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Achille benda Patroclo
Aquiles y Patroclo Berlín 02.JPG
AutoreSosias (ceramografo)
Datacirca 500 a.C.
Tecnicaceramica a figure rosse
Altezza32 cm
UbicazioneAltes Museum, Berlino

Achille benda Patroclo è il nome convenzionale attribuito ad una Kylix a figure rosse di produzione attica, capolavoro della ceramografia classica, detto anche Kylix di Sosias, datata intorno al 500 a.C., del diametro di 32 cm. Si tratta dell'unico manufatto firmato del celebre ceramografo Sosias. Proveniente da Vulci, oggi appartiene all'Antikensammlung Berlin, inventariata al Nr. F 2278, ed è esposta nell'Altes Museum.

Indice

DescrizioneModifica

Si tratta di una una kylix, ossia una coppa da vino in ceramica, utilizzata durante i banchetti. Un'iscrizione dipinta sullo stesso vaso ne riporta l'autore della decorazione, il ceramografo Sosias, considerato tra i massimi artisti della prima generazione di pittori a figure rosse[1], del quale costituisce l'unico esemplare firmato.

Scene dipinteModifica

La decorazione comprende due raffigurazioni indipendenti, il cui legame non è stato identificato.

EsternoModifica

Sulla fascia decorativa esterna, frammentaria, è rappresentato Ercole accolto tra gli dei dell'Olimpo.

InternoModifica

Di grande interesse è la scena rappresentata nel clipeo centrale della coppa, con l'eroe omerico Achille che fascia il braccio dell'amico Patroclo, ferito in battaglia. La scena fa evidente riferimento all'Iliade di Omero, che narra le vicende dei due guerrieri, ma che non fa specifico riferimento all'episodio rappresentato, di cui pertanto non è noto se si tratti di un episodio la cui fonte non è stata identificata o di un'invenzione del pittore[2]. Di particolare interesse il fatto che tra i due protagonisti della scena Patroclo sia raffigurato come un uomo maturo che ha affrontato il nemico in battaglia, mentre un Pelìde ancora imberbe sembra assumere il ruolo di eròmenos.

StileModifica

Da un punto di vista stilistico, l'episodio rappresentato, distante dalle consuete rappresentazioni di episodi epici di battaglia, rappresenta un raro esempio di raffigurazione di una scena di vita quotidiana. Le epressioni dei personaggi, in particolare la smorfia di dolore di Patroclo è resa con notevole intesità psicologica. Notevole abilità tecnica è mostrata dal pittore nella resa dei profili, nei quali gli occhi non sono dipinti frontalmente come era consuetudine[3].

NoteModifica

  1. ^ ''SOSIAS, Pittore'' di E. Paribeni - Treccani, Enciclopedia dell'Arte Antica (1966)
  2. ^ Fiorenzo Fisogni, Museumsinsel Berlino, Rizzoli/Skira, 2006, p. 60.
  3. ^ Claudio Pescio, Dossier Arte, Dalla preistoria all'età romana, Giunti, 2016, p. 78.

BibliografiaModifica

  • Fiorenzo Fisogni, Museumsinsel Berlino, Rizzoli/Skira, 2006.

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