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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il partito politico europeo, vedi Partito dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa.
Alleanza dei Liberali e dei Democratici
Alianța Liberalilor și Democraților
ALDElogo.PNG
PresidenteCălin Popescu Tăriceanu
StatoRomania Romania
SedeȘoseaua Kiseleff, 57, Bucarest[1]
AbbreviazioneALDE
Fondazione19 giugno 2015
IdeologiaLiberalismo
CollocazioneCentro-destra
Affiliazione internazionaleInternazionale Liberale
Seggi Camera
20 / 329
Seggi Senato
9 / 136
Seggi Europarlamento
2 / 32
ColoriBlu e Giallo[3]
SloganRedăm România Românilor[2]
(Ridiamo la Romania ai Romeni)
Sito web

L'Alleanza dei Liberali e dei Democratici (in romeno: Alianța Liberalilor și Democraților, ALDE) è un partito politico romeno fondato nel 2015 dalla confluenza di due distinti soggetti politici:

Nel 2015 l'ALDE partecipò ai governi presieduti da Victor Ponta, mentre a partire dal 2017 fece parte di una coalizione con il Partito Social Democratico di Liviu Dragnea che sostenne gli esecutivi con a capo i socialdemocratici Sorin Grindeanu, Mihai Tudose e Viorica Dăncilă. L'ALDE, guidato dal presidente del senato ed ex primo ministro Călin Popescu Tăriceanu, ottenne quattro ministeri.

La formazione ha aderito al Partito dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa dal 19 novembre 2015[4] al 30 maggio 2019[5].

Indice

StoriaModifica

Contesto della nascita dell'ALDEModifica

Il governo Ponta III, nato nel febbraio 2014 in seguito all'uscita dalla maggioranza del Partito Nazionale Liberale (PNL), fu sostenuto, oltre che dall'egemone Partito Social Democratico (PSD), anche da due formazioni minori di orientamento liberal-conservatore: il Partito Liberale Riformatore (PLR) guidato dal presidente del senato Călin Popescu Tăriceanu e il Partito Conservatore (PC) dall'allora ministro dell'agricoltura Daniel Constantin. Questi insieme supportarono la formazione anche del successivo governo Ponta IV, ottenendo due ministeri ciascuno. Vicini sul piano politico ed ideologico, PLR e PC condivisero anche un gruppo parlamentare comune alla camera e al senato[6].

Il 19 giugno 2015, nel corso del congresso del Partito Conservatore, perciò, fu ufficializzata la fusione tra le due formazioni sotto il nome di Alleanza dei Liberali e dei Democratici (romeno: Alianța Liberalilor și Democraților, ALDE). Il nuovo partito ebbe inizialmente due co-presidenti: Tăriceanu (proveniente dal PLR) e Constantin (dal PC)[7]. In fase di presentazione Tăriceanu affermò che il gruppo si professava come rappresentante della classe media, degli imprenditori, dei professionisti e dei dipendenti del settore pubblico[8], nonché come difensore delle libertà individuali dei cittadini puntando, altresì, a diventare la terza forza politica del paese[7].

Nel settembre 2015 aderirono all'ALDE anche diversi esponenti del PNL, tra i quali l'ex ministro dell'economia Varujan Vosganian e il senatore Ioan Ghișe[9]. In quel momento, quindi, l'ALDE si ritrovò con 4 ministri (Daniel Constantin all'agricoltura, Andrei Gerea alle piccole imprese, Grațiela Gavrilescu all'ambiente, Sorin Cîmpeanu all'istruzione), 29 rappresentanti alla camera[6] e 17 al senato[10]. Nel corso del 2015 si iscrisse all'ALDE, inoltre, l'europarlamentare Norica Nicolai che, dopo aver abbandonato il PNL in seguito alla decisione di questo di aderire al Partito Popolare Europeo, aveva deciso di restare all'interno del Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa[11][12]. Nel maggio 2017 la Nicolai divenne anche presidente del consiglio nazionale del partito[13]. Nell'agosto 2018 l'ALDE conquistò un ulteriore europarlamentare, quando Renate Weber, eletta nel 2014 nelle liste del PNL, si legò alla formazione di Tăriceanu, affermando che a suo modo di vedere si trattava dell'unico partito realmente liberale presente in Romania[14].

