Adamo

figura delle religioni abramitiche e santo della Chiesa cattolica
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Adamo (disambigua).
Adamo
Venerato daChiesa cattolica
Ricorrenza24 dicembre
Attributifoglia di fico

Adamo (in ebraico: אָדָם?, in arabo: آدم‎, ʾĀdam) è il nome, secondo l'ebraismo, il cristianesimo e l'islam, del primo uomo.

È venerato come santo della Chiesa cattolica[Nota 1], che lo considera un personaggio realmente vissuto[Nota 2].

EtimologiaModifica

Il nome Adamo deriva dal sumerico ada-mu, "padre mio".

L'autore della Genesi, in diversi passi [1] connette il nome di Adamo con l'ebraico אדמה, adāmā, "terra", "suolo". Si tratta di un'etimologia popolare, non scientifica, basata su un'assonanza.

NascitaModifica

Tavolette sumereModifica

Nelle tavolette Sumere, c'è scritto che un gruppo di dei Annunaki, si radunò per fare l'Adamu.[2]

La creazione dell'uomo è descritta nelle tavolette sumere di Enki e Ninma[3][4].IV. Enki crea l'uomo: LL. 24-37: "Alle parole di sua madre Namma, Enki si alzò dal suo letto, il dio in Ḫalanku, il suo angoletto delle riflessioni, si batté la coscia con il palmo della mano, il saggio, l’intelligente, l’accorto che conosce tutto ciò che è perfetto ed artistico, il creatore che forma ogni cosa, fece apparire il Sigen ed il Sigšar (= la matrice o meglio le ovaie), Enki stese il suo braccio verso di esse e là crebbe un feto! Enki, il creatore, dopo aver infuso parte della sua intelligenza all’interno della creatura, sua emanazione, a sua madre Namma rivolse la parola: «Madre mia, alla creatura che tu avrai formato, imponi la corvée degli dèi! Dopo che tu avrai mescolato l’interno della fertile creta dell’Abisso, Sigen e Sigšar gratteranno la creta e tu (allora) farai esistere i loro arti, Ninmaḫ sia la tua aiutante; Ninimma, Šuzianna, Ninmada, Ninbarag, Ninmug, Dududuḫ ed Erešgunna possano assisterti durante il tuo parto; madre mia, decidi il destino della creatura; Ninmaḫ possa assoggettarla alla corvée!»

Antico EgittoModifica

Nell'Antico Egitto il dio che ha creato il primo uomo si chiama Khnum. Il dio Khnum è un vasaio che modella la creta e sul suo tornio modella l'uomo con la creta, poi lo pone nel ventre della sua aiutante. Si credeva che egli creasse tutti i bambini sul suo tornio da vasaio, forgiandoli con cura nel’argilla e piantandoli come un seme nel ventre della madre. Nel suo lavoro era assistito da Satet e Anuqet.[5] Una rappresentazione di Khnum nell'atto di creare l'uomo al tornio si vede nel tempio di Mammisi a Dendera.[6]

Nella BibbiaModifica

 
Creazione di Adamo, formella del Campanile di Giotto, Andrea Pisano, 1334-1336
 
Eva viene generata dalla costola di Adamo (Lorenzo Maitani e bottega, dettaglio della facciata del duomo di Orvieto).

La creazione dei primi uomini viene narrata nel libro della Genesi in due brani: il primo in 1,26-28 ed il secondo in 2,7-22. Anche nella Bibbia si dice "Facciamo l'uomo ...", noi facciamo l'uomo, si riferisce ad un gruppo di persone.[7] Secondo i teologi liberali e modernisti, si tratta di due racconti contraddittori, mentre secondo i teologi conservatori, tradizionalisti e fondamentalisti, si tratta dello stesso evento narrato in due modi diversi. Secondo la critica biblica moderna, si tratta di due redazioni che dipendono da fonti diverse.

Nella prima versione la creazione dei primi uomini si inserisce nello schema dei sette giorni ed è visto come l'apice del lavoro di Dio, essendo stato creato infatti per ultimo - il sesto giorno - e contemporaneamente alla donna:

« E Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra.

