Alfa Romeo Giulia GT

autovettura del 1963 prodotta dalla Alfa Romeo
Alfa Romeo Giulia GT
1969-Alfa-Romeo-GT-Veloce-Red-Front-Angle-st.jpg
Un'Alfa Romeo 1750 GT Veloce del 1969
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1963 al 1975
Sostituisce la Alfa Romeo Giulietta Sprint
Sostituita da Alfa Romeo Alfetta GT
Esemplari prodotti oltre 223.000[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4080 mm
Larghezza 1580 mm
Altezza 1310 mm
Passo 2350 mm
Massa 950 kg
Altro
Assemblaggio Stabilimento di Arese
Stile Giorgetto Giugiaro
per Bertone
Stessa famiglia Alfa Romeo Giulia
Auto simili Fiat 124 Sport Coupé
Ford Capri
Lancia Fulvia Coupé
Opel Manta
Renault 15 e 17
1969-Alfa-Romeo-GT-Veloce-Red-Rear-Angle-st.jpg
parte posteriore della stessa auto

L'Alfa Romeo Giulia GT è una coupé derivata dalla Giulia costruita dall'Alfa Romeo tra il 1963 e il 1975.[1]

Storia del modelloModifica

La Giulia GT avrebbe sostituito la Giulia Sprint 1600, una Giulietta Sprint con motore 1.6 della Giulia Ti, di cui mantiene l'impostazione generale della carrozzeria e anche la classica collocazione motore e cambio anteriore con trazione posteriore. La carrozzeria, opera di un giovanissimo Giorgetto Giugiaro all'epoca in forze alla Bertone,[2] era montata sul pianale della berlina Giulia Ti con passo accorciato da 2510 a 2350 mm ed era una filante coupé sportiva 2+2.

Il curioso "scalino" anteriore che caratterizzava tutte le versioni prodotte fino al 1968 e parte di quelle prodotte fino al 1971 era dovuto ad un ripensamento tra l'approvazione del disegno e la messa in produzione dell'auto. Originariamente doveva essere una presa d'aria, poi abolita per contenere i costi, che lasciando spazio allo "scalino" ne ha definito una importante (e riconoscibile) cifra stilistica.

Quest'auto grazie alle sue linee e alle ottime qualità stradali divenne una delle vetture più ambite del periodo.[1]

Furono prodotte diverse versioni di Giulia GT nelle varie serie che si possono classificare in: Sprint GT, GT Junior, GTC, GTA, e GT Veloce.

Giulia Sprint GT e GTCModifica

 
Un'Alfa Romeo Giulia Sprint GT 1600 del 1965

L'Alfa Romeo Giulia Sprint GT fu mostrata in anteprima alla stampa il 9 settembre 1963 assieme alla sua linea di montaggio, appena terminata nel nuovissimo stabilimento di Arese, in cui fu la prima auto prodotta, anche se motore e cambio erano ancora realizzati al Portello. Tre giorni dopo avvenne la presentazione ufficiale al pubblico al Salone dell'automobile di Francoforte dove iniziarono gli ordini.

In verità le consegne iniziarono a dicembre perché, al momento della presentazione e messa in listino, sugli esemplari pre-serie della "Giulia Sprint GT" si stavano ultimando i test di verifica. Fu proprio durante lo svolgimento di questi ultimi test che, il 30 ottobre, perse la vita Edoardo Monego, ingegnere collaudatore dell'Alfa Romeo che aveva seguito tutto lo sviluppo della nuova vettura. Uscito in strada per testare alcune varianti al motore e agli pneumatici, si scontrò frontalmente con una Peugeot 404 che stava completando un'inversione di marcia sulla SP 233, in località Torretta.[3]

La prima versione (serie 105.02) è mossa dal motore quattro cilindri in linea in lega leggera con distribuzione bialbero di 1570 cm³ (serie AR00502) derivato dalla berlina TI e potenziato a 106 cv grazie all'adozione di due carburatori doppio corpo Weber e differenti fasature di distribuzione e accensione. La velocità massima supera i 180 km/h. Le sospensioni, derivate dalla berlina erano le più tecnologicamente avanzate del periodo, sono a ruote indipendenti all'anteriore con doppi quadrilateri, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici non coassiali e barra antirollio e a ponte rigido al posteriore con puntoni di reazione longitudinali, triangolo superiore antiscuotimento, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici telescopici coassiali.