Opposizione a Cioloș ed elezioni del 2016Modifica

 
La sede del partito in Șoseaua Kiseleff 57 a Bucarest

Il governo Ponta IV cadde nel novembre del 2015 in seguito alla tragedia della discoteca Colectiv, nella quale 65 persone persero la vita. Sorin Cîmpeanu fu temporaneamente nominato primo ministro ad interim, fino alla designazione di Dacian Cioloș, che diede vita ad un governo tecnico. Tra i pochi a non appoggiare l'investitura di Cioloș, Tăriceanu criticò aspramente tale scelta e rimproverò il presidente della repubblica Klaus Iohannis (ex presidente del PNL) di essere protagonista dell'instaurazione di un governo presidenziale che avrebbe messo a dura prova la democrazia e le libertà dei cittadini[15].

Passando all'opposizione, con l'approssimarsi della fine della legislatura, l'ALDE preparò la corsa alle tornate elettorali del 2016. Alle elezioni amministrative locali dell'estate di quell'anno, presentandosi su liste individuali o in alcuni distretti in coalizione con il PSD, l'ALDE fu per numero di votanti il terzo partito del paese, conquistando 64 mandati di sindaco (5,72%), 80 di consiglieri di distretto e 2.504 di consiglieri comunali[16]. Per il municipio di Bucarest, tuttavia, il candidato Daniel Barbu, arrivando al quinto posto (con risultati intorno al 4%), non ottenne i successi sperati[17][18].

In occasione delle elezioni parlamentari in Romania del 2016, confermandosi su percentuali tra il 5,5 e il 6%, l'ALDE fu il quinto partito del paese. Vista la necessità del PSD (arrivato primo con il 46% delle preferenze) di costituire un governo di maggioranza, il 20 dicembre 2016 l'ALDE strinse un accordo con il PSD di Liviu Dragnea, gettando le basi per un sostegno comune al governo di Sorin Grindeanu[19].

Partecipazione al governo GrindeanuModifica

Mentre Tăriceanu fu riconfermato alla presidenza del senato anche nella nuova legislatura, l'ALDE ottenne 4 ministeri nel quadro del nuovo esecutivo:

L'ALDE e la sua dirigenza diedero il proprio assoluto sostegno al governo anche nel corso delle proteste in Romania del 2017, scaturite dal tentativo di Dragnea e Grindeanu di realizzare una modifica del codice penale per la declassificazione del reato di abuso d'ufficio. Lo stesso Tăriceanu, sostenitore di un'ampia linea di garantismo, si appellò alla Corte costituzionale della Romania contro la Direzione nazionale anticorruzione (DNA) che aveva avviato un'inchiesta contro l'ordinanza del governo, bollando come abuso di potere quanto fatto dalla DNA e dal suo procuratore capo Laura Codruța Kövesi[20]. Nel corso dello stesso mese Tăriceanu fu rinviato a giudizio della DNA con l'accusa di aver reso falsa testimonianza nel corso di un processo celebratosi nel 2016[21].