E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra. »   (Genesi 1,26-28)

Nella seconda versione - a differenza della prima in cui l'uomo è creato per ultimo e contemporaneamente alla donna - l'uomo è invece creato per primo[8] dalla polvere e la donna solo successivamente (dopo piante[9], animali e uccelli[10]) da una costola dell'uomo stesso[11]:

«  Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. »   (Genesi 2,7)

La parola ebraica adam, «uomo», presenta infatti la stessa radice della parola ebraica adamà, «terra».

E dalla sua costola venne generata la prima donna, Eva:

« Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. »   (Genesi 2,21-22)

Nuovo TestamentoModifica

Anche nel Nuovo Testamento vengono richiamate le figure di Adamo ed Eva. Ad esempio si cita il Vangelo secondo Matteo 19,4-5 oppure la Prima lettera ai Corinzi 15,45-47. La traduzione di costola é errata: la giusta traduzione è «il lato».

La creazione di Eva dalla costola di AdamoModifica

Interpretazione teologicaModifica

Nella Summa Theologiae[12] San Tommaso d'Aquino spiega che la donna fu convenientemente creata dalla costola di Adamo. La creazione dal fianco simboleggia infatti un'unione sociale nella quale la donna non ha autorità sull'uomo, perciò non fu creata dalla sua testa. Al tempo stesso la donna non deve essere servilmente soggetta all'uomo, in quanto ella non fu creata dai suoi piedi.

Nella stessa sezione Tommaso d'Aquino introduce anche l'interpretazione cristologica dell'episodio. Adamo addormentato, dal quale Dio estrae la costola per creare Eva, simboleggia Gesù morto in croce, dal cui costato, trafitto dalla lancia di un soldato romano, escono sangue e acqua, che simboleggiano i due sacramenti dell'Eucaristia e del Battesimo sui quali fu istituita la Chiesa.

False credenze legate al racconto biblicoModifica

Secondo una credenza popolare abbastanza diffusa, gli uomini avrebbero una costola in meno rispetto alle donne, eredità dell'asportazione subita da Adamo. In realtà gli uomini e le donne hanno lo stesso numero di costole. È però importante notare che in molti testi di ampia diffusione, soprattutto relativi alla storia della scienza, viene raccontato che in passato questa credenza fosse una vera e propria tesi scientifica accettata e consolidata, derivante dal racconto biblico ed imposta di fatto come dogma dalle autorità religiose.

A questo proposito, a volte viene anche raccontato che Andrea Vesalio, padre della moderna anatomia, sia stato condannato a morte dall'Inquisizione per aver spiegato nelle sue opere[13] che uomini e donne hanno esattamente lo stesso numero di costole. In realtà questo è un falso storico, in quanto Vesalio non venne mai condannato da nessuno né per questo né per altri motivi, né ebbe mai scontri con la Chiesa, né le sue opere vennero mai considerate eretiche[Nota 3].

Del fatto che, anche in passato, la presunta costola mancante fosse solo una credenza popolare e non un dogma né una tesi scientifica, si possono portare molte prove. Uno dei principali teologi ed apologeti cristiani, Origene (185-254), nella sua opera Contra Celsum, spiega che il racconto della creazione di Eva non deve essere preso alla lettera, bensì deve essere interpretato per trovare le verità filosofiche contenute in esso. Lo scolastico Guglielmo di Conches (circa 1080, 1154) suggerisce che Eva fosse stata modellata dall'argilla che era sotto ad Adamo e non letteralmente creata da una sua costola[14]. Il cardinale Tommaso De Vio (1469, 1534), uno dei più importanti teologi cattolici nel periodo della nascente Riforma protestante, spiegava che il racconto della creazione di Eva deve essere interpretato come una parabola, in quanto qualunque interpretazione letterale sarebbe assurda[15]. Non vi è quindi traccia di alcun dogma sulla costola mancante.

