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Alfa Romeo Giulia GT

autovettura del 1963 prodotta dalla Alfa Romeo
Alfa Romeo Giulia GT
Alfa Romeo.jpg
Alfa Romeo Giulia Sprint GT Veloce
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1963 al 1975
Sostituisce la Alfa Romeo Giulietta Sprint
Sostituita da Alfa Romeo Alfetta GT
Esemplari prodotti oltre 223.000[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4080 mm
Larghezza 1580 mm
Altezza 1310 mm
Passo 2350 mm
Massa 950 kg
Altro
Assemblaggio Stabilimento di Arese
Stile Giorgetto Giugiaro
per Bertone
Stessa famiglia Alfa Romeo Giulia
Auto simili Fiat 124 Sport Coupé
Ford Capri
Lancia Fulvia Coupé
Opel Manta
Renault 15 e 17

L'Alfa Romeo Giulia GT è un'autovettura coupé, costruita dall'Alfa Romeo, su meccanica del modello "Giulia", dal 1963 al 1975.[1]

DescrizioneModifica

La carrozzeria, opera di un giovanissimo Giorgetto Giugiaro all'epoca in forze alla Bertone,[2] andava a coprire il pianale, con passo accorciato da 251 a 235 cm, della Giulia Berlina. Sostituendo la Giulia Sprint, derivata dalla Giulietta Sprint, di cui mantiene i due volumi e mezzo, rimase invariata anche la classica collocazione motore e cambio anteriore, con trazione posteriore.

Il design era di una filante ed elegante coupé sportiva 2+2. Il curioso scalino anteriore che caratterizzava tutte le versioni prodotte fino al 1968 e parte di quelle prodotte fino al 1971 era dovuto ad un ripensamento tra l'approvazione del disegno e la messa in produzione dell'auto. Originariamente, infatti, doveva essere una presa d'aria poi abolita per contenere i costi e ne ha definito una importante e riconoscibile caratteristica stilistica. Quest'auto divenne una delle vetture più ambite del periodo.

Furono prodotte in tutto diverse versioni nelle varie serie, che si possono classificare in: Sprint GT, GT Junior, GT Veloce e GTC "(Gran Turismo Cabriolet)".

Giulia Sprint GT e GTCModifica

 
L'Alfa Romeo Giulia GTC

La "Giulia Sprint GT" fu mostrata in anteprima alla stampa il 9 settembre 1963, assieme alla linea di montaggio appena terminata nel nuovissimo stabilimento di Arese. Tre giorni dopo avvenne la presentazione ufficiale al pubblico, nel corso del Salone di Francoforte.

In verità le consegne iniziarono a dicembre perché, al momento della presentazione e messa in listino, sugli esemplari pre-serie della "Giulia Sprint GT" si stavano ultimando i test di verifica. Fu proprio durante lo svolgimento di questi ultimi test che, il 30 ottobre, perse la vita Edoardo Monego, ingegnere collaudatore dell'Alfa Romeo che aveva seguito tutto lo sviluppo della nuova vettura. Uscito in strada per testare alcune varianti al motore e agli pneumatici, si scontrò frontalmente con una Peugeot 404 che stava completando un'inversione di marcia sulla SP 233, in località Torretta.[3]

La prima versione di questo vettura (serie 105.02), è mossa dal quattro cilindri in alluminio con distribuzione bialbero di 1570 cm³ (serie AR00502) derivato dalla berlina TI e potenziato a 106 cv grazie all'adozione di due carburatori doppio corpo Weber e differenti fasature di distribuzione e accensione. La velocità massima è di oltre 180 km/h. La meccanica è la stessa della berlina, ma i freni sono a disco Dunlop su tutte le ruote. Le prime 22.000 berline 1600 TI costruite, infatti, hanno freni a tamburo e, solo dal 1963, a disco come la "GT".

Gli interni, invece, sono specifici con nuovi sedili, pannelli porta e cruscotto con strumenti circolari. La leva del cambio (a 5 rapporti) è a cloche, solo optional,in quell'anno, sulla berlina.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfa Romeo Giulia GTC.

Nel 1965 la carrozzeria Touring di Milano propose all'Alfa Romeo un'elegante trasformazione cabriolet, denominata "Giulia GTC", che mantiene la configurazione 2+2 e ricalca la sagoma della "GT" fino alla linea di cintura. I problemi di tenuta all'acqua, le difficoltà aziendali della Touring e, soprattutto, il lancio della Spider "Duetto", limitarono la diffusione della GTC a un migliaio di esemplari.

