Acquaviva delle Fonti

comune italiano
Acquaviva delle Fonti
comune
Acquaviva delle Fonti – Stemma
(dettagli)
Acquaviva delle Fonti – Veduta
Scorcio di piazza Vittorio Emanuele II con la Cassarmonica
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
SindacoDavide Francesco Ruggero Carlucci (Lista civica) dall'11-6-2013 (2º mandato dal 25-6-2018)
Data di istituzione19/01/1863
Territorio
Coordinate40°54′N 16°51′E / 40.9°N 16.85°E40.9; 16.85 (Acquaviva delle Fonti)Coordinate: 40°54′N 16°51′E / 40.9°N 16.85°E40.9; 16.85 (Acquaviva delle Fonti)
Altitudine300 m s.l.m.
Superficie132,03 km²
Abitanti20 446[1] (31-10-2019)
Densità154,86 ab./km²
Comuni confinantiAdelfia, Casamassima, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle
Altre informazioni
Cod. postale70021
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072001
Cod. catastaleA048
TargaBA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 610 GG[2]
Nome abitantiacquavivesi
PatronoMadonna di Costantinopoli, sant'Eustachio, san Sebastiano (compatrono)
Giorno festivo20 maggio, 1º martedì di marzo, 1º martedì di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Acquaviva delle Fonti
Acquaviva delle Fonti
Acquaviva delle Fonti – Mappa
Posizione del comune di Acquaviva delle Fonti all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Acquaviva delle Fonti (Iacquavìve, AFI: [jakːwaˈviːvə], in dialetto locale[3], fino al 1863 chiamata Acquaviva) è un comune italiano di 20 446 abitanti[1] della città metropolitana di Bari, in Puglia. Celebre per la sua caratteristica cipolla rossa insignita del marchio DOP, i principali monumenti sono il Palazzo de Mari (oggi municipio), la concattedrale di Sant'Eustachio e il borgo antico. La cittadina sorge sull'altopiano delle Murge, intorno ai 300 metri sul livello del mare.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.
 
Orografia di Acquaviva delle Fonti. In nero sono segnati i confini comunali, in blu quelli provinciali.

La cittadina sorge ad un'altitudine media di 300 metri sul livello del mare nell'entroterra pugliese, sulla bassa Murgia barese, non distante sia dalla costa adriatica che da quella ionica. Acquaviva deve il suo nome alla grande falda acquifera che scorre nel suo sottosuolo, che si estende dal centro storico fino ai piedi della collina di Salentino. Il piatto paesaggio che si osserva dalle contrade Collone e Monticelli, le zone più alte del territorio, è improvvisamente interrotto da avvallamenti detti lame, ovvero letti di antichi fiumi ormai secchi, modellati dal carsismo. Tipica delle lame è una rigogliosa macchia mediterranea. Altri fenomeni dovuti al carsismo sono le doline, localizzate prevalentemente nelle lame, che sono buchi nel terreno a forma di imbuto o scodella. La parte del territorio comunale a nord del centro abitato, pianeggiante, arriva a toccare un'altitudine poco inferiore ai 200 m s.l.m. che, via via che si procede verso sud, aumenta fino a superare, nelle propaggini più meridionali del territorio comunale dall'andamento collinare, anche i 430 metri sul livello del mare.

I centri urbani circostanti sono:

Grumo Appula, Binetto, Toritto Sannicandro di Bari, Adelfia Casamassima
Cassano delle Murge   Sammichele di Bari
Gioia del Colle Montursi Santeramo in Colle

