Aldabrachelys abrupta

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Tartaruga gigante inclinata
Aldabrachelys abrupta.jpg
Carapace di A. abrupta
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Testudines
Sottordine Cryptodira
Superfamiglia Testudinoidea
Famiglia Testudinidae
Genere Aldabrachelys
Specie A. abrupta
Nomenclatura binomiale
† Aldabrachelys abrupta
Grandidier, 1868[1]
Sinonimi
  • Testudo abrupta
    Milne-Edwards, 1868 (nomen nudum)[2]
  • Testudo abrupta
    Grandidier, 1868:377
  • Geochelone abrupta
    Pritchard, 1967
  • Asterochelys abrupta
    Bour, 1980
  • Dipsochelys abrupta
    Bour, 1982
  • Aldabrachelys abrupta
    Austin, Arnold & Bour, 2003

La tartaruga gigante inclinata (Aldabrachelys abrupta Grandidier, 1868) è una specie estinta di tartaruga gigante (gen. Aldabrachelys) vissuta nell'Olocene endemica del Madagascar.

DescrizioneModifica

La tartaruga gigante inclinata era una specialmente grande, il cui carapace misurava circa 115 centimetri in lunghezza. Rappresentava una delle sei specie di tartarughe endemiche del Madagascar (due grandi Aldabrachelys; due medie Astrochelys; due piccole Pyxis). Visse negli stessi luoghi di un'altra tartaruga gigante del Madagascar, la tartaruga gigante di Grandidier (Aldabrachelys grandidieri, anch'essa estinta), ed entrambe le specie occupavano sia le coste che gli altopiani più freddi del Madagascar, dove svolgevano il ruolo di grandi erbivori. Sebbene fossero molto simili, le due specie occupavano nicchie ecologiche diverse: A. abrupta si nutriva di cespugli e rami bassi, mentre A. grandidieri si nutriva di erbe nelle praterie e nelle zone umide.

A differenza della sua specie gemella, che aveva un guscio basso e appiattito, A. abrupta aveva un guscio alto e bombato.

EstinzioneModifica

Il materiale fossile di questa specie è stato datato a circa 750-2850 anni fa e sembra che l'animale fosse ampiamente distribuito in tutto il Madagascar. Si stima che si sia estinto c. 1200 DC. Tuttavia, alcuni resti dalla datazione incerta suggeriscono che alcuni esemplari possono essere sopravvissuti almeno fino al 1500, e sembra che abbiano convissuto con i primi umani arrivati in Madagascar, prima di estinguersi definitivamente.[3]

NoteModifica

  1. ^ Grandidier, A. 1868. Sur les découvertes zoologiques faites récemment à Madagascar. Annales des Sciences Naturelles. Zoologie et Paléontologie, Paris (5)10:375–378.
  2. ^ Fritz Uwe e Peter Havaš, Checklist of Chelonians of the World (PDF), in Vertebrate Zoology, vol. 57, n. 2, 2007, pp. 265, ISSN 1864-5755 (WC · ACNP). URL consultato il 29 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2010).
  3. ^ Rhodin, AGJ, Thomson, SA, Georgalis, GL, Karl, H-V, Danilov, IG, Takahashi, A, de la Fuente, MS, Bourque, JR, Delfino, M, Bour, R, Iverson, JB, Shaffer, HB, and van Dijk, PP. 2015. Turtles and Tortoises of the World During the Rise and Global Spread of Humanity: First Checklist and Review of Extinct Pleistocene and Holocene Chelonians. Chelonian Research Monographs (ISSN 1088-7105) 5(8):000e.1–66. doi:10.3854/crm.5.000e.fossil.checklist.v1.2015

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