Espulsione di Daniel ConstantinModifica

Sul finire di marzo 2017 l'ALDE stabilì di indire un congresso straordinario per la revisione del proprio statuto e l'elezione di un singolo presidente di partito. La decisione fu contestata duramente dal co-presidente Daniel Constantin, che minacciò di appellarsi alla giustizia amministrativa contro Tăriceanu, maggior promotore del congresso[22][23]. Il conflitto sulla leadership interna ebbe il suo epilogo nella giornata del 26 marzo, quando l'ufficio centrale dell'ALDE votò a favore della mozione proposta da Andrei Gerea, riguardante il ritiro del sostegno politico a Constantin, che fu costretto alle dimissioni da ministro[24][25]. Al suo posto fu indicata Grațiela Gavrilescu, allora ministro con delega ai rapporti con il parlamento, che in tale funzione fu sostituita da Viorel Ilie[26]. Al congresso del 21 aprile 2017 che approvò il nuovo statuto, Tăriceanu, apertamente sostenuto anche da Dragnea e unico candidato alla presidenza, fu nominato nuovo leader del partito[27][28]. Constantin abbandonò l'ALDE accusando Tăriceanu di aver sacrificato onore e rispetto pur di raggiungere la presidenza e di aver compiuto un abuso ai danni dei colleghi di partito[29]. Questi, inoltre, costituì un nuovo gruppo, PRO Romania, in cui confluirono diversi suoi sostenitori, tra i quali Sorin Cîmpeanu e, più tardi, anche Victor Ponta[30].

Governi Tudose e DăncilăModifica

Con il passare dei mesi molti osservatori rilevarono la comparsa di una reciproca diffidenza in seno al governo tra il premier Grindeanu e il presidente del PSD Dragnea. La giustificazione di tale tensioni fu in parte attribuita alla decisione di Grindeanu di ritirare l'ordinanza sulla giustizia, ignorando la volontà del presidente di partito[31][32][33][34]. Tăriceanu si schierò al fianco di Dragnea comunicando alla stampa di aspettarsi le dimissioni del premier e di essere alla ricerca del suo sostituto[35]. Il governo Grindeanu cadde il 21 giugno 2017, su una mozione di sfiducia presentata dallo stesso PSD e votata anche dall'ALDE[36]. Il 26 giugno 2017 il ministro dell'economia Mihai Tudose fu indicato dal PSD per rivestire l'incarico di nuovo primo ministro. Sostenuto personalmente da Dragnea[37], la candidatura di Tudose fu supportata anche da Tăriceanu[38]. Nel governo Tudose furono riconfermati tutti e quattro i ministri dell'ALDE.

Nell'ottobre del 2017, al margine di un rimpasto voluto dal premier, che aveva chiesto ai ministri indagati di rassegnare le proprie dimissioni, Tăriceanu prese le difese di Viorel Ilie, paventando il ritiro dell'appoggio al governo nel caso in cui il ministro fosse stato sostituito[39]. Nell'agosto 2017, infatti, la DNA aveva avviato un'inchiesta penale nei suoi confronti con l'accusa di aver truccato un concorso per le assunzioni nel quadro del ministero dei rapporti con il parlamento[40]. Mentre gli indagati del PSD Sevil Shhaideh e Rovana Plumb furono costretti alle dimissioni, Tăriceanu riuscì a preservare il ruolo di Ilie scongiurando una crisi di governo[39][41]. Esprimendosi sulla vicenda, il leader dell'ALDE attaccò la DNA, ritenendola colpevole di influenzare le scelte del governo e commettere un abuso ai danni dei cittadini[41].

Il mandato del nuovo premier fu segnato da contrasti con il presidente del PSD Liviu Dragnea a causa delle sue prese di posizione sui ministri. Dopo mesi di contrapposizioni per la leadership del partito, nel gennaio 2018 la lotta sfociò nella scelta del comitato esecutivo del PSD di ritirare l'appoggio politico al primo ministro[42][43][44][45][46]. Tudose, quindi, il 16 gennaio abbandonò l'incarico dopo appena sei mesi, divenendo il secondo premier consecutivo sfiduciato dalla stessa maggioranza[47]. Nel gennaio 2018 PSD e ALDE sostennero la nascita di un nuovo governo con a capo Viorica Dăncilă. Nel quadro del nuovo esecutivo il ministero dell'energia in mano all'ALDE passò da Toma Petcu ad Anton Anton.