ClimaModifica

Il clima è mediterraneo con inverni freschi e variabili, e con estati abbastanza secche. La media annuale delle precipitazioni si attesta sotto i 600 mm, a causa dello sbarramento orografico a Sudovest, con piogge più frequenti durante l'autunno e l'inverno e meno frequenti durante l'estate (dove non mancano però temporali pomeridiani). Le massime giornaliere si attestano dunque soltanto su 26-31 °C, con occasionali massime sopra i 35 °C (durante l'arrivo dell'Anticiclone Africano, soprattutto con correnti favoniche sud-occidentali). Le notti estive hanno invece come media 17-23 °C. Le temperature invernali sono di 9-14 °C per le massime e di 4-9 °C per le minime. Tra l'autunno e l'inverno può fare la sua comparsa la nebbia. Quella da irraggiamento si manifesta nelle notti di alta pressione, quella da avvezione o con correnti umide meridionali in risalita dal Mar Ionio o con correnti umide settentrionali provenienti dal Mare Adriatico. Si possono inoltre verificare brinate e gelate notturne, tuttavia le minime raramente scendono sotto i -3 °C. La caduta della neve avviene quasi esclusivamente durante le ondate di aria fredda provenienti dai Balcani, grazie all'azione "umidificatrice" dell'Adriatico che conferisce umidità alle fredde masse d'aria nordorientali.

Origine del nomeModifica

Il nome Acquaviva viene dalla falda acquifera cittadina superficiale che si estende sotto il territorio comunale, conosciuta già in epoca romana[5]. In passato la città era conosciuta per l'abbondanza d'acqua, tanto che durante i periodi di siccità venivano persone da altri paesi per l'acqua.Tracce dell'importanza dell'acqua per la comunità sono i numerosi pozzi del centro antico e in campagna le 'ngegne macchine tradizionali a trazione animale che attingevano acqua dai pozzi artesiani[6].

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Acquaviva delle Fonti.

Le sue origini non sono certe. Alcuni studiosi ritengono che sia sorta intorno al IV-V secolo a.C. nella zona di Salentino (collina situata a pochi chilometri dall'abitato e dominante una grande zona pianeggiante e molto fertile); altri sostengono che i primi insediamenti acquavivesi si potrebbero far risalire al periodo che intercorre fra il VI e VIII secolo d.C. È cosa certa, che a Salentino vi fu un insediamento antico perché gli scavi effettuati nel 1976 ne diedero conferma. Infatti furono portati alla luce diverse abitazioni complete di focolari ed a fianco ad esse furono ritrovate le sepolture con scheletri umani.

La fertilità delle terre a valle, la ricchezza delle acque sorgive o qualche devastazione furono le cause che spinsero gli abitanti a spostarsi verso l'attuale centro urbano. Il toponimo in epoca latina era: Aquaviva. L'attuale Acquaviva, infatti, venne abitata dagli emigrati degli antichi villaggi di Malano, Ventauro, San Pietro, San Marco, Sant'Angelo e Salentino. Acquaviva fin dall'età più remota crebbe rapidamente, rispetto agli altri villaggi, grazie al suo clima e alla presenza delle falde acquifere ed è grazie a quest'ultima ricchezza che, dopo molti secoli, al nome Acquaviva è stato aggiunto "delle Fonti".

L'acqua sotterranea, raccolta nelle falde, era sfruttata per scopi agricoli e tirata su dalla noria, secondo il linguaggio locale la ‘ngegne, che era una macchina attivata da un asino o da un mulo che girava in circolo all'infinito (tutt'oggi questo oggetto è visibile in piazza Vittorio Emanuele II).

Il suo nome comunque risulta tra le sedi episcopali dei primi tempi della Chiesa. Appartenuta successivamente ai normanni, che edificarono il Castello, passò agli svevi che modificarono il castello con elementi tipici del periodo federiciano, agli angioini e agli aragonesi. Passato al principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, il feudo di Acquaviva fu assegnato in dote nel 1456 alla di lui figlia Caterina sposa del duca d'Atri Giulio Antonio Acquaviva, assieme ai feudi di Noci, Turi, Conversano Castellana, Bitonto, Bitetto e Gioia. Nel 1499 il feudo di Acquaviva apparteneva alla contea di Conversano.

Il marchesato di Acquaviva, assieme alla contea di Gioia, passato nel 1597 a Giosia e al di lui figlio Alberto Acquaviva d'Aragona, fu messo in vendita nel 1614 da quest'ultimo per dissesti finanziari. In tale data in Napoli presso la Regia Camera della Sommaria era affisso il bando d'asta con l'apprezzo stimato dai Regi Tavolari e Acquaviva era così descritta: Acquaviva è una terra ricca e populata, 1700 fuochi (8.500 abitanti) di sito bellissimo, presenta comodità di negoziare ogli (oli) stando nel cuore della provincia ricchissima di tale frutto. La vicinanza al mare offre la possibilità di smaltirlo, per Venetia, Ferrara et per altri infiniti luoghi.

