Alberto Asor Rosa

critico letterario italiano
Alberto Asor Rosa
Alberto Asor Rosa.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 20 giugno 1979 –
25 novembre 1980
Legislature VIII (fino al 25/11/1980)
Incarichi parlamentari
Membro della VIII Commissione - Istruzione e belle arti

Dati generali
Partito politico PCI
Titolo di studio professore
Università Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Professione Docente universitario

Alberto Asor Rosa (Roma, 23 settembre 1933) è un critico letterario, storico della letteratura, saggista, accademico e politico italiano.

Biografia e carrieraModifica

Diplomatosi al Liceo Classico Augusto di Roma si è poi laureato alla Sapienza, relatore Natalino Sapegno.

Di formazione marxista, vicino alle posizioni operaiste di Mario Tronti, ha collaborato alle riviste Quaderni rossi, Classe operaia, Laboratorio politico e Mondo Nuovo. È stato direttore della rivista Contropiano (1968) e, dal 1990, del settimanale del PCI Rinascita. Ha progettato e diretto la collana Letteratura Italiana Einaudi.

Nel 1956, a seguito della rivoluzione ungherese, è tra i firmatari del "Manifesto dei 101", con cui numerosi intellettuali deplorarono l'intervento sovietico.

Nel 1965, col poderoso saggio Scrittori e popolo, individua e sottopone a critica quello che egli ritiene il filone populista presente nella letteratura italiana contemporanea, criticando, fra gli altri, il romanzo di Pasolini, Ragazzi di vita[1].

Dal 1972 è professore ordinario di Letteratura italiana all'Università La Sapienza di Roma, dopo aver insegnato in altre università, come quella di Cagliari, e nei licei.

Dal 1979 al 1980 è deputato per il Partito Comunista Italiano[2].

Abbandona l'attività didattica nel 2003, una volta raggiunti i limiti d'età per la pensione, e inizia a dedicarsi alla narrativa, pubblicando i romanzi L'alba di un mondo nuovo (Einaudi, 2002), Storie di animali e altri viventi (Einaudi, 2005) e Assunta e Alessandro (Einaudi, 2010).

Dal 2002 è cittadino onorario della città di Artena, in cui, da bambino, passava ogni estate a casa della nonna materna.

Nel 2004 rianima la rivista Bollettino di italianistica, semestrale di critica, storia letteraria, filologia e linguistica, prendendone la direzione[3].

Riprende anche l'attività didattica nel 2006, come professore a contratto a titolo gratuito, presso la Sapienza.

Nel 2016 ha espresso posizioni vicine al movimento No Cav schierandosi a favore della tutela delle Alpi Apuane[4][5].

ControversieModifica

Nel 2011 ha destato scalpore e critiche un suo articolo, pubblicato su il manifesto, col quale ha teorizzato

«una prova di forza che, con l'autorevolezza e le ragioni inconfutabili che promanano dalla difesa dei capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano, scenda dall'alto, instaura quello che io definirei un normale "stato d'emergenza", si avvale, più che di manifestanti generosi, dei Carabinieri e della Polizia di Stato, congela le Camere, sospende tutte le immunità parlamentari, restituisce alla magistratura le sue possibilità e capacità di azione, stabilisce d'autorità nuove regole elettorali, rimuove, risolvendo per sempre il conflitto d'interessi, le cause di affermazione e di sopravvivenza della lobby affaristico-delinquenziale, e avvalendosi anche del prevedibile, anzi prevedibilissimo appoggio europeo, restituisce l'Italia alla sua più profonda vocazione democratica, facendo approdare il paese ad una grande, seria, onesta e, soprattutto, alla pari consultazione elettorale[6]»

I suoi detrattori, specie quelli di centro-destra ma anche della sinistra extraparlamentare stalinista[7], lo hanno accusato di auspicare un colpo di Stato contro Silvio Berlusconi, che poco tempo dopo dovette lasciare l'incarico in favore di Mario Monti.[8][9][10]

OpereModifica

Asor Rosa vanta un'abbondante produzione: opere di critico (accademico e militante), nelle quali ha sempre dedicato una speciale attenzione al nesso fra ideologia e forma letteraria.