Mentre sul piano dell'economia si registrarono tensioni minori tra il PSD e l'ALDE (legge sulle estrazioni offshore[48][49], istituzione di un fondo statale per gli investimenti[50], introduzione della tassa al 2% sui profitti delle compagnie del settore energetico[51][52][53]), sul piano della giustizia Tăriceanu sostenne apertamente tutte le iniziative di governo, come quella della destituzione del procuratore capo della DNA Laura Codruța Kövesi, ritenendole misure necessarie per liberare il paese dalle influenze della magistratura[54][55][56], malgrado i dubbi espressi dalla comunità internazionale, che accusava la Romania di fare passi indietro nella lotta alla corruzione e nella preservazione dello stato di diritto[57][58][59][60].

Elezioni europee e referendum del 2019Modifica

 
Gazebo elettorale dell'ALDE per le elezioni europee del 2019

Sul punto della giustizia il leader del Partito dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa, Guy Verhofstadt, esternò le proprie perplessità, tanto da rifiutarsi di sostenere la campagna elettorale dell'ALDE per le europee del 2019[61], affermando di aspettarsi azioni immediate da parte del partito guidato da Tăriceanu in ciò che riguardava l'applicazione delle indicazioni dell'Unione europea e della Commissione di Venezia, puntualmente avversate dalla coalizione di governo[61][62]. Lo stesso Verhofstadt, invece, supportò la campagna dell'Alleanza 2020 USR PLUS, avversaria dell'ALDE[63]. Ciò portò alle reazioni di Norica Nicolai, capolista del partito, che il 23 maggio lo accusò di sostenere un gruppo guidato da un ex membro della Securitate, in riferimento ad una presunta militanza di Dacian Cioloș nei ranghi della polizia politica di epoca comunista, e di non comprendere le battaglie dell'ALDE contro gli abusi della magistratura in Romania[64].

Il partito utilizzò tali argomenti anche per la propria campagna elettorale, esprimendo una costante comunanza di vedute con il PSD[65]. Riguardo al referendum sulla giustizia promosso dal presidente della repubblica nella stessa data delle europee, il 7 maggio Călin Popescu Tăriceanu invitò l'elettorato all'astensionismo per impedire il raggiungimento del quorum[66]. L'ALDE sostenne una posizione di condanna contro il presidente Iohannis, accusato di fare il gioco del PNL e di avviare la propria campagna presidenziale per la rielezione[67].

I risultati elettorali del partito, tuttavia, furono un disastro. L'ALDE non riuscì a superare la soglia di sbarramento del 5% rimanendo senza europarlamentari[68], mentre il 30 maggio, ormai prossimo all'espulsione, decise di abbandonare il Partito dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa di Verhofstadt[5].

StrutturaModifica

PresidentiModifica

Risultati elettoraliModifica

Elezioni parlamentariModifica

Anno Coalizione Camera dei deputati Senato
Voti
% Mandati +/– Voti
% Mandati +/–
2016 396 386 5,62 %
20 / 329
423 728 6,01 %
9 / 136

Elezioni europeeModifica

Anno Coalizione Voti
% Mandati +/–
2019 372 760 4,11 %
0 / 32

Nelle istituzioniModifica

Primi ministri ad interimModifica

Presidenti del SenatoModifica

GoverniModifica

Collocazione parlamentareModifica

Governo Ponta IV
Governo Cioloș
Governo Grindeanu, Governo Tudose, Governo Dăncilă

NoteModifica

  1. ^ (RO) ALDE Contact, ALDE. URL consultato il 30 settembre 2017.
  2. ^ (RO) ALDE MARAMUREȘ: S-a lansat campania ”Redăm România Românilor”, 14 novembre 2016. URL consultato il 15 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2018).
  3. ^ (RO) STATUT Adoptat de Congresul Extraordinar ALDE din 21 APRILIE 2017, ALDE. URL consultato il 30 settembre 2017.
  4. ^ (EN) Liberalisok and ALDE Romania become ALDE Party member parties, Partito dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa, 19 novembre 2015. URL consultato il 3 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2017).
  5. ^ a b (RO) C. D., ALDE România s-a retras din ALDE Europa, HotNews, 30 maggio 2019. URL consultato il 30 maggio 2019.
  6. ^ a b (RO) Grupuri parlamentare Camera Deputaţilor, Camera dei deputati della Romania. URL consultato il 1º novembre 2017.
  7. ^ a b (RO) Ana Borlescu, Partidul rezultat din fuziunea PLR-PC se va numi ALDE şi va candida independent la alegeri, Mediafax, 19 giugno 2015. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  8. ^ (EN) New political party in Romania, Romania Insider, 22 giugno 2015. URL consultato il 30 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 15 marzo 2017).
  9. ^ (RO) Varujan Vosganian lasă PNL pentru a se urca în barca puterii. Este urmat de alţi doi liberali, Ziarul de Iași, 1º settembre 2015. URL consultato il 1º novembre 2017.
  10. ^ (RO) Grupuri parlamentare Senatul, Camera dei deputati della Romania. URL consultato il 1º novembre 2017.
  11. ^ (RO) Norica Nicolai, Parlamento europeo. URL consultato il 1º novembre 2017.
  12. ^ (RO) Paul Dumitrescu, Norica Nicolai s-a înscris în grupul ALDE din Parlamentul European, Cotidianul, 9 luglio 2014. URL consultato l'11 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2017).
  13. ^ (RO) Alina Novăceanu, Norica Nicolai - președinte al Consiliului Național al ALDE, Agerpres, 4 maggio 2017. URL consultato il 1º novembre 2017.
  14. ^ (RO) Europarlamentarul Renate Weber trece la ALDE, Mediafax, 31 agosto 2018. URL consultato il 1º novembre 2018.
  15. ^ (RO) Prima promisiune a lui Klaus Iohannis pentru Guvernul Cioloş, Gândul, 17 novembre 2015. URL consultato il 6 gennaio 2017.
  16. ^ (RO) Situatia mandatelor repartizate pe partide (XLSX), Biroul Electoral Central.
  17. ^ (RO) M. Z., LISTA OFICIALĂ. Cine sunt candidații pentru București și pentru primăriile de sector, Antena 3, 6 maggio 2016. URL consultato il 30 settembre 2017.
  18. ^ (RO) Camelia Ciobanu, Răzvan Bucur, Radu Andreea, Andrei Micşa, REZULTATE ALEGERI LOCALE 2016 Bucuresti, Evenimentul zilei, 7 giugno 2016. URL consultato il 30 settembre 2017.
  19. ^ (EN) Romania’s PSD and ALDE sign coalition protocol, Romania Insider, 20 dicembre 2016. URL consultato il 30 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2017).
  20. ^ (RO) Reactia lui Tariceanu, dupa decizia CCR legata de OUG 13: Ce a facut DNA poate fi vazut ca abuz de putere, care este coruptie, Pro TV, 27 febbraio 2017. URL consultato il 26 marzo 2017.
  21. ^ (RO) Alina Neagu, Procesul in care Calin Popescu Tariceanu este acuzat de marturie mincinoasa si favorizarea infractorului poate incepe, a decis instanta suprema, HotNews, 10 febbraio 2017. URL consultato il 1º novembre 2017.
  22. ^ (RO) Conflict in ALDE intre Tariceanu si Daniel Constantin. Care este riscul ca Guvernul sa ramana fara majoritate parlamentara, Pro TV, 20 marzo 2017. URL consultato il 7 maggio 2017.