 
Stemma della famiglia de Mari

La vendita di Acquaviva, assieme a Gioia, avvenne il 4 marzo 1614 per acquisto da parte di uomo d'affari genovese marchese Paride Pinelli. Nel 1623, alla morte di quest'ultimo, il feudo di Acquaviva e Gioia fu tenuto in fitto per 35 anni (1629-1664) da Giangirolamo Acquaviva d'Aragona, dal genovese Antoniotto Spinola, dal marchese Caracciolo di Santeramo e poi dal principe di Cassano, Gaspare Ayerbo. Nel 1663 Giovanni Girolamo Molignani, sulle ceneri di una precedente accademia poetico-letteraria, fonda l'Accademia dei ravvivati. Il feudo fu comprato finalmente nel 1665 per 216.000 ducati dal genovese marchese di Assigliano Carlo de Mari. Il nuovo feudatario, con il quale iniziò il dominio della famiglia de Mari che si protrarrà per oltre un secolo e mezzo, fissò la sua dimora nel vecchio castello di Acquaviva delle Fonti trasformandolo in uno splendido palazzo baronale.

L'opera di trasformazione di Carlo de Mari e dei suoi successori sul castello è radicale: essi lo trasfigurarono completamente, portandolo ad un assetto molto prossimo a quello attuale, avente lo status di palazzo nobiliare. La dinastia de Mari fu caratterizzata e costellata da dispotismo, usurpazioni e sfruttamento sul popolo di Acquaviva, Gioia e Castellaneta sino all'abolizione della feudalità del 1806.

FeudatariModifica

XII secoloModifica

  • Cornulo (1129);
  • Roberto Brizio (1136);
  • Roberto Gurgulione (1145).

XIII secoloModifica

  • Filippo Cinardi (1240);
  • Consiglio da Bari (1266);
  • Galgano de Marra (1269);
  • Guglielmo I de Sateguevilla (1270);
  • Guglielmo II de Sateguevilla (1270);
  • Guglielmo III de Sateguevilla (1282);
  • Guglielmo d'Alneto (1284).

XIV secoloModifica

  • Raimondo Berengario (1303);
  • Azzo VIII, signore di Ferrara (1305);
  • Bertrando del Balzo, Conte d'Andria (1309);
  • Francesco I del Balzo, Duca d'Andria (1351);
  • Luigi d'Enghien (1375 circa);
  • Luigi di Sanseverino (1382);
  • Franceschello Guindazzo (1382);
  • Pietro di Lussemburgo (1397).

XV secoloModifica

XVI secoloModifica

  • Prospero Colonna (1503);
  • Andrea Matteo Acquaviva d'Aragona (1505);
  • Giovanni Antonio Donato Acquaviva d'Aragona (1511);
  • Giovanni Girolamo I Acquaviva d'Aragona (1554);
  • Alberto Acquaviva d'Aragona, undecimo duca d'Atri e conte di Gioia (1575);
  • Giosia Acquaviva d'Aragona, duodecimo duca d'Atri (1597).

XVII-XVIII secoloModifica

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Concattedrale di Sant'Eustachio martireModifica

 
Cattedrale di Sant'Eustachio martire, facciata principale
 
Madonna di Costantinopoli, icona attribuita a Francesco Palvisino, XVI secolo.

