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Aliyah o Aliyá o Alià (ebraico: עליה, "salita") è l'immigrazione ebraica nella terra di Israele.

Indice

EtimologiaModifica

Il termine deriva da Aliyah laReghel (עליה לרגל), che significa "pellegrinaggio", per via della salita che si doveva compiere per raggiungere Gerusalemme durante i tre pellegrinaggi prescritti per le festività di Pesach, Shavuot e Sukkot. Per l'azione opposta, l'emigrazione da Israele, si utilizza il termine Yerida ("discesa").

OlimModifica

Gli ebrei che migrano in Israele, e fanno quindi l'aliyah, sono detti olim (plurale di oleh, maschile, o olah, femminile).

Dalla tradizione alla leggeModifica

Il ritorno in massa degli ebrei in Terra di Israele è una costante della tradizione religiosa ebraica scritta e orale, in genere associata alla venuta del Messia. Per molti rabbini, e comunque per i laici, il sionismo è appunto l'inizio dell'era messianica. Nel 1950 lo Stato di Israele ha codificato l'aliyah (e la cittadinanza) come un diritto di ogni ebreo nella Legge del ritorno. Israele è in effetti un paese di immigrati (per ragioni religiose o, dal 1882, sioniste) o, più propriamente, un paese di profughi (dal 1933).

PeriodizzazioneModifica

L'immigrazione sionista è scandita come segue (con la motivazione prevalente fra gli immigrati):

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