  23. ^ (RO) Dan Tapalaga, ALDE discuta duminica retragerea sprijinului politic pentru Daniel Constantin/ Cum se complica jocul politic si un scenariu cu Grindeanu, HotNews, 24 marzo 2017. URL consultato il 7 maggio 2017.
  24. ^ (RO) Alina Neagu, ALDE a decis sa ii retraga sprijinul politic lui Daniel Constantin. Gratiela Gavrilescu, propusa pentru functia de ministru al Mediului. Viorel Ilie, propus ministru pentru Relatia cu Parlamentul in locul Gratielei Gavrilescu, HotNews, 26 marzo 2017. URL consultato il 7 maggio 2017.
  25. ^ (RO) Cătălina Mănoiu, Daniel Constantin rămâne fără sprijin politic din partea ALDE şi pleacă din Guvern, Mediafax, 26 marzo 2017. URL consultato il 7 maggio 2017.
  26. ^ (RO) S. T., Graţiela Gavrilescu, BIOGRAFIE. Cine este noua propunere ALDE de vicepremier și ministrul al Mediului, Antena 3, 27 marzo 2017. URL consultato il 7 maggio 2017.
  27. ^ (RO) Alina Neagu, Tariceanu a fost ales presedintele ALDE, in cadrul Congresului. A fost singurul candidat, HotNews, 22 aprile 2017. URL consultato il 7 maggio 2017.
  28. ^ (RO) Congresul extraordinar și congresul ordinar ale ALDE, Agerpres, 21 aprile 2017. URL consultato il 7 maggio 2017.
  29. ^ (RO) https://www.antena3.ro/politica/daniel-constantin-atac-dur-la-adresa-lui-calin-popescu-tariceanu-a-incercat-sa-si-asigure-409793.html, Antena 3, 23 aprile 2017. URL consultato il 18 agosto 2017.
  30. ^ (RO) Valentina Postelnicu, Victor Ponta, în partidul Pro România, alături de Daniel Constantin: Nu mi-am propus să rup PSD, Libertatea, 3 settembre 2017. URL consultato il 4 agosto 2018.
  31. ^ (RO) Adrian Ilie, DOCUMENTAR: Cum a ajuns premierul Grindeanu subiectul rechizitoriului făcut de propriul partid, News.ro, 15 giugno 2017. URL consultato il 24 giugno 2017.
  32. ^ Andrea Tarquini, Romania, è crisi di governo: si dimettono tutti i ministri, La Repubblica, 15 giugno 2017. URL consultato il 24 giugno 2017.
  33. ^ (RO) Laurențiu Mihu, Legătura dintre operaţiunea „OUG 13” şi operaţiunea „Grindeanu”, Digi24, 15 giugno 2017. URL consultato il 24 giugno 2017.
  34. ^ (RO) Dan Tapalaga, Salvatorii democratiei si pucistii, HotNews, 19 giugno 2017. URL consultato il 24 giugno 2017.
  35. ^ (RO) Liviu Dragnea: Maine discutam noi propuneri de premier. Sper ca Grindeanu sa nu se agate de procedura. Toti ministrii PSD, cu o exceptie, au demisionat, HotNews, 14 giugno 2017. URL consultato il 24 giugno 2017.
  36. ^ Romania: cade governo Grindeanu sfiduciato da socialisti, in La Stampa, 21 giugno 2017. URL consultato il 21 giugno 2017.
  37. ^ (RO) Sorin Peneș, Dragnea despre doctoratul lui Tudose: Și Ponta a fost acuzat de plagiat și a fost un premier foarte bun, Agerpres, 26 giugno 2017. URL consultato il 26 giugno 2017.
  38. ^ (RO) Mihai Tudose, cel mai recent nume vehiculat ca propunere de premier din partea PSD-ALDE, HotNews, 25 giugno 2017. URL consultato il 26 giugno 2017.
  39. ^ a b (RO) Dan Tapalaga e Iulia Rosca, Risc iminent de rupere a coalitiei? Negocieri dure Dragnea – Tudose, HotNews, 11 ottobre 2017. URL consultato il 1º novembre 2017.
  40. ^ (RO) DNA cere urmarirea penala a ministrului pentru Relatia cu Parlamentul, Viorel Ilie (ALDE), pentru trucarea unui concurs de angajare in minister, HotNews, 25 agosto 2017. URL consultato il 1º novembre 2017.
  41. ^ a b (RO) R. M., Tariceanu: Mentinem sprijinul politic pentru ministrul Viorel Ilie. Nu putem accepta ca DNA-ul sa faca Guvernul Romaniei, HotNews, 12 ottobre 2017. URL consultato il 1º novembre 2017.
  42. ^ (RO) Cristian Pantazi, Conflict cu repetitie la PSD. Ce atuuri au Dragnea si Tudose si cine e a treia cale, HotNews, 15 gennaio 2018. URL consultato il 2 settembre 2018.
  43. ^ (RO) Sebastian Zachmann, Dragnea şi Tudose încep preludiul măcelului. Care sunt mizele sedinţei PSD de luni, Adevărul, 7 gennaio 2018. URL consultato il 2 settembre 2018.
  44. ^ (EN) Romanian Prime Minister Mihai Tudose resigns, DW, 15 gennaio 2018. URL consultato il 22 agosto 2018.
  45. ^ (RO) Iulian Budușan, Tudose:"Nu mai am ce să lucrez cu un ministru care mă minte în halul acesta", 10 gennaio 2018. URL consultato il 2 settembre 2018.
  46. ^ (RO) Dan Tapalaga, De ce a pierdut Tudose si ce urmeaza, HotNews, 16 gennaio 2018. URL consultato il 15 agosto 2018.
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  51. ^ (RO) Cătălina Iordache, Guvernul s-a răzgândit? Tăriceanu vrea să se renunţe la taxa de 2% pe cifra de afaceri a companiilor din energie. ”I-am explicat Vioricăi Dăncilă că această taxă afectează grav posibilităţile de dezvoltare”, Ziarul Financiar, 13 febbraio 2019. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  52. ^ (RO) Tăriceanu spune că Guvernul ar putea renunța la taxa de 2 % impusă companiilor din energie, Pro TV, 13 febbraio 2019. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  53. ^ (RO) Elena Deacu, Tăriceanu: Teodorovici să îşi ţină părerile în ce priveşte Ministerul Energiei, Adevărul, 17 febbraio 2019. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  54. ^ (RO) Tăriceanu despre Legile Justiţiei: Muşuroiul a fost deranjat, iar asta ar trebui să îi pună pe români pe gânduri, Jurnalul Național, 20 novembre 2017. URL consultato il 12 febbraio 2019.
  55. ^ (RO) Diana Grigore, Tăriceanu, despre magistraţi: E ciudat să protesteze că nu mai beneficiază de aceleaşi scurtcircuite, Mediafax, 21 febraio 2019. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  56. ^ (RO) Gabriel Pecheanu, Tăriceanu, despre candidatura Laurei Codruţa Kovesi la şefia Parchetului European: Nu prea merge chestia asta, Mediafax, 12 febraio 2019. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  57. ^ (RO) MH, Retrospectivă: 2018, anul al doilea al luptei împotriva statului de drept, HotNews, 30 dicembre 2018. URL consultato il 5 gennaio 2019.
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  64. ^ (RO) Emanoil Ursache, Norica Nicolai îi execută pe Guy Verhofstadt și pe Dacian Cioloș. O nouă ofensivă înainte de europarlamentare, Evenimentul zilei, 23 maggio 2019. URL consultato il 23 maggio 2019.
  65. ^ (RO) Luminița Pîrvu, A început campania electorală. Calculele partidelor pentru alegerile europarlamentare: direcții de atac, mesaje și câte mandate vor să obțină pe 26 mai, HotNews, 25 aprile 2019. URL consultato il 4 maggio 2019.
  66. ^ (RO) Tăriceanu cere boicotarea referendumului: Recomandarea noastră e să nu se voteze, pentru a nu se face jocul lui Iohannis, G4Media, 7 maggio 2019. URL consultato l'8 maggio 2019.
  67. ^ (RO) ALDE, primul partid care se poziționează oficial împotriva referendumului pe justiție: Este doar un pretext pentru președintele Iohannis pentru a-și începe campania electorală, G4Media, 17 aprile 2019. URL consultato l'8 maggio 2019.
  68. ^ (RO) EUROPARLAMENTARE 2019 După dezastru, Tăriceanu spune că are nevoie de un timp de ”reflecție și analiză”, Radio Europa Liberă, 26 maggio 2019. URL consultato il 30 maggio 2019.

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