La concattedrale di Sant'Eustachio martire, edificata nel XII secolo dal feudatario normanno Roberto Gurgulione, fu ricostruita ed ampliata intorno alla seconda metà del Cinquecento dal conte Alberto Acquaviva d'Aragona e conserva oggi lo stile rinascimentale. La facciata è divisa in tre ordini: in quello centrale è possibile ammirare il magnifico rosone a sedici bracci riccamente decorato. Sul portale centrale a cuspide interrotta eretto da colonne in stile corinzio poggianti su leoni stilofori, vi è rappresentato Dio Padre, sotto il quale trova posto la lunetta con il bassorilievio con la scena della conversione del generale romano Eustachio. All'interno, la basilica-cattedrale vede decorazioni policrome marmoree eseguite nell'Ottocento dal monsignor Giandomenico Falconi. La cripta rivestita ancora da marmi policromi e stucchi sulle volte vede tre altari: a destra uno in marmo dedicato a sant'Eustachio e alla sua famiglia, al centro uno argenteo dedicato al Santissimo Sacramento e a sinistra, ancora in argento, uno dedicato a Maria Santissima di Costantinopoli, patrona di Acquaviva. Quest'ultimo altare conserva un dipinto della Madonna di Costantinopoli attribuito a Francesco Palvisino e datato tra il 1540 e il 1560.

Chiesa di Santa Maria MaggioreModifica

La chiesa di Santa Maria Maggiore risale al XVI secolo e fu consacrata nel 1620. All'interno è decorata in stile barocco.

Chiesa di Santa LuciaModifica

La chiesa di Santa Lucia, ubicata nella periferia del paese, risulta essere molto semplice dal punto di vista strutturale: esternamente la facciata è a capanna ed internamente presenta un'unica navata. Sul fondo della chiesa è presente il campanile[7].

Architetture civiliModifica

Palazzo VescovileModifica

Il Palazzo Vescovile è stato costruito nel XIX secolo a ridosso della cattedrale. Voluto dal vescovo Giandomenico Falconi, è stato progettato dall'architetto Luigi Castellucci.

Palazzo de Mari-DoriaModifica

 
Vista di Palazzo de Mari

Fatto costruire dal nobile genovese e patrizio napoletano Carlo I de Mari, principe di Acquaviva, marchese di Assigliano, possessore anche di Gioia del Colle e Castellaneta, alla fine del XVII secolo inglobando le strutture dell'ex castello normanno di cui oggi si vedono vari particolari, tra cui i resti di una torre ottagonale. Il monumentale palazzo probabilmente fu opera dell'architetto genovese Riccobuono. La facciata principale con un grande loggiato, vede centrale una triplice balconata balaustrata sul grandioso portale inferiore d'ingresso di gusto napoletano. Particolare è la successione di maschere apotropaiche che corre lungo il cornicione conclusivo del nobile palazzo; presenta una corte interna con una grande scalinata che conduce al loggiato del primo piano dove vi è lo stemma araldico dei principi de Mari-Doria; qui vi sono due splendidi portali di ingresso che recano l'iscrizione "Carolvs De Mari Aqvaviva Princeps". Tutta la struttura conta di oltre cento ambienti interni. Il palazzo passò nel secolo XIX a Sante Alberotanza, nobile di Mola di Bari, e successivamente fu acquistato dall'allora Università di Acquaviva che ne fece sede municipale di Acquaviva delle Fonti.

CassarmonicaModifica

La Cassarmonica è stata edificata nel 1930, con il contributo economico dei cittadini acquavivesi, per onorare la banda musicale locale. È costruita interamente con blocchi di cemento armato prefabbricato (raro esempio, assieme alla cassa armonica di Rapallo, in Liguria)[8].

