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Alastore
Nome orig.Ἀλάστωρ
SpecieDemone
SessoMaschio

Alastore (in greco antico: Ἀλάστωρ, Alàstor) è una figura della mitologia greca e corrisponde alla personificazione della vendetta e delle lotte familiari ed è stato associato anche con i peccati che si tramandano dal padre al figlio[1].
Come un genio od uno spirito della casata nella mitologia romana, ha spesso incitato le persone ad uccidere od a compiere altri peccati[2].

In origine era un mortale, figlio di Neleo il re di Pilo, fu poi abbassato di grado a demone minore dopo che lui e suo fratello uccisero Eracle.

Influenza culturaleModifica

Alastor è il nome del cavallo di Filippo II di Macedonia, il grande condottiero padre di Alessandro Magno. Celeberrimo per la sua bellezza, indomabilità e velocità, il cavallo venne chiamato così proprio a causa delle sue caratteristiche che ricordavano quelle del temuto spirito della mitologia classica.

Nella demonologia cristiana, Alastor diventa il capo esecutore del re dell'inferno. È citato nel Dizionario infernale di Jacques Collin de Plancy.

Alastor: lo spirito della solitudine è una delle opere dello scrittore romantico inglese Percy Shelley; composta nel 1816, assume i connotati di un'allegoria autobiografica, nella quale vengono espressi temi quali desolazione, solitudine e speranza.

In epoca moderna, un demone di nome Alastor appare nella serie comica/musicale Hazbin Hotel, in cui è descritto come un'entità cannibale e omicida che nasconde la sua natura sotto un portamento eccentrico ed educato.

NoteModifica

  1. ^ Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia viii. 24. § 4
  2. ^ Plutarco, De Defectu Oraculorum 13, &c.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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