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Agenzia regionale per la protezione ambientale
Arpa piemonte sede torino.jpg
ARPA Piemonte: la sede presso il villaggio olimpico di Torino.
StatoItalia Italia
Tipoente della pubblica amministrazione italiana
SiglaARPA
Istituito21 gennaio 1994
daIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA)
Sito webvedi alla quarta sezione
Agenzie per regione deputate alla salvaguardia e tutela del territorio

Un'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (in acronimo ARPA) è un ente della pubblica amministrazione italiana, costituito e operante in una dalle Regioni d'Italia. Ciascuna Regione ha costituito la propria Agenzia.

Indice

StoriaModifica

Queste agenzie sono state istituite a seguito dei referendum abrogativi del 1993 riguardanti alcune parti di articoli della legge 23 dicembre 1978, n. 833 di istituzione del Servizio sanitario nazionale (SSN). DI conseguenza, furono eliminate le competenze ambientali della vigilanza e controllo locali del SSN esercitate tramite i presidi multizonali di prevenzione (PMP) delle unità sanitarie locali, che, a loro volta, le ereditarono dai laboratori provinciali di igiene e profilassi, sorti nel 1934 con il regio decreto del 27 luglio, n. 1265: "Testo unico delle leggi sanitarie".[1][2]

Dopo il referendum, tali competenze continuarono ad essere esercitate dai PMP, fino a quando il Parlamento con la legge 21 gennaio 1994, n. 61, di conversione del terzo decreto legge 496/93, affidò questi compiti ad apposite "agenzie regionali" che furono istituite assieme all'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (ANPA), divenuta poi Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT) e nel 2008 confluita nell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), ente di indirizzo e di coordinamento delle agenzie delle regioni e delle province autonome. Queste funzioni erano precedentemente svolte in maniera diversa dal Ministero della sanità e dal Ministero dell'ambiente. Tutt'oggi, il Ministero della salute conserva alcuni compiti in materia ambientale, oltre che sulla sicurezza degli alimenti e quella sul lavoro. L'ISPRA, come l'ANPA e l'APAT prima, è vigilato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, coopera con l'Agenzia europea dell'ambiente e con le istituzioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali operanti in materia di salvaguardia ambientale.

La nuova concezione della materia ambientale, introdotta dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, è volta alla migliore armonizzazione fra le istituzioni statali e quelle territoriali, modificando gli ambiti di competenza. Questa legge modificò le competenze amministrative in materia ambientale, in capo alle Province/Regioni e definì una nuova demarcazione tra le materie ambientali rispetto a quelle propriamente sanitarie, realizzando la volontà popolare espressa dal voto referendario, in controtendenza rispetto alla legge 833/1978 che accentrava nel servizio sanitario nazionale italiano tutte le competenze che riguardavanno la salute.

Negli anni successivi all'entrata in vigore della legge 61/94 tutte le regioni e province autonome, hanno trasformato i PMP in ARPA, modificandoli con apposite leggi e le hanno organizzate, secondo le finalità ed i compiti istituzionali, in dipartimenti provinciali. Dagli oltre 100 PMP, si è passati a 19 agenzie regionali e due delle province autonome che costituiscono con l'ISPRA, la rinnovata rete italiana delle Agenzie per l'ambiente.

FunzioniModifica

Stazione mobile monitoraggio ambientale dell'Agenzia Regionale Protezione Ambientale Emilia Romagna e dettaglio dei vari sensori

Le principali funzioni attribuite alle ARPA possono essere così riassunte:

  • controllo di fonti e di fattori di inquinamento dell'aria, dell'acqua, del suolo, acustico ed elettromagnetico;
  • monitoraggio delle diverse componenti ambientali: clima, qualità dell'aria, delle acque, caratterizzazione del suolo, livello sonoro dell'ambiente;
  • controllo e vigilanza del rispetto della normativa vigente e delle prescrizioni dei provvedimenti emanati dalle Autorità competenti in materie ambientali;
  • supporto tecnico-scientifico, strumentale ed analitico agli enti titolari con funzioni di programmazione e amministrazione attiva in campo ambientale (Regioni, Provincie e Comuni);
  • sviluppo di un sistema informativo ambientale di supporto agli enti istituzionali e a disposizione delle organizzazioni sociali interessate.

Accanto alle funzioni tradizionali di "controllo e vigilanza", la legge 61/1994 affida al "sistema delle agenzie ambientali" nuovi compiti di monitoraggio, elaborazione e diffusione dei dati ambientali nonché l'elaborazione di proposte tecniche: limiti di accettabilità, standards, tecnologie ecologicamente compatibili, verifica dell'efficacia "tecnica" delle normative ambientali.

Le ARPA e i dipartimenti di prevenzione delle ASL esercitano in maniera coordinata e integrata le funzioni di controllo ambientale e di prevenzione collettiva che rivestono valenza ambientale e sanitaria. In materia di inquinamento esterno e degli ambienti di vita, la competenza è assegnata alle ARPA che si avvalgono dei pareri igienico-sanitari, previsti dalla normativa vigente, espressi dai dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali.[3] Le ARPA garantiscono, in base a particolari convenzioni e accordi di programma, supporto tecnico-scientifico e supporto strumentale e analitico-laboratoristico agli enti che svolgono le funzioni di controllo ambientale.

Negli organici delle ARPA operano figure professionali quali chimici, fisici, biologi, ingegneri, geologi, informatici, statistici, ma quella numericamente preponderante è il tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro.[4] Tale tecnico, operante nei servizi ispettivi e di vigilanza è, nei limiti delle proprie attribuzioni, un ufficiale di polizia giudiziaria.

Dispone inoltre di osservatori ambientali, centri tematici e di servizi:

  • chimica ambientale;
  • medico-biotossicologico;
  • fisica-ambientale;
  • impiantistico-antinfortunistico.

CompetenzeModifica

Le attività riguardanti gli specifici temi ambientali di pertinenza delle ARPA sono regolamentate dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale, da atti amministrativi, da norme tecniche, linee guida e buone prassi. Le ARPA svolgono altre attività relative a:

Prevenzione e controlloModifica

Monitoraggio sullo stato dell'ambienteModifica

Controlli biochimiciModifica

VarieModifica

  • Emissioni di pareri
  • Partecipazioni a commissioni e conferenze di servizi

Promozione, sviluppo e innovazioneModifica

  • Educazione, informazione e comunicazione ambientale
  • Sviluppo sostenibile, acquisti pubblici sostenibili
  • Sicurezza impiantistica
  • Contabilità ambientale, gestione sistema informativo ambientale
  • Certificazioni ambientali
  • Sviluppo del sistema qualità
  • Diffusione delle informazioni e dei dati ambientali (web)

Agenzie per regioneModifica

Regione o provincia autonoma Legge regionale o provinciale di istituzione Sede Sito
  Abruzzo 29 luglio 1998 n. 64 Viale Guglielmo Marconi, 178 - 65127 Pescara ARTA Abruzzo
  Basilicata 14 settembre 2015 n. 37 Via della Fisica, 18 C/D - 85100 Potenza ARPA Basilicata
  Calabria 3 agosto 1999 n. 20[6] Via Lungomare – 88063 Catanzaro Lido (CZ) ARPA Calabria
  Campania 29 luglio 1998 n. 10 Via Vicinale Santa Maria del Pianto - Centro Polifunzionale, Torre 1 - 80143 Napoli ARPA Campania
  Emilia-Romagna 19 aprile 1995 n. 44 Via Po, 5 - 40135 Bologna ARPAE Emilia-Romagna
  Friuli-Venezia Giulia 3 marzo 1998 n. 6 Via Benedetto Cairoli, 14 - 33057 Palmanova (UD) ARPA Friuli-Venezia Giulia
  Lazio 6 ottobre 1998 n. 45 Via Giuseppe Garibaldi, 114 - 02100 Rieti[7] ARPA Lazio
  Liguria 27 aprile 1995 n. 3 Via Carlo Bombrini, 8 - 16149 Genova ARPA Liguria
  Lombardia 14 agosto 1999 n. 16 Via Ippolito Rosellini, 17 - 20124 Milano ARPA Lombardia
  Marche 2 settembre 1997 n. 60 Via Luigi Ruggeri, 5 - 60131 Ancona ARPA Marche
  Molise 13 dicembre 1999 n. 38 Via Luigi D'Amato, 15 - 86100 Campobasso ARPA Molise
  Piemonte 13 aprile 1995 n. 60 Via Pio VII, 9 - 10135 Torino ARPA Piemonte
  Puglia 22 gennaio 1999 n. 6 Corso Trieste, 27 - 70126 Bari ARPA Puglia
  Sardegna 18 maggio 2006 n. 6 Via Contivecchi, 7 - 09122 Cagliari ARPA Sardegna
  Sicilia 3 maggio 2001 n. 6 Via San Lorenzo 312/G - 90146 Palermo ARPA Sicilia
  Toscana 18 aprile 1995 n. 66 Via Nicola Porpora, 22 - 50144 Firenze ARPA Toscana
  Trentino-Alto Adige Bolzano 19 dicembre 1995 n. 26 Via Amba Alagi, 5 - 39100 Bolzano Agenzia provinciale per l'ambiente BZ
  Trentino-Alto Adige Trento 11 settembre 1995 n. 11 Via Clementino Vannetti, 41 - 38122 Trento Agenzia provinciale per l'ambiente TN
  Umbria 6 marzo 1998 n. 9 Via Pievaiola, 207/B-3 - Loc.ta San Sisto - 06132 Perugia ARPA Umbria
  Valle d'Aosta 4 settembre 1995 n. 41 Località Grande Charrière, 44 - 11020 Saint-Christophe (AO) ARPA Valle d'Aosta
  Veneto 18 ottobre 1996 n. 32 Via Ospedale Civile, 24 - 35121 Padova ARPA Veneto

L'Agenzia regionale dell'Abruzzo è l'unica che non ha potuto seguire lo standard della definizione nel nome (ARPA) a causa dell'esistenza del medesimo acronimo relativo alle Autolinee regionali pubbliche abruzzesi, all'epoca della creazione delle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente.

Denominazione nelle lingue minoritarieModifica

Nelle regioni a statuto speciale che beneficiano di un regime di bilinguismo, la denominazione Agenzia regionale per la protezione ambientale è stata resa nelle seguenti varianti:

NoteModifica

  1. ^ Una sintesi storica[collegamento interrotto].
  2. ^ Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 Testo unico delle leggi sanitarie (PDF), Ministero della salute. URL consultato il 12 dicembre 2018 (archiviato il 12 dicembre 2018).
  3. ^ La ripartizione delle competenze tra le ARPA ed i dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali sono specificate da apposite deliberazioni delle giunte regionali. Nella ripartizione delle competenze vengono definiti per ogni campo di attività la relativa normativa di riferimento, la competenza prevalente ed il soggetto che concorre limitatamente agli aspetti di sua competenza.
  4. ^ Operatore sanitario il cui profilo professionale è definito dal D.M. 17 gennaio 1997, n. 58.
  5. ^ Regolamento CE 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche.
  6. ^ LL.RR. 28 agosto 2000, n. 14, 2 maggio 2001, n. 7 e 11 agosto 2010, n. 22.
  7. ^ Sede di rappresentanza: Via Boncompagni, 101 - 00187 Roma.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica