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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il comune di Aidussina, ente amministrativo in cui ricade la città omonima, vedi Aidussina (comune).
Aidussina
città
(SL) Ajdovščina
Aidussina – Veduta
Localizzazione
StatoSlovenia Slovenia
Regione statisticaGoriziano
ComuneAidussina (comune)
Territorio
Coordinate45°53′18.08″N 13°54′18.86″E / 45.888356°N 13.905238°E45.888356; 13.905238 (Aidussina)Coordinate: 45°53′18.08″N 13°54′18.86″E / 45.888356°N 13.905238°E45.888356; 13.905238 (Aidussina)
Altitudine106 m s.l.m.
Superficie7 km²
Abitanti6 678[1] (30-06-2012)
Densità954 ab./km²
Altre informazioni
Prefisso(+386) 05
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiaidussinesi
Provincia storicaCarniola interna
Cartografia
Mappa di localizzazione: Slovenia
Aidussina
Aidussina

Aidùssina[2][3][4][5][6] (in sloveno: Ajdovščina[5], in tedesco Haidenschaft[5], in latino Castra ad Fluvium Frigidum), è una città della Slovenia[7] appartenente alla regione stastica slovena del Goriziano.

Geografia fisicaModifica

Aidussina è situata nella valle del Vipacco: il confine con l'Italia dista meno di 20 km e il mare Adriatico si trova a 14 km.

Non lontano dal centro, in località Fusine, si trova una sorgente carsica con cascata dalla quale sgorga il torrente Hubel (le cui acque sono attualmente sfruttate in un impianto idroelettrico); tale torrente divide la città Aidussina, propriamente detta, da Sturie delle Fusine. Presso Podicrai vi è il villaggio di Grusizza Piro nota nell'antichità come Ad Pirum.

TerritorioModifica

Il comune è attraversato dai seguenti corsi d'acqua: fiume Vipacco; fiume Bella (Bela); torrente Hubel (Hubelj); torrente Vertovino; torrente Svino (Svinjšček); torrente Branizza (Branica).
I monti principali sono: monte Calvo (Mali Golak), 1495 m; monte Signi (Sinji vrh), 1002 m; Selva di Piro (Hruščica); Grande Madrásovici (Veliki Modrosovec), 1355 m; Piccolo Madrásovici (Mali Modrosovec), 1306 m.

ClimaModifica

Il clima è sub mediterraneo.

StoriaModifica

La località fu abitata fin dalle epoche più antiche. Difatti, nei suoi pressi sorse un castelliere illirico, e più tardi una fortificazione romana denominata Castra ad fluvium frigidum nelle fonti dell'epoca (castra, infatti, significa cittadella fortificata, in latino), a pianta ovoidale e con funzione di caposaldo del vallo di difesa delle Alpi Giulie sulla strada Aquileia - Emona (Lubiana). Sono tuttora visibili qualche resto delle mura e delle torri del castro romano, sul quale sorge gran parte dell'abitato locale.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del Regno ostrogoto, a seguito della Guerra gotica promossa dall'imperatore Giustiniano I entrò a far parte del Prefettura del pretorio d'Italia in mano ai bizantini.
Anche dopo la calata, nel 568, attraverso la Valle del Vipacco nell'Italia settentrionale dei Longobardi, seguiti poi da popolazioni slave, rimase nell'Istria bizantina.

Annientati i Longobardi nel 781, Carlo Magno, re dei Franchi, nel 788 occupò anche l'Istria bizantina inglobandola nel Regnum Italiae; nell'803 venne istituita la Marchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l'Istria.
Alla morte di Pipino nell'810, il territorio passò in mano al figlio Bernardo[8][9].
Con la morte di Carlo Magno nell'814 la carica imperiale passò a Ludovico I; questi, dopo aver deposto il nipote Bernardo, affidò poi il Regno d'Italia al suo primogenito Lotario, il quale già nell'828 (dopo aver deposto Baldrico, ultimo duca del Friuli, per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la Marca Orientale, in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della Carniola interna). Da allora le contee del Friuli e dell'Istria vennero conglobate nella nuova “marca d'Aquileia”, come parte del Regno d'Italia.

In seguito al Trattato di Verdun, nell'843, il suo territorio entrò a far parte della Francia Media[10] in mano a Lotario I e più specificatamente dall'846 della Marca del Friuli, in mano al marchese Eberardo a cui succedettero prima il figlio Urnico e poi l'altro figlio Berengario; anche dopo i trattati di Prüm e Meerssen rimase nel Regnum Italicum.

Cessato il dominio franco con la deposizione di Carlo il Grosso, Berengario, divenuto re d'Italia, passò il marchesato aquileiese al suo vassallo Vilfredo che venne poi nell'895 da lui nominato marchese del Friuli e dell'Istria.

