Alceste De Lollis

patriota e scrittore italiano
Alceste De Lollis con la moglie Filomena Colalongo[1]

Alceste De Lollis (Fallo, 28 febbraio 1820Casalincontrada, 8 luglio 1887) è stato un educatore e letterato italiano.

BiografiaModifica

Alceste Tito De Lollis, secondo di sette figli, nacque a Fallo in provincia di Chieti dal Medico Cerusico Don Nicola e da Maria entrambi De Lollis.[2].Si sposerà nel 1860 con Filomena Colalongo[3] da cui, nel 1863, avrà il futuro critico e scrittore Cesare De Lollis, secondo di otto figli.

Iniziati gli studi nel suo paese, fu presto inviato a studiare presso il seminario diocesiano di Chieti dove studiavano anche Silvio Spaventa e Bertrando Spaventa. Qui frequentò i corsi di Lettere di don Livio Parladore[4] Non ancora ventenne fu colpito da una serie di gravi lutti: nel giro di poco tempo gli morirono i genitori e il figlio maggiore Olindo[5]

Con la famiglia a carico e in ristrettezze economiche, lavorò a Lama dei Peligni come istitutore privato portando con se il fratello minore. Tre anni dopo, nel 1843, muore anche la sorella rimasta nella casa paterna ad accudire i fratelli. A questo periodo, in cui è particolarmente prostrato dagli eventi e si ritira in solitudine per riflettere sulla propria condizione umana, si debbono le sue prime composizioni poetiche[6]. L'anno successivo si trasferisce a Prata d'Ansidonia dove per quattro anni si dedica all’educazione di tre giovani. Il periodo trascorso come educatore fu particolarmente importante, sia dal punto di vista della crescita personale che della produzione artistica[2].

La svolta della sua vita fu nel 1847 quando, dal Governo Costituzionale, fu nominato Professore di Filosofia naturale e Matematiche sintetiche nel Real Collegio de L’Aquila. Dal 1852 al 1860 ricoprì la carica di Patrocinatore presso il Tribunale di Chieti; nel 1860 fu Ufficiale di carico nel Dicastero della Polizia di Napoli, poi Caposezione nel Ministero della Pubblica Istruzione, Delegato al riordinamento degli studi in Abruzzo, Preside del Liceo di Chieti[7] e poi, fino al 1876,[8] al liceo classico Domenico Cotugno dell'Aquila[9].

Dal 1876 al 1877 fu Regio Provveditore agli Studi di Chieti, dal 1878 al 1882 a Teramo, dal 1883 al 1885 a Ferrara. Terminata l’attività lavorativa si ritirò a Casalincontrada disturbato però da problemi di salute. Presagendo la fine[10] volle pubblicare i sui componimenti poetici raccolti in Ricordi poetici[11] una raccolta di memorie e documenti, una vera e propria autobiografia. Morì nel luglio 1887, fu tumulato nel cimitero comunale del paese e traslato poi nella cappella di famiglia fatta erigere per il figlio Cesare.

Fu legato a varie personalità risorgimentali del liberalismo meridionale, tra cui: , Luigi Settembrini e Vittorio Imbriani. Oltre alla sua attività di patriota del Risorgimento è ricordata la sua attività di letterato che lo portò ad avere rapporti di amicizia con molti letterati della sua epoca[12], tra cui: Niccolò Tommaseo, Alessandro Manzoni e la poetessa teramana Giannina Milli a cui dedicò anche una lirica[13].

RiconoscimentiModifica

  • Per i suoi alti meriti culturali e professionali, gli furono conferiti, nel 1863, i titoli di Cavaliere dell’Ordine cavalleresco dei SS. Maurizio e Lazzaro[2]
  • Nel 1874 fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia.[2]
  • Il comune di Fallo bandisce, in sua memoria, il premio letterario Alceste De Lollis[14].
  • Una strada di Fallo è intitolata alla sua memoria[15]
  • Una piazza di Casalincontrada è intitolata alla sua memoria[16]

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ fonte immagine: foto di famiglia fornita da Donatella Artese, figlia di Alessandro e di Jolanda De Lollis, figlia di Concetta Zecca e di Cirillo uno dei figli della coppia ritratta.
  2. ^ a b c d D'Este.
  3. ^ Leandro Angeletti, De Lollis,Cesare, su dizionario biografico, treccani.it.
  4. ^ “ottimo sacerdote ed insegnante efficacissimo, che negli alunni sapeva eccitare e mantenere il fervore degli studii” fonte: D'Este
  5. ^ Scrisse di lui Alceste: “giovane d’ingegno, di buoni studii, di buonissima volontà e d’incorrotti costumi che colto precedentemente da lento morbo, sentì aggravarsi il male dopo la perdita dei genitori, e non poté ad essi più a lungo sopravvivere”.fonte: D'Este
  6. ^ Come “In campagna con un vecchio contadino”, “tra le tombe e le sciagure” e "L'usignolo" fonte: D'Este
  7. ^ Alceste De Lollis, Inaugurazione del Liceo ginnasiale in Chieti, L'Aquila, Tipografia Aternina, 1862, SBN IT\ICCU\SBL\0110625.
  8. ^ Alceste De Lollis, ai professori del liceo ginnasiale e delle scuole universitarie nell'Aquila : ricordo e commiato / del preside A. De Lollis, L'Aquila, Tipografia Vecchioni, 1876, SBN IT\ICCU\AQ1\0116715.
  9. ^ Alceste De Lollis, Sull'anno scolastico 1862-63 nel Liceo ginnasiale di Aquila: relazione e discorso / del preside A. De Lollis, L'Aquila, Tipografia Grossi, 1864, SBN IT\ICCU\AQ1\0025934.
  10. ^ “Scrive:è venuto un morbo crudele che tra spasimi atroci ed acerbi dolori mi consuma lentamente e precipita la mia vecchiaia al termine estremo”.fonte: D'Este
  11. ^ in bibliografia.
  12. ^ Di Paolo.
  13. ^ “A Giannina Milli. Un fiore” fonte: D'Este
  14. ^ Annarita Di Paolo, Alceste De Lollis: poeta tra dolore e speranza, su larecherche.it. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  15. ^ Via Alceste De Lollis, Fallo, Tuttocittà. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  16. ^ Piazza Alceste De Lollis, Casalincontrada, Tuttocittà. URL consultato il 28 dicembre 2016.

BibliografiaModifica

  • Carlo Maria D'Este, Alceste De Lollis (1820-1887) letterato patriota (PDF), su Abruzzesi illustri[collegamento interrotto], regione.abruzzo.it. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  • Annarita Di Paolo, Alceste De Lollis: poeta tra dolore e speranza, su larecherche.it. URL consultato il 28 dicembre 2016.
  • Fausto De Sanctis, Alceste de Lollis, in Terra e Gente, n. 2, Lanciano, XXXII (2012), pp. 45-46.
  • Fausto De Sanctis, Alceste de Lollis e Alessandro Manzoni, in Terra e Gente, n. 1, Lanciano, XXXVI (2016), pp. 10-12.
  • Fausto De Sanctis, Alceste de Lollis poeta, scrittore e patriota del Risorgimento, Pescara, Centro Studi Delollisiani (Tipografia Sigraf), pp. 288, ISBN 978-8895566733.

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