La meccanica è la stessa della berlina eccetto che per i freni, a disco Dunlop su tutte le ruote. Infatti le prime 22.000 berline 1600 TI costruite hanno freni a tamburo a tre ceppi e, solo dal 1963, freni a disco, come la Sprint GT.

Gli interni, invece, sono specifici, con nuovi sedili, pannelli porta e cruscotto "piatto" con strumenti circolari a fondo nero. La leva del cambio a 5 marce è a cloche, quell'anno solo optional sulla berlina.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfa Romeo Giulia GTC.
 
L'Alfa Romeo Giulia GTC

Nel 1965 la carrozzeria Touring di Milano propose all'Alfa Romeo un'elegante trasformazione cabriolet, denominata "Giulia GTC", che mantiene la configurazione 2+2 e ricalca la sagoma della "GT" fino alla linea di cintura. I problemi di tenuta all'acqua, le difficoltà aziendali della Touring e, soprattutto, il lancio della Spider "Duetto", limitarono la diffusione della GTC a un migliaio di esemplari.

Giulia Sprint GTAModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfa Romeo Giulia GTA.
 
Un'Alfa Romeo Giulia Sprint GTA "Scalino" del 1966 in versione stradale

Nel 1965 l'Autodelta, neonata società diretta da Carlo Chiti dedita a preparare le Alfa Romeo per le gare, diede vita alla versione più sportiva di tutte, l'Alfa Romeo Giulia Sprint GTA, dove "A" sta per "alleggerita". Nata per primeggiare nel Challenge europeo Turismo contro Ford Cortina Lotus, BMW 1800 TISA e Mini Cooper S era una versione profondamente alleggerita della Sprint GT con carrozzeria in alluminio (Peraluman 25), cristalli in plexiglass, interni semplificati, sospensioni modificate e motore 1.6 potenziato con due carburatori Weber doppio corpo da 45 mm e accensione Twin Spark a 115 cavalli a 6.000 giri al minuto, per una velocità massima di 185 km/h.[4][5]

Schierata immediatamente in gara con ulteriori elaborazioni dell'Autodelta stessa ottenne innumerevoli vittorie in tutto il mondo in pista, in salita e nei rally, con piloti del calibro di Andrea de Adamich, Gian Luigi Picchi, Spartaco Dini, Ignazio Giunti, Nanni Galli, Luigi Pozzo, Teodoro Zeccoli, Mario Casoni, Carlo Facetti, Nino Vaccarella, Lucien Bianchi, Herbert Schultze, Gijs Van Lennep e Toine Hezemans.[6]

Giulia Sprint GT VeloceModifica

 
Una Giulia Sprint GT Veloce

Nel 1965 il nuovo stabilimento di Arese raggiunse la piena operatività, i modelli Giulia Sprint e Giulia Spider, ultime derivazioni della gamma Giulietta, uscirono dal listino, consentendo all'Alfa Romeo di aumentare la produzione della gamma Giulia. Così apparve la Giulia Sprint GT Veloce (serie 105.36), versione più prestigiosa, potente e migliorata della Giulia Sprint GT standard. Questa versione è riconoscibile anteriormente dai 3 profili cromati sulla calandra anteriore nera a nido d'ape, dagli stemmi rotondi smaltati raffiguranti il Quadrifoglio verde posti sui montanti posteriori e dalla Scritta "Veloce" a lato del faro posteriore destro. È caratterizzata da finiture interne più curate con plancia rivestita in finto legno, rivestimenti più pregiati e sedili anteriori avvolgenti. La nuova versione equipaggiata con il nuovo motore serie 00536, una variante rivista e potenziata a 109 CV del bialbero da 1570 cm³, garantiva prestazioni notevolmente superiori alla Giulia Sprint GT grazie a una migliore erogazione della coppia, nonostante l'apparentemente modesto incremento della potenza. Quattroruote nella sua prova su strada riscontrò una velocità massima di 187 km/h e un tempo di accelerazione sul chilometro con partenza da fermo pari a 31" e 4/10, valori che ponevano la Giulia Sprint GT Veloce al vertice della categoria e quasi alla pari con sportive titolate di maggiore cilindrata.