Architetture militariModifica

Campo dei MissiliModifica

Sul territorio di Acquaviva delle Fonti, tra il gennaio e l'aprile del 1960 sulla via vecchia di Sannicandro di Bari, a poca distanza dal centro abitato di Acquaviva, fu realizzata una base dell'Aeronautica Militare Italiana, soprannominata dal popolino il "Campo dei Missili". Qui era situata per l'esattezza la base n. 9 della 2ª Squadriglia del 111º Gruppo della 36ª Aerobrigata Interdizione Strategica nata per ospitare i PGM-19 Jupiter, missili a testata termonucleare a medio raggio (ovvero con portata tra i 1000 e i 5500 km) puntati verso l'Unione Sovietica. Sette basi furono altresì operative dal 1958 al 1963 sulle Murge lungo il tracciato della via Appia a Spinazzola, Gravina, Casal Sabini-Altamura, Ceraso-Altamura, Gioia del Colle, Laterza e Mottola, mentre due basi furono localizzate in Basilicata, presso Irsina e Matera. Ciascuna delle basi aveva installato al suo interno tre missili Jupiter, ognuno dei quali con potenza pari a circa cento bombe atomiche come quella lanciata su Hiroshima. Il 1º marzo 1957 venne lanciato il primo missile IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile) Jupiter dalla base statunitense di Cape Canaveral. Poco più di due anni dopo, a partire dal 5 settembre 1959 cominciò l'installazione del "sistema d'arma Jupiter" in Italia, operazione che si concluse il 20 giugno 1961, quando anche l'ultima base divenne operativa. Nel gennaio 1963 gli USA comunicarono al governo italiano la decisione, presa durante gli sviluppi della crisi dei missili di Cuba, di ritirare i missili. Nel giugno dello stesso anno, l'ultimo missile Jupiter fu rimosso dalla Murgia e imbarcato oltreoceano[9].

Aree naturaliModifica

A nord del centro urbano, lungo la destra della lama Baronale, il WWF Italia tutela un'area arbustiva chiamata Oasi "Gioacchino Catone" ed estesa per 2,5 ettari[10][11].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti nella cittadina al 31 dicembre 2019 erano 732, pari al 3,58% della popolazione complessiva. Le comunità più numerose sono:[13]

Istituzioni, enti e associazioniModifica

Acquaviva delle Fonti è sede dell'ente ecclesiastico ospedale regionale Francesco Miulli, uno degli ospedali più grandi e importanti della Regione Puglia.

Il comune fa parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia[14].

Qualità della vitaModifica

Negli anni '80 Acquaviva ha rivestito un'importanza strategica ed economica notevole in tutta l'area barese stante la presenza, sul suo territorio, del presidio ospedaliero Miulli e di industrie importanti attive nel settore caseario, dell'impiantistica e dei servizi. Alla metà degli anni 90 è iniziato il declino e il recesso della piazza acquavivese che, lentamente e complice le scelte degli amministratori locali, ha perso il prestigio di un tempo a vantaggio di altri comuni viciniori. L'ospedale regionale Francesco Miulli e una zona industriale ricca di PMI garantiscono ai residenti un reddito pro-capite fra i più alti di tutto il Meridione Italiano (dati ISTAT 2007).

CulturaModifica

MuseiModifica

Nel Palazzo de Mari era ubicata un'esposizione permanente di reperti archeologici intitolata "Salentino, alle origini della città". La collezione constava di un centinaio di ceramiche di origine apula e peuceta, provenienti dalla zona archeologica di Salentino — reperti databili tra il VI e il III secolo a.C., rivenuti durante le campagne di scavo effettuate tra il 1976 e il 1979 —, lame e raschiatoi risalenti all'industria litica del Paleolitico superiore dalla grotta di Curtomartino e altri reperti provenienti dalle zone di Ventauro e Baronaggio[15].

Tale mostra è confluita nell'AMA (acronimo di Acquaviva Museo Archeologico), inaugurato nell'ottobre 2020 e situato sempre nel municipio[16].

MediaModifica

L'informazione cittadina è curata dal mensile gratuito L'Eco…di Acquaviva[17], edito dall'associazione Progetto Spazio 2000 e distribuito gratuitamente, e La Piazza[18], bimestrale edito dall'associazione omonima. Ad essi si affiancano l'emittente televisiva TeleMajg[19], che trasmette via etere in forma analogica, digitale e in live streaming, e i giornali telematici www.acquavivalive.it e www.acquavivanet.it. Attivo anche il sito di informazione www.acquavivapartecipa.it[20]. È presente anche una emittente radiofonica, Radio Futura[21] (FM 98.500 MhZ), con base operativa nella zona industriale.

TeatroModifica

In piazza Vittorio Emanuele è situato il Teatro comunale "Sebastiano Arturo Luciani" edificato i primi del Novecento e di proprietà comunale. Dal 1983 versa in stato di abbandono a causa della scadenza del contratto di gestione. Negli ultimi anni è stato sottoposto a interventi di restauro interni ed esterni al fine di non comprometterne la staticità. Attualmente sono allo studio dell'amministrazione comunale ipotesi di utilizzo e/o riconversione della struttura.