Critica letterariaModifica

  • Scrittori e popolo, Roma, Samonà e Savelli, 1965.
  • La cultura della Controriforma, Bari, Laterza, 1974.
  • La cultura, in Storia d'Italia, vol. IV: Dall'Unità ad oggi, tomo II, Torino, Einaudi, 1975.
  • La lirica del Seicento, Bari, Laterza, 1975.
  • Sintesi di storia della letteratura italiana, Firenze, La Nuova Italia, 1979.
  • Intellettuali, in Enciclopedia Einaudi, vol. VII, 1979.
  • (curatore) Letteratura Italiana Einaudi, 16 voll., Torino, Einaudi, 1982-2000.
  • Ungaretti e la cultura romana scritto con L. De Nardis, L. Piccioni e L. Silori, Roma, Bulzoni, 1983.
  • Genus italicum. Saggi sulla identità letteraria italiana nel corso del temp, Collana Biblioteca, Torino, Einaudi, 1997.
  • Un altro Novecento, Firenze, La Nuova Italia, 1999.
  • Letteratura italiana del Novecento. Bilancio di un secolo, Torino, Einaudi, 2000.
  • Stile Calvino. Cinque studi, Collana Biblioteca, Torino, Einaudi, 2001, ISBN 978-88-061-5951-1.
  • Storia europea della letteratura italiana, 3 voll., Collana Piccola Biblioteca. Nuova serie, Torino, Einaudi, 2009.
  • Le armi della critica. Scritti e saggi degli anni ruggenti (1960-1970), Collana Piccola Biblioteca. Nuova serie, Torino, Einaudi, 2011, ISBN 978-88-062-0867-7.
  • Breve storia della letteratura italiana. I. L'Italia dei Comuni e degli Stati, Collana Piccola Biblioteca. Nuova serie, Torino, Einaudi, 2013, ISBN 978-88-062-0882-0.
  • Breve storia della letteratura italiana. II. L'Italia della Nazione, Collana Piccola Biblioteca. Nuova serie, Torino, Einaudi, 2013, ISBN 978-88-062-1678-8.
  • Scrittori e popolo (1965). Scrittori e massa (2015), Collana Piccola Biblioteca, Torino, Einaudi 2015, ISBN 978-88-062-2597-1.
  • Machiavelli e l'Italia. Resoconto di una disfatta, Collana Saggi, Torino, Einaudi, 2019, ISBN 978-88-062-4058-5.
  • Scritture critiche e d'invenzione, a cura di Luca Marcozzi, con uno scritto di Massimo Cacciari, saggio introduttivo di Corrado Bologna, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2020, p. 2000, ISBN 978-88-047-2382-0.
  • L'eroe virile. Saggio su Joseph Conrad, Collana Saggi, Torino, Einaudi, 2021, ISBN 978-88-061-7164-3.

Saggistica politica e memorialisticaModifica

  • Le due società. Ipotesi sulla crisi italiana, Collana Nuovo Politecnico n.95, Torino, Einaudi, 1977.
  • L'ultimo paradosso, Collana gli Struzzi n.295, Torino, Einaudi, 1985.
  • La Repubblica immaginaria. Idee e fatti dell'Italia contemporanea, Milano, A. Mondadori, 1988.
  • Fuori dall'Occidente ovvero ragionamento sull'apocalissi, Collana Contemporanea n.6, Torino, Einaudi, 1992.
  • La sinistra alla prova. Considerazioni sul ventennio 1976-1996, Collana Contemporanea n.46, Torino, Einaudi, 1996, ISBN 978-88-061-4278-0.
  • La guerra. Sulle forme attuali della convivenza umana, Collana gli Struzzi, Torino, Einaudi, 2002.
  • Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali, a cura di Simonetta Fiori, Roma-Bari, Laterza, 2009. Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante[11]

NarrativaModifica

NoteModifica

  1. ^ A. Asor Rosa, Scrittori e popolo, Roma, Savelli, pp. 413-435
  2. ^ DIMISSIONI DI DEPUTATI: Asor Rosa Alberto (Respinte) / Dibattiti / VIII Legislatura della Repubblica italiana / Lavori, su Camera dei deputati - Portale storico. URL consultato il 15 febbraio 2019.
  3. ^ Il Bollettino di italianistica sul sito dell'editore romano Carocci
  4. ^ Carrara, in difesa delle Alpi Apuane l'appello di scrittori e intellettuali, su la Repubblica, 7 settembre 2016. URL consultato il 3 agosto 2021.
  5. ^ Appello alla Corte Costituzionale contro la privatizzazione e lo sfruttamento delle Alpi Apuane, su Il Giornale dell'arte. URL consultato il 3 agosto 2021.
  6. ^ Il testo dell'articolo, su ilmanifesto.it. URL consultato il 21 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2011).
  7. ^ Golpe o un nuovo 25 Aprile per liberarsi di Berlusconi?
  8. ^ Pietro Ancona, Asor Rosa e il colpo di Stato di Monti
  9. ^ Tecnica di un colpo di Stato Archiviato il 22 maggio 2014 in Internet Archive.
  10. ^ Il colpo di... sole di Asor Rosa
  11. ^ Albo vincitori "Isola di Arturo", su premioprocidamorante.it. URL consultato il 9 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2019).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN4924891 · ISNI (EN0000 0001 2118 4310 · SBN IT\ICCU\CFIV\008287 · LCCN (ENn79006391 · GND (DE119317672 · BNF (FRcb11885662r (data) · BNE (ESXX1089387 (data) · NLA (EN35915206 · BAV (EN495/107735 · WorldCat Identities (ENlccn-n79006391