GT 1300 JuniorModifica

 
La GT 1300 Junior del 1966

Visto il buon successo commerciale della Sprint GT nacque l'idea di lanciare una versione meno impegnativa della vettura, dotandola di un motore di cilindrata minore e di finiture più economiche, in modo da proporre un valido prodotto ad un prezzo e un costo di gestione inferiori e sostenibili da una nuova ampia fascia di clientela giovane in continua espansione grazie agli effetti del boom economico.

In attuazione di tale strategia commerciale, nel 1966, accanto alle versioni Sprint GT con motore di 1,6 litri, entrò in listino una versione con cilindrata ridotta a 1290 cm³ dotato di 89 cv, motore serie 00530, battezzata GT 1300 Junior (serie 105.30). La Junior aveva un allestimento semplificato: niente servofreno, pavimento in gomma, plancia in plastica priva di consolle centrale, volante a due razze, sedili meno profilati e borchie coprimozzo diverse. Il successo fu superiore alle aspettative e, grazie anche alle prestazioni non molto inferiori ai modelli 1600, gli allestimenti Junior rappresentarono ben presto la grande maggioranza delle Giulia GT vendute. Nel decennio di produzione, le Alfa Romeo GT hanno totalizzato 105.494 esemplari, di cui 91.195 nella versione "1300" e 14.299 in versione "1600" Junior.[1]

 
Gli interni di una GT Junior con cruscotto "piatto" e volante a due razze

Nel 1967 le Junior furono dotate di servofreno, dapprima come kit after-market da montare presso le concessionarie, poi montato direttamente in fabbrica, mentre nel 1969, pur mantenendo lo "scalino", persero il cruscotto "piatto" a quattro strumenti e vennero dotate di una nuova plancia in plastica nera, simile a quella della 1750 GT Veloce. Tutta la gamma beneficiò dell'introduzione dell'alternatore al posto della dinamo e della frizione con molla a diaframma e comando idraulico, generalizzata su tutta la gamma Giulia.

 
La GT 1600 Junior "unificato" del 1974

Nel 1971 le GT Junior adottarono il frontale ristilizzato e privo di "scalino" della più potente 1750 GT Veloce. L'unificazione, tuttavia, non fu totale perché le Junior avevano fari singoli (anziché doppi) e una diversa grigliatura della calandra. Con il restyling, comunque, la gamma Junior guadagnò un motore: accanto al 1300 da 89 cv era infatti nuovamente disponibile il 1600 da 109 cv (quello 00536 che fu della Giulia Sprint GT Veloce). La sigla Veloce dal 1968 fu riservata ai modelli più potenti come la 1750 GT e, successivamente, 2000 GT.

Nel 1974 le GT Junior (1300 e 1600) beneficiarono dell'unificazione estetica con la 2000 GT Veloce introdotta nel 1971 adottando la stessa calandra cromata a quattro fari, plancia, interni e sedili uguali differenziandosi esteticamente solo per i fanali posteriori più piccoli e per la mancanza dei rostri dei paraurti. Questa versione è conosciuta come "Unificato", e vede l'adozione del motore di 1,6 litri tipo 00526/A*S, leggermente rivisto nella messa a punto per ridurre inquinamento e consumi e con potenza ridotta a 106 cv.