Il 18 dicembre 2011 la compagnia Teatro Egò[22], di Santeramo in Colle, esordisce con "La Signorina Papillon", completamente rinnovata, al Teatro dell'Oratorio di San Domenico di Acquaviva delle Fonti.

CinemaModifica

Tra il 1930 e il 1931 fu girato ad Acquaviva uno degli ultimi film muti del cinema italiano, intitolato Idillio infranto. Il regista era Nello Mauri e la protagonista femminile sua moglie, l'attrice milanese Ida Mantovani. Il resto del cast era costituito da attori dilettanti, tra cui gli altri due protagonisti: Pasquale Iacobellis e Michele Silecchia[23].

Ad aprile del 2019 sono state girate ad Acquaviva alcune scene del film Tolo Tolo, con regista e protagonista Checco Zalone. Le riprese sono avvenute in una banca, nel Palazzo de Mari e in alcune vie del centro storico nei pressi della chiesa di Santa Chiara[24].

CucinaModifica

 
Cesto di cipolle rosse di Acquaviva delle Fonti

La città è nota per la cipolla dolce che cresce sulle sua terra, chiamata cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti. La produzione è molto limitata (circa 200 quintali all'anno) poiché la sua coltivazione utilizza ancora metodi tradizionali e rudimentali per preservarne l'aroma e la fragranza. La cipolla rossa di Acquaviva e il suo famoso "calzone" sono celebrati con due sagre che si tengono alla fine di luglio e a metà ottobre di ogni anno[25].

EventiModifica

Festa della Madonna di CostantinopoliModifica

La festa patronale della Madonna di Costantinopoli si svolge in quattro giorni culminando nel primo martedì di settembre.

Già a partire dalla settimana precedente l'immagine della Vergine viene portata in processione in sette giorni nelle sette parrocchie di Acquaviva (peregrinatio Mariae). La domenica mattina, dopo la celebrazione, vi è il rito dell'Intronizzazione. Il martedì mattina si celebra in piazza il solenne pontificale, al termine del quale il sindaco consegna le chiavi della città nelle mani della Protettrice, e la sera l'immagine della Madonna viene portata in processione. La festa religiosa si conclude il mercoledì sera, quando l'immagine della Madonna esce nuovamente dalla Cattedrale per la processione di saluto intorno a piazza Vittorio Emanuele II.

La domenica sera si svolge il corteo storico che rievoca l'ingresso del quadro così come tramandato dalla leggenda (si narra che l'icona provenga da Costantinopoli e che, giunta a Bari via mare, sia stata portata ad Acquaviva su un carro trainato da buoi).

Il martedì sera, culmine della festa, secondo una tradizione risalente al 1848 avviene il lancio di una mongolfiera pesante circa un quintale e alta 21 metri[26][27].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

Le strade provinciali più importanti che attraversano il territorio di Acquaviva delle Fonti sono:

Il casello di Acquaviva delle Fonti immette direttamente sull'autostrada A14 Bologna-Taranto.

FerrovieModifica

La stazione di Acquaviva delle Fonti si trova sulla linea Bari-Taranto a simile distanza chilometrica dai due capoluoghi, servita da Trenitalia con 36 corse giornaliere e 4 corse con autobus sostitutivi, ed è situata sulla direttrice Bologna-Taranto-Reggio Calabria.

Per servire il Campo dei Missili, negli anni '60 fu costruita la stazione di Le Chiasce, nei pressi della contrada Scappagrano, sul tracciato originario della linea Bari-Taranto.

AmministrazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Acquaviva delle Fonti.

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Acquaviva delle Fonti ha fatto parte della Comunità montana della Murgia Barese Sud-Est fino al 2010, anno della sua definitiva soppressione. Esso raggruppava complessivamente 7 comuni della ex Provincia di Bari.

