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Alberto Jacometti

giornalista e politico italiano
Alberto Jacometti
Alberto Jacometti.jpg

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano
Collegio I (TORINO)
Incarichi parlamentari
Componente della 4ª Commissione per l'esame dei disegni di legge, 15 luglio 1946 - 31 gennaio 1948
Sito istituzionale

Segretario del Partito Socialista Italiano
Durata mandato 1º luglio 1948 –
16 maggio 1949
Predecessore Lelio Basso
Successore Pietro Nenni

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature II, III, IV
Gruppo
parlamentare
* Partito Socialista Italiano, 21 luglio 1953 - 17 novembre 1966
  • Partito Socialista Italiano - Partito Socialista Democratico Italiano Unificati, 17 novembre 1966 - 4 luglio 1968
Collegio Torino
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente della Commissione speciale per la ratifica dei decreti legislativi emanati dal governo durante il periodo della costituente
  • Componente della Giunta delle Elezioni
  • Vicepresidente della Giunta delle Elezioni
  • Componente della 1ª Commissione (Affari Interni)
  • Componente della 1ª Commissione (Affari Costituzionali)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria
Titolo di studio laurea in scienze agrarie
Professione giornalista

Alberto Jacometti (San Pietro Mosezzo, 10 marzo 1902Novara, 10 gennaio 1985) è stato un giornalista, scrittore e politico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Giovanissimo aderì al socialismo, cui era venuto a contatto grazie all'opera di Tolstoj. Nel 1917 andò a lavorare come volontario presso il municipio di Novara e due anni dopo collaborò con il settimanale socialista Il lavoratore.

Nel 1922 fondò la rivista Vita Nova, successivamente pubblicò il suo primo romanzo Fango nel sole e nel 1924, dopo un incontro con Filippo Turati, si iscrisse al Partito Socialista Unitario.

Sempre nel 1924 si laureò in agraria ma, dopo l'omicidio di Giacomo Matteotti, fu oggetto di violenze fasciste e costretto ad emigrare in Francia, non prima però di aver pubblicato il foglio clandestino Basta!.

Dopo un fugace ritorno in Italia a Torino nel 1926, si stabilì a Parigi, ma nel 1928 fu costretto ad abbandonare la nazione transalpina ed a trasferirsi a Bruxelles, dove nel 1932 pubblicò il saggio Problemi della rivoluzione italiana.

Collaboratore di Avanti!, nel 1937 combatté come volontario nella guerra civile spagnola dalla parte della Repubblica: arrestato dai nazisti nel 1940, fu estradato in Italia e costretto al confino nel 1941, da scontare a Ventotene.[1]

Liberato dopo il 25 luglio del 1943, tornò a Novara dove promosse la costituzione del CLN locale e prese parte alla Resistenza partigiana tra le file delle Brigate Matteotti.

Il dopoguerraModifica

Fu uno degli esponenti più in vista del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria - PSIUP e nel 1946 venne eletto deputato all'Assemblea Costituente.

Al congresso straordinario del Partito Socialista Italiano a Genova (27 giugno - 1º luglio 1948), che seguì alla sconfitta elettorale della coalizione social-comunista del Fronte Democratico Popolare ed al deludente risultato dei candidati del PSI, fu eletto, in quanto a capo della corrente autonomista insieme a Riccardo Lombardi, Segretario nazionale del PSI, ma conservò la carica solo per un anno.

Nel 1950 divenne segretario provinciale del PSI a Novara e tornò alla Camera dei deputati nel 1953 per rimanervi fino al 1968.

Nel 1976 si dichiarò contrario all'elezione di Bettino Craxi a Segretario del PSI e dopo il XLIII congresso di Verona del 1984 abbandonò il partito, invitando anche altri militanti a fare altrettanto.

Morì nel 1985.

Presso l'Istituto storico della resistenza Piero Fornara è conservato un fondo archivistico su di lui.

NoteModifica

  1. ^ Commissione di Novara, ordinanza del 28.2.1941 contro Alberto Jacometti (“Esponente socialista, svolge attività antifascista all'estero”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. I, p. 65

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN43317951 · ISNI (EN0000 0001 1630 5181 · SBN IT\ICCU\CFIV\025328 · LCCN (ENn86041854