Sul fatto che essa non sia mai stata presa in considerazione come ipotesi scientifica si può citare ad esempio la Pseudodoxia epidemica, pubblicata nel 1646, celebre opera enciclopedica di Thomas Browne sugli errori comuni della sua epoca, in cui c'è un articolo espressamente dedicato alla credenza della costola mancante negli uomini: il fatto viene appunto spiegato essere solo un'errata credenza popolare.

Lo stesso Vesalio, nel suo De Humani Corporis Fabrica, quando si tratta di confutarli, cita espressamente Aristotele, Galeno ed altri studiosi ed anatomisti (anche suoi contemporanei). Ma nel caso della costola di Adamo, egli fa riferimento solo a ciò che crede il volgo ("Quod autem viros costa quapiam in altero latere destituitos, ac viros unius costae numero a muliere superari, vulgus opinatur, ridiculum plane est".[13]). Questa credenza viene quindi definita da Vesalio "semplicemente ridicola" (ridiculum plane est): se essa fosse stata un dogma religioso, egli non si sarebbe mai permesso di utilizzare un'espressione del genere.

È molto probabile che la storia relativa a Vesalio e la costola di Adamo sia stata inventata da Andrew Dickson White nel suo libro del 1896 History of the Warfare of Science with Theology in Christendom (Storia del Conflitto tra Scienza e Teologia nella Cristianità), libro assai famoso e pesantemente criticato ormai da tutti i moderni storici per aver diffuso moltissimi falsi miti sulla storia dei rapporti fra scienza e fede, miti che sono all'origine della cosiddetta Tesi del Conflitto tra fede e ragione.[Nota 4]

Sull'aneddoto della condanna di Vesalio infatti sembra non esistere alcuna fonte precedente al 1896 e per quanto riguarda il presunto "dogma" della costola mancante nei maschi si può citare il fatto che, ancora nel 1840, un testo statunitense di anatomia[16] parli solo di credenza popolare ("vulgar notion"); ancora nel 1846 un testo di storia della letteratura europea[17], descrivendo la Pseudodoxia Epidemica, faccia proprio riferimento alla credenza della costola mancante, definendola una questione superficiale ed insignificante anche per i tempi di Browne; e, ancora nel 1856, nella sua opera Popular errors explained and illustrated, John Timbs riporti pari pari la stessa spiegazione soprammenzionata di Thomas Browne.

Ma a partire dalla pubblicazione del libro di White nel 1896 fino ad oggi, il racconto della condanna di Vesalio e del presunto dogma della costola mancante si diffonde in molti libri di storia della medicina, storia della scienza e storia dei rapporti tra scienza e fede. Inoltre il libro di White, nonostante un enorme impianto bibliografico, non riporta la fonte specifica di queste informazioni.

FigliModifica

Adamo con Eva generò Caino, Abele (4,1), Set e ancora altri figli e figlie. La tradizione narra che i figli furono tra 14 e 140[18].

Alla morte di Abele per mano di Caino, Eva genera un altro figlio, Set, la cui discendenza sostituirà quella di Abele 4,25. Ciò avviene quando Adamo raggiunse l'età di centotrenta anni.

Caino e Abele sposarono le sorelle gemelle Calmana e Deborah.

Dopo la morte di Abele, Caino sposò sua sorella Awan e generò un figlio, Enoch. Set sposò la sorella Azura, di quattro anni più giovane. Nel 235 AM Azura diede alla luce Enos.[19]

MorteModifica

Adamo visse fino all'età di novecentotrenta anni Ge 5,3-4.

Nel cattolicesimoModifica

La Chiesa cattolica considera Adamo un personaggio realmente vissuto e, con Eva, progenitore di tutta l'umanità. Questo viene ribadito nel Catechismo della Chiesa Cattolica (Compendio del 2005, quesiti: 7[20], 75[21] e 76[22]) ed è stato, tra gli altri, sottolineato nell'enciclica di papa Pio XII Humani Generis del 1950:

«I fedeli non possono abbracciare quell'opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori.»

