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Alcide Pedretti
Alcide Pedretti.jpg
Il 2° Capo Alcide Pedretti
17 giugno 1913 – 26 luglio 1941
Nato aFivizzano
Morto aLa Valletta, Malta
Cause della mortecaduto in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Marina
UnitàXª Flottiglia MAS
Grado2° Capo Palombaro
ComandantiJunio Valerio Borghese
Guerreseconda guerra mondiale
BattaglieAttacco a Malta
Decorazionivedi qui
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Alcide Pedretti (Fivizzano, 17 giugno 1913La Valletta, 26 luglio 1941) è stato un militare italiano. Prestò servizio come operatore nella Xª Flottiglia MAS della Regia Marina durante la seconda guerra mondiale con il grado di 2° Capo Palombaro, venendo decorato con la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Indice

BiografiaModifica

Nacque a Bottignana, piccola frazione di Fivizzano il 17 luglio del 1913, e si arruolò volontario nella Regia Marina nel corso del 1933, conseguendo il brevetto di palombaro.[1]

Entrato come volontario nel più noto reparto speciale della Regia Marina, la Xª Flottiglia MAS, comprendente varie unità di assalto subacqueo, si specializzò nell'uso dei Siluri a Lenta Corsa, progettati dal Capitano del Genio navale Teseo Tesei, in collaborazione con Elios Toschi e Angelo Belloni, e divenuti famosi con il nomignolo di “Maiali”.[1]

Promosso al grado di sergente venne destinato all'uso del mezzi speciali subacquei, diventando il secondo proprio di Tesei. Destinato a prendere parte al previsto attacco contro il porto di Alessandria d'Egitto (Operazione GA .1) fallito per l'affondamento del sommergibile avvicinatore Iride da parte di velivoli inglesi nel Golfo di Bomba, costa libica, il 22 agosto 1940, si distinse durante l'azione di salvataggio dei marinai rimasti imprigionati nel relitto del sommergibile, venendo decorato con la Medaglia di bronzo al valor militare[1] per l'opera prestata.

Per aver partecipato ad un'azione contro Gibilterra[2] (Operazione BG.2)[3] avvenuta il 30 ottobre 1940, venne promosso per merito speciale a 2° Capo.[1] in quella occasione non conseguì alcun risultato a causa di un'avaria al mezzo e al malfunzionamento degli autorespiratori.

Nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1941,[4] prese parte alla missione Malta 2 contro il porto di La Valletta. Durante il corso dell'azione congiunta, effettuata da due SLC e da sei barchini esplosivi,[4] per non compromettere l'esito della missione e recuperare il tempo perso per ovviare a degli imprevisti tecnici accorsi all'altro SLC,[5] e con la volontà di portare a termine a ogni costo il suo compito,[6] decise di «spolettare a zero», rinunciando cioè ad allontanarsi dall'arma prima che esplodesse sotto l'obiettivo, perendo così assieme al suo comandante.

Per tale atto veniva decorato alla memoria con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

RiconoscimentiModifica

Alla sua memoria è stato anche eretto un Cippo a Fivizzano dall'Associazione Nazionale Marinai d'Italia,[7] la Marina Militare Italiana gli ha intitolato un motoscafo appoggio sommergibili.[8] e la città di Roma gli ha intitolato una via.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Volontario dei mezzi d'assalto della Regia Marina partecipava ad ardita operazione di forzamento di una delle più potenti e meglio difese Basi Navali dell'avversario.Verificatosi nel corso dell'azione un ritardo dovuto ad imprevisti incidenti tecnici, che avrebbero potuto compromettere l'esito, fedele fino alla morte al suo Ufficiale rinunciava ad allontanarsi dalla propria arma prima che esplodesse contro l'obiettivo. Col sacrificio della vita assurgeva alla gloria purissima del cosciente olocausto. Sublime esempio di coraggio, spirito di abnegazione e dedizione alla Patria oltre il dovere.»
— Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941.
— Regio Decreto 31 maggio 1946
  Medaglia di bronzo al valor militare
«Imbarcato di passaggio, in missione di guerra, su un sommergibile che veniva attaccato con siluro e con le mitragliatrici da aerei siluranti nemici a bassissima quota che veniva affondato, dimostrava sprezzo del pericolo ed ardimento.»
— Golfo di Bomba, 22-24 agosto 1940.
— Regio Decreto 7 novembre 1941[9]

NoteModifica

  1. ^ a b c d Tellini 1994, p. 92
  2. ^ La prima contro la munita forte base navale inglese, condotta da sommergibile avvicinatore Scirè.
  3. ^ Giorgerini 2007, p. 179-182
  4. ^ a b Il Nastro Azzurro n.6, novembre-dicembre 2009, p. 28
  5. ^ Si trattava di quello condotto del sottotenente di vascello Franco Costa e del sergente palombaro Luigi Barla.
  6. ^ Tesei e Pedretti avevano il compito di attaccare e distruggere l'ostruzione posta sul ponte di Sant'Elmo.
  7. ^ http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=10187>
  8. ^ Si tratta dell'unità Y-499 Alcide Pedretti da 97 tonnellate, varata nel 1984 presso il cantiere Crestitalia Ameglia.
  9. ^ Determinazione del 31 agosto 1940.

BibliografiaModifica

  • Junio Valerio Borghese, Decima Flottiglia MAS, Milano, Garzanti Editore, 1950.
  • Luis De La Sierra, Gli assaltatori del mare, Milano, Ugo Mursia Editore, 1971.
  • Giorgio Giorgerini, Attacco dal Mare. Storia dei mezzi d'assalto della Marina Italiana, Milano, A. Mondadori Editore, 2007, ISBN 978-88-04-51243-1.
  • (EN) Jack Greene, The Black Prince and the Sea Devils: The Story of Valerio Borghese and the Elite Units of the Decima Mas, Cambridge, Da Capo Press, 2004, ISBN 0-306-81311-4.
  • Arnaldo Cappellini, Torpedini umane contro la flotta inglese, Milano, Edizioni Europee, 1953.
  • Beppe Pegolotti, Uomini contro navi, Firenze, Vallecchi, 1959.

PeriodiciModifica

  • Medaglie d'Oro eccellenti: Teseo Tesei, in Il Nastro Azzurro, nº 6, Roma, Istituto del Nastro Azzurro, novembre-dicembre 2009, pp. 28-29.
  • Mario Tellini, Un grande eroe: Alcide Pedretti, in Lunezia, nº 3, Sarzana, Carpena, dicembre 1994, pp. 92-99.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica