Acemeti

monaci bizantini

Gli acemeti (dal greco Άκοίμηται, cioè coloro che non dormono) erano monaci bizantini della comunità fondata da sant'Alessandro l'Acemeta al principio del V secolo: stanziati inizialmente sulla riva asiatica del Bosforo, si trasferirono a Costantinopoli.

Il nome di questi religiosi deriva dal fatto che le loro comunità erano divise in gruppi che si davano il cambio per cantare senza interruzione i salmi.

Invisi all'imperatore Giustiniano, sospettati di nestorianesimo, furono condannati da papa Giovanni II nel 534 e scomparvero definitivamente verso la fine del VI secolo.

BibliografiaModifica

  • Vite di Alessandro e di Teodoro Calibita, in Acta Sanctorum (15 gennaio), cfr. Analecta Bolland., XV, p. 256; di S. Ipazio (17 giugno);
  • Callinico, De vita S. Hypatii liber, Lipsia 1895;
  • E. Marin, Les moines de Constantinople, Parigi 1897;
  • id., De Studio, coenobio Constantinopolitano, Parigi 1897;
  • id., in Dictionnaire d'archéologie chrétienne et de liturgie, I, i, s. v. Acémètes.

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