La Chiesa cattolica ritiene anche storico l'episodio del peccato originale - commesso da Adamo insieme a Eva e descritto nel libro della Genesi[23] - e lo storico del Cristianesimo Remo Cacitti[24], in merito, evidenzia: "Che la colpa di un remoto e mitico progenitore ricada su tutti i discendenti attraverso i secoli può risultare credibile solo in base a un'obbedienza dogmatica. La Chiesa, però, continua a ritenerla centrale nella sua dottrina, come ribadisce anche l'ultimo catechismo[Nota 5], che definisce il peccato originale «un fatto accaduto all'inizio della storia dell'umanità». Un «fatto», dunque, nonostante le ricerche abbiano restituito a quel racconto il suo carattere mitico. Tanto più che la creatura uscita dalle mani di Dio «a sua immagine e somiglianza», cede al peccato alla prima tentazione offerta da un improbabile serpente che parla. Come ha scritto il teologo Vito Mancuso, davanti a una tale fragilità «bisognerebbe parlare di un difetto di fabbricazione»".
Adamo è venerato dalla Chiesa cattolica come santo, con ricorrenza il 24 dicembre[25].

Nell'ebraismoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Filosofia ebraica, Havdalah, Shekhinah, Teshuvah e Yeshivah.
  • Bereshit Rabbah, la raccolta dei Midrashim del primo libro della Bibbia Genesi, riporta che in principio Adamo era ornato con una sorta di coda che poi perse. Prima del peccato originale Adamo ed Eva presentavano sulla superficie del corpo una sostanza celeste madreperlacea e metaforicamente simile alla materia dell'unghia; in merito a ciò si parla anche dell'Avir. Sempre lo stesso testo riporta l'età di Adamo ed Eva al momento della loro creazione: 20 anni; come Noè, Giacobbe, Giuseppe e Mosè, Adamo venne creato perfetto (cfr Brit milah).
  • Inizialmente Adamo ed Eva costituivano un essere unico (Talmud Ketubot 18, Rashi), l'Adam, infatti secondo alcune opinioni erano schiena contro schiena mentre per altri Eva si trovava sul lato di Adamo; poi Dio, dopo averli così creati, li separò come primo uomo e prima donna. Precedentemente quindi essi non potevano congiungersi sessualmente.
  • La statura elevata di Adamo dalla Terra arrivava sino al cielo ed egli poteva scorgere da una parte all'altra del Mondo grazie alla luce celeste creata da Dio.
  • Nello Zohar è riportato che Adamo venne creato con la polvere del luogo del Tempio di Gerusalemme e con quelle di tutti i luoghi della Terra: poi Dio mischiò i quattro venti con i quattro elementi e diede vita ad un'opera meravigliosa, appunto Adam; Adamo possiede anche un elemento spirituale celeste, l'anima ricavata appunto dal Tempio Celeste di Gerusalemme del Mondo Superiore: così, anche nella sua formazione, l'uomo possiede elementi del Mondo dell'Alto e del Mondo del Basso. Specificamente Dio utilizzò la terra da tutte le parti del mondo per braccia e gambe, della Babilonia per il tronco e della Terra di Israele per la testa: impastò quindi la terra presa dal monte Moryah con acqua attinta da tutti gli oceani del mondo, dalla cui argilla diede forma all'uomo (Talmud Sanhedrin 38, Rashi; Targum Yonatan 2, 5).
  • Secondo un racconto del Talmud Dio fece addormentare Adamo per creare Eva al fine di evitare che essa venisse vista durante la sua formazione, con vene e sangue, infatti egli l'avrebbe disprezzata ma secondo un'opinione egli inizialmente la vide durante la sua formazione, poi si addormentò e, svegliatosi, la vide completata e l'amò (Talmud Sanhedrin 39 e Midrash Bereshit Rabbah 57, 11).
  • Sempre l'esegesi ebraica dice che Adamo poté vedere in visione divina tutti gli Zaddiqim della storia, i giusti; in questa visione Adamo poté vedere tutte le anime delle generazioni successive, i saggi ed i re del popolo ebraico (Midrash Tankhuma Bereshit 32).
  • Secondo i testi della religione ebraica, come nello Zohar, dopo la morte, l'anima di ciascuno incontra Adamo; ad essa, che sembra rimproverare Adamo del suo primo peccato che causò la morte nel mondo, viene domandato dal primo uomo stesso se ha peccati rispetto a quello solo che egli trasgredì, come è scritto: non c'è morte senza peccato.
  • Così Rashi, come anche l'Arizal, ricorda che, oltre a Caino, Abele e Set, Adamo ed Eva ebbero altri figli maschi e femmine non menzionati nel Tanakh.
  • Nei 130 anni lontano da Eva, Adamo produsse demoni sprecando seme.
  • Secondo la Qabbalah Adamo racchiudeva le anime di tutti gli uomini: più propriamente a ciò si allude parlando dell'Adam haRishon. Per il peccato poi commesso da Adamo le anime degli Zaddiqim ascesero in Alto staccandosi da lui.
  • Le nove maledizioni e la morte contro Adamo (Pirke Derabbi Eliezer 14):
    • forza diminuita;
    • altezza ridotta;
    • impurità per zag;
    • impurità per baal kerì;
    • impurità per i rapporti coniugali;
    • "quando seminerai il frumento raccoglierai delle spine";
    • "mangerai erba come gli animali";
    • "la necessità di procurarti il sostentamento ti procurerà dispiacere";
    • dovere di lavorare per questo, col sudore della propria fronte... faticare per "guadagnarsi da vivere";
    • "infine dovrai morire"
  • Dio interpretò un giorno per la morte di Adamo ed Eva per il peccato come 1000 anni infatti "...mille anni (per Dio) sono come il giorno di ieri..." (cfr Re David).
  • Dio si occupò della sepoltura del corpo di Adamo alla sua morte; pur se trasgressore con il peccato originale, Adamo era stato un uomo pio e santo (Talmud Eruvin 18), soprattutto prima di quello.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Tiqqun.