SportModifica

CalcioModifica

Dopo il fallimento, nel 2011-2012, della ACD Acquaviva, il calcio acquavivese è rappresentato dall'Atletico Acquaviva (rossoblù) e dalla Football Acquaviva (biancoblù), che militano entrambe, per la stagione 2020-2021, nel campionato di Promozione pugliese. L'incontro di calcio che vede contrapposte le due squadre succitate è noto come Derby della Cassarmonica[29].

PallacanestroModifica

Negli altri sport di squadra, si annovera l'ASD Basket Acquaviva Team, militante nel Campionato di Promozione maschile di pallacanestro.

CiclismoModifica

Il Gruppo Ciclistico Fausto Coppi, fondato nel 1981, è l'associazione sportiva cittadina più longeva. Esso ogni anno organizza una ciclopasseggiata fine a promuovere l'utilizzo dei mezzi di trasporto ecologici.

AtleticaModifica

Molto importante, inoltre, è la società di atletica leggera Amatori Atletica Acquaviva. Storica società tra le più importanti a livello nazionale nella disciplina della marcia, di cui vanta alcuni titoli nazionali.

SkateboardingModifica

Nell'ottobre del 2019, presso il centro sportivo "Tommaso Valeriano", è stato inaugurato il primo parco da skate del paese[30].

Impianti sportiviModifica

I principali impianti sportivi acquavivesi sono lo stadio Giammaria e il centro sportivo "Tommaso Valeriano". Presso lo stadio sono disputate le gare di atletica e le partite di calcio delle suddette squadre, mentre nel palazzetto dello sport quelle di pallavolo.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  4. ^ Clima Puglia, su confedilizia.it (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2009).
  5. ^ La Città, su Comune di Acquaviva delle Fonti.
  6. ^ Acquaviva e il suo "oro blu": alla scoperta dei preziosi pozzi nascosti nel centro storico, su Barinedita. URL consultato il 27 marzo 2020.
  7. ^ Chiesa di Santa Lucia, su BeWeB.
  8. ^ Cassarmonica, su Comune di Acquaviva delle Fonti.
  9. ^ “Il Campo dei Missili” tra storia e leggenda, su AcquavivaLive.it, 27 maggio 2011.
  10. ^ mappaLame Archiviato il 2 maggio 2014 in Internet Archive.
  11. ^ WWF Italy - Oasi Acquaviva delle Fonti
  12. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Residenti stranieri: popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2019, ISTAT.
  14. ^ Acquaviva delle Fonti, su Borghi Autentici d'Italia.
  15. ^ Valentina Natali, Musei di Puglia: guida ai musei e alle aree archeologiche della Puglia, Edipuglia srl, 2004, ISBN 978-88-7228-379-0. URL consultato il 4 dicembre 2019.
  16. ^ Acquaviva, inaugurato il nuovo Museo archeologico, su La Gazzetta del Mezzogiorno.it, 5 ottobre 2020.
  17. ^ Sito web de L'Eco... di Acquaviva.
  18. ^ Sito web de La Piazza.
  19. ^ Sito web di TeleMajg.
  20. ^ Sito web del blog acquavivapartecipa.
  21. ^ Sito web di Radio Futura.
  22. ^ Sito web Archiviato il 20 agosto 2013 in Internet Archive. del Teatro Egò
  23. ^ Vito Attolini - Apulia Film Commission.
  24. ^ Ciak si gira: Checco Zalone ad Acquaviva per “Tolo Tolo”, su AcquavivaLive.it, 30 aprile 2019.
  25. ^ https://www.puglia.com/sagra-calzone-acquaviva-fonti/
  26. ^ "Luigi Maiulli, "U pallone" compie 160 anni, «L'Eco di Acquaviva», 8 settembre 2008, 9"
  27. ^ YouTube, 'Pallone della Madonna di Settembre 1º settembre 2009, Acquaviva delle Fonti"
  28. ^ Città gemellate, su Comune di Acquaviva delle Fonti.
  29. ^ L'Atletico si aggiudica il Derby della Cassarmonica, su AcquavivaNet, 23 dicembre 2019.
  30. ^ Free Skate e Writing Area: si inaugura sabato lo Skatepark di Acquaviva, su Acquaviva Partecipa, 16 ottobre 2019.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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