Giulia Sprint GT VeloceModifica

 
La Giulia Sprint GT Veloce

Nel 1965 apparve la Giulia Sprint GT Veloce (serie 105.36), versione più prestigiosa potenziata e migliorata della Giulia Sprint GT. Questa versione è riconoscibile anteriormente dai 3 profili cromati sulla calandra anteriore nera a nido d'ape, dagli stemmi rotondi smaltati raffiguranti il Quadrifoglio verde posti sui montanti posteriori e dalla Scritta "Veloce" a lato del faro posteriore destro. È caratterizzata da finiture interne più curate (plancia rivestita in finto legno, rivestimenti più pregiati) e da sedili anteriori avvolgenti. Equipaggiata con il nuovo motore serie 00536, una versione rivista e potenziata a 109 CV del motore bialbero 1570 cm³, il quale nonostante l'apparentemente modesto incremento della potenza e grazie a una migliore erogazione della coppia, garantiva prestazioni notevolmente superiori alla Giulia Sprint GT. Quattroruote nella sua prova su strada riscontrò una velocità massima di 187 km/h e un tempo di accelerazione sul chilometro con partenza da fermo pari a 31" e 4/10, valori che ponevano la Giulia Sprint GT Veloce al vertice della categoria e quasi alla pari con sportive titolate di maggiore cilindrata.

GT JuniorModifica

 
La GT 1300 Junior del 1966

Nel 1965 il nuovo stabilimento di Arese raggiunse la piena operatività e i modelli "Giulia Sprint" e "Giulia Spider", ultime derivazioni della gamma "Giulietta", uscirono dal listino, consentendo all'Alfa Romeo di aumentare la produzione della gamma su scocca "Giulia". Nacque così l'idea commerciale di promuovere la versione "Junior" della "GT", dotandola di un motore di cilindrata minore e di finiture più economiche, in modo da proporre il prodotto ad un prezzo inferiore e sostenibile da una fascia di clientela in continua espansione, grazie agli effetti del "boom" economico di quegli anni.

In attuazione di tale strategia commerciale, nel 1966, accanto alle versioni "Sprint GT" con motore di 1,6 litri, entrò in listino una versione di cilindrata ridotta a 1290 cm³, motore serie 00530, dotato di 89 cv, denominata "GT 1300 Junior" (serie 105.30). La "Junior" aveva un allestimento ridotto: pavimento in gomma, assenza di servofreno, plancia in plastica priva di consolle centrale, borchie copri ruota semplificate, sedili meno profilati. Il successo fu superiore alle aspettative e, grazie anche alle prestazioni non molto dissimili dai modelli 1600, gli allestimenti "Junior" rappresentarono ben presto la grande maggioranza delle "Giulia GT" vendute. Nel decennio di produzione, le Alfa Romeo GT hanno totalizzato 105.494 esemplari, di cui 91.195 nella versione "1300" e 14.299 in versione "1600" Junior.

 
La GT 1600 Junior "unificato" del 1974

Nel 1967 le "Junior" furono dotate di servofreno, dapprima con kit post montaggio presso le concessionarie, successivamente direttamente in fabbrica, mentre nel 1969, pur mantenendo lo "scalino", persero il cruscotto "piatto" a quattro strumenti e vennero dotate di una nuova plancia, simile a quella della "1750 GT Veloce". Tutta la gamma beneficiò dell'introduzione dell'alternatore al posto della dinamo e della frizione con molla a diaframma e comando idraulico, generalizzata in tutta la gamma Giulia.

Nel 1970 le "GT Junior" adottarono il frontale ristilizzato e privo di "scalino", uniformandosi nella carrozzeria alla "1750 GT Veloce" ed alla "2000 GT Veloce". L'uniformazione, tuttavia, non fu totale perché le Junior avevano fari singoli (anziché doppi come la versione 1750) e una diversa grigliatura della calandra. Con il restyling, comunque, la gamma "Junior" guadagnò un motore: accanto al 1300 da 89 cv era infatti nuovamente disponibile il 1600 da 109 cv (quello 00536 che fu della Giulia Sprint GT Veloce). La sigla "Veloce" che ha sempre caratterizzato i modelli più potenti, dal 1968 fu riservata alla 1750 e, successivamente, alla 2000.

Nel 1974 tutte le "GT" beneficiarono dell'unificazione estetica con la versione " 2000 GT Veloce" introdotta nel 1971. Anche le "GT 1300 Junior" e le "GT 1600 Junior" adottarono la stessa calandra cromata a quattro fari, una plancia, interni e sedili uguali a quelli della "2000 GT Veloce", differenziandosi esteticamente per i fanali posteriori più piccoli e per la mancanza dei rostri ai paraurti. Questa versione è conosciuta come "Unificato", e vede l'adozione del motore di 1,6 litri tipo 00526/A*S, leggermente rivisto nella messa a punto per ridurre inquinamento e consumi e con potenza ridotta a 106 cv.