Nel 951 passò alla Marca di Verona e Aquileia; dopo un'iniziale sottomissione al Ducato di Baviera dal 952, nel 976 passò al Ducato di Carinzia appena costituito dall'imperatore Ottone II.

Nel 1077 passò al Principato ecclesiastico di Aquileia e poi, nella parte a ovest del fiume Hubelj, ai Conti di Gorizia, in quanto "advocati" del patriarca, che acquisirono gradualmente una larga parte di tali territori, frazionati in feudi minori fra i loro ministeriali, i veri e propri strumenti di governo comitale sul Carso[11] e la vicina Istria[12]; la parte orientale dell'attuale comune invece passò alla Marca della Carniola poi ceduta nel 1282, come ricompensa per i servigi resi all'imperatore Rodolfo I contro Ottocaro II di Boemia, a Mainardo II di Tirolo-Gorizia.

Con il trattato di Schönbrunn (1809) entrò a far parte delle Province Illiriche.

Col Congresso di Vienna nel 1815 tornò in mano asburgica nel Regno d'Illiria come comune autonomo[13] al confine con Sturie delle Fusine in Carniola; passò in seguito sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nel 1849.

La cittadina appartenne al Regno d'Italia, inclusa nella provincia di Gorizia, da dopo la prima guerra mondiale fino al 1947. Fu utilizzato da Piero Chiara come scenario della prima parte del romanzo Vedrò Singapore?, ambientato nel 1932, che fu l'ultimo pubblicato (nel 1981) dallo scrittore.

 
Foto di Aidussina italiana, prima della seconda guerra mondiale

L'attuale territorio comunale era allora articolato nei comuni di:

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista (XVII sec.), ha navata unica rettangolare e presbiterio a volte a crociera. L'altare maggiore è opera di Gregorio Lazzarini, mentre i due altari laterali sono dedicati a san Rocco ed al Sacro Cuore. Gli affreschi della volta e due pale sono opera del pittore locale Antonio Celli (Anton Čebej) e sono del XVIII secolo.

SocietàModifica

Lingue e dialettiModifica

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
0,01% madrelingua tedesca
0,03% madrelingua ungherese
0,08% madrelingua italiana
92,4% madrelingua slovena
1,00% madrelingua serba

Inoltre il 2,10% della popolazione ha preferito non esplicitare la propria lingua al censimento. [14]

Infrastrutture e trasportiModifica

Il centro abitato è servito dalla stazione ferroviaria di Aidussina.

SportModifica

Il NK Primorje Ajdovščina è il massimo club calcistico cittadino, che milita nella PrvaLiga slovena.

Voci correlateModifica

  • Aidussina (comune) - comune di Aidussina, ente amministrativo in cui ricade la città di Aidussina

NoteModifica

  1. ^ Popolazione al 30-06-2012 SI-STAT
  2. ^ "Aidussina" nell'enciclopedia Sapere.
  3. ^ Touring Club Italiano, Slovenia. Lubiana, i centri termali. Il parco del Triglav. Il Carso e la costa istriana, Touring Editore, Iolo (PO), 2013, p. 83.
  4. ^ Cfr. il toponimo "Aidussina" a p. 66 sull'Atlante geografico Treccani, vol. I, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008.
  5. ^ a b c Indicazione trilingue "Haidenschaft, Aidussina, Ajdovščina" in: Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz aund Gradiska, Istrien). Wien 1906
  6. ^ Regio decreto 29 marzo 1923, G.U. 27 aprile 1923, n. 99.
  7. ^ Decreto del Governo Sloveno
  8. ^ Mappa dell'Impero carolingio all'ascesa di Ludovico I (814)
  9. ^ Mappa dell'Impero Carolingio con la Marca del Friuli nell'814 Archiviato il 31 maggio 2014 in Internet Archive. – The Historical Atlas by William R. Shepherd, 1923
  10. ^ la Francia Media (con l'Italia) (in verde) nell'impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell'anno 843
  11. ^ S. Rutar, Završniška gospoščina na Krasu, in Izvestjia Muzejska društva za Kranisko, letnik V (1895), pp. 127: si attesta la donazione da parte dell'imperatore Corrado II al patriarca di Aquileia Poppone di tutto il territorio carsico (totam Carsiam) per aver respinto nel 1028 gli ungheresi che erano penetrati nella Carniola
  12. ^ P. Štih., op. cit., pp. 23-24; 78; P. Štih. Il posto dei ministeriali nell'organizzazione e nell'amministrazione dei conti di Gorizia in La contea di Gorizia nel Medioevo, a cura di S. Tavano, Gorizia 2002, p. 95.
  13. ^ Mappe der Gemeinde Heidenschaft, im Küstenlande Kreis Görz Bezirk Heilingen Kreutz - catasto austriaco franceschino 1822
  14. ^ http://www.stat.si/Popis2002/en/rezultati/rezultati_red.asp?ter=OBC&st=7

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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