dei Vignaiuoli

Wenceslas Hollar, Giovanni Della Casa

L'Accademia dei Vignaiuoli (o dei Vignaioli) fu un sodalizio culturale sorto a Roma a partire dall'estate del 1532, anno in cui si trasferì a Roma l'umanista mantovano Uberto Strozzi, nipote del famoso letterato Baldassarre Castiglione, che ne fu l'animatore. Nella dedicatoria delle Institutioni di Mario Equicola si ricorda infatti che la dimora del gentiluomo era divenuta "il diporto di tutti i più famosi accademici che fossero in corte", che si dedicavano soprattutto alla recitazione e all'improvvisazione di versi burleschi.[1] Il nome "Accademia dei Vignaiuoli" è stato mutuato da alcune citazioni di Anton Francesco Doni, che non hanno tuttavia valore documentario: come ha precisato Danilo Romei, può dunque essere conservato solo come etichetta convenzionale. Tale accademia si avvicina più al modello libero e aperto delle accademie umanistiche che a quello codificato proprio delle accademie del secondo Cinquecento.[2] Componenti dell'Accademia furono Giovanni Mauro d'Arcano, Giovanni Dalla Casa, Carlo Gualteruzzi, Francesco Maria Molza, Agnolo Firenzuola, Giovan Francesco Bini, Gandolfo Porrino, Mattio Franzesi, Trifone Benci, Lelio Capilupi, Pietro Gelido, Ippolito de' Medici. Partecipò brevemente a tali conviti Francesco Berni tra l'aprile e il settembre del 1533, prima di fare definitivamente ritorno a Firenze.

NoteModifica

  1. ^ [Institutioni di Mario Equicola al comporre in ogni sorte di rima della lingua volgare, con uno eruditissimo discorso della pittura, e con molte segrete allegorie circa la Muse e la poesia, In Milano, 1541]
  2. ^ [D. Romei, Roma 1532-1537: accademia per burla e “poesia tolta in gioco”, in Id., Berni e Berneschi del Cinquecento, Firenze, Centro 2P, 1984, pp. 49-135, poi in Id., Da Leone X a Clemente VII. Scrittori toscani nella Roma dei papati medicei (1513- 1534), Manziana, Vecchiarelli, 2007, pp. 205-242.]