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Alessandro Mussolini, padre di Benito Mussolini

Alessandro Mussolini (Montemaggiore di Predappio, 11 novembre 1854Forlì, 19 novembre 1910) è stato un attivista italiano, principalmente noto per essere stato il padre di Benito Mussolini (1883-1945). Schierato politicamente verso il socialismo rivoluzionario con simpatie di tipo nazionalista[1], fu anche un attivista politico. Di professione fabbro[2], esercitò una considerevole influenza sulle successive scelte politiche del figlio, inizialmente vicino alle posizioni del sindacalismo rivoluzionario e del socialismo e poi fautore del movimento dei Fasci di combattimento, cambiando radicalmente la sua personale opinione nei confronti della Prima Guerra Mondiale e del ruolo dell'Italia in essa.

Indice

Attivismo politico e visione politica generaleModifica

Figlio di Luigi Agostino Gaspare Mussolini (1834-1908) e di Caterina Vasumi (1834-1905)[3] nacque nella casa che nel 1849 aveva ospitato Giuseppe e Anita Garibaldi in fuga da San Marino verso le Valli di Comacchio[4], Mussolini entrò in politica nel 1873, all'età di soli 19 anni, come militante rivoluzionario socialista. Già il successivo anno prese parte alle attività di sommossa nel paese di Predappio, località di nascita del figlio, futuro dittatore d'Italia. Divenne membro del governo locale e fu conosciuto alle autorità per le controversie che lo riguardarono sull'uso della violenza contro gli avversari politici, essendo irascibile e di temperamento sanguigno.

A riprova di questo fatto le sollecitazioni della polizia nei suoi confronti che lo avvertì di cessare le sue attività di distruzione delle proprietà e di minacciare gli avversari politici nel 1878. Fu arrestato nello stesso anno per il sospetto che avesse partecipato ad attività rivoluzionarie e rimase agli arresti domiciliari per ben quattro anni, fino al 1882, quando ebbe luogo il matrimonio con Rosa Maltoni.

Mussolini, essendo pienamente un socialista, riteneva che i mezzi di produzione dovessero appartenere allo Stato e che la società dovesse reggersi ed essere condotta da una classe dirigente composta da lavoratori[2]. Inoltre, riteneva che andassero completamente riviste le modalità di lavoro e le condizioni in cui versavano i lavoratori. Coniugò una visione socialista con il nazionalismo, spinto da un profondo sentimento di italiano, idealizzando figure come Carlo Pisacane, Giuseppe Mazzini[1] e Giuseppe Garibaldi[1]. Ebbe pertanto una visione politica composta da elementi diversi che combinavano militarismo di stampo garibaldino, sentimento nazionalista mazziniano e socialismo umanitario.

Vita privataModifica

Il 25 gennaio 1882, una volta rilasciato dalle autorità locali che lo tenevano sotto controllo agli arresti domiciliari, si sposò con la maestra elementare e devota cattolica[5] Rosa Maltoni (1858-1905). A differenza della moglie, Alessandro Mussolini non era credente e odiava la Chiesa Cattolica ma, nonostante tali sostanziali differenze, i loro ideali non influirono sulla relazione matrimoniale e familiare[5]. Il padre della sposa non vedeva però di buon occhio quest'unione e non approvò mai il matrimonio tra i due[5].

Il 29 luglio 1883 nacque il loro primogenito, che volle chiamare Benito in onore del politico messicano Benito Juárez. Benito Mussolini fu profondamente influenzato dalle idee politiche paterne, imparando a conoscere figure come Karl Marx, del quale il padre parlava; lo aiutò inoltre nel suo lavoro di fabbro. Successivamente nacque, l'11 gennaio 1885, il secondogenito, Arnaldo, così chiamato in onore di Arnaldo da Brescia. Infine, il 10 novembre 1888, nacque l'ultimogenita, Edvige. A causa delle sue idee politiche, Alessandro Mussolini ebbe spesso difficoltà a trovare un impiego e cadde nella tentazione dell'alcol, divenendo un alcolizzato[5].

Dopo la morte della moglie Rosa (1905), Alessandro Mussolini lasciò Predappio per lavorare come albergatore nella periferia di Forlì; lì frequentò una contadina vedova, Anna Lombardi, che aveva già corteggiato da giovane: particolare curioso è che la donna aveva cinque figlie e, tra esse, spiccava Rachele Guidi, futura moglie di Benito[6]. Nel 1909 diede il permesso al figlio e a Rachele di fidanzarsi, anche perché il primo aveva minacciato di commettere un omicidio-suicidio in caso di risposta negativa[7]. Sfibrato dal nuovo lavoro - in cui, saltuariamente, venne aiutato dal primogenito - e dal vizio del bere, morì pochi giorni dopo aver compiuto 56 anni.

È sepolto dal 1957 nella Cripta Mussolini nel Cimitero di San Cassiano a Predappio.

NoteModifica

  1. ^ a b c Anthony James Gregor, Young Mussolini and intellectual origins of Fascism, Berkeley and Los Angeles, 1979, p. 29.
  2. ^ a b Jeremy Roberts, Benito Mussolini, in Twenty-First Century Books, A & E, 2006, p. 10.
  3. ^ Alessandro Mussolini, geneall.net
  4. ^ Claudio Visani, Gli intrighi di una Repubblica. San Marino e Romagna, 80 anni di storia raccontati dai protagonisti. Prefazione di Sergio Zavoli, Bologna, Edizioni Pendragon, 2012, p. 20, ISBN 8865981776.
  5. ^ a b c d Brenda Haugen, Benito Mussolini: Fascist Italian Dictator, Minneapolis, Compass Point Books, 2007.
  6. ^ Richard J.B. Bosworth, Mussolini, Mondadori, 22 luglio 2014, pp. 53–, ISBN 978-88-520-5317-7.
  7. ^ Matilde Maisto, La donna nella storia: Rachele Guidi, Cancello ed Arnone new, 23 ottobre 2014.

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN59931804 · ISNI (EN0000 0001 2135 3583 · LCCN (ENno2010189728 · GND (DE121090701 · BNF (FRcb16523673v (data) · WorldCat Identities (ENno2010-189728