1750 e 2000 GT VeloceModifica

 
Un'Alfa Romeo 1750 GT Veloce 2ª serie del 1970

Nel 1967 le Giulia Sprint GT Veloce lasciarono il posto alla nuova versione, denominata 1750 GT Veloce (senza il nome Giulia), con motore delle nuova 1750 berlina. Rispetto ai modelli precedenti, oltre alla cilindrata maggiorata da 1570 a 1779 cm³ e potenza aumentata a 118 CV, la nuova nata aveva la carrozzeria modificataː la parte anteriore fu completamente ridisegnata, niente più "scalino", ma frontale "liscio" con mascherina nera a singolo baffo cromato dotata di quattro fanali circolari, gli interni di diametro più piccolo, i fari posteriori erano specifici del modello con il catadiottro rifrangente posto orizzontalmente al centro del faro e sui montanti posteriori comparvero gli stemmi rotondi smaltati raffiguranti il Quadrifoglio Dorato. Anche gli interni furono rinnovati con nuova plancia e nuovi strumenti, inediti sedili meglio profilati con poggiatesta anteriori estraibili e tunnel centrale dotato di strumenti supplementari. La 1750 GT Veloce versione America con iniezione meccanica SPICA è la versione da cui vennero ricavate le GTAm che per anni dominarono nelle competizioni.[6]

 
Il cruscotto di una 1750 GT Veloce del 1970 con volante in legno e gli strumenti secondari sulla consolle centrale

Nel 1969 venne presentata la seconda serie della 1750 GT Veloce con alcuni ritocchi, tra cui le luci di posizione anteriori integrate nel frontale, nuovi paraurti e rostri , diverse coppe ruota, fanali posteriori uguali a quelli delle altre GT, diversi sedili e pannelli e pedaliera incernierata in alto. Il nuovo motore AR00548 dotato di due carburatori doppio corpo (indifferentemente Solex, Dell'Orto o Weber) garantisce prestazioni ancora migliori sia in accelerazione e che in ripresa con la velocità massima leggermente aumentata, ora oltre i 190 km/h.

Nel 1971, quando la 1750 berlina venne sostituita dalla 2000 berlina con cilindrata maggiorata anche la 1750 GT Veloce venne sostituita dalla 2000 GT Veloce. L'aumento di cilindrata da 1779 a 1962 cm³ che fece crescere la potenza a 132 CV fu ottenuto aumentando l'alesaggio a 84 mm e fu accompagnato da numerosi aggiornamenti esterni, nuova mascherina anteriore a barre cromate con scudetto Alfa Romeo in rilievo e fanali integrati, luci posteriori maggiorate con luci retromarcia integrate, e interni, inedita consolle centrale e nuova strumentazione secondaria raggruppata in stile "quadrifoglio" tra tachimetro e contagiri dietro il volante a calice, nuovi sedili anteriori e nuovi rivestimenti. Tra gli optional erano disponibili il differenziale autobloccante ZF al 25% (montato praticamente su tutte le auto), l'aria condizionata, i cerchi in lega "Millerighe" della Campagnolo (la Cromodora produsse parallelamente un modello praticamente identico), la vernice metallizzata ed i vetri atermici. Un particolare estetico che distingue le 2000 GT Veloce è lo stemma presente sui montanti posteriori della vettura: è l'unica ad avere raffigurato un biscione verde smaltato al posto dei convenzionali quadrifoglio verde oppure oro. Non esistono testi o motivazioni attendibili di tale singolarità.

 
L'Alfa Romeo 2000 GT Veloce

L'incremento delle prestazioni portò la velocità massima dichiarata ad oltre 195 km/h. L'accelerazione media riscontrata sui modelli non elaborati era di 7,2 secondi (un secondo meno della variante berlina) per raggiungere i 100 km/h (l'originale verifica fu fatta sul parametro delle 60 miglia orarie), e il tempo di 12 secondi e 6 decimi per percorrere, con partenza da fermo, la distanza di 400 metri (ovvero il 1/4 di miglio tipico dei test statunitensi). Queste rilevazioni furono effettuate dal mensile U.S. "Hot Rod" nel mese di ottobre 1980. La rivista definì la 2000 GT Veloce Alfa Romeo "the only european car able to be called muscle car", ovvero "l'unica auto europea che potesse essere definita una muscle car".

Le loro qualità stradali e la stretta parentela con le 1750 GTAm portò molte 2000 GT Veloce ad essere modificate ed impiegate per l'uso in pista riducendo così notevolmente il parco vetture originali a disposizione dei collezionisti. Le 2000 GT Veloce, nel "Classic Alfa Romeo 2013", hanno concluso, in configurazione stradale, al primo e secondo posto della classifica assoluta, davanti alle versioni competizione 1750 GTAm da cui pur derivano, così come documentato dalla rivista italiana Autocapital del novembre 2013.

La 2000 GT Veloce fu prodotta fino al 1975 in quasi 38.000 esemplari di cui 6.337 venduti negli Stati Uniti, e 5.451 allestiti con guida a destra.[7]

Le erediModifica

Con questo modello finì la produzione delle Giulia GT che furono sostituite dall'Alfa Romeo Alfetta GT, basata sull'Alfetta con schema transaxle e ponte posteriore De Dion. A metà degli anni '90 l'Alfa Romeo, ormai parte del Gruppo Fiat, lanciò la GTV e la Spider, due sportive ispirate anche alla Giulia GT che condividono il pianale e la meccanica, proprio come la Giulia GT e lo Spider Duetto negli anni '60. Nel 2003, sulla base dell'Alfa 147, è nata l'Alfa GT, una sportiva, sempre disegnata dalla Bertone, ispirata proprio dalla Giulia Sprint GT.

 
Un'Alfa Romeo 2000 GT Veloce si scontra con la sua erede, un'Alfetta GTV ad Oran Park in Australia

Le competizioniModifica

Come da tradizione Alfa Romeo questa coupé venne ampiamente utilizzata nelle competizioni in pista e nei rally grazie alle buone doti di agilità e maneggevolezza. Se nei rally non ha ottenuto grandi risultati, penalizzata principalmente dalla trazione posteriore, in pista e generalmente sull'asfalto fu una vettura estremamente competitiva. Le vetture standard furono modificate per le competizioni inizialmente con le stesse modalità usate per la Giulietta SV, i proprietari-piloti elaboravano la propria vettura nelle loro officine di fiducia, poi, mentre le competizioni si facevano sempre più specialistiche, nacquero diversi preparatori, talora con una propria scuderia, che preparavano le vetture per le gare sia con parti originali Autodelta-Alfa Romeo che con pezzi autocostruiti.

 
Un'Alfa Romeo Giulia Sprint GTA 1600 del 1965 al Goodwood Revival 2018

Nel 1965 con l'arrivo della GTA preparata dall'Autodelta cominciarono le moltissime vittorie in ogni disciplina delle Alfa Romeo, le GTA furono vincenti soprattutto in pista ma anche nei rally e addirittura in salita. Dopo la Sprint GTA (1.6) nacque la GTA 1300 Junior, più leggera e migliorata grazie allo "slittone", un dispositivo inventato dall'Autodelta per migliorare la tenuta in curva che venne montato anche sulle altre GTA, e anche nel motore che, a dispetto della cilindrata ridotta, ripeté i successi della prima versione.

Nelle competizioni comunque continuarono ad essere impiegate tutte le versioni della "GT" perché competitive nelle rispettive categorie anche se la GTA era l'unica in grado di puntare alla vittoria assoluta. L'ultima e più prestazionale versione da competizione delle Sprint GT fu la 1750 GTAm, derivata dalla 1750 GT Veloce America era dotata di un motore ancora più potente, che raccolse successi ovunque grazie alle sue doti e anche alla bravura dei piloti. Quest'ultima versione in occasione del Centenario della Casa del Biscione nel 2010 è stata votata da una giuria composta da giornalisti e appassionati come la più affascinante Alfa Romeo mai prodotta.

Oggigiorno tutte le versioni di Giulia GT sono apprezzate nelle gare storiche, sia nelle rievocazioni in pista che nelle gare di regolarità storica e nei rally storici.

