Apri il menu principale

Aldo Spinelli

imprenditore e dirigente sportivo italiano
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'artista omonimo, vedi Aldo Spinelli (artista).

Aldo Spinelli (Palmi, 4 gennaio 1940) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano.

BiografiaModifica

Possiede attività nel settore dei trasporti, della logistica, della dogana e dei Terminal portuali, il Gruppo Spinelli.

GenoaModifica

Il 7 maggio 1985 rileva il Genoa in Serie B. Per 13 stagioni alla guida della società ligure, di cui 6 anni in Serie A, ottiene diversi successi della storia del club nel dopoguerra fino ad arrivare alle semifinali di Coppa UEFA, vincendo tra le altre, le gare di andata e ritorno con il Liverpool (prima squadra italiana ad imporsi ad Anfield) e la Coppa anglo-italiana. Ha lasciato la presidenza della società genoana nel 1997.

LivornoModifica

Divenuto nel 1999 presidente del Livorno, mette a frutto l'esperienza maturata nella gestione genoana dando inizio alla scalata del Livorno, dalla Serie C1 fino alla Serie A conquistata nel 2004 e anche in Coppa UEFA. Dopo appena un anno di purgatorio in Serie B a causa della retrocessione avvenuta nel 2008, Spinelli riporta il Livorno in Serie A nel giugno 2009, ma la squadra in quel campionato non riuscirà a salvarsi da una nuova retrocessione. Dopo tre annate di Serie B, il 2 giugno 2013 il Livorno torna in Serie A, ma, a causa delle molte difficoltà incontrate, a fine campionato retrocede ancora. Nell'aprile 2014 Spinelli avvia una trattativa per la cessione della società al livornese Stefano Bandecchi, imprenditore fondatore dell'Università Cusano, trattativa poi non andata a buon fine.[1] Il 6 novembre 2018 annuncia le dimissioni da presidente del Livorno insieme al figlio amministratore delegato del club Roberto Spinelli.[2]

NoteModifica

  1. ^ Spinelli: «Sistema arbitrale marcio, esco per sempre da questo calcio», su Corriere della Sera. URL consultato il 26 gennaio 2016.
  2. ^ Cambio guida tecnica e dimissioni Presidente AS Livorno Calcio [collegamento interrotto], su livornocalcio.it, 6 novembre 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica