Agostino Ramelli

ingegnere svizzero
Agostino Ramelli

Agostino Ramelli (Ponte Tresa, 15311608) è stato un ingegnere italiano del XVI secolo.

BiografiaModifica

In gioventù attese a studi di matematica e architettura e prestò servizio nell'esercito di Carlo V, raggiungendo il grado di capitano.

Nel 1571 trasferitosi in Francia al servizio del duca di Angiò, futuro re Enrico III (1551-1589), fu da questi nominato suo ingegnere. Con questa funzione prese parte all'assedio della Rochelle, durante il quale fu ferito, preso prigioniero dagli Ugonotti e poi liberato per intercessione del duca.

L'operaModifica

 
Sistema di Ramelli per dirigere il tiro delle artiglierie di notte

La sua fama gli deriva dalla sua unica opera pubblicata: "Le diverse et artificiose machine del Capitano Agostino Ramelli Dal Ponte Della Tresia Ingegniero del Christianissimo Re di Francia et di Pollonia: nelle quali si contengono uarij et industriosi Mouimenti, degni digrandißima speculatione, per cauarne beneficio infinito in ogni sorte d'operatione".

L'opera dedicata al re di Francia, pubblicata a Parigi nel 1588, consiste di 195 capitoli, ciascuno dei quali contiene l'illustrazione e la descrizione, in francese e in italiano, di una diversa macchina. Si tratta nella maggioranza dei casi di macchine per il sollevamento dell'acqua (norie, viti di Archimede e soprattutto una grande varietà di pompe), ma sono presenti anche vari tipi di mulini, seghe idrauliche e altre macchine azionate dalla forza dell'acqua, nonché gru, fontane e strumenti di interesse bellico.

Tra questi ultimi un rivoluzionario carro armato anfibio la cui struttura, costituita da assi di legno, era a tenuta stagna. Quando si muoveva su terreno utilizzava quattro ruote normali, mentre se doveva attraversare dei corsi d'acqua usava due ruote a pale, manovrate a braccia.

Recentemente è divenuta popolare la ruota di libri, ossia una sorta di leggio rotante per consentire la contemporanea consultazione di più testi, che pur essendo forse la meno utile delle 195 macchine, è stata considerata da qualcuno una prefigurazione dei moderni sistemi ipertestuali.

Le macchine di Ramelli usano tutti i tipi di ingranaggi che sarebbero stati usati nei secoli successivi e vari tipi di valvole.

 
il leggio rotante di Ramelli

Il "Theatrum machinarum" pubblicato da Jacob Leupold dal 1724 al 1739, che a suo volta costituì la principale fonte della scuola meccanica di Gaspard Monge, dipende ancora in larga misura dall'opera di Ramelli.

Poiché nell'opera mancano completamente illustrazioni di fortificazioni, che costituivano il principale interesse professionale dell'autore, probabilmente Ramelli intendeva dedicare loro un altro libro.

L'unica altra opera nota di Ramelli è un manoscritto inedito e incompleto dedicato alla descrizione di un elaborato strumento per il rilevamento. Il manoscritto ne descrive anche possibili usi militari.

EdizioniModifica

Una traduzione inglese dell'opera di Ramelli è:

  • "The Various and Ingenious Machines of Agostino Ramelli. A Classic Sixteenth-Century Illustrated Treatise on Technology. Translation and Biographical Study by Martha Teach Gnudi. Annotations and Glossary by Eugene S. Ferguson", New York, Dover, 1976.
  • Agostino Ramelli, Le diverse et artificiose Macchine. 1588. BSI -Banca Della Svizzera Italiana, Lugano 1992.

Nel 1612, il padre gesuita Sabatino de Ursis tradusse oralmente in cinese l'opera di Agostino Ramelli, che fu messa per iscritto da Xu Guangqi. Il libro venne pubblicato con il titolo 泰西 水 法 (Tàixī shuǐfǎ, Macchinari idraulici dell'Occidente).[1]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Teun Koetsier e Marco Ceccarelli, Explorations in the History of Machines and Mechanisms: Proceedings of HMM2012, Springer, 2012, p. 72. URL consultato il 14 dicembre 2019.

BibliografiaModifica

  • Simon Goulart, Memoires de la Ligue [...], II, Amsterdam 1758, p. 514;
  • Silvestro Gherardi, La tromba ad aqua di Dietz rivendicata al Ramelli e al Cavalieri con varie notizie e notizie storiche sulla tromba Napoleone, Bologna 1843;
  • Carlo Promis, Biografie di ingegneri militari italiani dal secolo XIV alla metà del secolo XVIII, in Miscellanea di storia italiana edita per cura della Regia Deputazione di storia patria, XIV, Torino 1874, pp. 566-570;
  • Bertrand Gille, Leonardo e gli ingegneri del Rinascimento, Milano 1980, pp. 237-238;
  • Paolo Rossi, I meccanici, gli ingegneri, l’idea di progresso, in Paolo Rossi (diretta da), Storia della scienza moderna e contemporanea, a cura di Paolo Rossi, I, Torino 1988, p. 99;
  • S. Lanza, L’opera del Ramelli alle origini della tecnologia moderna (le diverse et artificiose machine del capitano Agostino Ramelli dal Ponte della Tresia), tesi di laurea, Università degli Studi di Genova, facoltà di lettere e filosofia, 1982;
  • Gustina Scaglia, Leonardo da Vinci’s Drawing in the Pierpont Morgan Library: Its travels from Milan to La Rochelle (1515-1572), in Arte Lombarda, n.s., 1995, vol. 113, pp. 2-4, vol. 115, pp. 27-36;
  • Sergio Mamino, L’iconologia della Città, in V. Comoli Mandracci, S. Mamino, A. Scotti Tosini, Lo sviluppo urbanistico e l’assetto della città, in Storia di Torino, III, Dalla dominazione francese alla ricomposizione dello Stato (1536-1630), a cura di Giuseppe Ricuperati, Torino 1998, pp. 387-414: 395-396;
  • Nicola Barker, The Devonshire inheritance: five centuries of collecting at Chatsworth, Alexandria VA (USA) 2003, p. 309;
  • Vittorio Marchis, Le diverse et artificiose machine..., scheda, in Il Teatro di tutte le scienze e le arti, Torino 2011, pp. 92-93.

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