Caratteristiche tecnicheModifica

Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo Giulia Sprint GT Veloce
Configurazione
Carrozzeria: coupé 2 porte Posizione motore: anteriore longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4080 × 1580 × 1315 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2350 mm Carreggiate: anteriore 1310 - posteriore 1270 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 2 più 2 Bagagliaio: Serbatoio: 46
Masse / in ordine di marcia: 1020 kg
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri in linea, basamento e testata in lega leggera Cilindrata: (alesaggio x corsaː 78 x 82 mm) totaleː 1570 cm³
Distribuzione: 2 alberi a camme in testa comandati da catena, 2 valvole per cilindro, camera di scoppio emisferica Alimentazione: 2 carburatori Weber orizzontali doppio corpo da 40 mm
Prestazioni motore Potenza: 109 CV a 6000 giri/min
Accensione: a bobina e spinterogeno Impianto elettrico: 12V
Frizione: monodisco a secco a comando meccanico con parastrappi Cambio: manuale a 5 marce con comando a cloche
Telaio
Corpo vettura scocca portante in acciaio
Sterzo a circolazione di sfere
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti con doppi quadrilateri, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici non coassiali e barra antirollio / posteriori: a a ponte rigido, con puntoni di reazione longitudinali, triangolo superiore antiscuotimento, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici telescopici coassiali
Freni anteriori: a disco / posteriori: a disco, freno a mano sulle ruote posteriori
Pneumatici 155 SRx15 / Cerchi: in acciaio da 15"
Prestazioni dichiarate
Velocità: oltre 185 km/h Accelerazione:
Fonte dei dati: [7]
Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo Giulia GT Junior 1300
Configurazione
Carrozzeria: coupé 2 porte Posizione motore: anteriore longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4080 × 1580 × 1315 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2350 mm Carreggiate: anteriore 1310 - posteriore 1270 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 2 più 2 Bagagliaio: Serbatoio: 46
Masse / in ordine di marcia: 930 kg
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri in linea, basamento e testata in lega leggera Cilindrata: (alesaggio x corsaː 74 x 75 mm) totaleː 1290 cm³
Distribuzione: 2 alberi a camme in testa comandati da catena, 2 valvole per cilindro, camera di scoppio emisferica Alimentazione: 2 carburatori Weber orizzontali doppio corpo da 40 mm
Prestazioni motore Potenza: 89 CV a 5500 giri/min
Accensione: a bobina e spinterogeno Impianto elettrico: 12V
Frizione: monodisco a secco a comando idraulico con parastrappi Cambio: manuale a 5 marce con comando a cloche
Telaio
Corpo vettura scocca portante in acciaio
Sterzo a circolazione di sfere
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti con doppi quadrilateri, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici non coassiali e barra antirollio / posteriori: a a ponte rigido, con puntoni di reazione longitudinali, triangolo superiore antiscuotimento, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici telescopici coassiali
Freni anteriori: a disco / posteriori: a disco, freno a mano sulle ruote posteriori
Pneumatici 155 SRx15 / Cerchi: in acciaio da 15"
Prestazioni dichiarate
Velocità: oltre 170 km/h Accelerazione:
Fonte dei dati: [7]
Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo 2000 GT Veloce
Configurazione
Carrozzeria: coupé 2 porte Posizione motore: anteriore longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4080 × 1580 × 1315 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2350 mm Carreggiate: anteriore 1324 - posteriore 1274 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 2 più 2 Bagagliaio: Serbatoio: 46
Masse / in ordine di marcia: 990 kg
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri in linea, basamento e testata in lega leggera Cilindrata: (alesaggio x corsaː 84 x 88,5 mm) totaleː 1962 cm³
Distribuzione: 2 alberi a camme in testa comandati da catena, 2 valvole per cilindro, camera di scoppio emisferica Alimentazione: 2 carburatori Weber orizzontali doppio corpo da 40 mm (versione USA con iniezione SPICA)
Prestazioni motore Potenza: 132 CV a 5500 giri/min
Accensione: a bobina e spinterogeno Impianto elettrico: 12V
Frizione: monodisco a secco a comando idraulico con parastrappi Cambio: manuale a 5 marce con comando a cloche
Telaio
Corpo vettura scocca portante in acciaio
Sterzo a circolazione di sfere
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti con doppi quadrilateri, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici non coassiali e barra antirollio / posteriori: a a ponte rigido, con puntoni di reazione longitudinali, triangolo superiore antiscuotimento, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici telescopici coassiali
Freni anteriori: a disco / posteriori: a disco, freno a mano sulle ruote posteriori
Pneumatici 155 SRx15 / Cerchi: in acciaio da 15"
Prestazioni dichiarate
Velocità: oltre 195 km/h Accelerazione:
Fonte dei dati: [7]

Dati di produzione[1][7]Modifica

Denominazione Motore Cilindrata
cm³
Potenza massima

CV @ giri/min

Peso

Kg

Velocità

max. Km/h

Vetture

prodotte

Anni di produzione Note
Giulia Sprint GT 4 cilindri in linea bialbero,

basamento e testata in lega leggera,

2 carburatori doppio corpo
 
Il motore bialbero che ha equipaggiato tutte le GT con modifiche più o meno rilevanti
1.570 106 CV @ 6000 giri/min 950 180 21542 dal 1963 al 1966 scalino
Giulia Sprint GT Veloce 1.570 109 CV @ 6000 giri/min 950 oltre 180 14240 dal 1965 al 1968 scalino
Giulia GTC 1.570 106 CV @ 6000 giri/min 950 oltre 180 1000 dal 1964 al 1966 scalino
Giulia Sprint GTA 1.570 115 CV @ 6000 giri/min 745 oltre 185 500 dal 1965 al 1969 scalino
GT 1300 Junior 1.290 89 CV @ 6000 giri/min 930 173 80623 dal 1966 al 1972 scalino fino al '71
1750 GT Veloce 1.779 118 CV @ 5500 giri/min 1040 190 41790

2495 USA

dal 1967 al 1972
GTA 1300 Junior 1.290 96 CV @ 6000 giri/min 795 oltre 175 447 dal 1968 al 1975 scalino
GT 1300 Junior 1.290 89 CV @ 6000 giri/min 930 173 ND dal 1972 al 1975
GT 1600 Junior (tutte) 1.570 109 CV @ 6000 giri/min 930 oltre 180 ND dal 1972 al 1975
2000 GTV 1.962 132 CV @ 5500 giri/min 990 oltre 195 37459 dal 1971 al 1977 (diff. autobloccante)

I modelli "scalino"Modifica

Alfa Romeo GT 1300 Junior con "scalino"
Alfa Romeo GT 1300 Junior senza "scalino"

Con il modo di dire "scalino" si intende la fessurazione e l'antistante piano trapezoidale, posti tra la parte anteriore del cofano motore e la calandra.

Tale dislivello è dovuto al fatto che la direzione aziendale, poco prima delle fasi di assemblaggio della produzione di serie del primo modello "Giulia Sprint GT", decise di eliminare la vistosa presa d'aria sul centro del cofano, prevista nel progetto originale.

Nel frattempo, però erano già state stampate le calandre e si optò per lasciare la feritoia fino all'esaurimento delle calandre costruite. Il successivo gradimento del pubblico sconsigliò di porre rimedio al difetto che divenne la caratteristica distintiva di quel modello e delle seguenti versioni fino al 1969.

Proprietari famosiModifica

  • Il cantautore e compositore Luigi Tenco possedette un esemplare della Giulia Sprint GT Veloce 1600 "scalino".[8]
  • Il regista Pier Paolo Pasolini possedette una 2000 GT Veloce, con la quale venne investito mortalmente dal suo assassino.[9]

NoteModifica

  1. ^ a b c d Stefano d'Amico, Maurizio Tabucchi, Alfa Romeo. Le vetture di produzione (1910-1996), Giorgio Nada Editore, ISBN 8879111671.
  2. ^   corriere.it Quando Giugiaro disegnava le Alfa. URL consultato il 3 settembre 2014.
  3. ^ Ingegnere dell'«Alfa» muore mentre prova una nuova auto, La Stampa, 31 ottobre 1963.
  4. ^ La Sprint GTA, su fcaheritage.com.
  5. ^ La GTA 1300 Junior, su fcaheritage.com.
  6. ^ a b La 1750 GTam, su fcaheritage.com.
  7. ^ a b c d e Luigi Fusi, Alfa Romeo Tutte le vetture dal 1910, Milano, Emmeti grafica editrice, 1978.
  8. ^ edicola031019.
  9. ^ Pasolini e le sue Alfa Romeo Archiviato l'11 luglio 2009 in Internet Archive..

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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