Adam Qadmon, l'uomo originarioModifica

La locuzione Adam Qadmon (אדם קדמון, espressione ebraica[Nota 6]) è della sapienza mistica ebraica; assonanza con il nome che ha origini antiche risalenti agli antichi egizi (Qad-Amon)[senza fonte].

Nell'accezione originale ebraica significa "uomo delle origini" o "antico" infatti "ha qadmoni" significa "delle origini" ma anche "primordiale", invece "ha rishon" significa "primo" o "del principio".

Il termine "Adam Qadmon" indica un "uomo superno" inteso non come "uomo" in senso fisico ma come modello ancestrale, celeste, metafisico da cui avrà poi origine l'umanità della dimensione terrena.

Nella mistica ebraica la figura dell'Adam Qadmon è associata ai passaggi prima della Creazione, al suo svolgersi ed al significato dell'origine di essa racchiusa negli elementi del suo sviluppo. Secondo l'esegesi ebraica l'uomo, in quanto ultima creatura creata, è la più perfetta e completa del Creato e, come tale, racchiude ontologicamente tutti gli elementi spirituali e materiali di quelle precedenti; per la propria completezza è la creatura più fedele alla totalità della sapienza divina. Secondo questa teoria l'uomo è l'essenza della totalità, espressione del Mondo Superiore e del Mondo Inferiore, ed è così possibile conoscere ogni aspetto della realtà prestando attenzione anche unicamente alla creatura uomo; l'Adam Qadmon è quindi l'archetipo della totalità creativa precedente al completamento della Creazione nonché suggello della stessa, anche per il suo ordine e per le opere di Dio per mantenerne l'esistenza e le cause e gli effetti (138 Aperture di Saggezza, Chaim Luzzatto); per la prima affermazione vi se ne associa la primordialità: affine ed attinente a questo principio è quello delle Sephirot. In particolare, l'Adam Qadmon è il primo tra i partzufim (personificazioni o ipostasi del divino) a manifestarsi nel vuoto del chalal (risultato della contrazione - tzimtzum - dell'"infinita luce di Dio" - Or Ein Sof).
Importante l'accostamento tra l'uomo superno ed il Kohen Gadol: negli insegnamenti della Qabbalah entrambe le figure connotano infatti una natura spirituale speculare, una è corrispettiva all'altra.

L'Adam kadmon cabalistico corrisponde energeticamente all'Albero della Vita (In ebraico Etz Chayim) ovvero rappresenta la manifestazione divina sul piano dimensionale umano (Assiah). Le 10 Sephirot, di cui consta l'Albero della Vita, corrispondono a parti del suo corpo. La prima Sephirah, che cinge la testa dell'Adam Qadmon, in ebraico si chiama Kether, che in italiano significa "corona", e corrisponde cabalisticamente all'arcangelo Metatron.

Cultura persianaModifica

In quella persiana viene indicato come spirito del bene assoluto che fattosi uomo alla fine dei tempi, sconfigge definitivamente l'Adam Belial, incarnazione del male assoluto.

Nell'islamModifica

L'islam riserva ad Adamo una posizione del tutto privilegiata, essendo considerato il primo profeta dell'islam e il primo musulmano, cioè il primo uomo sottomesso alla volontà di Dio.

Nel Corano, è con queste parole che Dio annuncia agli angeli la creazione dell'uomo:

Il giorno che {Allah} decise di crearlo {l'essere umano}, comunicò questa Sua decisione agli angeli. Essi dissero: “Vuoi forse creare chi porterà la corruzione e spargerà il sangue sulla terra?”. {Allah} disse: “In verità, Io so ciò che voi non sapete” (Sūra al-Baqara/ La Giovenca, 2:30).

Per dimostrare agli angeli che nell'uomo c'è molto più di quanto loro credano, Dio insegna ad Adamo i nomi di tutte le cose, mostrando così loro le sue grandi capacità intellettive:

Insegnò ad Adamo tutti i nomi {tutte le realtà}. Quindi chiese agli angeli: “Ditemi ora i loro nomi”. Dissero: “Non v'è sapere in noi all'infuori di ciò che Tu Stesso ci hai insegnato {non possiamo imparare ciò che tu stesso non ci hai insegnato}”. Egli disse ad Adamo: “O Adamo, informali dei nomi di queste {cose}”; quando {Adamo} li mise al corrente dei nomi di quelle {cose}, Allah disse agli angeli: “Non vi avevo forse detto che Io conosco l'arcano dei cieli e della terra {conosco ciò che sicuramente non conoscete}, ciò che voi manifestate e ciò che tenevate nascosto?” (Sūra al-Baqara, La Giovenca 2:31-33).

Secondo un commentario di Muhammad ibn Jarir al-Tabari, Adamo è stato plasmato con la terra (fango di argilla) fatta raccogliere da Dio dagli angeli nel luogo della attuale Mecca, precisamente dove c'è la Kaʿba. Allah mandò per primo l'arcangelo Gabriele (Jibrīl) ma la terra parlò e giurò in nome di Allah che non le si sarebbe presa della materia, poi andò l'angelo Michele (Mikail), ma non ne prese perché nuovamente la terra giurò nel nome di Allah. Infine l'angelo della Morte (ʿAzrāʾīl) andò e, fedele al comando di Allah, non rispettò il giuramento della terra, prese 40 cubiti di essa e li condusse a Dio per plasmare Adamo. Quindi, una volta plasmato, Adamo restò sulla terra per lungo tempo, come una statua di terracotta, con il suo corpo che risuonava al tocco di Iblis (il diavolo), finché Dio gli mandò il suo soffio dandogli vita. Nel Corano, il processo di creazione dell'uomo e la sua natura duale, cioè materiale e spirituale, è così descritta:

“È colui che ha perfezionato ogni cosa creata e dall'argilla ha dato inizio alla creazione dell'uomo, quindi ha tratto la sua discendenza da una goccia d'acqua insignificante, quindi gli ha dato forma e ha insufflato in lui del Suo spirito” (Sūra as-Sajdah, 32:7-9).

Nel bahaismoModifica

Per la religione Bahai, Adamo non è il primo uomo ma il primo profeta, cioè la prima manifestazione di Dio di cui si abbia una notizia storica; prima di lui, possono essere esistite altre civiltà di cui non abbiamo traccia storica. Da Adamo in poi, Dio si è rivelato progressivamente all'umanità tramite una successione di profeti ("ciclo adamico") che arriva fino al Báb.[26] Abdul-Baha ha affermato che la storia di Adamo ed Eva riportata nella Genesi ha un significato simbolico e allegorico.[27]

Altre tradizioniModifica

Nei VedaModifica

Nel Dizionario Filosofico, alla voce "Adamo", Voltaire cita il fatto che negli scritti vedici sia riportata la storia di un uomo chiamato Adimo e di sua moglie Procriti. Questo racconto, spiega Voltaire, sembra essere più antico di quello biblico, ma non si può assumere che la storia di Adamo sia tratta da quella di Adimo, in quanto le due vicende sono completamente diverse. La stessa tradizione brahminica rifiuta ogni possibile contaminazione tra i due testi.

NoteModifica

  1. ^ Con un richiamo al Martirologio Romano, per la data del 24 dicembre, così come Eva. (Sant'Adamo Primo uomo, Archivio; Sant'eva Prima donna, Archivio.). Nell'edizione ufficiale del Martirologio Romano del 2004, non è indicato esplicitamente, ma per il 24 dicembre si legge: "Commemorazione di tutti i santi antenati di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, ovvero di quei padri che piacquero a Dio e che, trovati giusti, pur senza avere ricevuto le promesse, ma avendole soltanto guardate e salutate da lontano, morirono nella fede: da essi nacque secondo la carne il Cristo, che è al di sopra di tutto il creato, Dio benedetto nei secoli".
  2. ^ Vedi la sottostante sezione "Nel cattolicesimo". (Cfr: Corrado Augias e Remo Cacitti, Inchiesta sul cristianesimo, Mondadori, 2012, pp. 230-231, ISBN 978-88-04-59702-5; Catechismo della Chiesa cattolica, Compendio del 2005.).
  3. ^ Attualmente i riferimenti più completi e precisi sulla vita di Vesalio sono: C.D. O'Malley, Andreas Vesalius of Brussels, University of California Press 1964 e W. Cushing, A Bio-Bibliography of Andreas Vesalius, Archon Books, 1962
  4. ^ La moderna critica storica è ormai unanime nel condannare il libro di White come antistorico, tuttavia le sue tesi sono ancora molto diffuse al di fuori dell'ambito specialistico. La bibliografia sull'argomento è ormai vasta, citeremo solo alcuni dei titoli più importanti. James Joseph Walsh, The Popes and Science: the History of the Papal Relations to Science During the Middle Ages and Down to Our Own Time, New York, Fordam University Press, 1908 -- David C. Lindberg, Ronald L. Numbers, God & Nature: Historical Essays on the Encounter Between Christianity and Science, University of California Press (April 29, 1986) -- Stephen J. Gould, "The late birth of a flat earth" nel libro Dinosaur in a Haystack: Reflections in Natural History, Three Rivers Press (1996) -- Colin A. Russell, "The Conflict of Science and Religion" nell'Encyclopedia of the History of Science and Religion, New York 2000, p. 15 -- Gary Ferngren (editore), Science & Religion: A Historical Introduction, Baltimore, Johns Hopkins University Press, 2002. ISBN 0-8018-7038-0
  5. ^ Il riferimento al Catechismo è Catechismo della Chiesa Cattolica (1992), 390: «Il racconto della caduta (Gn 3) utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto all'inizio della storia dell'uomo. La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori». A sua volta, il Catechismo rimanda alla costituzione conciliare Gaudium et spes, 13: «Costituito da Dio in uno stato di giustizia, l'uomo però, tentato dal Maligno, fin dagli inizi della storia abusò della libertà, erigendosi contro Dio e bramando di conseguire il suo fine al di fuori di lui».
  6. ^ la radice deriva dalla parola קמא, primo