1750 e 2000 GT VeloceModifica

Nel 1967 le Giulia Sprint GT Veloce lasciarono il posto alla nuova versione, ri-denominata 1750 GT Veloce (senza il nome Giulia). Rispetto ai modelli precedenti, oltre alla cilindrata maggiorata da 1570 a 1779 cm³ (118 cv), la nuova nata aveva la parte anteriore completamente ridisegnata: niente più scalino, ma frontale "liscio" con mascherina nera a singolo baffo cromato, dotata di 4 fari circolari, i fari posteriori erano specifici del modello con il catadiottro rifrangente posto orizzontalmente al centro del faro. Caratteristica distintiva del modello gli stemmi rotondi smaltati raffiguranti il Quadrifoglio Dorato sui montanti posteriori. Anche gli interni presentavano una nuova plancia con nuovi strumenti, inediti sedili profilati (con poggiatesta anteriori estraibili), tunnel centrale dotato di strumentazione. Alcuni ritocchi nel 1969, caratterizzarono la Seconda Serie della 1750 GT Veloce, tra questi i fanalini anteriori integrati nel frontale, nuovi paraurti, diverse coppe ruota, fanali posteriori uguali alle altre GT e diversi sedili e pannelli. Il nuovo motore 00548 garantisce prestazioni notevolmente migliorate, sia in accelerazione e che in ripresa, leggermente aumentata anche la velocità massima (dichiarata ora oltre 190 km/h). La 1750 GT Veloce prima serie è la versione da cui vennero ricavate le GTA-M che per anni dominarono nelle competizioni.

 
L'Alfa Romeo 2000 GT Veloce

Nel 1971, la 1750 GT Veloce venne sostituita dalla 2000 GT Veloce. L'aumento di cilindrata da 1779 a 1962 cm³ (132 cv), fu ottenuto aumentando l'alesaggio a 84 mm e fu accompagnato da numerosi aggiornamenti estetici: nuova mascherina anteriore cromata; luci posteriori maggiorate comprendenti le luci retromarcia; e agli interni: nuova strumentazione ed inedita consolle centrale raggruppata in stile 'quadrifoglio' davanti al volante; nuovi sedili anteriori e nuovi rivestimenti). Le innovazioni meccaniche riguardavano la dotazione al propulsore di due carburatori sportivi doppio corpo (indifferentemente Solex, Dell'Orto o Weber), ed alla trasmissione del differenziale autobloccante ZF al 25%. Tra gli optional erano disponibili l'aria condizionata, i cerchi in lega di magnesio tipo "Millerighe" prodotti dalla Campagnolo (la Cromodora produsse parallelamente un modello praticamente identico), la vernice metallizzata ed i vetri atermici. Il peso complessivo a secco era di 990 kg. L'incremento delle prestazioni portò la velocità massima dichiarata ad oltre 195 km/h. L'accelerazione media riscontrata sui modelli non elaborati era di 7,2 secondi (un secondo meno della variante berlina) per raggiungere i 100 km/h (l'originale verifica fu fatta sul parametro delle 60 miglia orarie), e il tempo di 12 secondi e 6 decimi per percorrere, con partenza da fermo, la distanza di 400 metri (ovvero il 1/4 di miglio tipico dei test statunitensi). Queste rilevazioni furono effettuate dal mensile U.S. "Hot Rod" nel mese di ottobre 1980. La rivista definì la 2000 GT Veloce Alfa Romeo "the only european car able to be called 'muscle car'". La stretta parentela con le 1750 GTAm, portò molte 2000 GT Veloce ad essere modificate ed impiegate per l'uso in pista, specialmente nei raduni storici, riducendo così notevolmente il parco vetture originali a disposizione dei collezionisti. Le 2000 GT Veloce, nel "Classic Alfa Romeo 2013", hanno concluso, in configurazione stradale, al primo e secondo posto della classifica assoluta, davanti alle versioni competizione 1750 GTAm da cui pur derivano, così come documentato dalla rivista italiana Autocapital del novembre 2013. Un particolare estetico che distingue le 2000 GT Veloce è lo stemma presente sui montanti posteriori della vettura: è l'unica ad avere raffigurato un biscione verde smaltato al posto dei convenzionali quadrifoglio verde oppure oro. Non esistono testi o motivazioni attendibili di tale singolarità.

La 2000 GT Veloce fu prodotta fino al 1975 in quasi 38.000 esemplari di cui 6.337 venduti negli Stati Uniti, e 5.451 allestiti con guida a destra.

