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Adriana Asti

attrice italiana

BiografiaModifica

Esordisce a teatro nel 1951 e ottiene il primo successo personale con una parte ne Il crogiuolo di Arthur Miller, diretta da Luchino Visconti, che più avanti le offrirà alcuni ruoli nei film Rocco e i suoi fratelli (nei panni della ragazza della lavanderia) e Ludwig (dove interpreta Lila Von Buliowski).

Al cinema ha interpretato il ruolo della prostituta Amore in Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, amico dell'attrice, e quello dell'affascinante zia del protagonista in Prima della rivoluzione (1964) di Bernardo Bertolucci. Ha recitato ne Il fantasma della libertà (1974), di Luis Buñuel; in Nipoti miei diletti (1974), di Franco Rossetti; in Un cuore semplice (1977) e Tosca e altre due (2003), entrambi di Giorgio Ferrara, fratello di Giuliano e suo attuale marito; Io, Caligola di Tinto Brass (1979), La meglio gioventù (2003) (con cui vince il suo terzo Nastro d'argento e il Ciak d'oro) e Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005), entrambi di Marco Tullio Giordana.

A teatro ha recitato in Santa Giovanna di George Bernard Shaw (1984), Giorni felici di Samuel Beckett (1985, 2010), La locandiera di Carlo Goldoni (1986) e nel dramma Tre uomini per Amalia (1988). Vincitrice del premio Siae (1990) e del Premio Eleonora Duse (1993), nel 1999 ha scritto e interpretato Alcool. Nel 2000 ha interpretato in francese Ferdinando, un classico della drammaturgia degli anni ottanta. Per la tv è stata tra i protagonisti della miniserie La famiglia Ricordi, con la regia di Mauro Bolognini (1995). Nel 2015 è stata protagonista di A.A. professione attrice, diretto da Rocco Talucci, film documentario dedicato alla sua produzione cinematografica e teatrale.

Prosa teatraleModifica

Prosa radiofonica RaiModifica

Prosa televisiva RaiModifica

TelevisioneModifica

  • Sotto il divano, talk-show (1979).

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

DoppiaggioModifica

Premi e riconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Elenco Artisti Settore Audiovisivo Rappresentati da Nuovo IMAIE (al 31/01/2014) (PDF), su areasoci.nuovoimaie.it, IMAIE. URL consultato il 16 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2015).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN7577058 · ISNI (EN0000 0001 2020 421X · SBN IT\ICCU\RAVV\089567 · LCCN (ENnr98041989 · GND (DE136109330 · BNF (FRcb139299335 (data) · WorldCat Identities (ENnr98-041989