RiferimentiModifica

  1. ^ Genesi 2,7; 3,19
  2. ^ La “clonazione” e i Sumeri. Academia Kronos News. 31 gennaio 2018.
  3. ^ La creazione dell'uomo descritta nei miti sumeri. Manuel Bonoli. Civiltà Eterne. 7 febbraio 2017.
  4. ^ Giovanni Pettinato, Miti Sumeri, De Agostini, 2013, p. 614.
  5. ^ Khnum il Creatore della vita. Storie e misteri dell'Antico Egitto. Libero-Spazio inwind.
  6. ^ Khnum, Il Vasaio Divino, Dal Mammisi Del Tempio Di Dendera.. Mediterraneo Antico.
  7. ^ Gen 1,26-31: Facciamo l’uomo. Roberto Tadiello. Communio Biblica. 18 giugno 2018.
  8. ^ Gen2,4-7.
  9. ^ Gen2,8-15.
  10. ^ Gen2,18-20.
  11. ^ Gen2,21-25. Cfr anche: Bart Ehrman, L'Antico Testamento, Carocci Editore, 2018, pp. 65, 85-87, ISBN 978-88-430-9350-2.
  12. ^ I, 92, 3
  13. ^ a b Andrea Vesalio, De Humani Corporis Fabrica, Libro I, capitolo 19
  14. ^ Marjorie O'Rourke Boyle, Senses of Touch: Human Dignity and Deformity from Michelangelo to Calvin, Brill 1998, ISBN 9004111751
  15. ^ T.A.Hart, S.R. Guthrie, Faithful Performances: Enacting Christian Tradition, Ashgate Publishing 2007, ISBN 0754655253
  16. ^ Jerome Van Crowninshield Smith, The Class Book of Anatomy, Boston: Robert S.Davis, Philadelphia: Hogan and Thompson, 1840
  17. ^ Henry Hallam, Introduction to the Literature of Europe in the Fifteenth, Sixteenth and Seventeenth Centuries, terza edizione, Volume III, Londra: John Murray, Albemaele Street 1847
  18. ^ Arturo Graf, Miti, leggende e superstizioni del Medio Evo
  19. ^ The Book of Jubilees
  20. ^ "7. Quali sono le prime tappe della Rivelazione di Dio? Dio, fin dal principio, si manifesta ai progenitori, Adamo ed Eva, e li invita ad un'intima comunione con lui. Dopo la loro caduta, non interrompe la sua rivelazione e promette la salvezza per tutta la loro discendenza. Dopo il diluvio, stipula con Noè un'alleanza tra lui e tutti gli esseri viventi."
  21. ^ "75. In che cosa consiste il primo peccato dell'uomo? L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, disobbedendo Gli, ha voluto diventare «come Dio» senza Dio, e non secondo Dio (Gn 3,5). Così Adamo ed Eva hanno perduto immediatamente, per sé e per tutti i loro discendenti, la grazia originale della santità e della giustizia."
  22. ^ "76. Che cos'è il peccato originale? Il peccato originale nel quale tutti gli uomini nascono è lo stato di privazione della santità e della giustizia originali. È un peccato da noi «contratto», non «commesso»; è una condizione di nascita, e non un atto personale. A motivo dell'unità di origine di tutti gli uomini, esso si trasmette ai discendenti di Adamo con la natura umana, «non per imitazione, ma per propagazione». Questa trasmissione rimane un mistero che non possiamo comprendere."
  23. ^ Gen3.
  24. ^ Corrado Augias e Remo Cacitti, Inchiesta sul cristianesimo, Mondadori, 2012, pp. 230-231, ISBN 978-88-04-59702-5.
  25. ^ Sant'Adamo Primo uomo, Archivio
  26. ^ La fede bahai
  27. ^ Laura Clifford Barney, Les leçons de Saint-Jean-d'Acre, Presses universitaires de France, Paris, 1982, p. 315

Bibliografia e teatroModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN102322856 · GND (DE118646877 · CERL cnp00577329 · WorldCat Identities (ENviaf-102322856