MotorizzazioniModifica

Modello Motore Cilindrata
cm³
Potenza massima@giri/min Peso Kg
(a vuoto)
Velocità max.
(km/h)
GT 1300 junior 4 cilindri in linea 1.290 89 cv @ 6.000 rpm 930 173
Giulia Sprint GT 4 cilindri in linea 1.570 106 cv @ 6000 rpm 950 180
GT 1600 junior 4 cilindri in linea 1.570 109 cv @ 6000 rpm 930 oltre 180
1750 GT Veloce 4 cilindri in linea 1.779 118 cv @ 5.500 rpm 1.040 190
2000 GT Veloce 4 cilindri in linea 1.962 132 cv @ 5.500 rpm 990 oltre 195

Le erediModifica

Le GT su meccanica Giulia finirono con questo modello, furono però sostituite dall'Alfa Romeo Alfetta GT su base meccanica Alfetta con cambio al ponte posteriore. A metà degli anni '90 il Gruppo Fiat ripropose una versione coupé denominata "GTV", con la corrispondente versione "Spider", che condividono il pianale e la meccanica, come era stato scelto per la "Giulia GT" e lo Spider detto "Duetto".

I modelli della produzione di serie[1]Modifica

Denominazione Anni di produzione Note
Giulia Sprint GT dal 1963 al 1966 scalino
Giulia Sprint GT Veloce dal 1965 al 1968 scalino
Giulia GTC dal 1964 al 1966 scalino
Giulia Sprint GTA dal 1965 al 1969 scalino
GT 1300 Junior (tutte) dal 1966 al 1975 scalino/senza scalino
1750 GT Veloce (1ª serie) dal 1967 al 1969
GTA 1300 Junior dal 1968 al 1975
1750 GT Veloce (2ª serie) dal 1969 al 1972
2000 GTV dal 1971 al 1975 (diff. autobloccante)
GT 1600 Junior (tutte) dal 1972 al 1975

I modelli "scalino"Modifica

Alfa Romeo GT 1300 Junior con "scalino"
Alfa Romeo GT 1300 Junior senza "scalino"

Con il modo di dire "scalino" si intende la fessurazione e l'antistante piano trapezoidale, posti tra la parte anteriore del cofano motore e la calandra.

Tale dislivello è dovuto al fatto che la direzione aziendale, poco prima delle fasi di assemblaggio della produzione di serie del primo modello "Giulia Sprint GT", decise di eliminare la vistosa presa d'aria sul centro del cofano, prevista nel progetto originale.

Nel frattempo, però erano già state stampate le calandre e si optò per lasciare la feritoia fino all'esaurimento delle calandre costruite. Il successivo gradimento del pubblico sconsigliò di porre rimedio al difetto che divenne la caratteristica distintiva di quel modello e delle seguenti versioni, fino al 1969.

Modelli da competizioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfa Romeo Giulia GTA.

Questa coupé molto prestazionale ed agile venne ampiamente utilizzata nelle competizioni su pista e nei rally. Se nei rally non ha ottenuto grandi risultati, penalizzata principalmente dalla trazione posteriore, fu una vettura estremamente vincente in pista e generalmente sull'asfalto. Per le competizioni furono approntate, con svariate modalità, delle versioni derivate: alcune prodotte direttamente dall'Autodelta, il reparto corse della casa milanese, altre allestite con kit forniti dalla casa a privati e scuderie, altre inoltre venivano preparate da numerose officine private che elaboravano le GT e le GTA, dove "A" sta per "alleggerita".

Nel 1965 l'Autodelta preparò le prime "Giulia GT" per poterle impiegare nelle competizioni, dando vita alla Alfa Romeo Giulia GTA. Nelle competizioni vennero comunque impiegate tutte le versioni della "GT" anche perché tutte competitive nelle rispettive categorie. L'ultima e più prestazionale versione da competizione fu la 1750 GTAm, dotata di motore maggiorato portato a 2.000 cm³ di cilindrata. Quest'ultima versione è stata votata nel 2010 in occasione del "Centenario" della Casa del Biscione (1910-2010) da una giuria composta da giornalisti e appassionati, come la più affascinante "Alfa Romeo" mai prodotta.

Possessori famosiModifica

  • Il cantautore e compositore Luigi Tenco possedette un esemplare della Giulia Sprint GT Veloce 1600 "scalino".[4]
  • Il regista Pier Paolo Pasolini possedette una 2000 GT Veloce, con la quale venne investito mortalmente dal suo assassino.[5]

NoteModifica

  1. ^ a b Stefano d'Amico, Maurizio Tabucchi, Alfa Romeo. Le vetture di produzione (1910-1996), Giorgio Nada Editore, ISBN 8879111671.
  2. ^   corriere.it Quando Giugiaro disegnava le Alfa. URL consultato il 3 settembre 2014.
  3. ^ Ingegnere dell'«Alfa» muore mentre prova una nuova auto, La Stampa, 31 ottobre 1963.
  4. ^ edicola031019.
  5. ^ Pasolini e le sue Alfa Romeo Archiviato l'11 luglio 2009 in Internet Archive..

Voci correlateModifica

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