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Ritratto di Alessandro Bentivoglio. Lorenzo Costa, Pala Bentivoglio, dettaglio. Cappella Bentivoglio, chiesa di San Giacomo Maggiore, Bologna

Alessandro Bentivoglio (Bologna, 1474Milano, 1532) è stato un nobile bolognese.

Presunto ritratto di Alessandro Bentivoglio, fra Santo Stefano, San Benedetto da Norcia. Milano - San Maurizio al monastero maggiore

Era figlio di Giovanni II Bentivoglio e di Ginevra Sforza, figlia di Alessandro Sforza signore di Pesaro.

È raffigurato insieme a tutta la famiglia Bentivoglio nella pala Bentivoglio di Lorenzo Costa

Indice

BiografiaModifica

Venne nominato cavaliere nel 1483 dal duca di Calabria Alfonso d'Aragona[1].

Nel giugno del 1492 sposò a Milano Ippolita Sforza (1481-1520) che gli portò in dote anche la signoria di Casteggio[1]. Ippolita era figlia di Carlo Sforza, conte di Magenta, un figlio illegittimo di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano e di Lucrezia Landriani.

La coppia ebbe sei figli[2]:

  • Sforza
  • Giovanni, che morì bambino;
  • Ginevra (1503-1541), che sposò Giovanni II del Carretto;
  • Alessandra (1504-?), badessa del convento di San Maurizio presso il Monastero Maggiore a Milano;
  • Violante (1505-1550), che sposò Giovanni Paolo I Sforza;
  • Ippolita, (1518-?), suora.

Insieme al padre e ai fratelli Annibale ed Ermes, anch'essi condottieri, svolse mansioni di rappresentanza e partecipò ad alcuni episodi bellici della penisola italica, interessata continuamente da conflitti tra i vari signori dell'epoca[1].

Nel 1498 venne nominato assieme ai fratelli conte palatino dall'imperatore.

Fece edificare il Palazzo Bentivoglio Pepoli nelle campagne di Rigosa a Zola; il luogo d'estate diventava un centro mondano e culturale[3].

Nel 1506 fu costretto a fuggire da Bologna, per ordine del papa Giulio II che intimò ai Bentivoglio di lasciare la città. Si rifugiò a Fidenza ma dovette spostarsi in varie città in quanto ogni volta che queste ospitavano un Bentivoglio ricevevano un interdetto del papa. Giulio II aveva infatti messo una taglia sulla sua cattura, preoccupato dalla reazione armata dei fratelli Bentivoglio. In effetti questi cercarono più volte di organizzare un esercito per riconquistare la loro città perduta. Nel 1511 dopo vari tentativi e con l'aiuto dei francesi, riuscirono nel loro intento e Annibale si autonominò signore di Bologna[1].

Bentivoglio
 
Giovanni I
Anton Galeazzo
Figli
Annibale I
Figli
Sante
Figli
Giovanni II
Annibale II
Modifica

L'anno dopo però i francesi si ritirarono e i bolognesi insorsero per cacciare nuovamente i Bentivoglio. Alessandro e gli altri furono quindi costretti a lasciare, stavolta per sempre, la città natale. Riuscirono però a riavere i loro averi sparsi nel nord Italia. Alessandro riebbe i castelli di Covo e Antegnate nel territorio bergamasco[1].

Passò sotto la protezione e al servizio degli Sforza e divenne consigliere ducale. Rimase a Milano anche quando il ducato passò sotto il controllo degli spagnoli nel 1525 e venne nominato governatore della città insieme Gianfrancesco Visconti[1].

Morì a Milano nel 1532 e venne sepolto nella chiesa di San Maurizio presso il Monastero Maggiore[1].

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Condottieri di ventura Archiviato il 15 gennaio 2008 in Internet Archive.
  2. ^ Ippolita Sforza
  3. ^ Copia archiviata, su palazzopepoli.it. URL consultato il 18 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2007).

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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